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martedì 24 settembre 2013

C'ho i fans


Ci credereste? Ho dei fans!
Cioè fans in carne e ossa che non sono, pazzi, stalker, psicopatici o miei consanguinei!
Ho anche stalker e psicopatici, ma ne parleremo nella prossima puntata.

A Roma (è un post vecchio, compatitemi) ho incontrato: una ragazza, mai vista prima, che legge il mio blog, le piace pure (vedete un po'), un'amica che non vedevo da tanto con la coinquilina che mi conosceva meglio di mia madre e una loro amica che vorrebbe aggiungermi su face per vedere gli aggiornamenti del blog.
 
Mon dieu.

La mia amica mi dice: "ti dispiacerebbe aggiungerla? Sai vorrebbe vedere gli aggiornamenti del blog, se non ti scoccia".
Ho pianto.
Mi sentivo tipo Madonna quando è arrivata a Roma, ma con le ginocchia più fighe.
Madonna, lo so che ora vieni, gniè restati a casa che non c'è posto per tutte e due.
AH.
AH.
AH.

Scusate il momento pazzia, ma davvero è una cosa carina.
La cosa che mi ha fatto piacere da quando ho aperto il blog è stata avere gente diversa dai miei genitori che mi legge.
Mi legge persino gente che mi sta profondamente sul pene e ricambia il mio sentimento.
So' belle cose.
Prima di aprire il blog, a parte le paturnie da "che scrivo", avevo le paturnie da "e se sembro una di quelle 14enni che scrivono vitamorteemiracoli sul blog?" e le paturnie da "non mi leggerà manco mia madre".
E invece.
Ho i fans.
Uahahahahah.

La smetto.

A parte i fans, come vi accennavo, ho una persona che potremmo definire, come dire, stalker?
Tipo che niente immaginate che qualcuno che praticamente non conoscete, vi legga unicamente per morbosità e sapere dovesietecosafateonchisieteecosamangiate.
Ma vabbè ma è bello anche questo, mi sento fAiga, ho una stalker e voi no.

Gnegne.

Madonna?
Tu ce l'hai una stalker?
AH
AH
AH

Inviadiami Veronica.

Prometto solennemente di farmi ricoverare.

*ps non c'erano immagini di fans che mi soddisfacessero abbastanza per cui ho messo un ventilatore.
Ringraziate che non vi ho messo gli anti infiammatori non steroidei (FANS è il loro acronimo, quante cose si imparano).










mercoledì 27 febbraio 2013

Abbiamo vinto noi


Mi sembra giusto iniziare questo post, che molti di voi capiranno almeno arrivati a metà, con una dedica folle:
"Dante, ma vaffanculo!"

Bene.

Dovete sapere che ad Ottobre abbiamo avuto una bella notizia.
Siccome noi siamo una famiglia originale, al mio ritorno dalla toscana di pacco, per festeggiare, siamo andati all'ospedale.
Mia madre deve aver montata una quanche versione trial dell'antivirus, quelle che durano un mese e hanno solo i servizi base.
La diagnosi non era buona.
Siamo rimasti tutti tra lo shoccato e il senza parole finchè, con estrema e infinita empatia, una dottoressa che stava per entrare nella stanza in cui mia mamma stava facendo un importante accertamento, con una faccia più brutta di quella che già avesse (cosa non da poco), disse ad un altro medico: "Aspetta che qui c'è una signora con un linfoma che uhm..".

Dante (la dottoressa è stata così soprannominata per il suo grazioso naso),
ti auguro che un tuo parente si ammali (raffreddore eh) e il medico dica una cosa del genere.
Così impari e perdi 45 anni di vita.

Oggi, dopo tanti mesi di cure, tristezza, ecc, abbiamo avuto la bella notizia.
Stiamo bene!

Il post sarà di ringraziamento, con nomi e cognomi. Perchè c'è gente che merita il nobel e la gloria, non perchè promette l'IMU, ma perchè rende il mondo un posto bello.

Voglio ringraziare Piero e Valeria, i miei più cari amici, i primi a sapere, quelli che, pur avendo i loro enormi problemi, sono stati i primi a tirarmi su.
I primi a rispondere alle domande "come si accetta, come si va avanti" perchè sanno, purtroppo, di cosa parlo.
Quelli che mi hanno sempre ascoltata e fatta ridere. Quelli che, mentre ero confusa, mi sentivo sola, disperata e depressa, mi hanno dato la mano.
Voglio ringraziare le mie cugine, che si sono sempre interessate e cercavano diete e cibi innovativi per aiutare durante le cure (cugina? i vermetti sono morti tutti, credo di inedia, sono una persona orribile?).
Voglio ringraziare quei parenti che ci sono stati sempre, che si sono offerti per qualsiasi cosa e hanno chiamato 95 volte al giorno per tirare su mia mamma.
Anche quella zia che aveva il diritto di chiudersi in camerino e piangere perchè ne avrebbe avuto i motivi.
Voglio ringraziare Ileana e Michi, sempre presenti, sempre con me, sempre disponibili. Non mi hanno mai lasciata nè sola nè a deprimermi. Grazie per la totale assenza di democrazia quando vi dicevo "no, non voglio uscire" e rispondevate "ok, stiamo passando".
Voglio ringraziare chi ha capito che il viaggio per cercare lavoro non era solo quello, ma era anche una ricerca di serenità e cambiamento.
Grazie per le cene, per il cinema con la gente pazza, per avermi quasi uccisa con il pelo di gatto, per avermi comprato il mango, perchè mi piaceva pure sistemare casa con voi.
E ringrazio:
Maya, che mi ha quasi uccisa col pelo e mi ha evitato di pensare ad altro che non fosse "respirarespira".
Giovanni, perchè anche se se la prendeva con me quando non riusciva a consolarmi ed è un po' impedito nel consolare, c'è stato, è stato dolce e presente.
Anna, che dall'Emilia Romagna, mi è stata tanto vicina da sentirla qui.
Adele, che ogni volta che mi sentivo depressa, mi rallegrava con i video in cui fa il cane, la mucca e il gatto.
Altri amici che ci sono stati, Barbara, Palmi, Manlio, Rino, ecc, in maniera discreta e delicata.
Alcuni amici che ci sono stati, pur non sapendo, solo perchè ero giù, voi che mi leggete compresi.
Alcune amiche di mia mamma, una in particolare, che ci ha pure cibati.
I medici, quelli bravi, quelli dolci, come la dottoressa che mi è venuta a cercare dopo che ci hanno dato la notizia.
I medici, quelli stronzi, vi auguro l'impotenza, ma non quella generandi (eh eh, vi piacerebbe), quella coeundi.
Gli dovete dare l'estrema unzione proprio.
Mia nonna, 91 anni, alla quale non avevamo detto niente, e che mi ha detto un giorno "sai? ho fatto l'offerta per il cancro".
Per farmi capire che se in famiglia c'è qualche scimunito, lei non fa parte del club.
Mio padre, supereroe come sempre, che ha fatto di tutto e di più. Io non potrei essere più felice e fiera di averti come padre.
Tuti quelli che sono stati capaci di dare e di esserci, che hanno capito nervosismi, antipatie e chiusure, che hanno trovato il tempo sempre, anche per un semplice caffè.
Perchè quando si sta male, quando si soffre, ogni cosa aiuta, e non deve essere un grande gesto, non si deve necessariamente parlare del problema, basta stare vicini, essere di compagnia, raccontare dei vostri figli, dei vostri casini, aiuta.
Grazie, voi rendete il mondo più bello.

E mia mamma che non s'è mai lamentat ha rotto i coglionbi q.b., ma ha superato le sedute, i dolori, i fastidi, la nausea, la perdita di capelli, la perdita di speranza, che mezz'ora dopo la prima chemio mi ha detto: "Ho ancora i capelli!". Perchè immaginava che i capelli si lanciassero in un suicidio di massa al grido di "tutti a terra!".

Brava mamma, manco i gatti c'hanno tutte ste vite.

Te l'avevo detto.
Abbiamo vinto noi.

giovedì 20 dicembre 2012

Grazie!


Ce l'abbiamo fatta.
Un paio di giorni fa ho avuto la malsana idea di organizzare un Natale per i bambini.
Se vi ricordate dedico alcuni pomeriggi della mia allegra disoccupazione ai nani, per il doposcuola.
Ho deciso che sì, la beneficenza, che sono senza vestiti, che sono senza cibo, che sono senza cappotti, ma sono pur sempre bambini e meritano un Natale da bambini.
E quindi ho proposto di regalare ad ogni bambino qualcosina.
Devo dire che sono rimasta commossa dalla partecipazione di tutti.
Ho avuto regali da Milano, da Roma, proposte da Spagna, Belgio, aiuto da varie città della Sicilia.
Nella mi città ho avuto reazioni differenti.
Alcuni hanno finto di non capire che i giocattoli andavano COMPRATI (si trattava di cosine da 4-5 euro) e mi hanno detto che non avevano giocattoli in casa.
Altri hanno messo mi piace al mio post e mi hanno fatto pensare a quella foto in cui ci sono dei bimbi di colore che dicono "ma davvero pensano di salvarci mettendo mi piace???". Grazie, i bambini scarteranno i "mi piace" con curiosità".
Altri hanno cercato di vendermi dei biglietti per altra beneficenza, tipo l'omino del dash che ti chiede di cambiare i fustini.
Altri invece, per fortuna, mi hanno aiutata, hanno mobilitato mamme, papà, fratelli e sorelle per comprare i regalini e me li hanno portati fin sotto casa.
A tutte queste persone, una sola parola:
GRAZIE.
Siete stati splendidi perchè lo avete fatto con il cuore, avete scelto i regalini e non vi siete limitati a dare dei soldi e stop.
Il mio albero non era così pieno da un secolo, non c'era un camion regalo da uhm... sorvoliamo.

E voglio ringraziare chi mi ha spedito i regali da Roma pur di partecipare, chi mi conosce tramite blog, mi ha vista una sola vota e mi ha versato i soldi in postepay, grazie della fiducia, chi mi ha vista UNA volta e voleva mandarmi i soldi dal Belgio, chi mi ha mandato un milione di contatti di chi mi avrebbe potuto aiutare, chi mi odia affetuosamente ma ha comprato due bambole (sotto la mia supervisione), chi si è riprodotta con successo e ha evitato che regalassi il pulcino pio alle 12enni, chi, davvero, ha "dato" nel senso più bello della parola.
Pure il dentista torturatore.
E ringrazio chi praticamente non mi conosce e mi ha regalato una torta enorme per i miei gnomi.
Io sono emozionata da tanto amore.

La festa è stata un successone, i bambini erano visibili da Marte poichè indossavano dei cappelli con stelle sbrilluccicanti.
Poi si sono cantate le canzoni di natale in siciliano.
I bambini, stranieri, cantavano in playback.
Io, che parlo il dialetto con la stessa scioltezza con cui parlo il sanscrito, pure.
C'è stata la tombola con i regali, i bamibini urlano a tombola meno degli adulti e accettano con più serenità i terni altrui.
La distribuzione dei regali con pianto annesso.

I nani hanno ballato un pezzo hip hop e cantato, sempre luccicando ed erano commoventi.
E poi ecco.
Poi una bambina ha chiesto di poter recitare una poesia sui bambini orfani.
Come lei.
E niente vabbè, ciaodignitàciao, che sembravamo le prefiche.

MEoddeo.
Che mi stia ammalando?
Non mi starà mica venendo la maternite?


Ancora...

GRAZIE


giovedì 15 novembre 2012

HO arrivata DUE!!!

Ho vinDo!!!

Momento autocelebrativo on.

Mie care e  miei cari lettori,
ho vinto due biglietti aerei a/r.
Noncisicrede.
IO.

Dato che la domanda successiva che tuttoilmondo mi ha fatto è "per dove?", non ve lo dirò mai e vi dico invece come, che non me l'ha chiesto nessuno, ma voi saprete.
Fortunelli.

Un mese fa ho notato l'esistenza di un contest di scrittura.
C'erano varie sezioni, tutte dedicate ai viaggi, di racconti, fotografia e tweet.
Per il racconto ero troppo depressa e non ho partecipato, scrivere di come avrei dsiderato fare la sminatrice al posto dei topi, non mi pareva allegro.
Tutto ciò nonostante il premio fosse di un figo incredibile e infatti, visto che era umano vincere, la sfiga non m'ha assistito, i pianeti non si sono allineati, ecc,mi fustigherò da qui al prossimo contest che mi porterà in Giappone.

Comunque, dato che m'ero iscritta a twitter 20 giorni prima, ancora non ne avevo capito la funzione e mi stava antipatico, MA, 140 caratteri li potevo produrre, ho partecipato.
Bisognava mandare un massimo di 3 tweet con tema "il viaggio", qualsiasi cosa.
Ne ho mandati due, convinta com'ero che non avrebbero apprezzato il mio stile di scrittura, la mia sintassi, la mia sintesi, il mio amore per la lingua italiana.
Avevo sintetizzato con:
"capirai, figurati se mi cacano".

E invece.
Una settimana fa mi comunicano che sono tra i 20 finalisti.
Anche lì positiva.
Figurati se apprezzano il mio stil, figurati se mi cacano parte seconda.

E invece!
Sono arrivata seconda e ho vinto due biglietti aerei A/R con destinazioni multiple, vi faremo sapere dove vado.

Credo che adesso , per ristabilire il karma, mi cadranno come minimo tutte le dita dei piedi.


P.s. il titolo parafrasa quello che un nostro atleta disse. Non mi voglio prendere meriti che non ho.

giovedì 15 marzo 2012

Blog affidabile


Sono stata premiata un' altra volta.
*10 minuti di autocompiacimento. Grazie*

Bene, adesso che mi sono fatta i complimenti da sola allo specchio, posso dirvi che sono veramente orgogliosa di aver ricevuto un altro premio assegnatomi dalla brava Ciccola e dal suo gattosandro che giornalmente porta in giro la mia mente nel sol levante.

Le regole di questo premio sono qui

Brevemente , per i creatori del premio un blog è affidabile se:

1 - Viene aggiornato regolarmente.
2 - Mostra la passione autentica del blogger per l'argomento di cui scrive.
3 - Favorisce la condivisione e la partecipazione attiva dei lettori.
4 - Non è infarcito di troppa pubblicità.

Mozambicosenznutella nasce nel 2008, quand'ero una giovine di belle speranze (quelle sono rimaste, è la gioventù che inizia a difettare) e ho deciso di andare in Africa, in Mozambico appunto.
Il nome nasce da una domanda che mi è stata fatta al colloquio. In Mozambico la nutella esiste ma è carissima, è praticamente considerata un bene di lusso, un segno distintivo e crea uno "scalino" tra la popolazione locale e i "bianchi ricchi". Con il mio stipendio avrei potuto comprarla, come mi sarei comportata però?
In quel momento ho deciso che sarebbe stato un Mozambico senza nutella.
L'idea del blog nasce appena arrivata lì, l'amore per la scrittura, per i viaggi, per il racconto si sono uniti all'ansia da prestazione (avrò 3 lettori: mio padre, mia madre e il gatto) e alla disponibilità di un amico che mi ha aiutato nella realizzazione e quindi eccoci qua!

Continuando a ringraziare Ciccola, nomino altri 5 blog che ritengo affidabili:
- Tacco 10;
- Anche io voglio un blog;
- Ma ti sei vista?;
- Udine, la mia città;
- Vita da stronza

lunedì 30 gennaio 2012

Liebster blog

"Vorrei ringraziare tutti i miei genitori perchè è solo grazie a loro se ho arrivato uno".
No, non sono impazzita, questo sadismo verso la grammatica non me lo sono inventato, ma è stato detto da un nostro sportivo italiano.
Della serie "Italia, turismo e cultura".
Comunque tutte queste belle cose per dirvi che ho vinDoooo! Mi è stato assegnato da gattosandro viaggiatore il premio Liebster.


Il premio mi rende veramente contenta, in primo luogo perchè mi è stato assegnato da un blog che mi piace moltissimo (ci sono gatti e viaggi, le cose che amo di più dalla vita) e poi perchè vuol dire che almeno il mio blog è amabile.
Scherzi a parte è un'idea molto carina perchè permette di conoscere nuovi blog e di farsi conoscere.
Ho potuto rispondere solo adesso perchè, come fors e ricorderete, il mio pc è morto di morte violenta.

Le regole da seguire sono semplici:

- chi riceve il premio dovrà ringraziare il blog che l'ha premiato e linkarlo;

- dovrà copiare e incollare l'immagine del Liebster blog

- dovrà a sua volta scegliere 5 blog tra i suoi pref

eriti con meno di 200 followers;

- avvisare i bloggers con un commento sul loro blog.


Ecco i miei prescelti:

- Pane, amore e fantasia;

- Capobelsky;

- Per mille cammelli;

- Jambo Africa;

- Japan is an island

In tutto ciò ho ricevuto un altro premio, perchè sò figa, sò bella e sò fotomodella.

Me lo assegna di nuovo gattosandro viaggiatore.

Ai felini piaccio, che volete.

Anche questo premio ha delle regole:
- Ringraziare chi ha donato il premio e mettere il link del suo blog
- Condividere 7 fatti personali che riguardano la propria vita
- Premiare altri 15 blog

Dunque:
- sono riuscita a perdermi a Milano per cercare un tram. Dalle 10 alle 20 volte;
- una volta un cane antidroga mi ha toccato il culo;
- ho 2 piercing, uno alla lingua e uno all'ombelico;
- amo profondamente viaggiare, ma detesto i "viaggi comodi";
- ho viaggiato per l'Irlanda con la pasta al salmone nello zaino;
- poi l'ho messa sul davanzale perchè mancava il frigo. Eravamo al 3° piano;
- quando vado a casa del mio migliore amico mi cemento alla poltrona e al camino. E lo adoro (non solo il camino, anche il migliore amico è simpatico su).

E' però scaduto il mio tempo di accesso al pc, prometto di rigirare il premio al più presto.

Grazie ancora!

giovedì 31 dicembre 2009

Lettera al 2009

Caro 2009,
già te ne vai.
Mi sembra ieri, che ballando sotto la pioggia in una spiaggia dal nome improponibile (Vilanculo), festeggiavo la tua nascita.
Che bello sei stato 2009, che caldo che ha fatto 2009.
Quante persone meravigliose ho conosciuto, quanti visi, quanti colori, quanti profumi, quanta meraviglia mi hai regalato.
Mi hai dato tanto e insegnato di più. Ho conosciuto i miei limiti, la paura ogni tanto, la nostalgia spesso, ma mai la solitudine. Perchè vicino o vicinolontano ho sempre avuto qualcuno di troppo speciale. Così speciale da dubitare di meritarlo.
Ho visto la sofferenza, la gioia, la voglia di fare, l'impegno e tutto mi è rimasto nel cuore.
Mi hai cambiata, sarò sempre una rompipalle 2009, ma una rompipalle migliore.
Sono fortunata, posso salutarti con gioia, sperando sempre in un anno migliore non prendertela, ma pensando che un altro come te me lo farei volentieri eh.
Ma tutto passa, anche tu. Emozioni, gioia, tristezza, tutto passa.
Panta rei diceva uno più vecchio di noi 2009.

E allora invece di salutarti male come faranno tanti, invece di dire evviva è finito il 2009, io ti ringrazio.
Ringrazio te e le persone speciali che hanno fatto parte di quest'anno, che sono entrate nella mia vita e che ti hanno reso così speciale.
Perchè mi hai dato FELICITA', che altro posso chiedere?

E allora mando un bacio itinerante che faccia un giro per l'Italia passando da Milano, vada un po' in Toscana, torni in Sicilia per un paio di fermate, continui a scendere in Africa e poi faccia un salto a N.Y.

Perchè è grazie a loro che sono stata così fortunata.

A tutti auguro un 2010 speciale!!!

Buon anno!
Happy new year!
Bonne année!
Feliz ano novo!

mercoledì 23 settembre 2009

Khanimambo


Alternative content



Ultima notte a Maputo, ultima notte sotto questo cielo stellato e nuvoloso.

In questi giorni ho fatto il pieno, mi sono riempita il cuore di colori, di rumori, odori, sapori, parole e suoni.
Ho camminato con il naso in sù guardando il cielo, i palazzoni distrutti e poi guardando le strade con quelle buche che hanno attentato alla mia vita per tanti mesi.
E la gente, i bambini, le bancarelle, la frutta.
Tutto.
Mi mancherà tutto. E tutti.

Descrivere questi mesi a Maputo non è possibile, non basterebbe tutta la notte e poi ci sono sentimenti che non possono essere espressi con parole, sono troppo forti, troppo intensi, rimangono nel cuore.
Qui ho imparato a conoscere i miei limiti, i miei confini e a superarli spesso.
L'Africa ti fa sentire piccola, distrugge tutte le tue certezze, tutto quello che sapevi fino ad ora non va più bene.
Il dolore nel vedere la gente gattonare per la poliomelite, il disagio nel vedere la gente frugare nella spazzatura, il senso di colpa nel vedere un bimbo di 4 anni mangiare uno dei due biscotti che gli hai dato e metterne un altro nello zaino...
Ma non è questa l'Africa che impari a conoscere.
L’immagine dell’Africa povera, calda, con le malattie e tutti i suoi problemi, nei vari mesi si è colorata e ha preso forma. Non è più un’immagine in bianco e nero, dei segni su una cartina, è diventata un paese con pregi e difetti, con personalità e vita. Quando non si conosce una realtà, ma la si immagina soltanto, la si riempie di pregiudizi e la si costruisce fermandosi alle sue difficoltà. Non si riesce a dargli forma davvero finché non si aggiungono i “colori”.
E i colori si scoprono li. Sono le sensazioni, i sentimenti, le emozioni.
E allora l’Africa smette di essere un posto di “sole” malattie e problemi e si colora di sentimenti. La gente non è più “quella con un problema” ma acquista dei nomi, delle caratteristiche. Una vita insomma.

E io ho avuto la fortuna di conoscere tutto questo.
La fortuna di trovare una "casa", di dividere con una persona splendida momenti felici, scoperte, momenti tristi, dubbi e cedimenti.
E l'esperienza diventa migliore di quanto si sperasse.

Qui c'è solo da imparare, noi walungu non dobbiamo spiegargli niente.
"Os africanos nao tem dineiro, ma tem coraçao dorado" mi ha detto oggi un amico.
E io non dimenticherò mai i vostri sguardi, i vostri abbracci, il vostro affetto.

E' per questo che noi diciamo “Non potrò mai dimenticarti”, e gli africani dicono “Non crediamo tu possa mai scordarti di noi”.

E allora khanimambo Maputo...
Non ti dimenticherò mai.

Ninymela qu quela mbuya...

giovedì 30 aprile 2009

Milanooooo milanoooo

Ebbene si, dopo 2 anni sono tornata nella nebbiosa Milano.
Che sarà brutta, sarà nebbiosa, sarà piena di milanesi, però boh.
Che poi secondo me una città cambia.
Anzi, secondo me le persone cambiano una città.

E quindi se Milano è nebbiosa, brutta e ha piovuto 2 giorni senza MAI fermarsi per me c'era un sole che non se ne ha l'idea.

Sono stati 2 giorni meravigliosi, in cui finalmente l'estrema normalità delle cose è tornata.
Quella normalità che ti da sicurezza, tranquillità e che diventa un punto fermo della tua vita.
Quella normalità che ti fa quasi strozzare dalle risate.
La normalità di un pigiama fosforescente.
Il calore di un abbraccio sincero e di una serata a girare sotto la pioggia per 50 km per poi mangiare sotto casa. Ed è già una serata + divertente dei 2/3 delle tue ultime serate.
Quando non ti scocci di parlare nè di ascoltare. Cose che sai, ma non ha importanza. Cose che volevi sentire da un sacco di tempo. Cose che ti sono mancate in un modo che mai ti saresti immaginata.
Andare a dormire felice, soddisfatta, sentendoti finalmente al tuo posto (nel tuo metro quadrato di spazio).
Ricordare con nostalgia serate passate a giocare ad apache (mica droga, sesso e roccherroll).
Quando puoi essere te stessa così tanto che quasi non ti riconosci.
Perchè ci sono delle persone con cui non puoi fingere.
Perchè non ha senso, perchè ti vogliono bene per come sei, ti conoscono, ti capiscono e non hai bisogno nè di gesti eclatanti nè di regali, nè di altro.
Sei tu, così, semplicemente te stessa.
La semplicità che solo l'amicizia ti può dare.
Quell'amicizia che non ha bisogno di continui segnali, messaggi, chiamate, lettere, poke o altro.
Quella che c'è e ci sarà.
Nonostante i problemi e nonostante la cattiveria delle persone.
Perchè le persone cattive hanno una scadenza breve.

Quelle buone sono come il latte... a lunga conservazione...


Per cui grazie perchè vi loviu
E bafangulo perchè siete riusciti a farmi avere nostalgia della nebbia.

mercoledì 1 aprile 2009

Fine primo tempo

Ultimo post prima della partenza.
Sono ancora commossa dai commenti del precedente.
Maputo ci sta salutando con il diluvio, non ci vuole lasciare andare, s'è affezionata.
Se non succede nessuna disgrazia (aereo sbagliato, catastrofe nucleare, terremoto, invasione di gnu in pista) partiamo alle 7 del mattino, cioè alle 5 dobbiamo essere in aeroporto, cioè il fascintassista ci recupera alle 4:30.
Riassumendo fra 7 ore partiamo.
Ovviamente dormire è un opzional manco valutato. A me non me l'hanno proprio montato di serie.
Sono felicissima di tornare a casa, ci sono persone che non vedo l'ora di abbracciare, persone che sarò felice di rivedere e persone che mi faranno meno acido del solito.
Però un po' mi spiace partire.
Mi mancheranno i bimbi (italiani e maputesi), i colleghi, Marta (abbiamo già deciso che ci faremo la "you and me aerea" per stare vicinevicine), la città, il tassista...
Però voglio andare a casa...
A parte famigliamiciegatti voglio le lasagne, i carciofi, le chiacchiere... ognuna di queste cose mi è stata promessa.
Praticamente mi sono venduta a chi offriva il maggior numero di cannelloni (e ne sono pure fiera).

Stamattina abbiamo salutato i colleghi, abbiamo brindato e ci siamo commosse.
Siamo impazzite per finire di fare tutto, per fare entrare tutto in valigia, abbiamo pesato 84 volte le valigie, ci siamo ammazzate 345 volte i piedi con le valigie e cose così.

E comunque...

Questa prima parte è finita, ce l'abbiamo fatta, siamo state brave.
Sono fiera di me. Posso essere immodesta per 10 minuti?
Quello che ho vissuto in questi 5 mesi è stato più intenso di tanti altri pezzi di vita.
Quello che ho visto, quello che ho imparato, quello che mi hanno detto, gli abbracci e gli sguardi dei bambini, i fiori che mi ha regalato un bimbo prima che io partissi, essere chiamata "minha amiga" da una collega, le parole di incoraggiamento e di conforto di amici e parenti, di chi credeva in me e le amicizie.
E poi ho scoperto che non tutti i 22enni (pare strano) sono inutili.
Ho convissuto con una 22enne che si è rivelata capace, determinata e matura.

Ma soprattutto amica.
Nei momenti no, nei momenti si, nei momenti ridicoli e nei momenti di riflessione.
Condividere le emozioni con una persona a cui sei legata da un rapporto (da poco tempo, ma profondo) le rende più speciali.
E ci sono cose che non dimentichi.
Le risate, i viaggi, lo chapa, le difficoltà, la sensazione di poterti lasciare andare perchè un'altra persona era capace di prendersi cura di te nel momento del bisogno (Vilanculo, febbre, ospedale) e uno splendido capodanno a ballare in spiaggia sotto la pioggia.

Ci sono stati dei momenti difficili, dei momenti in cui sarei tornata a casa a piedi, dei momenti in cui sembrava davvero difficile stare qui.
Ma invece, ce l'abbiamo fatta, 5 mesi in Africa, 5 mesi in un mondo nuovo.
5 mesi con le infradito... abbiamo i piedi storti pure.

Siamo felici di tornare a casa, domani sera saremo in Italia, Marta a casa sua e io pure ( mi adottano per una sera i suoi).

E venerdì pomeriggio sono a casa.
Con mamma e papà...

Se non mi riconoscete dopo 6 mesi, sono quella con la maglietta di snoopie :P

E quindi grazie Africa, grazie a chi mi ha letto e grazie a chi mi è stato vicino e a chi ha condiviso con me questo splendido primo pezzo di esperienza.

giovedì 26 marzo 2009

E gggrazie...

Ultimamente, soprattutto in coincidenza del mio ritorno, ho ricevuto un sacco di inviti per caffè/birre/vino, che diventerò nevrastenica o alcolizzata, per sapere un po' com'è qui, che faccio ecc.
Ho ricevuto un bel messaggio da una persona che diceva che il mio blog lo ha sorpreso e gli ha permesso di leggere tra le righe e conoscere una persona diversa da quella che immaginava, migliore.
Non è il primo bel commento che ricevo, ne ho ricevuto tanti.
Oltre a essermi sentita molto figa, mi sono fermata a pensare.
Il leitmotiv di tutti i commenti è il "coraggio della mia scelta".
E allora mi sono fermata a riflettere. Qualcosa di vero ci sarà.
Perchè io non mi sento coraggiosa. Davvero. Cioè a volte mi manca mezzo mondo, tornerei a casa a nuoto, però la maggior parte delle volte rido sui problemi e i casini che ci succedono.
E sono felice, serena, davvero.
Sarò leggera? imprudente?
No, non è questo.
Basta parlare con la gente, guardarsi intorno.
La città non è tranquilla è verissimo, succede di tutto, ma la maggior parte delle persone sono splendide e hanno una forza e una voglia di vivere incredibile.
Un esempio, una persona recentemente incontrata.
E' una madre che ha il figlio ritardato in galera, perchè l'ha difesa dallo zio che voleva picchiarla. Il ragazzo è in prigione senza senso, senza processo da 1 anno, ha il colera e non può avere un processo.
Sapete perchè?
Serve un'attestazione della malattia da andare a chiedere all'ospedale.
Embè?
La signora non ci può andare, non ha i soldi necessari per lo chapa (30 centesimi a/r).
"Signora com'è venuta qui stamattina?"
"Ho venduto il mio pranzo e quello delle mie figlie alla fermata dell'autobus".

E' in questi momenti, quando il dolore che senti nel petto finisce, che ti rendi conto di tante cose. Che impari a reagire ai dolori degli altri, che impari che non puoi, come vorresti, seguire il tuo primo umanissimo istinto di darle 20 euro e dirle di mangiare qualcosa.
E allora rifletti che tutto sommato il fatto che ti abbiano rubato il contatore non è sta gran tragedia. Io l'acqua ce l'ho.
Che il fatto che cerchino di fregarti nella spesa giorno dopo giorno è superabile. Io non vendo il mio pranzo e se sono stanca prendo il taxy.
E impari anche a superare il tuo senso di colpa, perchè altrimenti ne rimarresti schiacciata e non saresti di grande aiuto.
E impari a guardare tutto in maniera un po' diversa, i problemi, le persone, la vita.
E ti chiedi se tu ci riusciresti, se avresti questo stesso coraggio che loro dimostrano nel vivere con dignità e nel dirti che per essere qui, oggi, hanno venduto il loro pranzo.

Ed è allora che inizi a capire tante cose, a dare valore ad alcune cose e a non darne ad altre.
A capire che ti riempie il cuore mille volte di più il sorriso di un bambino che ti è riconoscente per il solo fatto che giochi con lui, anche se è coperto di stracci e con le manine appiccicose, perchè nonostante tu sia bianca, sia ricca, sei li per lui quel giorno.
Per insegnargli il girotondo.
E basta.

Questo è il coraggio, quello delle persone che lavorano 15 ore al giorno, che fanno 3 ore di strada per raggiungere il posto di lavoro, che difendono i figli con le unghia e con i denti, che non hanno niente, ma che, incontrando la sera di capodanno 2 ragazze bianche sperse che non trovano un posto dove mangiare, le invitino a cenare con loro e dividere con loro il loro cibo.

Quindi sono IO ad essere qui per apprendere da loro il vero valore di tante cose, a capire che la vita è bella e va vissuta, senza volere chissacchè, ma godendo di ciò che abbiamo.

E ad imparare qual è il vero coraggio.

Però grazie, a chi mi legge, a chi mi sostiene, a chi mi commenta, a chi mi aspetta, a chi mi farà le chiacchiere, a chi desidera vedermi di cuore, a chi ride con me di foche e polli e a chi si arrabbia con me per l'ignoranza che riguarda molte cose.
E però bboh che se mi fate troppi complimenti mi commuovo :P

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