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lunedì 26 dicembre 2016

Le mie passioni. In tutti i sensi.

L'altro giorno, in un momento di depressione SOMMA che in confronto quelli che gli è morto il gatto me li immagino a ballare "brigitte de bardot bardot" comprensivo di trenino, ho riguardato vecchie foto, vecchi amici, vecchi ex.
E ho prodotto diversi pensieri, parole, opere e omissioni:
- Ma che capelli avevo?
- E quel cardigan rosa RICCIO?Grazie amiche, grazie.

Dopo questi profondi pensieri mi sono fermata a pensare ai vari omini che sono passati nella mia vita, come semplici uscite o come qualcosa di più.
Dopo anni di singletudine, dovrei essere un'esperta di seduzione, scrivere Lady chartery 2-3-4-5, essere Don GiovannA, fare capitolare un homo da Herectus in poi ai miei piedi.
E invece sticazzi.

Ricordando le merDaviglie che hanno fatto parte della mia vita, è venuto fuori un elenco emozionante.
E anche se sarebbe più adatto un periodo pasquale, ho prodotto le mie passioni (in svariati sensi).

- Quando ero VERAMENTE giovane mi piaceva un tipo, D.
Con D. siamo usciti insieme, ci siamo baciati, io avevo 14 anni, lui 19 e la maturità sessuale di un coniglio in calore. E' finita lì, tra un eddai e un mamuori.

- Poi ho conosciuto G., che è stato un grande amore, ma aveva una famiglia, come dire?, troppo presente.
Al "non possiamo partire senza mia mamma sennò ci resta male", ho visto il mio futuro.
Non roseo e sovraffollato.

- Poi ho conosciuto A.
Che mi doveva incontrare nelle lande desolate perchè aveva una ex sensibile (che forse non sapeva di essere ex in realtà), quindi uscivamo in paesi che non pensavo esistessero, in locali frequentati da camionisti, assassini e batman. Ma la tundra non faceva per me, mi faceva freddo e quindi non ci siamo più visti.
Si è fatto risentire tempo dopo, io mi sono finta morta ma educatamente e mesi dopo lui ha fatto finta di non conoscermi.
Ah, la maturità.

- Poi c'è stato un tizio con cui prendevo il tè, qualche volta, per una chiacchiera, ma da amici, lui ci ha provato mezz'ora prima che io tornassi all'università senza che ci fosse stato alcun segno, c'è rimasto male e mi ha detto: "sapevo che non dovevo provarci con te, giochi ABITUALMENTE con seduzione e sensualità".
Indossavo una felpa di winnie the pooh e mi ero lasciata dopo 5 anni con lo stesso omo. Abitualità e sensualità a buttare.

- Poi ce ne sono stati vari che censureremo perchè non meritano nemmeno di essere Sparlati su internet.

- Poi c'è stato S. Lui è stato un grande amore. E ovviamente mi ha trattata demmerda.  Dopo secoli di relazione tira e molla dove io sognavo alternativamente una cucina arancione con ammmmore o di essere calpestata da una mandria di gnu, è finita. Ha ritentato tempo addietro vari approcci: mi ha mandato una canzone che diceva "vogliotevogliotetornacommè" ma solo perchè la tipa aveva un cappello come il mio, mi ha mandato "all I want for Christmas is you" perchè è una bella canzone, mi ha detto "farei di tutto per te" ( farei di tutto non è farò di tutto) ma tranne non passare le feste con la mia amica e tu non sei benvenuta perchè ti sta sul cazzo. Poi ha preferito iniziare a mettere mille foto con una e mi piace a TUTTE le foto di una mia conoscente che lo ha contattato dopo secoli unicamente per bisogno.
Uno scontro tra titani del sentimento.

- L'ultima risorsa, non in termini temporali, merita il nobel.
Mi corteggia, mi invita in vacanza, a conoscere i suoi, a scegliere le piastrelle per il bagno, ad amarci sotto le stelle e poi mi dice che da una relazione importante derivano responsabilità che non si sente di assumersi.

Spiderman
Dice questo e SCAPPA IN BICICLETTA.
Ve lo giuro.

Ho tralasciato alcune relazioni, alcune altrettanto anormali e altre invece molto belle, per non farvi suicidare o sperare nell'estinzione del genere umano.
Le mie relazioni non mi hanno insegnato molto ad essere sincera. A parte non volere più gente motorizzata, con macchina, moto, bici o monopattino.

Ma era un post motivazionale eh.
Se ce l'ho fatta io, mantenendo un minimo di salute mentale, potete farcela TUTTE voi.
Il proposito per l'anno nuovo è non incontrare gente come la succitata.
O, se la incontriamo, far si che non accada ad altre.
Capiteammè e immaginatemi col sottofondo del padrino, ma senza testa di cavallo che sono allergica.


domenica 26 giugno 2016

Donne da Venere e uomini da Marte


Giorni fa ho realizzato che fra qualche mese compio 35 anni.
La metà di 70.
Gesù.
Sono da reparto geriatrico.

Mi sono interrogata un po' sulla mia vita, di cui sono discretamente soddisfatta, e sui miei rapporti umano-sentimentali, meno soddisfacenti.

Mi sono chiesta se 'sta storia che noi donne veniamo da Venere e voi uomini veniate da Marte sia vera.
O se, come spesso ho pensato, veniate dal cassonetto della differenziata del mio cortile.
O dal manicomio disgraziatamente chiuso.

Scherzi a parte però mi sa che il problema è che amiamo in modo diverso, siamo cresciuti.
Questo è il danno.

Vent'anni fa ci emozionavamo per una rosa, per un invito a cena, per un complimento ben fatto.
Anche adesso eh, ma non basta.

Il problema è che adesso una delle formule del lasciarsi è "non ti merito, sei troppo per me".
Le prime volte mi chiedevo se fossi troppo psicopatica, con troppe poche tette, troppo logorroica.
In realtà ero davvero troppo.

Una buona parte di trentenni non sa cosa vuole, noi sì.
Siamo cresciute, sappiamo ordinare un vino, torniamo a casa da sole, facciamo bene e spesso meglio le classiche "cose da uomini", siamo indipendenti, non abbiamo bisogno di voi.
Semplicemente vi scegliamo.
Ma vorremmo scegliere un adulto.

Il problema è che sappiamo che meritiamo di meglio, sappiamo quando dovremmo chiudere/smettere, quando non dovremmo darvi più opportunità, quando l'unica cosa che meritate è perderci.
Ma spesso non ci riusciamo.
Anche se voi non siete capaci di prendere un impegno, nemmeno per un pomeriggio insieme, anche se non siete capaci di mantenere una promessa, anche se ci spezzate il cuore e ci fate sentire insufficienti.
A noi, che poi diventiamo troppo.

Lo so, abbiamo il ciclo e lo usiamo per mascherare il fatto che una volta al mese abbiamo bisogno di fare le psicopatiche, lo so, siamo complicate, ma siamo capaci di meraviglie.
E in realtà non siamo noi ad essere troppo, vogliamo troppo, perchè è ciò che meritiamo.
Perchè vogliamo l'uomo che ci faccia ridere, l'uomo che ci lasci libere, ma allo stesso tempo si preoccupi e occupi di noi, l'uomo che si fidi ma sia geloso, l'uomo che creda nella parità ma ci offra la cena, l'uomo che sia indipendente ma in fondo non possa stare tanto senza di noi, che magari passi la serata con gli amici ma la sera venga a dormire nel nostro letto.

E alcune di noi amano, amano un sacco.
Amano il loro lavoro, la loro casa, la loro indipendenza, la loro famiglia, le loro amiche, le loro serate tra amiche e meritano un uomo di cui non hanno bisogno, ma che dia quel qualcosa di buono che Ambrogio teneva nel cruscotto della macchina.

E io davvero mi chiedo di cosa abbiate paura e come facciate a rinunciare al troppo.

Il troppo è la cosa più bella del mondo

martedì 17 marzo 2009

O sicco o sacco

Antico modo di dire del Trentino per dire "da un eccesso all'altro".
La mia famigghia, per non farmi morire di fame mi ha mandato un pacco che rapidamente, in soli 20 giorni, portato forse da un postino senza piedi, senza mani e senza postino, è giunto in Mozambico.
Dovete sapere che in Mozambico il postino non bussa mai 2 volte, non bussa proprio...
Non ci sono i postini, 'nsiamai troppa comodità.
Per cui, per sapere se è arrivato il pacco, vai all'ufficio postale che è per cattiveria dalla parte opposta di casa tua e chiedi ripetutamente come una in crisi d'astinenza"E' arrivato il pacco? è arrivato il pacco? è arrivato il pacco?".
Che manco quelli che vanno a prendere il metadone.
Tutte le volte che vai all'ufficio postale poi s'allineano i pianeti e fanno 45° che manco S.Lorenzo sulla graticola.
Arrivi all'ufficio postale in tutto il tuo secs appill sbrilluccicando di luce propria con la borsa fusasi con la tua spalla, il capello da star di ollivudd scaduta e chiedi nell' ULTIMO ufficio in fondo a sinistra.
Alla decima volta tutto diventa più comodo e gli impiegati mettono un cartello fuori dall'ufficio postale con scritto: "Nnnooo!".

Ciò che è richiesto per ritirare un pacco è:
- ufficio postale;
- documento;
- controllo alla dogana.

Noi abbiamo avuto i pacchi con:
- ufficio postale chiuso;
- niente documenti;
- dogana chiusa.

Ci vuole culo nella vita e tanta tanta tanta tanta... faccia tosta.
L'ufficio postale era chiuso, quindi anche la dogana e io non avevo documenti perchè il pacco era indirizzato alla casella postale di un amico.

Ho fatto tante di quelle tragedie che Eschilo in confronto mi fa un baffo.

Dunque dopo la faccia da: "la prego se non mi da il pacco morirò di fame, di sete, di inedia e di tutto quello che passa il convento", gli ho più o meno raccontato tutte le tragedie disponibili.
"La pregooooo è il regalo di mamma e papà , io sono piccola, se non mangio la nutella muoio, mio figlio aspetta la medicina sennò muore, mi è morta la giraffa e sono triste, mi ha lasciato il fidanzato/l'amante/il marito/l'amante femmina pure e cose varie.
Decide di darmi il pacco anche con l'ufficio postale chiuso e senza documenti. Mi mette il pacco davanti e mi fa: "Ah, non te lo posso dare, la dogana è chiusa".
Gli ho risposto l'equivalente portoghese di: "compa mi pigli pu culo?".
Dopo aver raccontato altre tragedie (sono incinta, mi sposo, è la mia ultima notte da singolll) ho vinto.
E io e il mio pacco siamo tornate a casa.
E ne valeva la pena... (i miei genitori sono un tantino esagerati nè?)



Tanto ormai la mia dignità è al mercato di xipamanine, tra una zampa di gallina e un orecchio di bufalo afgano.
Come sono eppiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!
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