giovedì 16 febbraio 2017

Ma neanche Brad Pitt


Una volta ero giovane e tonica e decidevo dovecomequandoeperchè con un uomo.
Se alla fine mi andava di divertirmi e giocare, di sorridere per vedere quanto può una minigonna, lo facevo.
Nel limite della mia generazione che no, non te la do in 17 minuti che comunque sarò giovane, tonica e quello che vuoi, ma io voglio la magia e almeno sapere achiappartieni.

Ora che sono meno giovane, ma soprattutto di meno belle speranze, mi sono resa conto di una tragica verità.
Mi scoccia.
Mi scoccia il gioco di sguardi, mi scoccia il potremmo prendere un caffè (possiamo? potremo? unici tempi ammessi), mi scoccia quello che gioca, mi scoccia, ad essere onesta, chi respira nel mio spazio aereo.

Per carità, ho conosciuto un discreto numero di pazzi e questo incide, ho sentito racconti dell'orrore e questo incide, ma, di base, mi scoccia.

Che cosa ho capito all'inizio dei miei primi 35 anni gesumiostomorendoinmenopausa?

Ho capito che la gente non cambia. Ho capito che non esistono gli uomini dei film, Dylan di beverly hills 90210 (che sono vintage), l'omino di 50 sfumatore di gricia, Mister Big di sex and the city, che partono da mifaccioicazzimiei a ti sposo domani.
No.
Partono da mi faccioicazzimiei e muoiono mifaccioicazzimiei.
Spero in atroci sofferenze, ma questo non è documentato.

Ho scoperto che sono diventata Candy.
La corcerossina per eccellenza, ma senza procione che dddiomiounprocionedovelotrovo.
Mi sono resa conto che spesso noi donne non siamo sfortunate, non troviamo sempre lo stesso tipo di uomini perchè siamo sfortunate, noi SCEGLIAMO, consapevolmente, lo stesso uomo.
E' la sindrome di candy candy.
E' quell'idea malata e malsana che ti fa pensare di poter cambiare un uomo,perchè mica non vuole una relazione, ma è perchè ha una famiglia difficile, un'infanzia terribile, una scuola in cui era picchiato, uno svezzamento a guantanamo, un nonno sbranato dai canarini.
No.
E' un uomo che può amare solo sè stesso.
E' un uomo che conosce un amore monodirezionale, verso sè stesso.
E' un uomo che se tu dici "voglio la pizza" non te la fa arrivare a casa.
Non è un uomo speciale, non lo cambieremo, non vale la pena.
Meritiamo di più.

Il per sempre non esiste, esiste l'oggi e io voglio che tu ci sia oggi.

Non mi interessano i nomignoli, i ti amo, gli avrò cura di te, io non ci credo.
Mi interessa ridere ora, non il secolo prossimo.
E onestamente imparerò a fottermene che tu ti penta di avermi persa, perchè valgo più di te o di qualsiasi cosa simile a te tu possa trovare.
So che è così, non sono immodesta, sono realista.

Perchè permettere a un uomo che ama più la sua voce che il nostro bellissimo sorriso di svilirci, di farci sentire inferiori, di farci chiedere DOVE HO SBAGLIATO, non vale mai la pena.
Manco per Brad Pitt che comunque s'è trombato la baby sitter e pare fosse brutto dentro.
Ma molto bello fuori.

Una vota frequentavo uno che, taggato in una foto (di un brindisi eh mica di amore eterno), non mi ha autorizzato il tag. Alla mia richiesta di "buh come mai", mi ha risposto "ma io con le mie foto mando dei messaggi".
Tipe su un muretto.
La cena e sullo sfondo le tette della tizia con lui.
Mare.
Aperitivo.
E io, invece di dirmi e dirgli "machitesencula", CI SONO RIMASTA MALE. Ho pensato di non essere abbastanza carina da meritarmi gli orrori della cronaca.
Ma col cazzo.
Io sono una strafiga (non è vero, ma lasciatemi morire felice).
Sono persone che possono solo farci male, persone in fondo cattive o insane chissà, il cui ego va nutrito così, perchè in autonomia cosa sono?

E voglio chiudere questo post strappalacrime, rompipalle con un ragionamento maturo, serio e ragionato. Qualcosa che ho maturato nel tempo, che ormai che ho 35 anni sento di poter condividere, che voglio sia inciso a fuoco da qualche parte e aiuti le generazioni future:

MA FOSSI TU BRAD PITT.
C'HAI PURE LA PANZA STRONZO.

giovedì 12 gennaio 2017

Un'allegra giornata demmerda

Ci sono giorni in cui la gente ti dice che ha avuto una giornata di merda.
E s'è rotta un unghia.
O tipo le hanno rubato i vestiti firmati e ha freddo e NO, non può andare a comprare un maglione di pecora finta da zara, NO, ella deve aspettare le svendite di roba firmata, sennò i bambini in africa piangono (tratto da una storia vera).
Che tu ti dici, tiè congela, è selezione naturale.
Quelle giornate che alla gente non va la caffettiera o li scacazza un piccione e per loro è una giornata di merda.
Per te sarebbe una giornata da inserire nel calendario.

Ma comunque.

Stamattina mi vesto carina, in previsione di uscire con le amiche 12 ore dopo che probabilmente mi sarebbero pure ricresciuti i peli visto l'intervallo di tempo, ma che ci vuoi fare, questa è la vita.
Mentre zompetto allegra, all'ALBA, mi accorgo che qualcosa non va, non riesco a poggiare bene il piede, boh forse si è incastrato un sasso sotto, tipo l'ayers rock.
No.
Questa sarebbe una gioia.
Questa è la vostra giornata di merda.
A me si spiccica (stacca) la suola.

Faccio la prima lezione tenendo il piede sepolto dallo zaino di 32 kg e scatta l'allarme antincendio.
E ti dicono di CORRERE fuori.
Dio, certo che hai un senso dell'umorismo sadico.

Tutti fuori, che c'è solo la bora e piove da domenica e siamo tutti un we are singing in the rain.
Finisco la lezione con 30 minuti di anticipo, zoppico a casa, cambio le scarpe.
Tutta vestita di marrone, stivali neri.
#mainafigaggine.

Vado da una studentessa che ha una REALE giornata di merda e me la racconta.
In INGLESE.
VELOCISSIMA.
E io sono tipo in braccio a lei per non perdermi i particolari.
Perchè no, a una donna incazzata non si dice "puoi ripetere più lentamente?" "Sceglieresti un lessico più semplice"?
No.
Uomini in ascolto che da soli non ci arrivate?
No.
E comunque le parolacce le ho capite tutte.

Dopo vado alla scuola nuova con le segretarie così simpatiche che andrebbero arse su una pira, faccio il corso agli insegnanti di inglese e sono tutti così carini, tranne una a cui faccio la domanda e mi risponde: "skip".
Le ho sorriso nella consapevolezza che in qualche posto del mondo il mio sorriso significhi "sparati".
Decido di passare da casa a lasciare quello che io chiamo zaino e la gente "il baule della nonna" e si rompe la metro.
C'è una manifestazione.
Stessa pira di cui sopra.

Scendo prendo il bus, mi incastro, c'è un traffico assurdo, arrivo a casa, esco, chebelleleamiche, torno a casa.
Dai, prendo il tram.
No, un DEMENTE ha posteggiato sui binari.

E insomma niente, a fine serata avevo una pira così affollata che al confronto al black friday c'erano 4 gatti.
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