domenica 13 novembre 2011

TriP or treat?


Sono tornata.
S'era capito, lo so.
Il mio viaggio è stato psicpatico come tutti i miei viaggi, che sennò m'annoio e non so che raccontarvi.
Sono partita alle 8 del mattino con 35° e 49 kg di bagagli da imbarcare.
Le domande all'aeroporto di Beira sono le solite, logiche e sensate:
"cosa c'è nella valigia?"
"vestiti, conchigl, anacard, mango, lichies... vestiti".
"ha fatto da sola la valigia?"
"no, ho chiamato i cavalieri dell'apocalisse per farci entrare il lampadario di conchiglie che ho comprato in un momento di picco intellettuale".
"ha davvero 49 kg di vestiti ESTIVI?"
"amo viaggiare leggera che ci vuole fare".

Volendo imbustare la valigia, le alternative erano due: due uomini che correvano intorno alla tua valigia con un grosso rotolo di domopak, un carta vodafone con la scritta rossa "protegida" che faceva tanto preservativo.
Preservo le mie valigie, tra cui anche lo zaino di 20 kg.
Ora.
Siccome i mozambicani sono premi nobel per la praticità, hanno incellofanato INTERAMENTE il mio zaino, senza lasciar fuori un minimo appiglio.
Ergo, avevo un monolite da 20 kg.
Li guardo, guardo il mio monolite e sentitamente ringrazio.

2 stop: Johannesburg.
OTTO ore.
Ho mangiato 20 kg di salmone e poi, per cattiveria mi hanno tolto il carrellino e hanno filmato una che spingeva bagagli per l'equivalente del suo peso.
Ho abbattuto nell'ordine:
- esseri umani;
- inserite qui il vostro bagaglio a mano;
- attenzione pavimento bagnato;
- lato passaporti europei;
- sono per oggi grande offerta... (non lo sapremo mai, il resto era sotto il mio piede);
Tutto lanciandomi in mille scuse "oh eschiusmì", "ooh s'è fatto male?", "ogggesù l'ho rotto", "osssignur l'ho ammazzato".

3 stop: Paris
12°, pioggia, 35 minuti per cambiare terminal, controllare il passaporto, trovare la mia uscita, non svenire dal sonno.
Pazza scende correndo da un aereo con: sandali, pantaloni arancioni di lino, maglietta a maniche corte con 2 polli che guardano un girarrosto e la scritta "horror movie", 2 kg di treccine in testa.
Controllo passaporti: 5 minuti dal volo.
Omino: "tu es tres jolie"
Io: "sisisisisisisisihocccapitoperdoilvoloannacati".
Salgo sull'aereo e mi addormento appena tocco il sedile con un cuscino fuxsia, una mascherina celeste, le treccine tutte intorno ammè che manco il cugino It.

4 stop: Milano
Mi passa davanti un uomo con camicia fuxsia di raso, sopracciglia straspelacchiate, più fondotinta di Bruno Vespa.
Bevo un espresso, un latte macchiato e un cappuccino per dimenticare e mi dispiaccio per lui perchè deve aver fatto qualcosa di molto, molto cattivo.

5 stop: Catania
Valigie perse, riapparse nel lato non segnalato, un tipo ci prova, l'omo della dogana vuole arrestarmi.
"Cammìr cammìr (come here)"
"sì mi dica"
"cos'è questa?"
"una scarpa"
"questa signorina"
"una scatola di fiammiferi"
"l'ALTRA signorina"
"senta ma se lei lo sa perchè mi fa il test di Rorschach? E' una conchiglia."
"lei non lo sa che non si possono portare? che specie è?"
"non lo so, ci ho messo un piede sopra in spiaggia"
"me la fa vedere?"
A parte le evidenti battutacce che ne derivano la conchiglia era in FONDO a 20 kg di zaino. A metà, per pietà o perchè mi odiava, l'omino mi ha liberata chiedendomi: "Ha altro in borsa?"
mang, conchigli, anacard, lichie, no no NULLA.
Esco dall'aeroporto una signora mi guarda ed esclama:
"ccccccccièèèèè chi ssu beddri" (i capelli).

Sono a casa.

2 commenti:

  1. L'importante è essere inossidabili!

    RispondiElimina
  2. Sì :D e molto, molto adattabili...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...