sabato 10 giugno 2017

Il vicino


Siore e siori,
il mio vicino mi ha PARLATO.
Premessa: il precedente vicino è SCAPPATO quando mi ha vista vicino al portone con uno scaffalino.
GIURO
Ha CORSO.
Io lo guardavo tra una mensolina e l'altra dello scaffalino e tutto era reso più tristO dal cellophane che rendeva tutto tipo "sfumare eeeee fiiineeee!!!".

Quando il vicino mi ha detto "ciao come stai?" mi sono girata cercando altre persone dietro di me.
Nessuno.
Ero io.
Ero l'eletta.
Stavo per avere un contatto umano.

E il vicino era al balcone, non poteva scappare.

Mi ha fatto vedere casa sua.
Io no, che non so se ha fatto tutte le vaccinazioni.

Poi mi ha invitata a sedermi per fumare una sigaretta.
E abbiamo PARLATO.
Manco fossimo PERSONE.
Mi sono sistemata i capelli per tutto il tempo tipo i bambini quando sono emozionati.

Poi mi ha informata che era in hair stylist e volevo farli sistemare a lui.
Ma aspetterò.

Signori.
Dopo 2 anni a Milano, ho fumato una sigaretta con un vicino.
L'ultima volta che in Sicilia ho bussato alla vicina per chiederle un uovo, sono tornata con la gallina sotto l'ascella.
Ma capisco che il paragone non possa esserci.

E adesso, io ho un vicino parlante.
Gioite con me.

sabato 13 maggio 2017

La sindrome dell'incredibile Hulk.

Torno in tragedia, così vi sento vicini, tipo pacca sulla spalla.
Ma vi avviso, sarà  un post ad alto contenuto di cazzo.

Nella mia vita ho avuto sempre uno stigma, un'etichetta demmerda, un cartello luminoso sulla testa, oppure ero verde come l'incredibile Hulk non lo so, ma io sono sempre stata quella "forte".
"Tu sei forte".
Me lo sono sempre sentita dire, laggente mi raccontava tragedie, io magari dicevo "e sai capisco", "no, ma tu sei forte".
E io ve lo giuro, che quando me lo sentivo dire avrei voluto che vi cadesse in testa un mattone, un vaso con una pianta.
Chessò, un baobab.
"No vabè, ma tu sei forte". "E certo se lo dici tu, chi sono IO per contraddirti. Ora scusa, ma devo stirare il mantello, che ho un attimo da salvare il mondo".

"Tu sei forte" è quella frase che si dice quando ci si vuole scaricare la coscienza perchè pesa il culo ad ascoltare i discorsi degli altri, perchè solo tu vedilagentemortah e puoi star male.
Io no, io sono forte.

O magari semplicemente non rompo il cazzo.
Magari semplicemente non mi lamento.

Ma a voi che vi lamentate vi invidio.
Vi invidio un botto, sappiatelo.
Insegnatemi a telefonare alla gente e raccontare 40 minuti di tragedie.
Fatemi un master di 2° e 3° livello per imparare a dire "stasera ci vediamo? Voglio un attimo morire e mi chiedevo se ti andasse un aperitivo".

Nella prossima vita voglio nascere prefica.
Voglio essere come quelli a cui dici "mi fa male il piede" e loro ti dicono "uno solo? a me ne fanno male TRE".
E niente scusa, vado a correre la millemiglia per festeggiare.

Io non sono forte.
Forse sono più forte di altri, forse ho fatto delle esperienze che mi hanno dato forza, ma per carità non mi dite che ho le palle, perchè se le avessi chiamerei il wwf con 37° di febbre e invece con il tifo io lavoravo fiera e festante.
E vomintante.

Io non sono forte, semplicemente faccio fatica a chiedere aiuto, perchè penso di disturbare, perchè, diciamocelo, un paio di voi fanno schifo e semplicemente fanno capire chiaramente che sei simpatica finchè vivilavidaloca o finchè ascolti i loro dolori che il giovane Werther in confronto era l'anima della festa.

Non so chiedere le cose, non so dirvi "sono triste, vieni da me?", non sono capace.
Amen.

Non sono manco riuscita a chiedere "accompagnami a comprare una libreria" e ho una mensola che manco Atlante sorreggeva sto peso.
Moriremo tutti.
Io e i piani a seguire, schiacciati dal peso del congiuntivo, che tanto non se lo caca nessuno.

Sono sempre io a recuperare gente persa per strada, a proporre chiarimenti se percepisco distanza.
Perchè magari c'è quello che vuole sbollire, l'altro vuole aspettare un po', l'altro ha i suoi problemi, l'altro è pieno di lavoro.
Io no.
Perchè "io sono forte".

Per me chiarire con qualcuno, chiamarlo, chiedergli "cosa è succeso, tutto bene?" è uno sforzo immane.
Preferirei andare a passeggio su un campo minato o a promuovere i diritti dei gay in Cecenia.
E' mettermi di fronte alla mia paura di non piacere, di rompere le palle, di non valerne la pena, che boh la gente si scorda delle persone manco fossero zucchero che è finito e ah ma non lo dovevi comprare tu, alla morte ciclica dell'autostima, alla difficoltà di gestire una brutta risposta.

Ma "io sono forte".

Io lo faccio perchè per me l'amicizia è sacra, perchè ci tengo a determinate persone e le vorrei nella mia vita, perchè mi preoccupo sempre di come stanno gli altri, dei loro sentimenti, bisogni, necessità, paroleopereeomissioni.

E io scherzo e faccio battute, ma non ci credo che siete così coglioni da non capire che l'attacco è la miglior difesa, che vi faccio una battuta perchè sennò mi metto a piangere.

Io lo faccio, io chiarisco e vi cerco, io vi dico "mi è dispiaciuto", ma muoio mentre lo faccio.

Perchè col cazzo che sono forte.

Ciclicamente nella vita, mi sono sentita dire di tutto.
A pochi giorni dalla laurea mi si parlava di una che POVERINA doveva fare il trasloco ed era confusa.
Pora stella.

Un "amico" di qui, parlando di un'amica, mi fa: "sai la sento sempre, se mi chiama o mi scrive le rispondo subito, lei vive da sola".
Io invece ho sistemato nel settimino la nazionale austriaca, me ne sono avanzati quattro e li ho messi sulla mensola di cui sopra.

E mi dispiace che voi non lo capiate, non capiate quanto valore vi sto dando in quel momento, che sforzo valiate per me.

Però ora mi son scocciata, sono stanca.

La libreria me la compro da sola.
In taxy.

Sempre che il tassista abbia tempo, che magari l'ikea è fuori mano, o magari piove, è stanco e poi...



















giovedì 16 febbraio 2017

Ma neanche Brad Pitt


Una volta ero giovane e tonica e decidevo dovecomequandoeperchè con un uomo.
Se alla fine mi andava di divertirmi e giocare, di sorridere per vedere quanto può una minigonna, lo facevo.
Nel limite della mia generazione che no, non te la do in 17 minuti che comunque sarò giovane, tonica e quello che vuoi, ma io voglio la magia e almeno sapere achiappartieni.

Ora che sono meno giovane, ma soprattutto di meno belle speranze, mi sono resa conto di una tragica verità.
Mi scoccia.
Mi scoccia il gioco di sguardi, mi scoccia il potremmo prendere un caffè (possiamo? potremo? unici tempi ammessi), mi scoccia quello che gioca, mi scoccia, ad essere onesta, chi respira nel mio spazio aereo.

Per carità, ho conosciuto un discreto numero di pazzi e questo incide, ho sentito racconti dell'orrore e questo incide, ma, di base, mi scoccia.

Che cosa ho capito all'inizio dei miei primi 35 anni gesumiostomorendoinmenopausa?

Ho capito che la gente non cambia. Ho capito che non esistono gli uomini dei film, Dylan di beverly hills 90210 (che sono vintage), l'omino di 50 sfumatore di gricia, Mister Big di sex and the city, che partono da mifaccioicazzimiei a ti sposo domani.
No.
Partono da mi faccioicazzimiei e muoiono mifaccioicazzimiei.
Spero in atroci sofferenze, ma questo non è documentato.

Ho scoperto che sono diventata Candy.
La corcerossina per eccellenza, ma senza procione che dddiomiounprocionedovelotrovo.
Mi sono resa conto che spesso noi donne non siamo sfortunate, non troviamo sempre lo stesso tipo di uomini perchè siamo sfortunate, noi SCEGLIAMO, consapevolmente, lo stesso uomo.
E' la sindrome di candy candy.
E' quell'idea malata e malsana che ti fa pensare di poter cambiare un uomo,perchè mica non vuole una relazione, ma è perchè ha una famiglia difficile, un'infanzia terribile, una scuola in cui era picchiato, uno svezzamento a guantanamo, un nonno sbranato dai canarini.
No.
E' un uomo che può amare solo sè stesso.
E' un uomo che conosce un amore monodirezionale, verso sè stesso.
E' un uomo che se tu dici "voglio la pizza" non te la fa arrivare a casa.
Non è un uomo speciale, non lo cambieremo, non vale la pena.
Meritiamo di più.

Il per sempre non esiste, esiste l'oggi e io voglio che tu ci sia oggi.

Non mi interessano i nomignoli, i ti amo, gli avrò cura di te, io non ci credo.
Mi interessa ridere ora, non il secolo prossimo.
E onestamente imparerò a fottermene che tu ti penta di avermi persa, perchè valgo più di te o di qualsiasi cosa simile a te tu possa trovare.
So che è così, non sono immodesta, sono realista.

Perchè permettere a un uomo che ama più la sua voce che il nostro bellissimo sorriso di svilirci, di farci sentire inferiori, di farci chiedere DOVE HO SBAGLIATO, non vale mai la pena.
Manco per Brad Pitt che comunque s'è trombato la baby sitter e pare fosse brutto dentro.
Ma molto bello fuori.

Una vota frequentavo uno che, taggato in una foto (di un brindisi eh mica di amore eterno), non mi ha autorizzato il tag. Alla mia richiesta di "buh come mai", mi ha risposto "ma io con le mie foto mando dei messaggi".
Tipe su un muretto.
La cena e sullo sfondo le tette della tizia con lui.
Mare.
Aperitivo.
E io, invece di dirmi e dirgli "machitesencula", CI SONO RIMASTA MALE. Ho pensato di non essere abbastanza carina da meritarmi gli orrori della cronaca.
Ma col cazzo.
Io sono una strafiga (non è vero, ma lasciatemi morire felice).
Sono persone che possono solo farci male, persone in fondo cattive o insane chissà, il cui ego va nutrito così, perchè in autonomia cosa sono?

E voglio chiudere questo post strappalacrime, rompipalle con un ragionamento maturo, serio e ragionato. Qualcosa che ho maturato nel tempo, che ormai che ho 35 anni sento di poter condividere, che voglio sia inciso a fuoco da qualche parte e aiuti le generazioni future:

MA FOSSI TU BRAD PITT.
C'HAI PURE LA PANZA STRONZO.

giovedì 12 gennaio 2017

Un'allegra giornata demmerda

Ci sono giorni in cui la gente ti dice che ha avuto una giornata di merda.
E s'è rotta un unghia.
O tipo le hanno rubato i vestiti firmati e ha freddo e NO, non può andare a comprare un maglione di pecora finta da zara, NO, ella deve aspettare le svendite di roba firmata, sennò i bambini in africa piangono (tratto da una storia vera).
Che tu ti dici, tiè congela, è selezione naturale.
Quelle giornate che alla gente non va la caffettiera o li scacazza un piccione e per loro è una giornata di merda.
Per te sarebbe una giornata da inserire nel calendario.

Ma comunque.

Stamattina mi vesto carina, in previsione di uscire con le amiche 12 ore dopo che probabilmente mi sarebbero pure ricresciuti i peli visto l'intervallo di tempo, ma che ci vuoi fare, questa è la vita.
Mentre zompetto allegra, all'ALBA, mi accorgo che qualcosa non va, non riesco a poggiare bene il piede, boh forse si è incastrato un sasso sotto, tipo l'ayers rock.
No.
Questa sarebbe una gioia.
Questa è la vostra giornata di merda.
A me si spiccica (stacca) la suola.

Faccio la prima lezione tenendo il piede sepolto dallo zaino di 32 kg e scatta l'allarme antincendio.
E ti dicono di CORRERE fuori.
Dio, certo che hai un senso dell'umorismo sadico.

Tutti fuori, che c'è solo la bora e piove da domenica e siamo tutti un we are singing in the rain.
Finisco la lezione con 30 minuti di anticipo, zoppico a casa, cambio le scarpe.
Tutta vestita di marrone, stivali neri.
#mainafigaggine.

Vado da una studentessa che ha una REALE giornata di merda e me la racconta.
In INGLESE.
VELOCISSIMA.
E io sono tipo in braccio a lei per non perdermi i particolari.
Perchè no, a una donna incazzata non si dice "puoi ripetere più lentamente?" "Sceglieresti un lessico più semplice"?
No.
Uomini in ascolto che da soli non ci arrivate?
No.
E comunque le parolacce le ho capite tutte.

Dopo vado alla scuola nuova con le segretarie così simpatiche che andrebbero arse su una pira, faccio il corso agli insegnanti di inglese e sono tutti così carini, tranne una a cui faccio la domanda e mi risponde: "skip".
Le ho sorriso nella consapevolezza che in qualche posto del mondo il mio sorriso significhi "sparati".
Decido di passare da casa a lasciare quello che io chiamo zaino e la gente "il baule della nonna" e si rompe la metro.
C'è una manifestazione.
Stessa pira di cui sopra.

Scendo prendo il bus, mi incastro, c'è un traffico assurdo, arrivo a casa, esco, chebelleleamiche, torno a casa.
Dai, prendo il tram.
No, un DEMENTE ha posteggiato sui binari.

E insomma niente, a fine serata avevo una pira così affollata che al confronto al black friday c'erano 4 gatti.
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