lunedì 25 novembre 2013

E' davvero facile partire?


"Fare la valigia è troppo facile"

Ultimamente leggo/mi sento dire spesso questa frase, quando parlo della mia idea di lasciare l'Italia.
Il tizio insoddisfatto/mantenuto da mamma e papà di turno mi risponde "eh. E' facile fare le valigie e andare via".
E' facile amico?
E' facile lasciare affetti, famiglia, amici, città in cui sei nato, per andare in un posto che non conosci e nel quale non conosci nessuno?
E dimmi, amicocaro, COSA nello specifico è facile?
E' facile avere rapporti in una lingua non tua? Non sentirti sicuro di ciò che dici? Sentirti frustrato perchè non riesci ad avere le stesse competenze che hai nella tua lingua?
O forse è facile amico andare dal medico e spiegargli che ti fa male il fianco (fianco... ehm... è qui vede?), o che il dolore è "pulsante" o "a intermittenza"?
Ma aspetta forse è facile l'infinita questione burocratica. Quella che mi faceva fare 6 ore di strada sterrata al mese e di lite in dogana per rinnovare il visto.
Una passeggiata di salute.
O forse è troppo facile quando le tue amiche si laureano/sposano/riproducono e tu, semplicemente, non ci sei.
O magari è facile quando un tuo caro sta male o peggio e, in ogni caso, non riusciresti a tornare.
Forse è facile avere una relazione? Spostandosi di qua e di là come una trottola? Bisognerebbe viaggiare insieme, ma non è facile trovare chi se la sente o chi ha voglia di impegnarsi.
La gente è coraggiosa come te che resti amico.

Oppure l'alternativa è "se ognuno restasse e facesse il suo, migliorerebbero le cose"
Ma amico chi ha detto che IO devo salvare il mondo?
Sai di cosa mi sono accorta? Che il "nostro" lo facciamo in 12 in Italia e gli altri pendono dalle labbra di chi può dare lavoro, accettano qualsiasi cosa, vanno a ritirare pacchi, fanno da baby sitter, lavano macchine anche se il loro lavoro è quello dei commessi.
Provaci tu amico a fare il tuo, sù fai il cameriere e chiedi al tuo datore di lavoro un contratto.
Sù.
E sai di cosa mi sono accorta amicocoraggio?
Che io sono onesta, io lavoro bene (al massimo delle mie capacità, poi magari sono una capra ma mi impegno) e non mi si chiama più.
E sai perchè? Una persona onesta e preparata è generalmente un pericolo.
Una persona onesta sa quanto vale il suo lavoro e sa COME si lavora, una persona onesta non ci sta a non fare lezione e firmare lo stesso, una persona onesta quando sente "non fa niente se non c'eri, firma lo stesso", fa almeno una faccia schifata, una persona onesta vuole il contratto, una persona onesta è mal vista.

Sai per chi è facile vedere la semplicità nel partire?
Per chi le cose le ha davvero facili.
Per chi torna a casa e ha il piatto pronto, ai vestiti e alla ricarica ci pensano mamma e papà, ai viaggi pure, pensano a tutto.
E voi vi accontentate.
Ho anch'io una famiglia che mi ha dato, mi dà e mi darebbe tutto.
Ma io non mi accontento, voglio iniziare a restituire qualcosa.

E' ancora troppo facile fare le valigie mon ami?
E allora perchè non le fai anche tu?

Cosa sei, masochista?

12 commenti:

  1. Non so come mai, ma mi sa tanto che quelli che dicono "è facile andare via" sono gli stessi che dicono "vengono qui a rubarci il lavoro". La fiera del qualunquismo.

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    1. Non dimenticare che i vicentini mangiano i gatti ;P

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  2. Applauso da una che si sente dire: che fortuna che sei a Londra, che invidia! ... Sono invidiosi perché fino a qualche mese fa avevo una casa con le lumache in cucina, vetri rotti in giardino e un muro che trasudava muffa, acqua e formiche volanti. Che invidia eh?

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    1. Sul tema "bella vita" farò un post a parte.
      Sono quelli che:
      a- pensano che l'unicorno ti abbia portata a Londra sulle sue ali bianche;
      b- a Londra, senza avere competenze, senza parlare la lingua, ti abbiano proposto di essere la regina del mondo restando a casa e ricevendo 25mila sterline al mese;
      c- appena metti una foto in cui, dopo 355 giorni lavorativi e lavorativi sul serio, mangi un gelato o sei in un museo, ti scrivono "eh bella vita".

      Lì rimane solo l'omicidio.

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  3. No, non è assolutamente facile partire, allontanarsi dagli affetti, dalle proprie certezze... e chi ha il coraggio di partire e di affrontare la vita DA SOLI è solo da ammirare, perché è una persona coraggiosa e che si vuole bene. Lascia parlare i pecoroni, vivi da leonessa quale sei!
    -Ari-

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    1. Che belle parole, mi sono paiciute proprio! :*

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  4. Quanto sono vere queste parole...sei davvero in gamba Giovanna!! E questo tuo coraggio ti ripagherà, il coraggio di partire, per noi stessi, per migliorarci, per chi ci ha dato e continua a darci tutto...ci ripagherà! Dal dolore di lasciare, ad ogni partenza, una parte di noi..un pezzo del nostro cuore li, ed attendere nuovamente..ma chi resta, non potrà mai capirlo..lasciamoli parlare dalla loro comoda stanza, sempre uguale e sempre la stessa :) ..figurati che una volta, mi son sentita dire "Ti vidu bedda n'carni! Ah cetto ca d'assupra t'addivetti! Faciti a bella vita" (però era anche un po anziano)..già quasi quasi mi faccio seguire da Lucignolo! ;) Poi mi tornano sempre in mente le parole della nostra grande Carmen "Se avrai calma e lucidità non subirai il fascino di comode scelte, se avrai buon senso e volontà trascurerai l'abitudine per metterti in gioco"! E allora che "gioco" sia! ;)
    Angelita

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    1. Grazie Angelita!
      La gente che parla dalla sua stanza è un po' la stessa che pubblica link strappalacrime sulla tragedia di turno, come se davvero pubblicare un bambino che piange potesse eliminare la fame del mondo. Troppo, troppo comodo.
      Non hanno idea, questi bravi ragazzi che non hanno mai comprato nemmeno 1 lt di latte, di come anche le incombenze giornaliere incidano e pesino.
      Ma noi non ci accontentiamo e non li invidiamo (al contrario di loro direi).
      E giochiamo, eccome se giochiamo!

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  5. Sottoscrivo. Io sono partita, per mancanza di reali alternative, e mi ritrovo in tutte le difficoltà che hai descritto. Chi non lo capisce ha perso di vista la realtà.

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    1. Chi non lo capisce, vive in una realtà forse troppo semplice.

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  6. Sono tanto tanto fiero di te.

    Marco

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    1. E' sempre bello sentirselo dire.
      Grazie e, se sei appena arrivato, benvenuto sul mio blog.

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