martedì 26 marzo 2013

Diamoci al porno

Dovete sapere che amo leggere.
Mi piace proprio tanto, conoscere, scoprire cose nuove, leggere di posti lontani, mi aiuta a staccare dallo stress, a viaggiare con la mente.
Quando sento di persone che non leggono perchè gli scoccia o non so che, mi vengono i brividi.
Ma vabbè.

Per scienza e conoscenza, perchè se ne parla come un capolavoro della letteratura erotica, un romanzo precursore che sconvolse milioni di lettori, che ha 100mila edizioni, ho deciso di leggere nientepopodimenocchè "L'amante di lady Chatterley".
Tale libro giaceva in una delle librerie di casa mia in un'edizione oscena.
La copertina è oRenda, bianca, con 2 che si accoppiano coperti di fiori, che se lo facessero a me mi toccherei una tetta.
No, non è autoerotismo, mi sentirei in prova costume per la bara.
Sul libro, trovato in omaggio in un giornale, capeggia la scritta "edizione integrale", che una s'immagina le peggio cose e Rocco Siffredi che lo legge per aggiornarsi.

Comunque sono andata avanti veloce a leggere le scene pornogr  ho letto il libro e le scene ad alto contenuto erotico.
Esticazzi.

Riassumendo, la storia è la seguente:
'Sta tipa nel 1913 aveva una vita sessuale, a QUINDICI anni, che noi ce la sogniamo. Una 15enne attuale che si comportasse come lei sarebbe affettuosamente definibile "battona". Immaginatevi nel 1913 che se sfioravi il mignolo di una donna poi, ex lege, te la dovevi ALMENO sposare.
Comunque la tipa va all'università, parla con aitanti giovanotti, canta, balla e tromba che manco i ricci.
Poi , per misteriose motivazioni forse contenute nelle pagine da me saltate, sposa uno con dei pesanti problemi esistenziali che parte per la guerra, forse esplode da qualche parte, ma non muore, torna paralizzato dai fianchi in giù.
Eciaosessociao.

La tipa ha 23 anni e giustamente dei pizzicori che le derivano dalle emozionanti serate passate a giocare a ramino col marito.
Si accoppia per cui con qualsiasi detentore di pene nel raggio di 35 km.
Il marito nel frattempo dorme.

Dopo di ciò ella incontra un guardaccia.
Grezzo, che parla in dialetto, che non la rispetta, che se la tromba fra i fagiani e le dice cose oscene.
Praticamente gli manca la clava.
E lei che fa?
Se ne innamora perdutamente.
Mi pare LOGICO.


Praticamente è una storia facilmente ambientabile ai giorni nostri.
Io esco, vado in un qualsiasi locale della mia città, incontro un uomo di neanderthal random che mi dice "a morti tò è a pecorina" e che al posto della clava ha una maglietta con i brillantini e, invece di spruzzarlo con lo spray al peperoncino, mi offro in moglie.

Il guardiacaccia perlaltro le intreccia non-ti-scordar-di-me là dove non batte il sole.
Ma vi immaginate?
Cioè voi siete a letto con un buzzurro e lui vi fa le composizioni floreali là dove non osano le aquile.
Roba da serial killer.
Roba da pazzo di psycho.
Roba da feticisti.
Roba da interflora.

Il guardiacaccia racconta di essere diventato grezzo come il petrolio a causa delle donne.
Trovava solo intellettuali frigide.
Adesso parla con lei come un porno-divo truzzo, con un linguaggio sboccato e volgare. Per essere carino le dice che "ha un culo che potrebbe reggere il mondo".
Io lo avrei impiccato per le dita dei piedi, lei lo ama sempreppiù.

Chat?
Ti do del tu che abbiamo tante cose in comune, anch'io vedo la gente grezza.
Se vieni qui facciamo un patto.
Tu mi dai gli uomini gnocchi e colti con i quali parlavi nel 1913, tanto lo stagionato ormai va di moda, e io ti cedo i grezzi che raccatto everywhere.










giovedì 21 marzo 2013

Come t'ammazzo Cenerentola


Che rapporto avete voi con le pulizie di casa?
Siete di quelli che se vedono una macchia chiamano rinforzi? Impugnano il mocio, l'acido muriatico e "ne resterà soltanto uno"?
Io no.

Il mio ex diceva che sono l'esserA umanA femmina meno femminile del globo, da questo punto di vista.
A casa sua.
Parliamone.
Spiegatemi perchè donna=pulizie?

Uomini,
una sola domanda: avete il pollice opponibile?
Benissimo. Siete salvi, potete impugnare la scopa.

Io capisco che magari sarò un tantino esagerata, io pulisco quando sento gli acari tossire, che c'ho il cuore debole, sono animalista e mi fanno pena.
Tuttavia, se sono in un gruppo nuovo con gente che potrebbe fraintendere il fatto che io e mastrolindo non ci frequentiamo assiduamente, mi fingo amante della pulizia.
Che pare faccia donna.
Ai miei tempi eri donna se ti mettevi le calze a rete, adesso se pulisci le fughe delle piastrelle con lo lo scopino in pelo di tasso.
Comunque, se una Donna dice "la mia ex coinquilina lavava la cucina 5 volte la settimana" io mi adeguo alle reazioni delle presenti.
La sua ex coinquilina ha la cucina più pulita della mia x4, ma io non lo dico, osservo gli occhi delle altre e, se sono sbarrati, mi unisco allo sconcerto con un "mioddio" che è sincero.
Per loro significa "mioddio che schifo, che donna poco pulita", per me "mioddio 5 volte e che deve levare la rogna?".

Però non capisco davvero quelli che lavanostiranoestendono che manco Cenerella.

Ma chi ve lo fa fare?
Anche casa dei miei è così, eh.
Manco le nursery sono pulite come casa mia.
Ve lo ricordate il pulisci lingua? A noi non serve, lecchi una piastrella e al massimo si schifa lei.

Ma c'è di peggio e ve lo dice una che ha vissuto con 3/4 della popolazione del globo terrestre.
Tutti scappati da vari manicomi.

Ho vissuto con una sFizzera.
La sfizzerona, che aveva un suo personalissimo concetto di pulizia, puliva prima di uscire al mattino, perchè "se la casa non è pronta, io non sono bene", ma metteva scarpe e immondizia sul tavolo da pranzo.
Cioè puliva prima delle 9.
E qui ci voleva Lombroso, altro che mento pronunciato e sopracciglia folte, questi Lombrosino mio sono segni EVIDENTI di delinquenza.

Poi ho vissuto con un ungherese.
L'ungherese aveva LA tazza.
L'amica tazza raccoglieva l'olio risalente agli attacchi ai castelli nel 500 a.c. per ustionare la gente.
L'ungherese infatti friggeva tutto, tutto ciò che è "friggibile", verdure, carne, pesce, esseri umani, suppelettili, e poi conservava l'olio in cui aveva fritto, senza soluzione di continuità, tutte queste belle cose.
Una gioia per chi ha i capelli mossi e lunghi.
Ho puzzato di fritto per tutta la durata della mia borsa di studio, la gente in Irlanda puzza di birra, io puzzavo di fritto.
Che culo.

Poi ho vissuto con un irlandese.
Gli irlandesi hanno l'allegra abitudine di insaponare i piatti e metterli ad asciugare.
Così.
Senza na botta d'acqua amica.
Lo svelto va con tutto che volete.

Sono anche stata ospite da amici il cui bagno raggiungeva livelli di radioattività che manco a Fukushima.
 
Queste sono esagerazioni, lo so.

Però eliminare i graneli di polvere singolarmente non mi pare nemmeno la giusta scelta. Chiamarli per nome, "oggi ho ucciso max il granello", mi pare un tantino esagerato. Anche perchè se ogni momento libero della vostra linda vita lo passate a pulire, a noi nonlindiepinti fate ansia.

Quindi persone pulite, sappiatelo.
A noi, normosporchi, ci fate sentire in colpa.


martedì 5 marzo 2013

Il Dottor Meeh



Ultimamente, come ogni 90enne che si rispetti, sono stata parecchio in giro per medici.
Tra l'influenza e gli acciacchi vari ho visto più malati io che Madre Teresa di Calcutta.

Detto ciò ho un paio di considerazioni.
Intanto andare dal medico da soli è di un triste che non si può capire.
Ti tocca parlare con i vecchi che si lamentano del governo.
Signora? Ha ragione, però almeno lei la pensione l'ha vista, io non la vedrò e per i miei figli sarà come gli unicorni.
Qualcuno crede che siano esistiti, ma nessuno li ha mai visti.

E poi, quando sei sola, ti fai l'immagine tipo film, in cui il medico, generalmente gnocco, ti dà 3 o 4 ore di vita, tu svieni e frotte di parenti (nei film affittano i pulmini per andare dal medico) ti sorreggono.
Ecco, io sbatterei il culo.

Il mio medico ha un'assistente, la cui utilità è il 4° segreto di Fatima, a meno che non rientri nei suoi doveri passeggiare sui tacchi e avere un trucco che manco alla notte degli oscar.
Ci sono i bigliettini per evitare la fila.
Tipo panificio no?
Alla forneria serviamo il numero...
Però laggente il numero non lo prende.
Darwin non aveva capito niente.
Altro che piselli, doveva venire qui, attaccare al muro un cosino che distribuisce i numeri e restare a guardare.
Percentuale di riuscita 2%.
I numerini sono utili per evitare di dover stare in piedi davanti la porta, ai blocchi di partenza tipo olimpiadi e ringhiare ogni volta che un omino, che era andato a fumare una sigaretta, rientra e riprende il suo posto.
Quelli che tu pensi ti freghino il posto e gli auguri un colera cronico.
Nemmeno lo spreco di energie negative.
Arrivo lì, prendo il numero perchè numero è bello e chiedo chi avesse il numero 28. Una signora timidamente mi dice "io, però credo che gli altri non abbiano preso il numero".
...
...
...
"buongiorno scusate, avete preso il numero?"
"no, ci siamo messi in fila"
"perchè la vostra religione ve lo vieta o state espiando qualcosa in particolare?"
Una nuova forma della passione magari, chessò.
Quindi inizia il carosello dei "c'ero prima io", "tocca a me", "ero fuori a fumare", "ero a girare le zucchine", "era uscito il caffè", "seppellivo il pesce rosso" e così via.
Un omino mi guarda triste e mi dice "scusa, ma i numeri servono?"
"Sì, ma ce l'abbiamo fatta in tre a prenderli".
Un signore mi guarda e dice "ma io mica posso prendere il numero e perdere la fila, giusto signorina?"
Ora.
Mi limito dal rispondergli "sticazzi" e rispondo "mi scusi, ma lei perchèperchèperchè non ha preso il numero?"
"vabbè potrei farle la stessa domanda... lei perchè ha preso il numero".
Vedete perchè io non posso camminare con lo spray al peperoncino parte 2°?
Poi in questi casi pensi di essere in una nuova puntata di "ai confini della realtà" e vorresti semplicemente che si sentisse la voce fuori campo "la risposta nella prossima puntata".
Così la risposta, nel frattempo decanta.

Poi ho qualche considerazione a proposito dei medici.
Medici.
Ho visto capre più attente.
Detesto le persone che non spiegano, in ogni campo.
Per me non esiste argomento che non possa essere spiegato, ovviamente adattando il linguaggio.
Chi non può spiegare qualcosa perchè non sei del mestiere, chi sconosce i sinonimi, non è un professionista, è un mezz'uomo.
Mezzo ignorante e mezzo pessimo comunicatore.
Ho spiegato diritto a gente che non parlava italiano, credo di poter capire a cosa servono delle pillole.

Il pensiero del mio medico è riassumibile in "mal comune mezzo gaudio".
Hai mal di schiena?
Il 70% della gente ha mal di schiena.
Hai la nausea?
Anche le donne incinte.
Ti fa male la pancia?
Pensa alla gente che muore di fame.

Ormai sono arrivata a selezionare i malanni, li riduco, mi fa male la gola e ho la nausea, quale prediligo?
L'ultimo dialogo è stato il seguente:
"prendi queste pillole"
"cosa sono?"
"ti aiutano"
"anche la marijuana"
"aiutano a digerire"
"ah tipo xyz?"
"no, queste sono... PILLOLE"
"ma dai? pensavo fiori di campo".

E quindi niente, ho deciso che mi apro uno studio medico anch'io.
Che ogni volta che esco dal medico non sono mai soddisfatta, non mi sento nè sì, nè no.
Mi sento sempre molto meh.

Comunque fate come me.
Ogni volta che state male pensate che c'è chi sta peggio.
E sperate che sia il vostro medicomeeh.

mercoledì 27 febbraio 2013

Abbiamo vinto noi


Mi sembra giusto iniziare questo post, che molti di voi capiranno almeno arrivati a metà, con una dedica folle:
"Dante, ma vaffanculo!"

Bene.

Dovete sapere che ad Ottobre abbiamo avuto una bella notizia.
Siccome noi siamo una famiglia originale, al mio ritorno dalla toscana di pacco, per festeggiare, siamo andati all'ospedale.
Mia madre deve aver montata una quanche versione trial dell'antivirus, quelle che durano un mese e hanno solo i servizi base.
La diagnosi non era buona.
Siamo rimasti tutti tra lo shoccato e il senza parole finchè, con estrema e infinita empatia, una dottoressa che stava per entrare nella stanza in cui mia mamma stava facendo un importante accertamento, con una faccia più brutta di quella che già avesse (cosa non da poco), disse ad un altro medico: "Aspetta che qui c'è una signora con un linfoma che uhm..".

Dante (la dottoressa è stata così soprannominata per il suo grazioso naso),
ti auguro che un tuo parente si ammali (raffreddore eh) e il medico dica una cosa del genere.
Così impari e perdi 45 anni di vita.

Oggi, dopo tanti mesi di cure, tristezza, ecc, abbiamo avuto la bella notizia.
Stiamo bene!

Il post sarà di ringraziamento, con nomi e cognomi. Perchè c'è gente che merita il nobel e la gloria, non perchè promette l'IMU, ma perchè rende il mondo un posto bello.

Voglio ringraziare Piero e Valeria, i miei più cari amici, i primi a sapere, quelli che, pur avendo i loro enormi problemi, sono stati i primi a tirarmi su.
I primi a rispondere alle domande "come si accetta, come si va avanti" perchè sanno, purtroppo, di cosa parlo.
Quelli che mi hanno sempre ascoltata e fatta ridere. Quelli che, mentre ero confusa, mi sentivo sola, disperata e depressa, mi hanno dato la mano.
Voglio ringraziare le mie cugine, che si sono sempre interessate e cercavano diete e cibi innovativi per aiutare durante le cure (cugina? i vermetti sono morti tutti, credo di inedia, sono una persona orribile?).
Voglio ringraziare quei parenti che ci sono stati sempre, che si sono offerti per qualsiasi cosa e hanno chiamato 95 volte al giorno per tirare su mia mamma.
Anche quella zia che aveva il diritto di chiudersi in camerino e piangere perchè ne avrebbe avuto i motivi.
Voglio ringraziare Ileana e Michi, sempre presenti, sempre con me, sempre disponibili. Non mi hanno mai lasciata nè sola nè a deprimermi. Grazie per la totale assenza di democrazia quando vi dicevo "no, non voglio uscire" e rispondevate "ok, stiamo passando".
Voglio ringraziare chi ha capito che il viaggio per cercare lavoro non era solo quello, ma era anche una ricerca di serenità e cambiamento.
Grazie per le cene, per il cinema con la gente pazza, per avermi quasi uccisa con il pelo di gatto, per avermi comprato il mango, perchè mi piaceva pure sistemare casa con voi.
E ringrazio:
Maya, che mi ha quasi uccisa col pelo e mi ha evitato di pensare ad altro che non fosse "respirarespira".
Giovanni, perchè anche se se la prendeva con me quando non riusciva a consolarmi ed è un po' impedito nel consolare, c'è stato, è stato dolce e presente.
Anna, che dall'Emilia Romagna, mi è stata tanto vicina da sentirla qui.
Adele, che ogni volta che mi sentivo depressa, mi rallegrava con i video in cui fa il cane, la mucca e il gatto.
Altri amici che ci sono stati, Barbara, Palmi, Manlio, Rino, ecc, in maniera discreta e delicata.
Alcuni amici che ci sono stati, pur non sapendo, solo perchè ero giù, voi che mi leggete compresi.
Alcune amiche di mia mamma, una in particolare, che ci ha pure cibati.
I medici, quelli bravi, quelli dolci, come la dottoressa che mi è venuta a cercare dopo che ci hanno dato la notizia.
I medici, quelli stronzi, vi auguro l'impotenza, ma non quella generandi (eh eh, vi piacerebbe), quella coeundi.
Gli dovete dare l'estrema unzione proprio.
Mia nonna, 91 anni, alla quale non avevamo detto niente, e che mi ha detto un giorno "sai? ho fatto l'offerta per il cancro".
Per farmi capire che se in famiglia c'è qualche scimunito, lei non fa parte del club.
Mio padre, supereroe come sempre, che ha fatto di tutto e di più. Io non potrei essere più felice e fiera di averti come padre.
Tuti quelli che sono stati capaci di dare e di esserci, che hanno capito nervosismi, antipatie e chiusure, che hanno trovato il tempo sempre, anche per un semplice caffè.
Perchè quando si sta male, quando si soffre, ogni cosa aiuta, e non deve essere un grande gesto, non si deve necessariamente parlare del problema, basta stare vicini, essere di compagnia, raccontare dei vostri figli, dei vostri casini, aiuta.
Grazie, voi rendete il mondo più bello.

E mia mamma che non s'è mai lamentat ha rotto i coglionbi q.b., ma ha superato le sedute, i dolori, i fastidi, la nausea, la perdita di capelli, la perdita di speranza, che mezz'ora dopo la prima chemio mi ha detto: "Ho ancora i capelli!". Perchè immaginava che i capelli si lanciassero in un suicidio di massa al grido di "tutti a terra!".

Brava mamma, manco i gatti c'hanno tutte ste vite.

Te l'avevo detto.
Abbiamo vinto noi.

lunedì 25 febbraio 2013

Cronache di una lebbrosa



Ho avuto la lebbra.
No, non si può chiamare febbre quella che ti tiene a casa 10giorni10.
Tutto iniziò con difficoltà a respirare e, vista la serata di eccessi precedente, plum cake fatto in casa, decaffeinato e chiacchiere, pensavo di aver fumato troppo.
Che fumato troppo per me sono tipo 8 sigarette.
Stavo così male che ho giurato che non avrei più fumato, mangiato, bevuto, utilizzato i polmoni.
La notte, per premio al mio fioretto, avevo 39,6.
Comunque ho avuto 4 giorni di febbre altissima, mi sono liquefatta tipo slimer ogni notte (lo so che i particolari trash vi piacciono) e non ho avuto rapporti col mondo.
Mi dava fastidio la luce.
E i paletti in frassino.

Sono stati 3 giorni emozionanti, ho mangiato mezza pera e non ho inserito liquidi nel mio corpo.
Quando ho iniziato a non sentire la bocca mi aspergevo con la cannuccia.
Tipo pornostar, ma bavosa.

Poi è scesa la temperatura e mi sentivo come vostra nonna.
No, non quella molto anziana.
Quella morta.

Ovviamente m'è venuta la febbre quando dovevo:
- andare dal dentista;
- iniziare a lavorare con i bambini;
- iniziare a lavorare per varie ed eventuali.

L'assistente del dentista alla 4° volta che mi ha rinviato l'appuntamento per malattia, mi ha dato l'estrema unzione.
Dai bambini sono andata tossendo, ma tanto quelli sono piccoli e sono loro che attaccano le malattie.
Un bambino di 4 anni attacca malattie che manco i piccioni.
Vi amo piccoli gnomi, sappiatelo.
Ho letto e rivisto un progetto mentre avevo la nausea che manco le donne incinte. Emozionante.

Ho iniziato a lavorare con i bambini. Praticamente insegno media education a bambini dai 3anni3 ai 10 anni.
Ho scoperto che, se un bambino di anni 3 ti dice "devo andare in bagno", la risposta "in fondo a destra" non è sufficiente.
I bambini piccoli non sono dotati di dispositivo autopipì, viene installato verso i 5 anni.
Per compensare, un bambino di 4 anni ha una capacità polmonare pari a Pavarotti. Può urlare senza respirare un tempo pari a quello dei migliori apneisti.
Non avevo mai augurato una paresi alla lingua, mai.

E ora scusate ma sta vincendo il PDL.
Non potendo fare la battuta che vorrei, che mi renderebbe suscettibile di denuncia, vi lascio che il visto per l'Australia prende tempo.
I bambini li porto con me.
Il perchè indovinatelo voi che in galera non ci posso andare.

Le arance mi fanno acido.

venerdì 8 febbraio 2013

Faccio cose, vedo gente, rompo treni


"Che fai per ora?"
"Giro, vedo gente, faccio cose, sogno pulizie di fino, rompo treni".

Gli ultimi giorni di tournèe intorno al mondo sono stati interessanti.
Intanto ho rotto un treno.
Come?
Niente, io l'ho solo preso per andare in Toscana, ma siccome ho i poteri (chiamasi sfiga) ci siamo fermati per un'oretta in mezzo al nulla innevato.
"Ma sapete che è successo?"
"Pare che abbiano picchiato il capotreno e lo abbiano minacciato con un coltello. Aspettiamo la polizia".
...
...
...
Io volevo andare in Toscana eh, mica nel bronx.

Comunque, salvato il capotreno siamo ripartiti, abbiamo ballato "brasil" sulla carrozza sulla quale c'erano 52° e siamo arrivati in ritardo.
Sono scesa giovane, bella e abbronzata.

Probabilmente per questo ho sognato cose da pazzi.
Mi trovavo con un amico ad una specie di ballo delle debuttanti.
In jeans.
Cioè c'era la gente con lo strascico e io avevo i jeans.
Volevo morire pazza.
Sempre nello stesso sogno, al cambio di scena, mi trovavo a casa di due amiche che vivono a Roma ad aspirare ragni con l'aspirapolvere.
Come vi dicevo non mi drogo, sono così "nature".

Poi sono stata a Firenze a lasciare cv everywhere.
Ho scoperto che a Firenze le "tagliatelle del contadino" prevedono, tra gli ingredienti, il contadino.
O non si spiega la presenza della salsiccia.

Il mio navigatore è aggiornato al 1920 quando non c'erano molti palazzi.
Sì navigatore, il percorso che volevi farmi fare, passando a casa della Signora non si chiama itinerario.
Si chiama violazione di domicilio.

La gente che italianizza le parole inglesei andrebbe abbattuta seduta stante.
"SOTTOMETTETE le vostre candidature all'indirizzo www.frusteeschiavi.com"
E omino?
Non te lo voglio dire ma cv è latino, quindi dire "si vi" è illegale nella maggior parte degli stati.

Sono andata al mercato:

"Bella vuoi cime? Ah no, tu sei un dolce, mangerai le fragole"
You win.

"Bella guarda qui. Guarda che bella banana"
You lose.

venerdì 1 febbraio 2013

Cronache di una che continua ad essere disoccupata


Non ho avuto pc/internet/stabilità psicologica e quindi non vi ho aggiornati.
Provvedo, non sia mai la vostra vita non sia andata avanti dal 16 Gennaio.

Luogo strafigo, scuola di italiano.

"Buongiorno, potrei lasciare un cv? Sono un'insegnante di italiano L2 (ci provo)"
"Sì, lo lasci pure, ma non le do nessuna..."
"...garanzia?"
"SPERANZA"
"Giannil'ottimismoèilsaledellavita le veniva parente?"

Tra un cv e l'altro decido di guardare nei negozi di scarpe, perchè mia mamma ha deciso di regalarmele perchè "compratilescarpevaingirocomelapiccolafiammiferaia".
Promemoria per le prossime vite.
Se decido di comprare le scarpe, evitare calzini come questi:


Prima che prendiatein giro i miei bellissimi calzini, sappiate che:
- sì, mi piacciono;
- no, non ho perso nessuna scommessa;
- no, non mi hanno rubato la valigia e me li ha prestati mia cugina 8enne;
- no, non è esplosa la lavatrice ed erano la mia unica risorsa;
- sì, ero capace di intendere e di volere quando li ho comprati.


Dopo un giro vario ed eventuale nelle agenzie interinali, aspettando che ne aprisse un'altra, sono andata a pranzo in un bar al cui piano di sotto c'è l'istituto di bellezza.
Il posto è veramente carino, ci sono tante cose da mangiare, non solo panini ma anche qualcosa di più particolare, gente simpatica, in centro, bell'ambiente, pulito (sì mi danno 2 euro a cliente che gli porto, che volete?).
E poi.
E poi niente vai a fare pipì e trovi la turca.
La turca meoddeo.
Ma soprattutto.
Avrei una domanda.
Come siete riusciti a montare la turca perpendicolarmente alla porta e in una maniera in cui non benedirsi i piedi è impresa da premi nobel per la minzione?
No, ditemelo.

All'interno di questo bar ho avuto un discorso interessate con l'omino:
"... e se vuoi, dopo pranzo vai giù e ti rimettiamo in sesto nel tempo di un caffè"
"omino? mi hai vista? A parte il fatto che non mi rimetti in sesto manco nel tempo di una pasta al forno figuriamoci di un caffè, sono qui perchè aspetto che apra l'agenzia interinale.
Figurati se sento il bisogno di depilarmi".

Tra un'agenzia e l'altra, una scuola e l'altra, passo fuori praticamente tutto il giorno, ormai non lascio cv, io SPACCIO cv.
Ovviamente co' sto freddo, il problema pipì è dietro l'angolo e per me, che ho la vescica 50 ml, è dietro ogni angolo/marciapiede/cavalcavia/attraversamentopedonale/semaoforo/ecc...
Inizialmente andavo al bar, un caffè e una pipì.
Notato che m'erano venuti 50 tic diversi, occhio tremulo ed ero simpatica come la panna acida, mi sono fatta furba e ho optato per una scelta differente.
Faccio pipì alla feltrinelli, alla fnac, alla hoepli, praticamente segno il territorio tramite le librerie.
Pipì culturali le mie.

Il giorno successivo ho mangiato indiano, perchè sono tossicodipendente e se non mangio lenticchie 3 volte a settimana intristisco (sono vecchia).
E niente, voi che v'aspettate di trovare all'indiano?
Cibo indiano?
Ebbene non tutti la pensano così:
"Buongiorno, noi vorremmo mangiare qualcosa di indiano"
MA VA.
proprietarioperplesso: "sì, abbiamo antipasti, primi, secondi..."
"eh sì però a me salsine e curry non piacciono"

Stella? Avanti a sinistra c'è una piadineria, levati dalle palle e fammi mangiare le lenticchie in silezio.

Ehm, sì, non facevo ancora pipì alla feltrinelli.

Continua...
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