domenica 7 ottobre 2012

Ninna nanna, ninna NO


E' da qualche giorno che leggo post sull'infanzia.
Che cosa dolce.
Sulle paure dell'infanzia, sui desideri, cosa volevamo diventare, ecc.

Dunque, io, che ero una bambina normale, avevo paura che un serpente uscisse dal cesso mentre facevo pipì, avevo paura degli inferi perchè in un mio sogno ricorrente ero in un letto matrimoniale fluttuante sulle fiamme dell'inferno.
No, i miei non mi drogavano.

Volevo un koala e un panda.
Il koala è venuto meno quando ho sentito il suo verso (pare un maiale morente), il panda è sopravissuto alla spiegazione di mio padre sulla sua possibile estinzione (soluzione: ne prendiamo due) e sul suo posizionamento (lo mettiamo in balcone. Abitavamo all'ottavo piano).

Mi hanno preso un uccellino, Clementino, che è poi morto stecchito (o suicida per il nome che no, non avevamo scelto noi).
Trauma numero 1.

Poi una piccola tartaruga, Chicco, morta pure quella.
Trauma numero 2.

Poi è nato mio fratello.
Fatality.

Dopo che è nato mio fatello avevo un sogno: l'ACETONE.
Mio fratello, un bambino con le difese immunitarie di un dodo (che non per niente s'è estinto) aveva l'acetone 6 volte la settimana, ed essendo anche biondo e bRoccoloso, riceveva per ciò regali, ammore extra, permessi e ricchi cotillon.
L'acetone era per me un sogno, un qualcosa che toccava solo ai bambini più fortunati, a quelli buoni.
A noi, bambini normocattivi, veniva la cacarella standard.

Ometteremo il fatto che volevo buttare mio fratelo dall'ottavo piano per ovviare ai suoi problemi di salute e farlo smettere di soffrire.

Un altro ricordo vivido che ho è che avevo paura che mia madre morisse.
Che dolce.
Per questo controllavo a cadenza oraria la sua sopravvivenza andando da lei mentre dormiva, aprendole un occhio e dicendo "mamma api occi".
Che piaga meoddEo.

Credo che proprio per tale motivo mia madre abbia cercato di uccidermi dandomi il permesso di mangiare il didò.
Lei dormiva e, alla mia richiesta "posso assaggiare il didò", mi ha detto "sì".
Non ce l'hai fatta mamma, mi spiace.

Parliamo delle ninne nanne.
Mioddio ma ve le ricordate?
Ninna nanna ninna o, questa bimba A CHI LA DO?
Trauma.
Le opzioni della mia famiglia erano: la befana per una settimana, il lupo nero un anno intero, l'orso bruno forever (non la dà più a nessuno).
A me non m'ha voluta nessuno, manco con le agevolazioni fiscali e mia madre ha provato col didò.

Vogliamo parlare di Fra Martino?
Il campanaro per atonomasia con episodi di sonnambulismo: dormi tu, dormi tu, suona le campane, suona le campane...

Dato che non ricordavo altre ninne nanne, a parte quelle che prevedevano la mia cessione a mostri vari, ho dato un'occhiata su internet.
Follia.

Ho trovato 100 versioni alternative alla mia, tra cui una blasfema:
"Se lo do al Bambin Gesù, 
se lo tiene e non ce lo dà più"

Poi un'incitazione al maltrattamento degli animali:
"Bolli bolli pentolino
fa la pappa al mio bambino;
...Guarda! Guarda!
Un can che scappa,
ha portato via la pappa,
via la pappa al mio bambino
per portarla al cagnolino.
Cagnolin tutto contento
se la mangia in un momento,
se la mangia e fa "bu-bu"
e la pappa non c'e' piu'..."


E ancora:
"Canta, canta bel bambino
che il cielo è tutto turchino;
tutto turchino, pieno di stelline
da riempirti le manine.
Due ti son cadute dentro gli occhi
(due manine?!?!?),
te n'è caduta una dentro il cuore
(la 3° mano? Kalì)
per donarti il suo splendore".  


L'ultima vince su tutte:

"Fate la nanna coscine di pollo"

Se mi avessero cantato questa sarei stata la prima neonata a saper articolare "vaffanculo" prima di "mamma".






12 commenti:

  1. Ahaha ti adoro!

    Sull'ultima frase stavo cadendo dalla sedia! No, perchè me lo dice sempre il mio compagno e mi fa morire dal ridere, ma credevo che l'avesse inventata lui!
    Invece esiste davvero, miodddio....

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    1. ahahahah beh almeno il tuo compagno non vuole cederti a nessuno, nè part.time, nè full-time :D

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  2. Io l'acetone da piccola l'ho avuto diverse volte e me lo ricordo come un inferno di vomito e acido. Una roba per nulla piacevole (tra i miei ricordi di infanzia una delle cose peggiori a pari merito con le punture di penicillina). E tra l'altro non ci ho mai ottenuto nulla, manco un giochino extra. Sarà che mia mamma era conosciuta come Sparta, sarà che ero la figlia grande, ma, ora come ora, provo un profondo senso di ingiustizia nei confronti di tuo fratello >__<

    Mia mamma per farci dormire ci cantava Marinella di De Andrè. Dopo quella c'era solo la catalessi XD

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    1. Sparta ahahahahahah.
      Solidarietà per le figlie grandi, ti capisco benissimo...

      Beh meglio Marinella però :)

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  3. Solo una THONNA con la D maiuscola (eh?) è in grado di citare una cosa come la Fatality con tanta classe......profondo rispetto e stima.

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  4. Anch'io avevo paura del serpente dentro il water... poi, va beh... ho visto al TG che ne hanno trovati 2 dentro le fogne un po' di tempo fa: ma come posso stare tranquilla ora!?!

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    1. Hai visto???
      Non si può mai stare tranquilli...

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  5. Per restare in tema di traumi infantili: io sono nata prima che la tv inventasse il famoso bollino rosso per i bimbi: senza di quello, tutti i film erano innocui. Alché una sera di Natale, una di quelle sere in cui i genitori trascorrono intere nottate a giocare a carte con amici e parenti, mi misi davanti la tv (asociale? No, solamente non mi è mai piaciuto giocare a carte...)e vidi un film del tipo ARANCIA MECCANICA.
    Trama del film: un poliziotto (interpretato da quell'attore cinese brizzolato) andava alla ricerca di una banda di giovani scapestrati che entravano nelle case, distruggevano, picchiavano e violentavano senza un perché.
    Il perché non lo so perché i grandi, per non essere disturbati durante il loro gioco d'azzardo natalizio, avevano tolto il volume della tv. Potevo avere 5-6 anni, fattostà che il mio terrore ricorrente di quell'epoca erano i ragazzi in motocicletta, col casco e col giubbotto di pelle.

    Per restare in tema di filastrocche-ninna-nanne traumatiche: mia suocera ha insegnato (ahimè) a mia figlia questa filastrocca, che incita alla violenza spregiudicata sui minori come metodo educativo e con il beneplacito della Chiesa:
    SON PICCINA E SON CARINA
    SON LA GIOIA DI PAPà
    SE MI SPORCO IL VESTITINO
    IL PAPà MI BATTERà
    MI BATTERà CON LA BACCHETTA
    SANTA CROCE BENEDETTA

    -Ari-

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    1. La mia paura del serpente nel cesso nasce da 3 minuti di mancato controllo da parte dei miei. Film e zac! Terrore. Ho vivido il ricordo della scena.
      Quanto alla filastrocca sono senza parole...
      Se tua figlia rifiutera la comunione non chiamate l'esorcista, datele ragione.

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  6. partigiano olmo8 ottobre 2012 20:29

    Anche se in passato volevi uccidere un mio carissimo amico.....ti voglio bene!

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    1. In realtà la mia prima proposta era stata di regalarlo. Poi mia mamma mi ha fatto riflettere sul fatto che avrebbero potuto trattarlo male e io,di buon cuore, ho risp: "allora lo buttiamo dall'ottavo piano così siamo SICURI".

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