venerdì 7 gennaio 2011

Il meraviglioso mondo del lavoro

Nella vita ci sono cose facili e cose difficili.
Così pensavo, ma così non è.
Il concetto non è applicabile ad Agrigento.
Agrigento, patria dei templi, ospita una folta colonia di zulù.
ESSI sono intorno a noi, sono i nostri professori, i lavoratori negli uffici, la gente nei locali, i torturatori del periodo ipotetico.

Qui se cerchi di fare lavorare la gente, i pianeti s'allineano e il mondo dei nonlavoratori si ribella.
Ma è colpa mia, devo rendermene conto.
Non posso mica pretendere che un medico sappia leggere.

Come ogni pre-partenza mi toccano una serie di vaccini, questa volta pochi richiami.
Tutto sembrava semplice.
Dopo il primo tentativo di vaccinazione ci sono ritornata (recidiva).
Ho chiesto se nel frattempo, nsiamai 'na botta di civiltà, fossero arrivati i libretti internazionali per le vaccinazioni.
Il dialogo è il seguente:
medico: no questi li da la sanità marittima per la febbre gialla
io: a me lo ha rilasciato l'asl
m: no la sanità marittima
io: ... mi scusi me lo ha rilasciato l'asl...
m: no la sanità marittima
io: (a questo punto convinta che il medico potesse pronunciare un numero limitato di parole nuove al giorno) guardi c'è scritto "certificato di vaccinazione internazionale", ci sono le altre vaccinazioni
m: QELLE LE AGGIUNGONO LORO (?!?!?!?!?), ma li danno solo a chi fa la febbre gialla
io: e io che non l'ho fatta?
Nessuna risposta, chiedo comunque di essere vaccinata.
Il medico non mi parla più e mi fa vaccinare da un'altra medicA (credo abbia anche sputato nel vaccino).

2° round: tentativo di iscrizione alla gestione separata dell'inps
1° tempo
io: buongiorno vorrei iscrivermi alla gestione separata, ho anche il contratto, come mi hanno detto a Bergamo. Bergamo è un posto strano, fa un freddo cane, ma gli autoctoni, forse corroborati dal freddo, usano il periodo ipotetico.
nonlavoratore: torni a gennaio e non serve il contratto.

2° tempo:
Buongiorno, ora che è Gennaio, vorrei iscrivermi alla gestione separata, qui in quest'ufficio in cui non fate altro che iscrivere la gente alla gestione separata.
nonlavoratore1 a nonlavoratore2: tu la SAI acquisire la domanda?
nonlavoratore2 dopo aver visto la mia faccia attonita: non la POSSO acquisire perchè il gatto mi ha mangiato il mouse.
Vada al 4 piano.

Buongiorno signora guardia giurata dovrei andare al 4° piano dalla signora x che ha il potere, e SA acquisire la mia domanda.
Silenzio.
Trovo la strada e lascio il filo come Arianna per scappare veloce.

4°piano:
buongiorno vorrei iscrivermi alla gestione separata:
semilavoratrice: si fa allo sportello, ha portato il contratto?

Ora...
Io sono QUASI contraria alla violenza.
Però capite bene che in questi casi è inumano.
Pure Buddha avrebbe impugnato il calendario.

Meno male che sto andando nel terzo mondo, che almeno salgo di un paio di mondi.
Lì osano i congiuntivi.
In portoghese, ma l'importante è che osano.

lunedì 29 novembre 2010

Voltar II

Annunciaziò annunciaziò!
Il blog torna a casa!
Lo so che vi avevo già rotto a sufficienza le scatole riguardo al fatto che la cosa mi rende schifosamente felice, ma un annuncio ufficiale mi sembrava doveroso.

Ovviamente ho iniziato la trafila dei vaccini, per fortuna più breve, ma più emozionante grazie al mio attuale posizionamento geografico.
Ho iniziato, da una settimana, le telefonate per informarmi sulla presenza dei vaccini.
Alla settima volta che mi sono sentita rispondere "tifoooo e coleraaaaa?" devo dire che mi sono vagamente infastidita.
Mancava che mi lanciassero l'amuchina.
Interessante è stato anche il dialogo con una tizia a cui avevo chiesto la durata dei vaccini contro epatite A e B.
La risposta "quelli ci sono sempre" la sto ancora valutando.
Si accettano suggerimenti interpretativi.

Oggi sono invece andata all'asl della mia città per ritirare allegramente il vaccino del tifo.
Non avevano la mia scheda, mi hanno chiesto se mia mamma RIMEMBRAVA qualcosa (non ho capito a riguardo a che) e non avevano i libretti per le vaccinazioni.
Ho rischiato di averne uno pediatrico.
Attorniata da nani piangenti la mia pazienza è stata duramente messa alla prova.
Il senso materno lo avevo lasciato a casa per precauzione.

La tizia che ha compilato il mio libretto, inutile perchè senza timbri, senza loghi e non internazionale è stata capace di:
- cambiarmi sesso, sono infatti Giovanni;
- dimenticare di registrare il tifo (entrambe le dosi);
- sbagliare a COPIARE i ceppi di meningococco;
- sbagliare a COPIARE il mese della vaccinazione contro l'epatite A;
- scrivere "Destinazione MoNzMico" (che tralaltro è impronunciabile);
- scrivere preoposizione invece di pre-esposizione;
- dire "me l'ho dimenticato".

Triste, maschiA, meno vaccinata del dovuto, con la grammatica che piangeva in un angolo e guardata come una pazza appestata sono tornata a casa.

Voglio tornare in Africa.
Almeno è in via di sviluppo.
Noi abbiamo perso le speranze da tempo.

venerdì 26 novembre 2010

Amore ovino

Io lo so che voi penserete che sono monotona, che parlo sempre di uomini e diventerò noiosa.
Ma non è colpa mia se incontro solo zulù.
Vi assicuro che non ho l'animo da ricercatrice.
Per me le scimmie sono scimmie, gli umani umani.
Ogni tanto.

Ultimamente le serate agrigentine hanno aggiunto una variante alle normali risse.
Ormai bottigliate, coltellate e testate sono superate, ci siamo dati alle armi batteriologiche e quindi facciamo esplodere le bombolette di spray al peperoncino nei locali.
Gente che vomita, gente che piange, chi tossisce.
Belle cose insomma.

Ma la cosa più bella, a parte aspettare l'uso di antrace, sono i pensieri che gli uomini riescono a partorire.
Ultimamente, sebbene sembri difficile, la mia stima per l'essere umano maschio è parecchio scesa.
Ho scoperto che più diffusi degli uomini sono gli esseri umani zerbini.
Più una donna è figa più code ha la frusta che utilizza.
L'essere umano zerbino è un incrocio tra l'essere umano scemo e un pavone in calore.
Come l'essere umano scemo è convinto di essere intelligente e di perseguire un obbiettivo.
Praticamente applica alla lettera il detto "si lavora e si fatica per amore della fica".
Come il pavone gonfia le piume per farsi bello.
Ma tutto sommato uccello è e uccello rimane.

L'unica cosa che gli uomini di oggi ci risprmiano è l'uso del cervello.
Mentre molte donne tra un orecchio e l'altro hanno solo spuma, loro hanno solo ormoni.
E qualche film porno.

Ieri, leggermente nervosa, sono andata a ballare.
Uscendo dal locale, dopo una serata per niente emozionante, passata a cercare un homo quantomeno erectus, ho incontrato il mio principe, che per conquistarmi ha usato le sue parole più dolci: "a morti to è a pecorina".

Ora.
Amico mio, grazie.
Perchè quando hai finito di parlare ho sentito un fremito, una felicità, una possibilità.
Ho capito che quella serata non era persa, che avrei avuto qualcosa da raccontare, che zero non è il livello minimo della mia stima per gli uomini.

E che tu e Federica avreste passato una splendida serata.

giovedì 18 novembre 2010

Mondo latticino

Una volta parlando con un amico, ho sostenuto la teoria secondo cui non si è donna se non ci si lamenta un po'.
Ammettiamolo, per essere donne bisogna avere un minimo sindacale di lamento mensile.
E' vero che il mondo maschio ci offre spunti su spuTi per lamentarci, ma è anche vero, ammettiamolo, che un po' è colpa nostra.

Se facciamo le romantiche ci accompagnamo a gente il cui picco massimo di romanticismo s'è verificato nel lontano 1994, in un mc donald's e con una donna diversa da noi.
Se facciamo le fighe, ci accompagnamo a gente che ci informa che la nostra palpebra è poco allenata.
Se amiamo la cultura conosciamo gente per cui il periodo ipotetico indica l'ipotesi di utilizzare un congiuntivo.

E poi abbiamo le nostre frasi cult:"ma sssì mi va che siamo una coppia aperta"; "ma no io prendo quello che c'è, son felice così"; "ma ovvio esci pure con la tua ex, anzi son proprio contenta che manteniate dei rapporti". E cose così.
L'unico contro è che la coppia aperta genera ulcere, prendo quello che voglio si riduce alle gastriti, e in ultimo siamo tutte fans delle mantidi religiose.
Quelle che staccano la testa al compagno dopo la riproduzione.
Tecnica che andrebbe applicata a tutte le ex.

Il problema primo degli uomini, a parte impegnarsi che pare che gli seghiamo le ditine dei piedi per non farli andar via, è la gestione della lontanza.
Preciso: DIFFERENTE gestione della lontananza in confronto alle donne.
Le donne, campionesse di sms, anime di telefonatine flash, geni dell' incontro casuale, si sentono spaesate di fronte al silenzio stampa e alla morte telefonica del loro compagno/flirt/baccaglio/sesso take away.
Gli uomini iniziano ad avere problemi quando la donna si allontana.
Da 1 km in poi.
Praticamente o ti metti col dirimpettaio o rimani singola a vita.

In più recentemente le relazioni si sono complicate parecchio.
Ai miei tempi, nel 2000 a.c., era tutto più semplice.
Tu piace vi a lui, lui piaceva a te, tu te la tiravi q.b. e dopo vi mettevate insieme direttamente e senza passare dal baccaglio (flirt).
Oggi invece, mantenendo un linguaggio da monopoli, vai al baccaglio direttamente e senza passare dal via. E non ne esci, nemmeno se tiri doppio.
Si applica la teoria del latticino.
Ci sono tre grandi categorie, il latte scremato, parzialmete scremato e intero.
Io, singola, faccio parte del latte scremato.
Il latte parzialmente scremato è la fase successiva. Tu mi piaci, io ti piaccio, baccagliamo.
Il latte intero è la cosa più problematica.
Tu mi piaci, io ti piaccio, ci frequentiamo in maniera esclusiva, ma per motivazioni misteriose non stiamo insieme.
Ma stiamo insieme.
Ma non stiamo insieme.
Capite bene che la cosa crea quantomeno il mal di mare.

E paradossalmente, tutti amanti del latte a lunga conservazione, troviamo solo latte fresco.
E' emozionante a primo bicchiere, ma dopo 3 giorni è scaduto.
Praticamente è meglio passare al gorgonzola.
Che quello non sorprende.
Puzza sin dall'inizio.

domenica 17 ottobre 2010

Waiting for

Per adesso sono in vena di lettere e ho deciso di scriverne una dedicata ad una persona piccola piccola ma tanto speciale.
Tanto piccola da non essere ancora nata.

Cara bimba,
non sai con quale ansia e curiosità ti aspettiamo tutti. Vista la tua mamma sarai una meraviglia, simpatica, capace e mai zitta :D
Sai che sei la prima bimba che mi fa emozionare? La tua mamma è la prima amica che aspetta un cucciolo.
Farai disperare mamma e papà (che sono già follemente innamorati di te), non li farai dormire, nè da piccola, nè da grande.
Li farai impazzire al primo sorriso, alla prima parola, persino alla prima pipì nel vasino.
Sarai coccolata, viziata e adorata.
Avrai uno stuolo di ex-leonardini che ti porterano oro, incenso e mirra (facciamo caramelle, giocattoli e vestitini va).
Farai ingelosire papà dal primo fidanzato al futuro marito.
Farai preoccupare la mamma alla prima uscita in scooter.
Ma loro ci saranno sempre e capiranno quando sei triste da come dici "pronto", da come ti muovi e da come sorridi.
Non avrai bisogno di fingere con loro, potrai essere te stessa e sarà bello condividere con la tua mamma i tuoi sogni e i tuoi desideri.
La vita ti offrirà meraviglie e delusioni, ma a tenerti per mano ci saranno sempre loro. Per insegnarti a muovere i primi passi, per accompagnarti nella vita e per prenderti in braccio quando ti sentirai triste.
Il tuo papà smetterà di essere un uomo serio quando ti vedrà sorridere e se gli chiederai la luna, ti chiederà se vuoi anche le stelle.
La tua mamma ti spianerà la strada e il cordone ombelicale che per adesso vi lega, vi legherà per sempre.

Non vediamo l'ora di vederti piccolina.
Ma aspetta un po', non avere fretta.
Mamma, papà, i nonni, noi tutti ti aspettiamo.
Il mondo ha bisogno di una piccola Ary.

Ma dagli tempo.
La mamma deve mangiare molta altra marmellata, papà deve impazzire un altro po' e noi dobbiamo incuriosirci ancora.

E ricorda, le vere donne si fanno sempre attendere.

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giovedì 7 ottobre 2010

Carabbbicchieri 2- la vendetta

Sto iniziando a pensare che certa gente prenda un tot ad accento.
Non c'è altra spiegazione.
Come già avevo accennato in un precedente post la grammatica è giornalmente martoriata e offesa e avevo pensato, di costituire un ente di liberazione dei congiuntivi, un'associazione pro periodo ipotetico, o di farsi dare 1 euro ad accento fuori posto, come si faceva da piccoli con le parolacce.
Avevo pensato di creare il 110, un numero da chiamare in caso di dubbi amletici su "ciliegie" e "ciliege", una specie di telefono azzurro per il congiuntivo maltrattato, ma al contempo un pronto intervento per denunciarne i maltrattatori.
E invece proprio la legge mi ha tradita.
I rappresentanti della legge e io abbiamo rapporti abbastanza blandi, che si limitano alle denunce.
E meno male.
Ieri ho avuto la necessità di denunciare lo smarrimento della carta d'identità.
Sono andata alla polizia e mi hanno risposto che non c'era.
Non ho capito chi.
Nel mulino che vorrei ognuno usa un soggetto.
Poi ho riflettuto che forse, causa tagli, in ogni questura c'è uno e un solo soggetto che sa scrivere.

Quindi sono andata dai carabbbbicchieri.
Un uomo che spero avesse un tic perchè continuava a farmi l'occhiolino, mi ha fatto accomodare, non ho capito perchè, in un luogo in cui non prendevano nemmeno i telefoni e glamour e gioia erano stati sostituiti da giornali ad evidente orientamento cristiano sulla mia città.
Ho letto le crepe, che tutto sommato erano interessanti.
Dopo ho fatto la denucia.
Il maresciallo che ha raccolto la mia denuncia ha, in un colpo solo:
- sbagliato la mia data di nascita;
- sbagliato la data di emissione della carta d'identità;
- decretato che ero "conosciuta ai loro uffici" perchè gli scocciava registrare il documento;
- messo un accento in un posto in cui MAI un bravo accento dovrebbe trovarsi.

Per cui:
io sono nata il 19 Dicembre; la mia carta d'identità è stata emessa il 3/3/207, non ho capito se prima o dopo Cristo e, udite udite, come "sè stesso" si scrive con l'accento "mè stesso" segue le sue sorti.

TristA, pregiudicata, più giovane di 9 giorni e con una carta d'identità vendibile ad un museo mi sono avviata verso casa.
Continuando a chiedermi perchè io non lavoro.

venerdì 17 settembre 2010

Caro datore di lavoro

Al 148esimo curricula inviato, in cui mi spaccio per donna paziente, che si adatta, che conosce le lingue, che sa cucinare i broccoli, che sa saltellare su un piede solo, che scala montagne e ama gli insetti, ho maturato una riflessione.
Non è più babbo natale l'uomo che può esaudire i nostri desideri, ma un ipotetico datore di lavoro.
E allora ho deciso, dato che dei curricula ne ho piene le tasche, di scrivergli una letterina.

Caro ipotetico datore di lavoro,
mi chiedo perchè ti chiamino datore, dato che lavoro non ne dai.
Sono una ragazza strana, lo ammetto, vorrei lavorare e, cosa assurda, vorrei essere pagata.
Ho studiato legge e mi si chiede di lavorare 2 anni gratis, fare un difficile esame e poi PROVARE a lavorare.
Ma io ho studiato 5 anni, ho dato materie assurde come la filosofia del diritto e materie infinite come la procedura civile. Perchè dovrei lavorare gratis?
Mi riesco ad esprimere e a far capire in 4 lingue, non sarò eccezionale, ma non morirei di fame praticamente in mezzo mondo, tra italiano, francese, inglese e portoghese.
E anche se mi mandate in giappone sopravvivo. So dire pronto e so dire sushi.
Rapporti sociali e cibo sono assicurati.
Nondatore di lavoro perchè non mi vuoi pagare? perchè mi dici cose come "ovviamente il primo periodo non percepiresti nulla?", il primo periodo non devo mangiare?
E poi non ho ben capito una cosa. Io sono una collaboratrice professionale occasionale.
Meno male che sono professionale perchè altrimenti mi sentivo in dovere di roteare la borsetta.
Tutti questi contratti, caro amico datore di lavoro, servono a non pagarmi i contributi. Ma perchè, davvero pensi che io aspiri alla pensione?
Tranquillizzati.
Se mai noi giovani avremo un contratto sapremo che in ogni stanza ci sarà appeso un foglio in cui sarà registrata l'ora e la data del decesso. Non saremo "morti sul lavoro", ma "morti al lavoro".

Io davvero non pretendo molto.
Però ho studiato, ho dimostrato di essere adattabile (ho fatto pipì in un cespuglio che manco Lassie), accetto il diverso (ho mangiato la testa di una mucca), conosco le lingue, sono amica del periodo ipotetico.

Perchè devo fare 100 stage, 24 tirocini, 76 internship, 120 periodi di prova, perchè "ovviamente" all'inizio non percepirò stipendio?
Perchè ci chiedete di fare la spesa, badare ai vostri figli, fare le fotocopie se non è il nostro compito? Perchè io che mi sono laureata a 24 anni non lavoro e uno che ha impiegato 30 anni per prendersi un diploma guadagna 10mila euro al mese?
E non voglio mica uno stipendione. Mica voglio il porche, manco guido io.
E mica chiedo tanto, chiedo solo quello che mi spetta.
Vorrei fare un lavoro che assecondi i miei studi, vorrei uno stipendio che mi faccia arrivare a fine mese e vorrei non dover ringraziare nessun altro che me stessa per questo.

E aspetto le parole che nessuno mi ha mai detto, "contratto", che ormai per i giovani valgono più di un ti amo.
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