venerdì 30 dicembre 2011

Colazione da Tiffany


Vi racconterò di come ho vinto il premio per il Natale più sfigato del west.
Il giorno di Natale non merita particolari meriti, il pomeriggio, io e l'influenza siamo stati bene insieme e la notte più che da leoni è stata da coglioni, ma siamo ragazzi, capita.

Oggi ho brillato di luce propria.
Io e ognissanto che ho tirato giù dal calendario.
Come ogni mattina stavo facendo colazione al piccì.
Come ogni mattina ero rincoglionita, ma stamattina ho vinto il premio scoordinazione occhio mano e con un sol gesto ho colpito: pc, ipot touch e cellulare col il latte e caffè.
*APPLAUSE*
Il picci ha cercato di chiedermi aiuto, mi ha detto "periferica usb non riconosciuta", "periferica usb non ricoonosciut..." e si è estinto.
Ora.
Prescindendo dal fatto che la mia rischia di essere la colazione più cara del west, la risposta sorge spontanea.
E che cazzo.

L'ipod e il cell si sono salvati perchè li ho lanciati sul tappeto con rapidità felina (e incredibile come ci si svegli bene e subito al grido di macazzoooo), il piccì no.
Gli ho parlato, l'ho pulito, l'ho asciugato col phon, l'ho smontato (togliere la batteria ad un laptop mper me equivale a smontarlo), credo anche di avergli chiesto scusa dandomi dell'idiota.
Dopo l'ho portato dal veterinario.
"Salve, mi è caduta sul piccì una tazza di caffè e latte"
"Eh ha fatto una bella colazione"
fintadiniente "si può salvare?"
"mica l'avrà asciugato con il phon vero?"
"si? ho fatto molto molto male?perchè?"
"Beh, eheheh, mica sono capelli"
"poi se bestemmio però non devi dire che leragazzedioggisonopocoelegantieh?"

Morale della favola:
- il mio piccì aromatizzato al lavazza crema e gusto è in ostaggio del veterinario simpatico come una colonoscopia;
- il mio natale non lo definirei all'insegna della santità;
- l'ipod touch è diventato leghista e mi chiude il fatto quotidiano mentre leggo;
- la prossima volta faccio colazione da Tiffany e risparmio.

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale!

E' da 1 mese a questa parte che sento lamentele sul Natale.
"Che schifo è di nuovo Natale", "Anche quest'anno è arrivata sta palla", "non vedo l'ora che passi", e così via.
Vi farò una domanda che sorge spontanea e una dichiarazione che vi sconvolgera profondamente.
a- ma che infanzia tristA avete avuto?
b- a me piace il Natale. Confesso.

Mi piacerà pure la sua parte consumistica perchè s'èpersoilnataleditantiannifaadessosifasoloperregalipanettoneeluci, ma mi piace.
Sarò strana che ci volete fare.
Ma sarà che mi ricorda l'emozione di quand'ero piccola, le cose che si inventava mia madre (noi facevamo le pallette, ricordo una cosa che prevedeva il forno, facevamo i fiocchetti per l'albero, ecc.), l'attesa della mezzanotte per i regali,la tombola che vincevamo solo noi bambini perchè "i grandi" si astenevano dal vincere, ecc.
E mi piace anche il mio presepe uguale da 28 anni.
Le montagne camouflage, la tizia con lo scoiattolo, il soffocamento di Gesù bambino con la paglia perchè è inamovibile dalla sua culletta, il cammello gigante, le 100mila pecore, il cane degli sbullonati, i 2 colori di erba.
Che quando l'altro giorno mio padre mi ha detto "potremmo comprare una capanna nuova", l'ho guardato come si guardano i blasfemi seri.
Io non lo voglio il presepe figUo.

Mi piace fare i regali, inventarmi i pacchetti, inventarmi i biglietti, mi piace l'aria truzza del mondo che luccica e sbrilluccica, mi piace che il mio albero sia visibile dall spazio.
Insomma: a me piace il Natale.
E mi dispiace per gli altri.

Ogni famiglia ha le sue rotture di balls per carità. Anche a me scoccia alla morte partecipare a determinate cene in cui ogni persona ucciderebbe tre parenti a scelta in modi poco consoni al detto annatalesiamotuttipiùbuoni e anche io ricevo cose che voi umani non avete mai visto.
Nell'ordine:
- un elefante thun a grandezza naturale;
- una statuetta che rappresenta la maternità (mi avessero regalato la statuetta della matematica c' azzeccavano di più);
- sali da bagno puzzidi e giganti (ma li ha ricevuti anche miO fratellO che ha più diritto al lamento);
- un zainetto in stile sacco della spazzatura con la scritta ARMANI visibile da Marte;
- un quadro con una margherita sopraelevata;
- l'intero stuolo degli angeli divini.

E sì anch'io rispondo: maèproprioquellochevolevo! mimancava! miservivaproprio!

E poi vi prego... o augurate buon natale o niente, evitate di scrivere su facebook "auguri di buon natale ai miei amici quelli VERI, quelli SINCERI, quelli che non ti pugnalano alle spalle, quelli che non ti fregano l'omo, quelli che mi salutano per strada, gli altri morite".
No vabbè capite, fa brutto.

Su su prepariamoci al natale, vogliamoci bbbene, ingrassiamo e prepariamoci al terrore che ha preso il posto dell'infantile attesa per l'apertura dei regali.

Che tanto il pigiama verde di flanella serve sempre.

E tanti aGuri a tutti voi!


giovedì 22 dicembre 2011

In Sicilia: turismo e cultura

Dopo una boccata di civiltà sono tornata.
Pervasa da immensa gioia.
Sono stata in Toscana, a Bolzano, a Innsbuck e a Cesena.
Inutile dirvi quant'erano belle, adorne, natalizie, mercatinose, organizzate, ecc ecc.
A Cesena c'era pure mia nipote quindi vince 10-0 su tutto (no, non abbiate timore mio fratello non si è riprodotto. E' una nipote di cuore, non di sangue).
In ogni caso fatemi lamentare un po' che sennò mi tolgono il patentino di donna, che già esercito poco.
Ho volato con la nostra meravigliosa compagnia di bandiera che, in 2 viaggi del totale di 2 ore e 10 minuti ha accumulato 4 ore di ritardo.
Mei cojoni oserei dire.
In più Alitalia non serve più nulla a bordo, serve acqua in vari formati:
- acqua fresca di montagna;
- the= acqua riscaldata;
- caffè= acqua lorda.
Come si dice da noi: Falla come vuoi ma resta sempre zucchina.

L'attesa delle valigie, 1 ora, ha avuto dell'incredibile e ha previsto il blocco del nastro per 4 volte e la chiusura della saracinesca. Mancava che esponessero un cartello con scritto "lasciate ogni speranza o voi che attendete".
A Catania c'era quello che noi sicilani definiamo "IL NUBIFRAGIO".
Praticamente piove per più di 30 minuti.
Chiaramente l'aeroporto INTERNAZIONALE di Catania non ha tabelloni all'interno, non da informazioni sull'orario dei bus e non ha un percorso coperto fino ai bus.
Non ha nemmeno tettoie per attendere l'autobus.
40 minuti sotto l'acqua altrimenti perdi il posto e, non si sa mai, magari anticipa.
"'Nche senso scusi?"
"Se è pieno parte"
Come in Mozambico.

Arrivata alla biglietteria un signore mi chiede perchè, se il bus parte tra mezz'ora, non sia possibile fare il biglietto.
Mi pare una domanda legittima e chiedo:
"Salve buon'uomo rinchiuso al caldo nel suo cubicolo, mi fa un biglietto per AG?"
" parte fra 40 minuti e i biglietti l facciamo tra 15"
"Buon'uomo perchè? Che le cadono le mani?"
"perchè sì".
...
...
...
"Signorina ha capito qual è il problema"
"Sì, la selezione naturale è un pacco".

Turista straniero che non parla italiano:
"Essshucusi per Licata?"
"Quello"
"?"
"quelloquello dicci che aspetta"
In Sicilia, turismo e cultura.

Però sono diventata cintura nera di finezza.
Alla tizia che era sotto i 7 cm quadrati di tettoia con l'OMBRELLO ho infatti detto:
"Scusa, dato che hai l'ombrello, che cazzo ci fai, potresti per favore toglierti dai cogli, andare a, mi fai un po' di spazietto?".

Io e i miei reumatismi siamo fieri di me.

mercoledì 7 dicembre 2011

Mi chiamavano cliclick


Oggi sono stata ad una conferenza.
Eviterò di sottolineare che l'autorità che doveva procedere ai saluti è arrivata con 45 minuti di ritardo, ha parlato 5 minuti e fatto un intervento che ha portato tanta tanta luce nelle nostre buie menti.
Che ha finito e la reazione generale è stata più o meno "giààà fatto???".
E lo chiamavano Pic.

Dopo questa parentesi da zitella intollerante, voglio spostare la vostra attenzione su una figura mitologica spesso sottovalutata in questi eventi, mezzo uomo e mezzo flash: il fotografo.
N'ansia.
Due ce ne erano, duecento foto pro capite.
Io mi chiedo... ma che fotografano?
Cioè 50 eravamo, o eravamo le persone meno fotogeniche del pianeta (il circolo dei cessi riuniti) o li pagano a cottimo.
Un sottofondo perenne di click, cliclick, clicliclick, gente che si sistemava in maniera ossessivo-compulsiva, chi non si grattava, chi non sbadigliava.
Mancava che distribuissero un bigliettino con su scritto "gli interessati possono ritirare il loro book all'ingresso".
Ad un certo punto mi sono convinta che ci augurassero qualcosa; un coccolone, un infarto, uno svenimento, una botta di sonno, per coglierci di sorpresa o fare lo scoop "si strozza ad una conferenza: la tragedia di una gggiovane agrigentina".
Che poi perchè, tu mi devi dire perchè, ti compri 9 metri di obiettivo che ti sta venendo il gomito del tennista e pare che devi fare un servizio sui pori dilatati e poi scatti in automatico.
Ma vi comprate sti superobiettivi per compensazione?

Propongo l'abbattimento controllato dei fotografi, come si fa per i cinghiali quando iniziano a far danni.
O almeno li si interroga; gli si chiede cos'è il diaframma, se rispondono "un metodo anti concezionale" li buttiamo nel pozzo.

martedì 6 dicembre 2011

La verità è che non gli piaci abbastanza

La frase nel titolo è l'equivalente emozionale e lavorativa del "le faremo sapere".
Avete presente quando scatenate la fantasia? Perché conoscete uno che non è pazzo, non ha 3 occhi e ritiene il congiuntivo socialmente utile?
Sì, è in quel momento in cui perdete/iamo la ragione e scateniamo la fantasia.
E' il momento in cui ci convinciamo che tutte le sfighe del mondo si concentrino su quell'essere, che il karma lo debba punire e che la sfiga di st'omo non sia paragonabile manco a quella di Mr. Murphye in persona.
L'uomo in questione inizierà a perdere il telefono, avere incidenti, lutti, malattie, trasferte in Cina, la cia/fbi/mafia russa/camorra alle calcagna e non riuscirà a telefonarvi.
Convincetevi/ciamoci.
La verità è che non gli piaciamo abbastanza.

E' vero, la situazione, rispetto alla mia giuovinezza (il secolo scorso) è molto cambiata.
Come dicevo in un precedente post, prima si capiva se eri carne o pesce, adesso siamo la generazione surimi.
Le relazioni amorose si sono avvicinate alle situazioni lavorative.
Non c'è nessuno che lavora davvero e non c'è nessuno fidanzato sul serio.
Facciamo tutti stage (flirt, baccagli, ci vediamo, usciamo, ci sentiamo, facciamo palestra, condividiamo lo spazio aereo).
A me la frase "ti presento il mio ragazzo" fa lo stesso effetto di uno che mi dice "ho il contratto a tempo INDETERMINATO".
Madddai su.

L'internship amoroso è la storia del nuovo millennio, non capisci mai se sei zitella o sei uscita dal limbo, non capisci se puoi conoscere esseri nuovi o se fa brutto.

Quando tu hai l'animo zoccolo, lui ha gli attacchi da buonpadredifamiglia, quando tu decidi che sì, tutto sommato puoi lasciargli usare la tua tazza a forma di pecora volante, lui va sette anni in Tibet.
Ma tornerà.

In pratica non solo non abbiamo un lavoro.
Peggio.

Abbiamo la reperibilità 24/24.

lunedì 28 novembre 2011

Carpentiera insaidd

Luogo Ikea:
Io: papino compriamo lo scaffalino da mettere sotto il letto (a soppalco)?
Papy: Hai preso le misure?
Io: Certo papino, ci va!
Papy: prendilo pure.

Luogo casa 74 ore dopo:
sdeng, tam, filett, filett, ahia, sdeng, poing, maporc, filett, filett.
Io: l'ho montata, la metto sotto il let...SDENG... la metto sotto il lett... SDEEEENG...
Papy: ...
Fratello: ...
Spirito dell'intelligenza: ...

Io: labbrino, lacrimuccia... non ci entra...
Fratello: ditemi che mi avete adottato vi prego.

Sono una carpentiera nata, c'è poco da fare.

domenica 27 novembre 2011

Perchè le dimensioni contano


Venerdì sono andata dal medico.
Poi ho espiato i miei primi 90 anni di peccati trascorrendo 4-ore-4 della mia vita terrena all'ikea.
Ad un certo punto mi stavano riponendo nello scaffale 13, posto 12, vicino ad Ercolino lo scaffalino.
Ma questa è un'altra storia.

Parlavamo del medico.
Un luminarIO.
Io ero già stata da un luminare, che più che luminare era una luminaria fatta e finita per quanto si faceva pagare.
Praticamente avevo iniziato a dirgli i problemi futuri: "senta ma se mi dovesse venire questo...", "senta ma se facessi questo e succedesse quest'altro...".
Però era bravo e, cosa più importante, era umile. Sul serio. Tranquillo, calmo, rassicurante, non contava i minuti.

Questo mi ha ripetuto 25 volte che riceveva persone da lontano, che era abituato a gente che faceva chilometri per vederlo.
Dopo una rapida associazione di idee, gli ho chiesto se gli portassero anche oro, incenso e mirra, ma non ha colto.
Dopo 3 minuti di mie paturnie mi ha detto che prende 10o voli all'anno.
Ora.
Io poi divento acida, ho un'educazione e simpatia limitate nel tempo, dopo 10 minuti si estinguono.
E quindi abbiamo avuto il seguente dialogo:
"io prendo 100 voli l'anno"
"io per fare a/r per casa, ne prendo 10"

"io ormai faccio tutto in aereo, vedi? cellulare, computer..."
"e lei fa voli nazionali... si immagini io che faccio voli INTERCONTINENTALI..."

"io ormai prendo per tutto l'aereo"
E qui ho sorriso.
Sapevo che la vittoria poteva essere solo mia.
"non lo metto in dubbio.Ma mi tolga una curiosità... lei come ci va dal DENTISTA?"

Piccola fiammiferaia batte Rockefeller 25-0

Lo so che sono immatura, ma se voi uomini potete giocare a chi ce lo ha più lungo non vedo perchè non dovrei farlo io.

mercoledì 23 novembre 2011

Lasciate ogni speranza o voi ch'intrate (alle poste)


Lo so che sono lamentosa, ma mi dovete capire, sono tornata adesso, mi devo mettere le scarpe, la gente è scipita, sono singola.
Capitemi.

Però non è colpa mia. Dante l'iscrizione di cui sopra, l'ha messa nella porta dell'inferno perchè allora non c'erano le poste, non avrebbe avuto dubbi altrimenti.
Voi le fate le raccomandate con ricevuta di ritorno? E' vero che le fanno tutti? E' vero che è una cosa normale? Non c'è da vergognarsi no?
Ad Agrigento non si può.

"Buongiorno buonuomo, mi da un modulo per la raccomandata con ricevuta di ritorno per favore?"
"non ci sono le ricevute di ritorno"
" nnnche senZo scusi?"
" sono finite"
"tipo lo stracchino che al supermercato deve sempre arrivare?"
"le abbiamo ordinate"
"e nel frattempo che faccio?"
"può usare questo comodissimo servizio a SOLI 8 euro"
" col cazz, no grazie non sono interessata".

Se qualcuno torna in Sicilia da un luogo civilizzato per favore me ne porti dodici, le spaccio tipo bagarino davanti alla posta.

martedì 22 novembre 2011

La signorina Rottermeier


Mondo tutto voi mi dovete spiegare che v'ha fatto la punteggiatura.
Perché la odiate? perché la emarginate? perché cavolo non la usate?
Che poi o non la usate e non si capisce MINIMAMENTE che volete dire, o la stra-usate.
Un esercito di puntini di sospensione, tutto con l'accento: fà, sà, dò, pò, quà.
Ogni volta che apro facebook trovo più puntini di sospensione che amici online.
"Ciao spero tu stia bene....raccontami qualcosa....è tanto che non ci sentiamo...."
Si, stella mia sto bene, ma potevi barattare un puntino di sospensione con una virgola.
E poi i puntini di sospensione hanno un senso eh? Se si chiamano anche puntini di RETICENZA significa che si sta omettendo qualcosa.
Tu che ometti? le virgole?Non vale.

E poi vi dovete convincere, 3 puntini. Non duecento.
Come le rose, i puntini di sospensione si usano dispari, a meno che non siano dozzine o multipli di dozzine.

La punteggiatura, rispecchia pienamente la società italiana, è il luogo in cui meno si nota la meritocrazia.
Voi lo avete mai visto un punto e virgola?Si sono estinti come le ritine (che si sono estinte quando hanno scoperto che le chiamavano anche "vacche di mare", che meraviglia).

Ma quelli che hanno più problemi sono i madrelingua inglesi.
Ho conosciuto dei ragazzi sud africani e gli ho spiegato che il mio inglese non è super star, ERGO di non usare slang, maniere di dire e abbreviazioni nei mess.
Niente, messaggio non ricevuto, pare che mi mandano codici fiscali.
"Wt ru doing?" "....2u?" "good mrng"...
Ecc ecc...
E poi la punteggiatura è non pervenuta "I thought ur back already ru ok were is Lamego"

Ora.
Ricordate la pubblicità in cui un bambino sadico che non avrà visto il sole l'indomani, lasciava il padre sotto la pioggia e non gli apriva la porta se non azzecava le capitali?
Bene, farò anch'io così.
Sarò la signorina Rottermeier della punteggiatura.
Non te lo dico finchè non ci metti un punto.
Ecco.

domenica 13 novembre 2011

TriP or treat?


Sono tornata.
S'era capito, lo so.
Il mio viaggio è stato psicpatico come tutti i miei viaggi, che sennò m'annoio e non so che raccontarvi.
Sono partita alle 8 del mattino con 35° e 49 kg di bagagli da imbarcare.
Le domande all'aeroporto di Beira sono le solite, logiche e sensate:
"cosa c'è nella valigia?"
"vestiti, conchigl, anacard, mango, lichies... vestiti".
"ha fatto da sola la valigia?"
"no, ho chiamato i cavalieri dell'apocalisse per farci entrare il lampadario di conchiglie che ho comprato in un momento di picco intellettuale".
"ha davvero 49 kg di vestiti ESTIVI?"
"amo viaggiare leggera che ci vuole fare".

Volendo imbustare la valigia, le alternative erano due: due uomini che correvano intorno alla tua valigia con un grosso rotolo di domopak, un carta vodafone con la scritta rossa "protegida" che faceva tanto preservativo.
Preservo le mie valigie, tra cui anche lo zaino di 20 kg.
Ora.
Siccome i mozambicani sono premi nobel per la praticità, hanno incellofanato INTERAMENTE il mio zaino, senza lasciar fuori un minimo appiglio.
Ergo, avevo un monolite da 20 kg.
Li guardo, guardo il mio monolite e sentitamente ringrazio.

2 stop: Johannesburg.
OTTO ore.
Ho mangiato 20 kg di salmone e poi, per cattiveria mi hanno tolto il carrellino e hanno filmato una che spingeva bagagli per l'equivalente del suo peso.
Ho abbattuto nell'ordine:
- esseri umani;
- inserite qui il vostro bagaglio a mano;
- attenzione pavimento bagnato;
- lato passaporti europei;
- sono per oggi grande offerta... (non lo sapremo mai, il resto era sotto il mio piede);
Tutto lanciandomi in mille scuse "oh eschiusmì", "ooh s'è fatto male?", "ogggesù l'ho rotto", "osssignur l'ho ammazzato".

3 stop: Paris
12°, pioggia, 35 minuti per cambiare terminal, controllare il passaporto, trovare la mia uscita, non svenire dal sonno.
Pazza scende correndo da un aereo con: sandali, pantaloni arancioni di lino, maglietta a maniche corte con 2 polli che guardano un girarrosto e la scritta "horror movie", 2 kg di treccine in testa.
Controllo passaporti: 5 minuti dal volo.
Omino: "tu es tres jolie"
Io: "sisisisisisisisihocccapitoperdoilvoloannacati".
Salgo sull'aereo e mi addormento appena tocco il sedile con un cuscino fuxsia, una mascherina celeste, le treccine tutte intorno ammè che manco il cugino It.

4 stop: Milano
Mi passa davanti un uomo con camicia fuxsia di raso, sopracciglia straspelacchiate, più fondotinta di Bruno Vespa.
Bevo un espresso, un latte macchiato e un cappuccino per dimenticare e mi dispiaccio per lui perchè deve aver fatto qualcosa di molto, molto cattivo.

5 stop: Catania
Valigie perse, riapparse nel lato non segnalato, un tipo ci prova, l'omo della dogana vuole arrestarmi.
"Cammìr cammìr (come here)"
"sì mi dica"
"cos'è questa?"
"una scarpa"
"questa signorina"
"una scatola di fiammiferi"
"l'ALTRA signorina"
"senta ma se lei lo sa perchè mi fa il test di Rorschach? E' una conchiglia."
"lei non lo sa che non si possono portare? che specie è?"
"non lo so, ci ho messo un piede sopra in spiaggia"
"me la fa vedere?"
A parte le evidenti battutacce che ne derivano la conchiglia era in FONDO a 20 kg di zaino. A metà, per pietà o perchè mi odiava, l'omino mi ha liberata chiedendomi: "Ha altro in borsa?"
mang, conchigli, anacard, lichie, no no NULLA.
Esco dall'aeroporto una signora mi guarda ed esclama:
"ccccccccièèèèè chi ssu beddri" (i capelli).

Sono a casa.

venerdì 11 novembre 2011

Super eroine

Son tornata a casa, sono Italiana/Sicula da meno di una settimana.
Ma non è questo il motivo principale/leit motiv (che fa più figo) di questo post.
Quanto che posso sdoganare una serie di post rimasti chiusi in un cassetto per, la chiameremo, mancanza di tempo.


Una volta mi hanno detto che devo fare per forza tutto da sola e ho la sindrome della super eroina.
Sarà anche vero però io non rompo il cazzo.
Scusate la finess, ma quando ci vuole ci vuole.

Ho recentemente scoperto che la sindrome della super-donna presenta due categorie.
La prima è la super-donna facciotuttoio, nonhobisognodiaiuto, celafacciodasola. Ed è vero, fa tutto da sola, poi muore.
Però è tutto sommato autonoma, si punisce e fustiga da sola.

La seconda categoria è rappresentata dalla super-donna mestruata. E' quell'essere mezzo donna e mezzo tampax che farà anche tutto da sola, ma si incazza con chi non la aiuta, chiaramente senza chiedere.
E' una che ha fiducia nelle qualità cognitivo-divinatorie degli esseri umani che la circondano.
Tale donna è una di quelle che usa frasi del tipo "lei non sa chi sono io", "come ti permetti di rivolgerti così a me", ecc.
Che tu ti aspetti che da un momento all'altro ti dia uno schiaffo con il guanto bianco e ti sfidi a singolar tenzone.
O ti presenti l'attendente a cui presentare le tue richieste che saranno appositamente filtrate e presentate in udienza a sua maestà la regina di cuor tampax.

Ora.
Io credo che l'assenza di esseri umani di sesso opposto che forniscano idonea e gradevole compagnia, incida negativamente sull'aura di queste persone, creando così spiacevoli situazioni e difficoltà nell'intessere relazioni sociali.

Riassumendo:
ti prego tromba perchè non ti reggo.

martedì 1 novembre 2011

Come i vampiri!

Se ben ricorderete (perchè confido nel fatto che non abbiate una vita sociale intensa e passiate le serate a leggere il mio blog) il mese scorso ho avuto il mal di denti e mal di denti.
Ma proprio un ciccinin, un dolorino passeggero.
Tra i vari rimedi disperat naturali che ho provato, mi sono fatta di aglio.
Bella e sexy come una bruschetta ero convinta di stare meglio.
Potere dell'effetto placebo o de 3 oppiacei a stomaco vuoto.
Non saprei.

La situazione e l'ovvia assenza di vita sociale, mi hanno fatto ripensare ad una conversazione assurda a cui avevo assistito/preso parte con la stessa attività di un opossum, tempo fa e che mi aveva portato a pensare che Darwin, con la sua teoria evoluzionista, non aveva capito una cippa.

Il nostro amico aglio ha tante buone qualità, aiuta il sistema immunitario, serve per il mal di denti, per le adenoidi, una serie di ghiandole che nessuno di noi sa di avere, ma che saranno sicuramente utili, allontana i vampiri, la gente fastidiosa, ecc ecc...
Un tizio ci ha scritto un libro "Aglio. Proprietà medicinali e poteri di guarigione di un alimento eccezionale".
L'uomo in questione sarà pure sano ma presumo abbia una vita sociale poco movimentata.
Tutto sommato però, vampiri compresi, la bilancia pende a favore dell'aglio.

Fino a quando sono stata informata che l'aglio è grezzo.

Ora.
Io di grezzi ne ho visti un botto, soprattutto coloro i quali, CONVINTI di essere fighi e alternativi, indossano lettere fluorescenti che definiscono ricco il loro culo, o quelli difficilmente distinguibili dalle palle da discoteca, o ancora quelli con lo slippino bianco...
L'elenco potrebbe continuare all'infinito, ma l'idea che l'aglio fosse grezzo non mi aveva ancora sfiorata.

A questo punto, ho ritenuto utile pormi una serie di domande.
A mo' di test della mia e dell'altrui sanità mentale.

E ho scoperto che:
aglio e cipolla sono grezzi;
il salmone pure (mistero della fede);
il maiale è contro i precetti morali di ogni brava persona;
non bisogna nominare il nome della maionese invano;
hummus, cous cous (senza pesci grezzi) e verdurine sono politicamente corretti.
Se morite di fame, almeno morite finI.

Una serie di domande sorgono spontanee.
Quando un pesce si definisce grezzo? Tipo, lo scorfano che è brutto per antonomasia, è definibile grezzo o ha il fascino intellettuale dei brutti?
E lo scalogno, è grezzo in quanto parente della cipolla? No perchè la situazione si complica con il fatto che il giglio è parente della cipolla e che io ricordi è simbolo di purezza, non manifesto dei grezzi riuniti.

Adesso vi saluto che vado a fare colazione con un pezzo di torta di manioca, un tubero parente della patata.
Che quella mi pare sia universalmente amata.

lunedì 24 ottobre 2011

Chi bella vuole apparire...



Una volta mi sono sentita molto femmina e ho deciso di fare una maschera al viso.
La maschera per il viso è una di quelle cose che vivono nell'iperuranio femminile, un mondo in cui la crema rassodante rassoda, la crema senobell fa crescere le tette e 10 minuti di elettrostimolatore equivalgono a 70 ore di aerobica spinta.
Un mondo in cui la palestra è quindi inutile e solo una qualche turba mentale spinge delle psicopatiche in tuta e pinza in testa a sudare dentro cellofan promossi a tutasauna e a pedalare da ferme fissando un muro con un sadico che urla "siiii adesso la salitaaa!".

Ma tocca a tutti e ho deciso di farlo anch'io in quanto appartenente alla categoria.
Pare.
La maschera per il viso è simile al cemento a presa rapida, la spalmi e dopo poco tempo inizia a solidificarsi, a "tirare", a purificarti e farti chiedere perchè non ti sei fatta una sana puntata di biiutiful.
Quando la spalmi riluci di luce propria, poi inizi a sembrare un incrocio tra una cinese e una che ha tamponato un muro.
La gente normale però, prende spunto da questi momenti per stare un po' sola con se stessa (e le 3 dita di stucco sul viso), per rilassarsi e per pensare.
Pare che la maschera stimoli i neuroni.
Questo la gente normale chiaro.
Io, dopo 7 minuti dall'inizio dell'operazione ho ricevuto la telefonata da un essere umano che non sentivo da decenni e che in quell'ESATTO momento ha avuto nostalgia di me.
Tipo gli ex compagni delle elementari che voi ritenevate morti o scappati in Messico che vi chiamano mentre sono in fila alla posta.

Ora.
Quando la maschera inizia a solidificarsi, parlare non è proprio l'attività più agevole (ecco perchè io non posso farla) perchè la maschera inizia a tendere la pelle.
E quindi è necessario dimenticare l'esistenz delle vocali.
"ciao Giò quanto tempo! tutto bene?"
si tutt bn, tu?
benissimo graaazie, ma sicura di star beeenee?
(Spreco di vocali tipicamente siculo...)
Ss ss crto prchè?
no niente, ti sento STRANA
dci?
sì un po', mica ti disturbo?
Noooooooooo macosamaitelofapensare?

La mia vita telefonica subisce un'impennata che manco Madonna quando:
- accendo l'ultima candela del mio rilassante bagno decennale, quello che più che per igiene faccio per eliminare i 700 sali da bagno e perle di body shop che la gente mi regala (ma che puzzo? ditemelo);
- faccio la mascera al viso annua per provare l'ebrezza della femminilità;
- ho agguantato il pelo del sopracciglio che cercavo di uccidere da 3 giorni 3;
- mi sto truccando, cosa che ha la stessa cadenza delle olimipiadi e risultati da stemma del wwf.

Se mi volete maschiA ditelo eh, tanto pare che sia necessario solo grattarsi e ruttare part time.
Ce la posso fare.

Qui in basso la tutasauna, oggetto sexy del nuovo millennio.


lunedì 17 ottobre 2011

Ilha de Moçambique

Sono riandata in vacanza, stavolta in aereo dato che il mio cul, la mia schiena non avrebbe retto, in un'isola, Ilha de Moçambique, il paradiso terrestre.
Sono arrivata lì con l'aereo dei puffi e, prima di fare pipì, avevo vinto la mia personale battaglia per contrattare il taxy più economico di tutto il Mozambico del nord.
Ho fatto una soddisfacente pipì al grido di "tirchio è bello".
La cosa che non avevo capito era che il bollettino delle sfighe era compreso nel prezzo.
Omosfiga ha iniziato ad indicare luoghi, in cui io cercavo scimmie, elefanti, figoni, insomma qualcosa di tipicamente africano e, con voce da telegiornale mi diceva: "lì la settimana scorsa un trattore contro un bus. Otto morti".
Ohgesùmio.
Ho passato i 165 km successivi con la mano sulla tetta, che avrà pensato che avevo paura di perdermela.

A parte uomosfiga, che era posseduto e passava dall'iperattività parloparlochiedociprovo alla morte apparente, dopo un'ultima curva sono arrivata in paradiso.
Palme, sabbia bianca, sole, mare celeste, cielo incredibile, c'erano pure i pancake! (45 min dopo la mia ordinazione, ma c'erano).
L'isola è un misto tra un'allegra comunità di pescatori, un asilo, un mercato e una città fantasma.
I pescatori pescano, i bambini ti toccano e chiedono foto, gli autoctoni cercano di vederti QUALSIASI cosa e determinate zone sembrano totalmente abbandonate.
Nei primi 15 minuti di vacanza ho trovato marito, nelle 5 ore successive un gigolò. Costui mancotantofigo mi ferma, mi dice che sono carina, dimostrando un coraggio non da poco dato che avevo un cappello da cow girl, e mi chiede se può passarmi a trovare in albergo.
Io, dimostrando un'intelligenza pronta e riflessi da ninja, rispondo:
"perchè... che VENDI?"
E' apparso il dio dell'intelligenza e mi ha detto "scusa davvero, ma il giorno che sei nata sono rimasto chiuso in ascensore".

Ho scoperto poi che l'accoppiata vacanza+ isola scatena in me qualcosa di pericoloso.
La mia anima kitch.
Per fortuna non succede in Sicilia altrimenti comprerei coppole e carretti.
Essendo su un'isola la cosa più diposnibile sono chiaramente le conchiglie, che ti fanno tanto tornare bambina, tanto pensare a bei momenti della vita, tanto rincretinire.
Venti minuti dopo essere approdata in una delle più belle baie del mondo, vagavo avvolta in una capulana (stoffa tradizionale), con una collana di conchiglie e i piedi scalzi.
Mi mancava il fiore in testa e sembravo la piccola Flo.






Eccomi qui con tutta la mia anima kitch














Ma benvenuti propriA













Caruska















Pranzo da poverelli
























In quest'ultima foto la tromba d'aria del ritorno. Le righe che potete ammirare alla destra della foto sono dovute al vetro incrinato del taxy mozambican style.
Perchè un po' di culo nella vita ci vuole sempre.








giovedì 13 ottobre 2011

Prove tecniche di demenza

Ultimamente sto cercando di uccidermi.
Da sola, che io sono una persona autonoma.
Sono andata in Zimbabwe, mi sono sentita gggiovine e sono andata a cavallo.
Prescindendo dal fatto che non ci credeva manco il cavallo e ho avuto la forte sensazione che, quando sono arrivata elmettomunita, abbia riso, ho fatto un'ora di safari.
Boschi, vedute da signore degli agnelli, alberi, fiori e tutte ste belle cose.
Freddo allucinante.
A fine serata vagavo raminga con un rotolo di carta igenica causa raffreddore e non mi potevo sedere causa maldiculo.
E' che ho tutte e due le tette (evitiamo battute puerili grazie) e quindi non mi hanno potuta eleggere amazzone del secolo.

Stasera poi ho deciso di cenare, attività comune a buona parte dell'umanità.
Dato che la voglia di vivere e di cucinare si era suicidata verso le 18, ho deciso di infliggermi una punizione.
Sotto forma di zuppa knorr.
La cosa sembrava semplice: cappottare l'intero contenuto in 850 ml di acqua, andare a vedere grey's anatomy e appena appare il fumo stile cernobyl tornare in cucina.
Prendo la zuppa e decido di versarla comunque nella mia ciotolina da repartocureintensive, quando un lieve abbarcamento del pentolino permette alla zuppa di fuggire e atterrare:
a- sul mio piede;
b- sulla mia mano.

Ora.
Il piede, con abile gesto, giro di 360° tipo esorcista, me lo sono pulito sul tappeto, la mano no.
Avendo il pentolino in mano e non volendo spargere zuppamarrone in tutta la cucina, l'ho appoggiato e poi mi sono data alla bestemmia libera.

Secondo me se vado a Lourdes inciampo, cado nella piscina e affogo.
Sono senza speranza.

domenica 9 ottobre 2011

Sherlock Moz

La mia coinquilina è veterinaria e lavora anche con i conigli.
L'altro giorno l'hanno chiamata per avvisarla che la fattoria in cui lavora era stata assaltata e avevano rubato 8 conigli.
Si inizia chiaramente a sospettare dei guardiani che avrebbero dovuto controllare, uno la porta di ingresso e l'altro la conigliera, e si cerca di parlare con loro.
Chiaramente si professano innocenti e, il padrone della farm, in linea con la "legge" locale, decide di mandarli dal "curandeiro" (il mago) per far luce sulla situazione.
I due accettano e, stranamente, il responsabile dei conigli (un terzo lavoratore) inizia ad agitarsi.
La cosa sorprende e si inizia a tenerlo d'occhio.
Nel frattempo i due guardiani vanno dal curandeiro che gli dice di comprare una pompa e una ruota da bicicletta, dovranno gonfiare la ruota e la pancia del colpevole si gonfierà allo stesso modo.
I due tornano nella fattoria e lo comunicano al padrone che gli dice di comprare la pompa.
Il responsabile dei conigli è sempre più nervoso , ha paura del curandeiro, così paura che confessa il crimine...

Sherlock Holmes ai curandeiros mozambicani fa un baffo.

venerdì 7 ottobre 2011

Expatriation & Chocolate

Son ripartita.
Sto testando le mie ossa per adesso e quindi negli ultimi 11 giorni ho fatto 2500 km.
Che l'osso sacro appena mi sono stesa sul letto/materasso (non ho un letto ma un materasso su una stuoia, perchè io sono mozambicana insaidd) ha fatto la ola.

I primi 800 km li ho fatti per il mio consueto espatrio che tanto mi piace.
Anche questo mese sono andata nel mio amato Zimbabwe per evitare di essere arrestata.
Sono partita all'alba, dove per me alba è qualsiasi cosa prima delle 11, e ho recitato la frase pre-registrata per l'espatrio al mio autista: haiilpassaportol'assicurazionedocumentimacchinasoldiacquafattopipì?
Poi sono morta.
Dato che però mi ero un ciccinin rotta le balls di andar lì, sedermi all'etnicissimo Lions club e aspettare la morte in silenzio, ho deciso di fare 5-ore-5 di macchina per mangiare una torta al cioccolato.
No, non sono incinta.
Manco pazza, no.

Dopo 25 K, come dicono qui, non km che si sprecano, di curve sono arrivata nella mia personale versione del paradiso: prati verdi, staccionate bianche, gay e torta al cioccolato.
"salve cosa prende?"
"vorrei una cioccolata con contorno di cioccolato, topping al cioccolato e torta al cioccolato con decorazione di cioccolato"
"è troppo cioccolato"
"senti stellamia io vivo là dove non osa il cioccolato, non c'ho uno straccio di essereumanodisessoopposto e c'ho il ciclo, portami sto cioccolato e nessuno si farà male"
"è meglio un caffè"
"il caffè che costa SEI dollari SEI?"

Alla fine decido di dare ragione all'omino e ordino una torta al cioccolato dietetica, con 8 km di cioccolato, decorazione al cioccolato e panna e un caffè.
In tazzina dorata, con piattino dorato, cucchiano dorato e zuccheriera dorata.
Solo non si vede Elton John.
















Dopo ho conversato con l'uomo molto gayo che aveva reso felice la mia giornata.
Ero così appagata che stavo per dirgli "guardi per ringraziarla le regalo l'autista, dato che io le faccio meno sesso della tazzina dorata".

Dato che il caffè lo avevo pagato 6 dollari e te ne portavano a volontè, mi sono sentita tanto americana e l'ho preso 74 volte.
Per ammortizzare.
Peccato che era espresso e sono tornata a Beira con una collezione di tic non indifferente.
Dopo la torta sono entrata in coma superglicemico e non ricordo più niente.

Mi sono svegliata alla frontiera dove una zocc signoradifacilicostumi mi ha allegramente lasciata in attesa 1 ora e minacciata di arrestarmi/ucciderminelsonno/non farmi rientrare in Mozambico/sequestrarmi il passaporto/regalarmi la sua sciarpa leopardata.
Mi ha chiesto una mazzetta di 20 dollari per pranzare.
Gliene ho dati 7 (sono l'unico essere umano che paga le mazzette in saldo) e le ho augurato una notte di felicità con il cesso di casa.

Il secondo viaggio è quello di vilanculo, altri 1200 km di pista Sbattuta.

Il terzo viaggio l'ho fatto allo Ndouzu Camp.
Che per pronunciarlo sputi almeno 5 volte.
Questo posto ridente e fuggitivo si trova a circa 300 km da Beira.
7.500 buche.
Luogo immerso nella natura, nel verde, nei boschi, nei rami spinati e nelle cacche di elefante.
L'eden dei poveri.
Nel boschetto della mia fantasia ci sono George Clooney e Brad Pitt nudi, nell'eden dei poveri ci sono un numero di esseri umani bassi ma poliglotti.
Finchè un uomo mi ha chiesto "dov'è il tuo bambino?"
Dopo che ho risposto "l'ho scambiato con questa coca cola", nessuno mi ha più affidato i suoi figli.
Capita.
In ogni caso ho anche fatto amicizia con un nano teTesco che parlava più lingue di me.
Il nano mi ha per cui detto:
"It's reis!" (é caldo!)
E io, CranTe conoscitrice del teTesco ho risposto: "si bellodizia è pasta, mangia".

Quando il bambino ha internazionalmente sputato sul muro m'è venuto il dubbio.
Sarò una madre oribbbile parte seconda.

giovedì 29 settembre 2011

Io mamma (ma propriA)


La mia amica francese s'è riprodotta con successo.
Ha sfornato un nanetto bello e allegro e ha salutato Morfeo con la manina.

Lei è chiaramente distrutta, non dorme, si sente mucca e ha comprato una serie di accessori che riproducono il mare, la pioggia, la neve, la grandine, la bora e che dovrebbero rilassre il bambino.
O trasformarlo nel colonnello Giuliacci.
La mia amica nr.2 le da una mano, prende il nano con un sol gesto, lo addormenta, gli fa fare il ruttino, e tutte quelle cose di cui la gente sotto i 50 cm necessita.

E poi ci sono io...
Utile come i moon boot in estate.
Io sposto il nano solo se munito di appositi sostegni: ovetto, passeggino, culletta, seggiolino, insomma non lo sposto se non è legato da qualche parte.
Lui lo sa, mi guarda male e tutte le volte che siamo soli inizia a piangere.
E a me viene l'ansia...
Inizio a dirgli cose tipo: tipreotipregononpiangereabbipietà e inizio a raccontargli le cose.
Lui mi sente parlare e si appassiona. Solo che quando ho l'ansia mi vengono i sunti delle favole.
Tipo: c'era una volta una bambina con un mantello rosso, è andata nella foresta, il lupo s'è mangiato sua nonna, ma la forestale ha risolto e stanno tutti bene.
Oppure: c'era una volta una rincoglionita che una cosa non doveva fare, una, toccare cose puntute. Siccome era un premio nobel per la scienza ha toccato un fuso, è svenuta e ha aspettato il principe più ossigenato della storia.
O ancora: c'era una volta Cenerentola, una che non credeva nei servizi sociali, che aveva due sorelle brutte come la peste, un piede che manco le cinesi, ma poi trova un figone che se la sposa e tutti vissero felici e contenti facendo il gesto dell'ombrello.
E così via...

Capite bene che, prescindendo dall'educatività delle storie, durano troppo poco.
Per cui inizio a parlargli dell'unione europea, del mio lavoro, dei miei amici, dei miei problemi esistenziali.
Manca poco e gli racconterò la mia prima esperienza sessuale.

Lo so che state pensando che sia un essere umano ignobile che non vuole toccare il bimbo.
Non è così.
I bambini troppo piccoli mi mettono ansia, ho paura di romperli, gli devo tenere la testa, le mani, i piedi e mi manca sempre la 15esima mano.
La mia amica mi dice: "prendilo come prendevi cicciobello".
Ora.
Ho omesso di dire che io tiravo cicciobello per i piedi, avevo un bambolotto a cui continuavo a toccare la pancia perchè diceva "ahi ahi bua pancino" e avevo una schiera di bambolotti malati.
Baby bua, bambola che prima TU STESSA ferivi e poi curavi. L'apoteosi del sadismo.
E tondo morbillo, bambolotto del peso specifico di 200 kg che distribuiscono ai soldati statunitensi come arma da difesa, che curavi dal morbillo e poi si riammalava con temperature fresche.
Ecco, io lo mettevo in frigo per accelerare la malattia.

Sarò una madre orribile...

mercoledì 28 settembre 2011

Sono andata a VILAnculo!

Sono un po' in arretrato con i post.
Oggi leggevo le bozze e ho ancora il post di quando sono arrivata.
5 settimane fa...

Il fatto è che per ora lavoro tipo schiava (e faccio conti, alle 17 vedo numeri tuttinronoammè) e ho una vita sociale che manco Madonna.
Praticamente torno a casa e in 3 minuti dico "bom dia Oratio", "adeus Oratio". Che l'empregado o pensa che lo prendo per il culo o ha concluso che sono pazza.
Entro, mangio macedonia, mi cambio ed esco.
A intervalli di 4 ore.
Per recuperare i post scritti, sull'ipod con il touch screeM quindi in sanscrito antico, dovrei postare ogni mezz'ora.

Ma iniziamo dalle mie vacanze.
Dopo aver detto la frase cult di ogni 95enne che si rispetti, "ciao Giò vuoi uscire?" "no scusa ho appena messo le lenticchie sul fuoco"(lenticchia= legume triste per eccellenza, il fagiolo almeno rende le tue serate scoppiettanti), ho deciso di riprendere possesso di questo quasigiovine corpo e di darmi una mossa.
La telefonata è stata la seguente:
Ore 22.00:
"Ciao GiovanaconunaN domani andiamo a Vilanculos, vuoi venire?"
"Massì dai, a che ora?"
"7 ore e siamo sotto casa tua"
"a Thiago e la prossima volta chiamami dopo eh, 'nsiamai ho tempo di fare la valigia".

Dalle stelle alle stalle.
Faccio una valigia logica in 3 minuti, dormo 5 minuti e parto.
Dimentico nell'ordine:
-pantaloncini;
-telo mare;
-felpa;
-scarpe;
-un milione di altre cose.
600 km di buche.
Sono arrivata che avevo invertito l'ordine degli organi interni e ho avuto un'apparizione del mio stomaco che mi faceva il gesto dell'ombrello.

Arrivati a Vilanculo, le cui puntate precedenti potete leggere qui , qui e qui, sono rotolata fuori dalla macchina e ho più o meno esclamato "cazzo piove".
Gli autoctoni hanno raccolto la mia corona e hanno ringraziato i loro santi per la mia venuta.

Sono partita con i brasiliani, TUTTI brasiliani e 2 portoghesi, e alla fine del viaggio avevo eliminato l'uso della D a favore della G.
Mi facevo paura da sola.
In ogni caso la vita dei brasiliani è simile a quella dei primati: mangiano e trombano (finess), tutto il resto li destabilizza.
I primati in più si spulciano.
Arrivati a Vilanculos abbiamo vagato 4 ore 4 per comprare la carne per fare il barbecue.
Che se mangiavamo fuori morivamo.
A parte questo hanno problemi di relazione col sole.
Si cospargono di crema con la cazzuola, 'nsiamai si abbronzano.
E poi si mettono all'ombra.
Abbiamo le foto insieme che io sembro il barcarolo mozambicano e loro i piccoli svizzeri venuti dal freddo.
Ho visto brasiliani tornare più bianchi di quando siamo partiti.
Non camminano, non scendono dalla macchina, non parlano con altri esseri umani all'infuori di se stessi.
Io, che faccio amicizia pure con i sassi, parlavo a cani, gatti e tignusi che manco san Francesco.
Siamo andati su un'isola e hanno fatto snorkeling con il giubotto di salvataggio.
Mentre loro decidevano come tuffarsi, quando, in che posizione, quale ambasciata allertare, quale cassetta del pronto soccorso venerare e a quale santo votarsi, io urlavo da 10 minuti "stella marinastella marina! pesce coloratopesce colorato!"
Li ho portati in un ristorante tipico di pesce e altre meraviglie della natura e hanno ordinato la bolognese con extra formaggio.
Dio li ha puniti e gli ha inviato una sottiletta come condimento della bolognese.

In vacanza ho risposto sì, yes, oui, sim, senza soluzione di continuità.
Parlavo con lo spagnolo e rispondevo YA, con la francese e rispondevo Yes, con i brasiliani e dicevo Sì, con i mozambicani azzeccavo e rispondevo Sim.

In vacanza con noi c'era una ragazza o meglio, c'era il suo profilo facebook.
Arrivavamo in un posto, io dicevo "uau che merav..." e lei lo registrava su face.
X si trova a Vilanculos, x si trova al ristorante, x mangia, x beve, x fa la pipì.
Inquietante...

Ho anche incontrato 3 ragazzi italiani proprio bellini e tanto giovini. Per accompagnarmi gioisamente a loro, avrei dovuto frullarli e ottenere così un maggiorenne.

In ogni caso mi sono divertita, ho magiato schifezze, preso sole e mangiato sabbia.
Il mio souvenir da Vilanculos è un livido formato famiglia guadagnato mentre salivo agevolmente sul gommone (definito da me per spiegarlo ai brasiliani "la barca che si riempie di aria").
Sono stata eletta miss agilità 2014.

Giusto per farvi invidia ecco a voi le foootoooo:







Spiagge bianche e brasiliani in tinta

















Ilha de Bazaruto
















Qui io ho esclamato "uau" e la tipa ha registrato su facebook
















Barchetta

















Il mio baobab



















Arrivando in spiaggia (sappiate che mi si è impigliato il pantalone nelle assi del cazu di ponte e stavo morendo)













x sta guardando una spiaggia meravigliosa da facebook















Memedesima in tutta la miamedesima beltà











Nel caso in cui ve lo stiate chiedendo, sì avevo solo questi pantaloni, gli altri li ho dimenticati a casa.
In ogni caso sono bellissimi, comodissimi, freschissimi e utilizzabili solo con il favore delle tenebre.
E mai, mai in controluce.

venerdì 16 settembre 2011

I like(d) to move it move it!

Ultimamente per causa di...ehm... forza maggiore, ho dovuto cambiare casa.
Tralaltro ho dovuto fare un trasloco in 12 ore che manco sul titanic hanno avuto così poco tempo.
Quando gli hanno detto "abbandonare la nave", quelli avevano pure l'orchestrina che gli suonava la lambada.
Io avevo le pulci e le cimici che facevano ciao.

Dopo una serie di dimostrazioni di solidarietà per il mio abbandono della nave, ho trovato casa.
I miei amici erano preoccupatissimi, probabilmente convinti che:
a- mi avrebbero picchiata;
b- mi sarei sentita sola e tristA.
E s'erano scordati dove vivevo prima.

In ogni caso mi sentivo tanto uno di quei bimbi orfani della Bielorussia che vengono mandati, per brevi periodi, in famiglie vere.
Gente che mi invitava a cena, botte di solidarietà, messaggi d'ammore e inviti a pranzicenemerendecaffètheetuttociòchevuoitù.
Morale della favola sono in super compagnia e ho preso 3 Kg.
E vi voglio bbbene pure io.

La mia nuova casa è un campo di calcio, enorme, bellissima, ha un bar in giardino e 400 terrazze.
Momentaneamente la mia camera è microscopica e più che ballare da sola, mi gratto con le formiche, ma fra 8 giorni avrò un upgrade notevole.
I miei coinquilini sono 3 francesi, uno dei quali di 50 cm, una portoghese, Mamba il cane, Gin (ex Gina) il gatto e Jaque il galago.
Solo non si vedono i due leocorni...

Attualmente c'è anche la mamma molto francese di un coinquilino.
Chiaramente non parla portoghese e io, che a stare zitta ho difficoltà, parlo.
Almeno provo.
L'altro giorno mi ha offerto del vino rosso e ho più o meno risposto: "No, grazie, io preferisco bianco".
M'ha risposto giustamente augh.
Non lo dirò mai a chi guarda il mio cv in cui narro di saper parlare un francese base.

A parte le meraviglie della compagnia, degli animali vari e della tecnologia nelle nostre case (la tv!la tv! ho la tv!) c'è una cosa stupenda.
In Mozambico il mondotutto ha l'empregada, la versione umana della lavatrice, una che lavastirastendepulisce.
Noi abbiamo di meglio, abbiamo l'empregadO che vive qui.
Praticamente tu sporchi una forchetta e lui te la lava.
Live.
Stamattina, mentre cercavo a tentoni la porta per andare al lavoro, lui mi intercetta e mi dice: "scusami vorrei sapere cosa mangi per colazione, thè, caffè? pane? marmellata? miele? Così io posso preparartela, vorrei che uscissi di casa dopo aver mangiato qualcosa".

Inutile dirvi che ho pianto.






Vi allego la foto di un galago di tutta la sua pelosità. Vi risparmio di cercarlo su google e ritenere che fosse un procione come ho fatto io.
Che evidentemente non ho mai visto un procione.

venerdì 9 settembre 2011

La sindrome di incazzbook

Ci sono due possibilità:
- o c'è gente che ha una vita VERAMENTE sfigata, che in confronto io sono Gastone paperone;
- o la gente si sente in dovere di raccontarti ogni tragedia, ma proprio tutte.

Anche io mi lamento eh, per carità sono donna e mi tocca, però mi lamento q.b. e con determinate persone.
Insomma è un lamento per pochi fortunati prescelti.

C'è gente che non sento da mesi, ti dice "ciao come stai?", tu, dimentico del passato rispondi "bene (pure se t'è morto il gatto, t'hanno rubato la macchina, ti sei rotta tutti i piedi) e tu?" e 5 minuti dopo scopri di aver fatto il più grave errore della tua giornata.
Iniziano con la tragedia greca e non li fermi.
Avevo un'amica che gli moriva un parente ogni volta che io entravo su msn.
Ad un certo punto mi sono convinta di portare sfiga.
Il passo successivo è stato toccarmi quando mi scriverva.

Perchè se non ci sentiamo da millenni, invece di chiacchierare allegramente del più e del meno partite con una disgrazia?
Ma magari arriviamoci con calma, che sennò la conversazione parte male, è pregiudicata.
Partite a raccontarmi qualsiasi cavolata e dopo mi sparate la morte del pesce rosso o la rottura della french che tanto vi affligge.
Anche perchè io poi divento un essere ignobile e non chiedo niente.
Alla vostra risposta: "sono in lutto" sono capace di rispondere "è la vita".
Ma mica perchè sono cattiva(anche), è che so cosa mi aspetta.
E' istinto di autoconservazione.

Altra categoria sono gli incazzati di facebook.
Quelli che mandano maledizioni a tutto il mondo, che pubblicano link che augurano malattie e morti lente e dolorose, quelli che ce l'hanno con tutti e promettono vendetta e apocalissi varie.
La tragedia è che a volte scrivono cose così generiche che potrebbero riguardare chiunque.
Tipo "tu,tu, che sei arrivato in ritardo, morirai giovane".
E per i 3 minuti successivi scriviamo tutti misteriosamente con una mano sola.
Io mi chiedo ma siete già incazzati prima o st'effetto ve lo fa facebook?
Perchè nel primo caso mi sorprende che abbiate ancora i capelli, nel secondo la cosa va studiata.
Mandrie di studiosi si sono dedicati alla sindrome di stendhal, mi pare giusto dedicarsi alla sindrome di incazzbook.
Tutti a mandare a quel paese migliori amici, genitori, vicini di casa, fidanzati inconsapevoli (no, non inconsapevoli dell'errore fatto, inconsapevoli di essere fidanzati), link inquietanti che ti augurano di perdere un dito con l'immagine di un cavalluccio marino (fateci caso le immagini non sono mai correlate alla disgrazia), link pubblicati da gente con un nick tipo bimbainkazzata, bellastronza, bellasuicida, nessuno che si salva, nessuno viene risparmiato.
Che manco Dante era circondato da tutta sta gentaglia eh.

E su dai.
Anch'io litigo con gli amici e sono circondata da animali da circo al posto di ragazzi interessanti.
Però mica li punisco su facebook.

Ho risolto.
Ho comprato lo spray al peperoncino.
Al massimo li spruzzo.

mercoledì 7 settembre 2011

La vendetta è un piatto che va servito incinta



"La vendetta è un piatto che va servito freddo" dicono tutti i cattivi che si rispettino.
Quand'ero piccola immaginavo che la vendetta fosse un dessert.
Posizionato tra il calippo e il liuk.
Praticamente tra il gelato più equivoco della terra e quello più sgrammaticato.

Poi sono cresciuta a pane e arte della guerra e ritenevo che la vendetta richiedesse pianificazione, acquisto di materiale bellico e concentrazione.
Che manco i vietcong.

Bugie.
Ho scoperto che la vendetta è un piatto che va servito incinta.

C'è un momento in cui la categoria "uomo" sconta tutti i suoi peccati (pure quelli di vicini di casa in realtà) e tale categoria viene rappresentata da un pover uomo che viene eletto capro espiatorio di tutti i mali del mondo.
Dal mal di piedi a Fukushima direttamente e senza passare dal via.

Ultimamente sono circondata da panze.
Ciò comporta 2 cose:
1- mi faranno ginecologa ad honorem alla presentazione dei bollini parto che raccolgo ad ogni conversazione in cui sia presente + di una gravida;
2- mi sento molto magra.

I fidanzati, nonchè padri dei loro figli, vanno maltrattati, come da prescrizione medica, prima e dopo i pasti.
E' tutta colpa loro, il mal di piedi, la pasta con poco sale, le strade con le buche, le zanzare e il buco dell'ozono.
Le donne incinte infatti, hanno gli ormoni poco sani di mente e passano dalla felicità al pianto in 35 secondi.
Che tu fai fatica a seguirle eh, mica per altro.

Le mie amiche incinte si lamentano, i fidanzati noncapisconolalorocondizioneperchèsonofreddipocopartecipienonsimettononeiloropanni e loro reagiscono.
La tragedie sono due:
a- si lamentano se NON hanno i dolori
b- si lamentano con me

Il punto A comporta che non c'è speranza che non si lamentino.
Cioè non gli fanno male le tette ed entrano nel panico.
E capite bene che i dialoghi risultano difficili:
"Giò non mi fanno male le tette da 2 giorni"
"Dai! che belllo"
"ommioddiosonopreoccupatissimastaràmalecosasaràsuccesso?"
"eh? ah si giusto. Oddio non ti fanno male le tette da 2 giorni... vuoi che ti picchi?"

Il punto B comporta che le risposte che io posso dare sono fondate su una PROFONDA conoscenza del fatto.
Quindi alla domanda: "ieri mi sono innervosita, ho pianto, avrà fatto male al bimbo"
Ho risp: "al massimo avrà avuto un po' di insonnia".
Mi sono sentita una guru nè.

Dunque sappiate che:
A- sono sempre più convinta di prendere un gatto;
B- se mai restero incinta, OVUNQUE voi siate, a Timbuctù, ad Antananarivo ecc, io mi sentirò in diritto, su skype in conference call di lamentarmi perchè non mi fanno male le dita dei piedi.

Il consiglio che do a coloro i quali vengono fustigati giornalmente viene dalla mia amica che si è recentemente riprodotta con successo:
- non fate nulla che una donna gravida non farebbe;
- non fate nulla senza le sue precise direttive, nulla;
- fate dei complimenti evitando "amore come sei in linea";
- trasformatevi in cenerentoli;
- evitate i brico center come la peste;

E io aggiungo:
- rifategli il letto in Zimbabwe, anche se i vostri amici che scaricano la macchina, sembrano i sette nani che vanno in miniera;
- riempitele di olive.

In ogni caso, se avanza qualcosa mandatemeli che devo pulire la cucina.

martedì 6 settembre 2011

Corna, tette e rocherolle

Della serie se ti sembra di aver toccato il fondo, non ti illudere, che prima o poi ti forniranno la pala.
La mia pala è arrivata sotto forma di due tipe con un bambino.

Ma andiamo con ordine.
Sono tornata al lavoro dopo 23 giorni di ferie e sembra che in ufficio abbiano lanciato un missile anti carro e siano fuggiti rapidamente.
Nulla si è salvato e dalle finestre invece dei nonno nanni volanti (che meriterebbero un post tutto loro) io ho le ricevute volanti.

Ultimamente causa ansia da ommioddiononriusciròmaiarecuperare non dormo, cogito.
Cartesio cogitava ed era, io cogito e ne guadagno in sensualità.
Bella come un panda. Che fra poco mi scrittura il wwf.
Dato che non dormo lavoro, almeno finalizzo, e le mie allegre e giovini giornate si compongono di 12- 13 ore di lavoro.
Il minatore vicino casa mia passa sempre a salutarmi quando rientra a casa.

A parte le disgrazie lavorative, inizio a vedere la gente, più che morta, disoccupata (iomemedesima) e la disoccupazione mi guarda allegramente seduta su giorno 31 Ottobre.
Sento una voce dentro di me che dice "compra compra ancora su internet che morirai povera".
Grazie senso del dovere grazie.

Per tutti questi allegri motivi a livello di disgrazie mi pareva di aver raggiunto un buon punteggio e mi sarei fermata qui.
Un presente che sembra frutto della pervesione sentimentale di un minatore e una stakanovista, un futuro da disoccupata e una faccia da panda.
E invece no.
Perchè io sono come locatelli, faccio le cose per bene.

La mia pala è arrivata in un'allegra mattina di martedì.
Due ragazze evidentemente innervosite chiedono di parlare con un uomo grosso e nero (terrore di ogni bambino bianco che si rispetti) che lavora con me.
Donatettuta mi dice che lui ha detto che lei era stata in hotel con un altro, un italiano grosso che lavora con noi e che lui aveva gridato a lei per strada mentre era con il suo lui qualcosa sul lui italiano.

Ora.
Prescindendo dall'assurdità della situazione e dal fatto che mi sono fatta ripetere la storia 15 volte perchè non avevo capito una mazza (qui si usa sempre la 3° persona quindi non capivo quale lui aveva detto che lei era stata con lui, ma lei non conosceva nè il 1° nè il 2° lui), l'unico italiano che lavora qui è uno di quegli esseri ignobili che mangiano un barattolo di nutella in mezz'ora e continuano a pesare 50 kg.
Ed è in Italia.
Sarà anche rompipalle, ma ubiquo ancora non mi risulta.
Donnatetta mi dice che il marito l'ha picchiata, donnaisteria mi dice che lei urla, io gli dico che non mi tornano i conti.

Così, per condivisione di disgrazie.
La tipa inizia a piangere, io vorrei imitarla ma mi contengo e cerco di dire qualcosa di sensato, di profondo, di aiuto... "VUOI UN BICCHIERE D'ACQUA?".
Dopo, le tipe, una piangendo, l'altra urlando, il bambino più sconvolto di me, vanno via.

E io rimango lì, sconvolta, guardando negli angoli bui.
Aspettando che venga fuori il Teo Teocoli de noatri e urli "sorridi sei su candid camera"

Perchè io il mobbing lavorativo lo capisco pure.
Ma quando la vita mi fa mobbing, mi mette ansia...
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...