Torno in tragedia, così vi sento vicini, tipo pacca sulla spalla.
Ma vi avviso, sarà un post ad alto contenuto di cazzo.
Nella mia vita ho avuto sempre uno stigma, un'etichetta demmerda, un cartello luminoso sulla testa, oppure ero verde come l'incredibile Hulk non lo so, ma io sono sempre stata quella "forte".
"Tu sei forte".
Me lo sono sempre sentita dire, laggente mi raccontava tragedie, io magari dicevo "e sai capisco", "no, ma tu sei forte".
E io ve lo giuro, che quando me lo sentivo dire avrei voluto che vi cadesse in testa un mattone, un vaso con una pianta.
Chessò, un baobab.
"No vabè, ma tu sei forte". "E certo se lo dici tu, chi sono IO per contraddirti. Ora scusa, ma devo stirare il mantello, che ho un attimo da salvare il mondo".
"Tu sei forte" è quella frase che si dice quando ci si vuole scaricare la coscienza perchè pesa il culo ad ascoltare i discorsi degli altri, perchè solo tu vedilagentemortah e puoi star male.
Io no, io sono forte.
O magari semplicemente non rompo il cazzo.
Magari semplicemente non mi lamento.
Ma a voi che vi lamentate vi invidio.
Vi invidio un botto, sappiatelo.
Insegnatemi a telefonare alla gente e raccontare 40 minuti di tragedie.
Fatemi un master di 2° e 3° livello per imparare a dire "stasera ci vediamo? Voglio un attimo morire e mi chiedevo se ti andasse un aperitivo".
Nella prossima vita voglio nascere prefica.
Voglio essere come quelli a cui dici "mi fa male il piede" e loro ti dicono "uno solo? a me ne fanno male TRE".
E niente scusa, vado a correre la millemiglia per festeggiare.
Io non sono forte.
Forse sono più forte di altri, forse ho fatto delle esperienze che mi hanno dato forza, ma per carità non mi dite che ho le palle, perchè se le avessi chiamerei il wwf con 37° di febbre e invece con il tifo io lavoravo fiera e festante.
E vomintante.
Io non sono forte, semplicemente faccio fatica a chiedere aiuto, perchè penso di disturbare, perchè, diciamocelo, un paio di voi fanno schifo e semplicemente fanno capire chiaramente che sei simpatica finchè vivilavidaloca o finchè ascolti i loro dolori che il giovane Werther in confronto era l'anima della festa.
Non so chiedere le cose, non so dirvi "sono triste, vieni da me?", non sono capace.
Amen.
Non sono manco riuscita a chiedere "accompagnami a comprare una libreria" e ho una mensola che manco Atlante sorreggeva sto peso.
Moriremo tutti.
Io e i piani a seguire, schiacciati dal peso del congiuntivo, che tanto non se lo caca nessuno.
Sono sempre io a recuperare gente persa per strada, a proporre chiarimenti se percepisco distanza.
Perchè magari c'è quello che vuole sbollire, l'altro vuole aspettare un po', l'altro ha i suoi problemi, l'altro è pieno di lavoro.
Io no.
Perchè "io sono forte".
Per me chiarire con qualcuno, chiamarlo, chiedergli "cosa è succeso, tutto bene?" è uno sforzo immane.
Preferirei andare a passeggio su un campo minato o a promuovere i diritti dei gay in Cecenia.
E' mettermi di fronte alla mia paura di non piacere, di rompere le palle, di non valerne la pena, che boh la gente si scorda delle persone manco fossero zucchero che è finito e ah ma non lo dovevi comprare tu, alla morte ciclica dell'autostima, alla difficoltà di gestire una brutta risposta.
Ma "io sono forte".
Io lo faccio perchè per me l'amicizia è sacra, perchè ci tengo a determinate persone e le vorrei nella mia vita, perchè mi preoccupo sempre di come stanno gli altri, dei loro sentimenti, bisogni, necessità, paroleopereeomissioni.
E io scherzo e faccio battute, ma non ci credo che siete così coglioni da non capire che l'attacco è la miglior difesa, che vi faccio una battuta perchè sennò mi metto a piangere.
Io lo faccio, io chiarisco e vi cerco, io vi dico "mi è dispiaciuto", ma muoio mentre lo faccio.
Perchè col cazzo che sono forte.
Ciclicamente nella vita, mi sono sentita dire di tutto.
A pochi giorni dalla laurea mi si parlava di una che POVERINA doveva fare il trasloco ed era confusa.
Pora stella.
Un
"amico" di qui, parlando di un'amica, mi fa: "sai la sento sempre, se
mi chiama o mi scrive le rispondo subito, lei vive da sola".
Io
invece ho sistemato nel settimino la nazionale austriaca, me ne sono
avanzati quattro e li ho messi sulla mensola di cui sopra.
E mi dispiace che voi non lo capiate, non capiate quanto valore vi sto dando in quel momento, che sforzo valiate per me.
Però ora mi son scocciata, sono stanca.
La libreria me la compro da sola.
In taxy.
Sempre che il tassista abbia tempo, che magari l'ikea è fuori mano, o magari piove, è stanco e poi...
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sabato 13 maggio 2017
martedì 20 gennaio 2015
Cerco casa
Toh, sono passati 100 mesi.
Che poi pare che sono morta a Orbecesso.
Non mi avrete mai.
Nel frattanto mi sono spostata.
Ma andiamo con ordine.
Nonostante lo scarso preavviso sono riuscita a fuggire da Orbecesso con l'autobus della speranza.
Come ho messo piede in terra sicula, notoriamente ben collegata con tutto il mondo, mi hanno chiamata per fare un colloquio.
A Milano.
Che tipo ci siamo incrociate con la valigia. Lei andava a casa mia, io a Milano.
A Milano ho fatto un colloquio e mi hanno detto "le faremo sapere".
Poi mi hanno mandato una mail e ho fatto un altro colloquio. E mi hanno detto "le faremo sapere".
Morale della favola mi hanno presa tutti, perchè sono troppo bella, o perchè gli ho fatto un'offerta che non hanno potuto rifiutare e ho trovato 3 lavori.
La mattina insegno ai cinesi, il pome online e la sera agli erasmus.
La notte salvo il mondo.
Ovviamente in tutto ciò ho cercato casa.
A Milano.
Maina gioia proprio.
Ho iniziato a guardare gli annunci evitando:
- monolocali spaziosi/areati/deliziosi = ossigeno solo per una persona piccola;
- tranquillo/ in zona ben collegata = in Kazakistan;
- piccolo angolo cottura = fornello a gasSe;
- mansarda ben arredata = sottotetto con sorci.
Nonostante ciò ho chiamato per mezza mansarda.
"Salve agente immobilaDro stavo guardando l'appartamento xy, ma credo manchi una foto, non vedo il letto o il divano letto o il pouf o la cuccia"
"Ah ecco signorina, vede quell'angolo dove la mansarda è più bassa"
"Sì..."
"Ecco, lì può mettere un MATERASSO"
E fare pipì in una pianta per sentirti in campeggio dentro.
Secondo tempo:
"Salve telefono per l'appartamento xy, c'è il letto?"
"Ahah che simpatica signorina, certo!"
"Bene e mi scusi in che senso -bagno di fronte-?"
"Di fronte"
"Mi fornisca un termine di paragone, faccia contenta la grammatica, di fronte A?"
"All'appartamento"
"Non capisco, finga che io sia demente"
"Nel corridoio condominiale"
"... devo lasciarla, non ho un accappatoio abbastanza elegante"
Terzo tempo:
"Salve. Telefono per l'appartamento, c'è il letto? e il bagno?"
"Ahahah certo"
"E dove?"
"Il bagno è IN COMUNE"
"Nel senso che è al comune? col sindaco?"
"Lo condivide con l'appartamento di fronte".
"Pronto agenzia xy?"
"Sì come possiamo aiutarla?"
Voglio un cesso tutto mio.
Che poi pare che sono morta a Orbecesso.
Non mi avrete mai.
Nel frattanto mi sono spostata.
Ma andiamo con ordine.
Nonostante lo scarso preavviso sono riuscita a fuggire da Orbecesso con l'autobus della speranza.
Come ho messo piede in terra sicula, notoriamente ben collegata con tutto il mondo, mi hanno chiamata per fare un colloquio.
A Milano.
Che tipo ci siamo incrociate con la valigia. Lei andava a casa mia, io a Milano.
A Milano ho fatto un colloquio e mi hanno detto "le faremo sapere".
Poi mi hanno mandato una mail e ho fatto un altro colloquio. E mi hanno detto "le faremo sapere".
Morale della favola mi hanno presa tutti, perchè sono troppo bella, o perchè gli ho fatto un'offerta che non hanno potuto rifiutare e ho trovato 3 lavori.
La mattina insegno ai cinesi, il pome online e la sera agli erasmus.
La notte salvo il mondo.
Ovviamente in tutto ciò ho cercato casa.
A Milano.
Maina gioia proprio.
Ho iniziato a guardare gli annunci evitando:
- monolocali spaziosi/areati/deliziosi = ossigeno solo per una persona piccola;
- tranquillo/ in zona ben collegata = in Kazakistan;
- piccolo angolo cottura = fornello a gasSe;
- mansarda ben arredata = sottotetto con sorci.
Nonostante ciò ho chiamato per mezza mansarda.
"Salve agente immobilaDro stavo guardando l'appartamento xy, ma credo manchi una foto, non vedo il letto o il divano letto o il pouf o la cuccia"
"Ah ecco signorina, vede quell'angolo dove la mansarda è più bassa"
"Sì..."
"Ecco, lì può mettere un MATERASSO"
E fare pipì in una pianta per sentirti in campeggio dentro.
Secondo tempo:
"Salve telefono per l'appartamento xy, c'è il letto?"
"Ahah che simpatica signorina, certo!"
"Bene e mi scusi in che senso -bagno di fronte-?"
"Di fronte"
"Mi fornisca un termine di paragone, faccia contenta la grammatica, di fronte A?"
"All'appartamento"
"Non capisco, finga che io sia demente"
"Nel corridoio condominiale"
"... devo lasciarla, non ho un accappatoio abbastanza elegante"
Terzo tempo:
"Salve. Telefono per l'appartamento, c'è il letto? e il bagno?"
"Ahahah certo"
"E dove?"
"Il bagno è IN COMUNE"
"Nel senso che è al comune? col sindaco?"
"Lo condivide con l'appartamento di fronte".
"Pronto agenzia xy?"
"Sì come possiamo aiutarla?"
Voglio un cesso tutto mio.
venerdì 7 febbraio 2014
Pane, amore e malattie
Mi hanno fatto un accertamento fiscale.
A me.
A me che m'hanno detto più volte "ti amo" che "contratto".
Ma a livelli che aveva più senso farmi un esame alla prostata. In quanto grandi assenti entrambi.
E poi niente, poi sono andata da un medico.
Cioè ci sono andata due volte perchè la prima il suo assistente mi ha dato appuntamento senza che il medico ci fosse.
Il segretario.
Cioè colui che fa SOLO questo: risponde al telefono e prende gli appuntamenti.
Che poi per carità mi aveva insospettito il "forse alle 18 o forse alle 18,30".
Forse? Che vuol dire forse? Forse non leggi bene? Forse sei miope? Forse non sai leggere l'orologio?
Quindi niente arrivo lì e il medico non c'è, il mio appuntamento è per il giorno dopo.
E no, non ho capito male, l'omino ha chiuso la telefonata con "a più tardi".
A molto più tardi omino.
Comunque l'impatto è pessimo. Non mi è piaciuto l'assistente e non mi piace l'assistente femmina che mentre sono lì mi dice in dialetto che "pacco" sia il nuovo cellulare.
Interessantissimo donnina interessantissimo.
Finisce la visita, impressione neutra, l'unica cosa che mi colpisce è che secondo me il medico aveva sonno e arriva il momento clou, quello del pagamento.
"Sono 80 euro"
"Ecco a lei"
"Bene, grazie e arrivederci"
"Uh? La fattura, grazie e arrivederci".
Donnina?
NO.
Anche se è prassi non farla non puoi guardarmi come se ti avessi chiesto una fetta di culo, non puoi dirmi vediamo se la può fare, cos'è, ha la paresi alle mani?
Magari ve la facciamo avere. No, donnina, non ho fretta, aspetto.
Dovete sapere che adesso, per la TRASPARENZA, è possibile sapere quanto guadagna un medico ospedaliero.
Ebbene, cercando il cv di questo onesto tizio, ho scoperto che guadagna oltre 83mila euro l'anno.
In ospedale.
Poi ha lo studio privato, lo chiameremo, ESENTASSE.
Almeno con me eh, magari sono stata caso unico e raro, una botta di alzheimer della segretaria.
Continuate a chiedermi perchè voglio andare via su.
A me.
A me che m'hanno detto più volte "ti amo" che "contratto".
Ma a livelli che aveva più senso farmi un esame alla prostata. In quanto grandi assenti entrambi.
E poi niente, poi sono andata da un medico.
Cioè ci sono andata due volte perchè la prima il suo assistente mi ha dato appuntamento senza che il medico ci fosse.
Il segretario.
Cioè colui che fa SOLO questo: risponde al telefono e prende gli appuntamenti.
Che poi per carità mi aveva insospettito il "forse alle 18 o forse alle 18,30".
Forse? Che vuol dire forse? Forse non leggi bene? Forse sei miope? Forse non sai leggere l'orologio?
Quindi niente arrivo lì e il medico non c'è, il mio appuntamento è per il giorno dopo.
E no, non ho capito male, l'omino ha chiuso la telefonata con "a più tardi".
A molto più tardi omino.
Comunque l'impatto è pessimo. Non mi è piaciuto l'assistente e non mi piace l'assistente femmina che mentre sono lì mi dice in dialetto che "pacco" sia il nuovo cellulare.
Interessantissimo donnina interessantissimo.
Finisce la visita, impressione neutra, l'unica cosa che mi colpisce è che secondo me il medico aveva sonno e arriva il momento clou, quello del pagamento.
"Sono 80 euro"
"Ecco a lei"
"Bene, grazie e arrivederci"
"Uh? La fattura, grazie e arrivederci".
Donnina?
NO.
Anche se è prassi non farla non puoi guardarmi come se ti avessi chiesto una fetta di culo, non puoi dirmi vediamo se la può fare, cos'è, ha la paresi alle mani?
Magari ve la facciamo avere. No, donnina, non ho fretta, aspetto.
Dovete sapere che adesso, per la TRASPARENZA, è possibile sapere quanto guadagna un medico ospedaliero.
Ebbene, cercando il cv di questo onesto tizio, ho scoperto che guadagna oltre 83mila euro l'anno.
In ospedale.
Poi ha lo studio privato, lo chiameremo, ESENTASSE.
Almeno con me eh, magari sono stata caso unico e raro, una botta di alzheimer della segretaria.
Continuate a chiedermi perchè voglio andare via su.
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venerdì 8 febbraio 2013
Faccio cose, vedo gente, rompo treni
"Che fai per ora?"
"Giro, vedo gente, faccio cose, sogno pulizie di fino, rompo treni".
Gli ultimi giorni di tournèe intorno al mondo sono stati interessanti.
Intanto ho rotto un treno.
Come?
Niente, io l'ho solo preso per andare in Toscana, ma siccome ho i poteri (chiamasi sfiga) ci siamo fermati per un'oretta in mezzo al nulla innevato.
"Ma sapete che è successo?"
"Pare che abbiano picchiato il capotreno e lo abbiano minacciato con un coltello. Aspettiamo la polizia".
...
...
...
Io volevo andare in Toscana eh, mica nel bronx.
Comunque, salvato il capotreno siamo ripartiti, abbiamo ballato "brasil" sulla carrozza sulla quale c'erano 52° e siamo arrivati in ritardo.
Sono scesa giovane, bella e abbronzata.
Probabilmente per questo ho sognato cose da pazzi.
Mi trovavo con un amico ad una specie di ballo delle debuttanti.
In jeans.
Cioè c'era la gente con lo strascico e io avevo i jeans.
Volevo morire pazza.
Sempre nello stesso sogno, al cambio di scena, mi trovavo a casa di due amiche che vivono a Roma ad aspirare ragni con l'aspirapolvere.
Come vi dicevo non mi drogo, sono così "nature".
Poi sono stata a Firenze a lasciare cv everywhere.
Ho scoperto che a Firenze le "tagliatelle del contadino" prevedono, tra gli ingredienti, il contadino.
O non si spiega la presenza della salsiccia.
Il mio navigatore è aggiornato al 1920 quando non c'erano molti palazzi.
Sì navigatore, il percorso che volevi farmi fare, passando a casa della Signora non si chiama itinerario.
Si chiama violazione di domicilio.
La gente che italianizza le parole inglesei andrebbe abbattuta seduta stante.
"SOTTOMETTETE le vostre candidature all'indirizzo www.frusteeschiavi.com"
E omino?
Non te lo voglio dire ma cv è latino, quindi dire "si vi" è illegale nella maggior parte degli stati.
Sono andata al mercato:
"Bella vuoi cime? Ah no, tu sei un dolce, mangerai le fragole"
You win.
"Bella guarda qui. Guarda che bella banana"
You lose.
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giovedì 22 novembre 2012
Come una castagna mi costò 800 euro
Il giorno dopo il post pre-suicidio sono andata dal dentista.
Sono masochista, I know.
E niente, della serie "togliamoci il dente", mi sono tolta il dente.
Non tolta tolta, ma tolta praticamente tutto il dente che s'era spezzato mangiando una castagna.
Perchè voi le castagne le pagate 4 euro al Kg.
Io 800 euro al pezzo.
La classe non è acqua.
(E potrete notarlo presto su cam4com dove mi iscriverò per pagare il dente).
Comunque, io non ero proprio pronta all'evenienza di arrivare con un dente e tornare a casa senza e quindi l'ho fatto notare al dentista con cortesia e maturità.
D: "eh Giò si deve togliere, devo devitalizzare, disinfettare, areare i locali, ecc".
Io: ma si vede!
D: ma no dai è dietro
I: ma è brutto!
D: ma va non si vede
I: ma è brutto
D: se vuoi rimandiamo
I: no, ma è brutto
E così discorrendo.
Il mio dentista prenderà uno psichiatra al prossimo appuntamento invece dell'uomo degli impianti.
D: allora Gio vado
Io: sembrerò la strega di Biancaneveeeeeee
D: vuoi rimandare?
Io: è brutto
Altra mezz'ora
Mi sono tolta il dente.
Non sono passati nè la fata dei denti, nè il topolino dei denti, nè nessun animale parente. Razzisti. Solo perchè ho 30 anni.
Non rido.
Non sbadiglio.
Parlo a culo di gallina.
Offro le mele alla gente diafana.
E, dentista?
Se ho la cellulite e devo camminare a piedi, dimmelo.
Questa tua crociata contro l'acquisto di una macchina tuttamia sta diventando imbarazzante.
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Dentista,
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Vita Sfigata
venerdì 30 dicembre 2011
Colazione da Tiffany

Vi racconterò di come ho vinto il premio per il Natale più sfigato del west.
Il giorno di Natale non merita particolari meriti, il pomeriggio, io e l'influenza siamo stati bene insieme e la notte più che da leoni è stata da coglioni, ma siamo ragazzi, capita.
Oggi ho brillato di luce propria.
Io e ognissanto che ho tirato giù dal calendario.
Come ogni mattina stavo facendo colazione al piccì.
Come ogni mattina ero rincoglionita, ma stamattina ho vinto il premio scoordinazione occhio mano e con un sol gesto ho colpito: pc, ipot touch e cellulare col il latte e caffè.
*APPLAUSE*
Il picci ha cercato di chiedermi aiuto, mi ha detto "periferica usb non riconosciuta", "periferica usb non ricoonosciut..." e si è estinto.
Ora.
Prescindendo dal fatto che la mia rischia di essere la colazione più cara del west, la risposta sorge spontanea.
E che cazzo.
L'ipod e il cell si sono salvati perchè li ho lanciati sul tappeto con rapidità felina (e incredibile come ci si svegli bene e subito al grido di macazzoooo), il piccì no.
Gli ho parlato, l'ho pulito, l'ho asciugato col phon, l'ho smontato (togliere la batteria ad un laptop mper me equivale a smontarlo), credo anche di avergli chiesto scusa dandomi dell'idiota.
Dopo l'ho portato dal veterinario.
"Salve, mi è caduta sul piccì una tazza di caffè e latte"
"Eh ha fatto una bella colazione"
fintadiniente "si può salvare?"
"mica l'avrà asciugato con il phon vero?"
"si? ho fatto molto molto male?perchè?"
"Beh, eheheh, mica sono capelli"
"poi se bestemmio però non devi dire che leragazzedioggisonopocoelegantieh?"
Morale della favola:
- il mio piccì aromatizzato al lavazza crema e gusto è in ostaggio del veterinario simpatico come una colonoscopia;
- il mio natale non lo definirei all'insegna della santità;
- l'ipod touch è diventato leghista e mi chiude il fatto quotidiano mentre leggo;
- la prossima volta faccio colazione da Tiffany e risparmio.
giovedì 13 ottobre 2011
Prove tecniche di demenza
Ultimamente sto cercando di uccidermi.
Da sola, che io sono una persona autonoma.
Sono andata in Zimbabwe, mi sono sentita gggiovine e sono andata a cavallo.
Prescindendo dal fatto che non ci credeva manco il cavallo e ho avuto la forte sensazione che, quando sono arrivata elmettomunita, abbia riso, ho fatto un'ora di safari.
Boschi, vedute da signore degli agnelli, alberi, fiori e tutte ste belle cose.
Freddo allucinante.
A fine serata vagavo raminga con un rotolo di carta igenica causa raffreddore e non mi potevo sedere causa maldiculo.
E' che ho tutte e due le tette (evitiamo battute puerili grazie) e quindi non mi hanno potuta eleggere amazzone del secolo.
Stasera poi ho deciso di cenare, attività comune a buona parte dell'umanità.
Dato che la voglia di vivere e di cucinare si era suicidata verso le 18, ho deciso di infliggermi una punizione.
Sotto forma di zuppa knorr.
La cosa sembrava semplice: cappottare l'intero contenuto in 850 ml di acqua, andare a vedere grey's anatomy e appena appare il fumo stile cernobyl tornare in cucina.
Prendo la zuppa e decido di versarla comunque nella mia ciotolina da repartocureintensive, quando un lieve abbarcamento del pentolino permette alla zuppa di fuggire e atterrare:
a- sul mio piede;
b- sulla mia mano.
Ora.
Il piede, con abile gesto, giro di 360° tipo esorcista, me lo sono pulito sul tappeto, la mano no.
Avendo il pentolino in mano e non volendo spargere zuppamarrone in tutta la cucina, l'ho appoggiato e poi mi sono data alla bestemmia libera.
Secondo me se vado a Lourdes inciampo, cado nella piscina e affogo.
Sono senza speranza.
Da sola, che io sono una persona autonoma.
Sono andata in Zimbabwe, mi sono sentita gggiovine e sono andata a cavallo.
Prescindendo dal fatto che non ci credeva manco il cavallo e ho avuto la forte sensazione che, quando sono arrivata elmettomunita, abbia riso, ho fatto un'ora di safari.
Boschi, vedute da signore degli agnelli, alberi, fiori e tutte ste belle cose.
Freddo allucinante.
A fine serata vagavo raminga con un rotolo di carta igenica causa raffreddore e non mi potevo sedere causa maldiculo.
E' che ho tutte e due le tette (evitiamo battute puerili grazie) e quindi non mi hanno potuta eleggere amazzone del secolo.
Stasera poi ho deciso di cenare, attività comune a buona parte dell'umanità.
Dato che la voglia di vivere e di cucinare si era suicidata verso le 18, ho deciso di infliggermi una punizione.
Sotto forma di zuppa knorr.
La cosa sembrava semplice: cappottare l'intero contenuto in 850 ml di acqua, andare a vedere grey's anatomy e appena appare il fumo stile cernobyl tornare in cucina.
Prendo la zuppa e decido di versarla comunque nella mia ciotolina da repartocureintensive, quando un lieve abbarcamento del pentolino permette alla zuppa di fuggire e atterrare:
a- sul mio piede;
b- sulla mia mano.
Ora.
Il piede, con abile gesto, giro di 360° tipo esorcista, me lo sono pulito sul tappeto, la mano no.
Avendo il pentolino in mano e non volendo spargere zuppamarrone in tutta la cucina, l'ho appoggiato e poi mi sono data alla bestemmia libera.
Secondo me se vado a Lourdes inciampo, cado nella piscina e affogo.
Sono senza speranza.
martedì 6 settembre 2011
Corna, tette e rocherolle
Della serie se ti sembra di aver toccato il fondo, non ti illudere, che prima o poi ti forniranno la pala.
La mia pala è arrivata sotto forma di due tipe con un bambino.
Ma andiamo con ordine.
Sono tornata al lavoro dopo 23 giorni di ferie e sembra che in ufficio abbiano lanciato un missile anti carro e siano fuggiti rapidamente.
Nulla si è salvato e dalle finestre invece dei nonno nanni volanti (che meriterebbero un post tutto loro) io ho le ricevute volanti.
Ultimamente causa ansia da ommioddiononriusciròmaiarecuperare non dormo, cogito.
Cartesio cogitava ed era, io cogito e ne guadagno in sensualità.
Bella come un panda. Che fra poco mi scrittura il wwf.
Dato che non dormo lavoro, almeno finalizzo, e le mie allegre e giovini giornate si compongono di 12- 13 ore di lavoro.
Il minatore vicino casa mia passa sempre a salutarmi quando rientra a casa.
A parte le disgrazie lavorative, inizio a vedere la gente, più che morta, disoccupata (iomemedesima) e la disoccupazione mi guarda allegramente seduta su giorno 31 Ottobre.
Sento una voce dentro di me che dice "compra compra ancora su internet che morirai povera".
Grazie senso del dovere grazie.
Per tutti questi allegri motivi a livello di disgrazie mi pareva di aver raggiunto un buon punteggio e mi sarei fermata qui.
Un presente che sembra frutto della pervesione sentimentale di un minatore e una stakanovista, un futuro da disoccupata e una faccia da panda.
E invece no.
Perchè io sono come locatelli, faccio le cose per bene.
La mia pala è arrivata in un'allegra mattina di martedì.
Due ragazze evidentemente innervosite chiedono di parlare con un uomo grosso e nero (terrore di ogni bambino bianco che si rispetti) che lavora con me.
Donatettuta mi dice che lui ha detto che lei era stata in hotel con un altro, un italiano grosso che lavora con noi e che lui aveva gridato a lei per strada mentre era con il suo lui qualcosa sul lui italiano.
Ora.
Prescindendo dall'assurdità della situazione e dal fatto che mi sono fatta ripetere la storia 15 volte perchè non avevo capito una mazza (qui si usa sempre la 3° persona quindi non capivo quale lui aveva detto che lei era stata con lui, ma lei non conosceva nè il 1° nè il 2° lui), l'unico italiano che lavora qui è uno di quegli esseri ignobili che mangiano un barattolo di nutella in mezz'ora e continuano a pesare 50 kg.
Ed è in Italia.
Sarà anche rompipalle, ma ubiquo ancora non mi risulta.
Donnatetta mi dice che il marito l'ha picchiata, donnaisteria mi dice che lei urla, io gli dico che non mi tornano i conti.
Così, per condivisione di disgrazie.
La tipa inizia a piangere, io vorrei imitarla ma mi contengo e cerco di dire qualcosa di sensato, di profondo, di aiuto... "VUOI UN BICCHIERE D'ACQUA?".
Dopo, le tipe, una piangendo, l'altra urlando, il bambino più sconvolto di me, vanno via.
E io rimango lì, sconvolta, guardando negli angoli bui.
Aspettando che venga fuori il Teo Teocoli de noatri e urli "sorridi sei su candid camera"
Perchè io il mobbing lavorativo lo capisco pure.
Ma quando la vita mi fa mobbing, mi mette ansia...
La mia pala è arrivata sotto forma di due tipe con un bambino.
Ma andiamo con ordine.
Sono tornata al lavoro dopo 23 giorni di ferie e sembra che in ufficio abbiano lanciato un missile anti carro e siano fuggiti rapidamente.
Nulla si è salvato e dalle finestre invece dei nonno nanni volanti (che meriterebbero un post tutto loro) io ho le ricevute volanti.
Ultimamente causa ansia da ommioddiononriusciròmaiarecuperare non dormo, cogito.
Cartesio cogitava ed era, io cogito e ne guadagno in sensualità.
Bella come un panda. Che fra poco mi scrittura il wwf.
Dato che non dormo lavoro, almeno finalizzo, e le mie allegre e giovini giornate si compongono di 12- 13 ore di lavoro.
Il minatore vicino casa mia passa sempre a salutarmi quando rientra a casa.
A parte le disgrazie lavorative, inizio a vedere la gente, più che morta, disoccupata (iomemedesima) e la disoccupazione mi guarda allegramente seduta su giorno 31 Ottobre.
Sento una voce dentro di me che dice "compra compra ancora su internet che morirai povera".
Grazie senso del dovere grazie.
Per tutti questi allegri motivi a livello di disgrazie mi pareva di aver raggiunto un buon punteggio e mi sarei fermata qui.
Un presente che sembra frutto della pervesione sentimentale di un minatore e una stakanovista, un futuro da disoccupata e una faccia da panda.
E invece no.
Perchè io sono come locatelli, faccio le cose per bene.
La mia pala è arrivata in un'allegra mattina di martedì.
Due ragazze evidentemente innervosite chiedono di parlare con un uomo grosso e nero (terrore di ogni bambino bianco che si rispetti) che lavora con me.
Donatettuta mi dice che lui ha detto che lei era stata in hotel con un altro, un italiano grosso che lavora con noi e che lui aveva gridato a lei per strada mentre era con il suo lui qualcosa sul lui italiano.
Ora.
Prescindendo dall'assurdità della situazione e dal fatto che mi sono fatta ripetere la storia 15 volte perchè non avevo capito una mazza (qui si usa sempre la 3° persona quindi non capivo quale lui aveva detto che lei era stata con lui, ma lei non conosceva nè il 1° nè il 2° lui), l'unico italiano che lavora qui è uno di quegli esseri ignobili che mangiano un barattolo di nutella in mezz'ora e continuano a pesare 50 kg.
Ed è in Italia.
Sarà anche rompipalle, ma ubiquo ancora non mi risulta.
Donnatetta mi dice che il marito l'ha picchiata, donnaisteria mi dice che lei urla, io gli dico che non mi tornano i conti.
Così, per condivisione di disgrazie.
La tipa inizia a piangere, io vorrei imitarla ma mi contengo e cerco di dire qualcosa di sensato, di profondo, di aiuto... "VUOI UN BICCHIERE D'ACQUA?".
Dopo, le tipe, una piangendo, l'altra urlando, il bambino più sconvolto di me, vanno via.
E io rimango lì, sconvolta, guardando negli angoli bui.
Aspettando che venga fuori il Teo Teocoli de noatri e urli "sorridi sei su candid camera"
Perchè io il mobbing lavorativo lo capisco pure.
Ma quando la vita mi fa mobbing, mi mette ansia...
giovedì 4 agosto 2011
Mal di denti secondo tempo
In ritardo ma vi aggiorno.
Nel caso in cui voi tutti stiate morendo dalla curiosità/siate affranti dal mio dolore e non possiate più vivere senza saperlo, sto meglio.
La notte dopo il tamponamento e la droga pesante non ho dormito.
E ho ponderato...
Ho odiato il mondo, i denti, VOI tutti che dormivate sereni, chi non dormiva perchè avrebbe potuto farlo, e ogni cosa vivente e non.
E ho fissato l'orologio.
Sono le 3.00, fra 5 ore chiamo la dentista.
Sono le 4.00, fra 4 ore chiamo la dentista.
E così via.
Alle 8.00 ho chiamato la dentista che, per cattiveria, è andata in ferie.
Ma mica al mare, mica vicino, in AMERICA è andata in ferie.
Perchè io può.
Decido allora di pianificare la mia felicità e impegnare il mio stipendio.
In 15 minuti ho mobilitato una ong, la cooperazione italiana, la comunità italiana di Maputo, quella di Beira e quella di Cape Town.
In 45 minuti avevo un aereo, una dentista e un tassista.
E non avevo più uno stipedio, ma son dettagli.
Chiaramente prenotando un aereo un'ora prima del decollo, con conseguente minaccia di morte alla donnina che riteneva che non ce l'avrei fatta a prendere l'aereo, trovi posto solo in EXECUTIVE class.
Lì una donnina solerte ti porta l'asciugamani rovente.
A me.
Una che avrebbe pagato oro una borsa col ghiaccio.
Dopo inizia a chiederti, ogni 45 secondi, se hai bisogno di qualcosa.
"no grazie"
"No grazie"
"NO"
"morfina ne avete?"
L'atterraggio a Maputo è stata un'esperienza mistica. Dire che ho visto la luce è poco.
Credevo sarei morta, ma la cosa mi tornerà utile nel raro caso in cui io decida di riprodurmi.
Scesa dall'aereo sono entrata direttamente nel taxy e 15 minuti dopo ero stesa in un lettino, in una stanza verde.
Io non so i vostri dentisti, ma il mio somiglia a Babbo Natale senza barba. E' grassoccio, con la faccia tonda, gli occhi piccoli, insomma non è che mentre fissi i tuoi denti riflessi nei suoi occhiali pensi a chiedergli di sposarlo...
La mia dentista era una specie di top- model in short e tacchi che zompettava felice della sua taglia 42.
E delle sue stupende treccine.
Io, che non dormivo da 72 ore, non masticavo da 96 e odiavo il mondo da tempo indeterminato, bianca morta da 3 giorni, con i capelli da stregacomandacolori e un abbigliamento sexy come non mai, mi sono sentita un attimo cessa.
Ma giusto un po'.
La tizia mi ha fatto sedere sulla super poltrona, mettendomi un bavaglino di plastica, gli occhiali da minatore e un coso in bocca che hanno potenziato di 100 punti le mie qualità seduttive.
Però, come tutti i dentisti, dopo che ti fanno spalancare le fauci, inseriscono l'aspirabava, inseriscono 3 mani, 12 strumenti e 4 trapani, iniziano a farti domande.
Per farti sentire cretina.
"Da quanti giorni hai il dolore?"
"acchio"
"Come?"
"ACCHIO"
"non capisco"
"ma va... Quacchio"
"Ahhh quattro! hai mangiato"
"Accosa"
"hai malattie? sei in salute?"
Ecco.
Lì davvero non sapevo che dire.
"Ma guardi ho la salmonellosi, un braccio nero, un tendine stirato, un ginocchio ammaccato, una discopatia. Per il RESTO tutto bene".
Ho mentito spudoratamente e ho risposto "Utto ene".
Dopo l'anestesia il mondo mi ha sorriso, sono diventata lesbica e profondamente innamorata della mia Naomi Campbell dentista, sono andata ad affogare i miei dispiaceri nelle calorie di una fetta di tramisù formato gigante e nello shopping.
Dopo 12000 calorie, 5 paia di orecchini, 3 borse, 2 collane e altri vari indespensabili acquisti ero un essere umano felice.
Nel caso in cui voi tutti stiate morendo dalla curiosità/siate affranti dal mio dolore e non possiate più vivere senza saperlo, sto meglio.
La notte dopo il tamponamento e la droga pesante non ho dormito.
E ho ponderato...
Ho odiato il mondo, i denti, VOI tutti che dormivate sereni, chi non dormiva perchè avrebbe potuto farlo, e ogni cosa vivente e non.
E ho fissato l'orologio.
Sono le 3.00, fra 5 ore chiamo la dentista.
Sono le 4.00, fra 4 ore chiamo la dentista.
E così via.
Alle 8.00 ho chiamato la dentista che, per cattiveria, è andata in ferie.
Ma mica al mare, mica vicino, in AMERICA è andata in ferie.
Perchè io può.
Decido allora di pianificare la mia felicità e impegnare il mio stipendio.
In 15 minuti ho mobilitato una ong, la cooperazione italiana, la comunità italiana di Maputo, quella di Beira e quella di Cape Town.
In 45 minuti avevo un aereo, una dentista e un tassista.
E non avevo più uno stipedio, ma son dettagli.
Chiaramente prenotando un aereo un'ora prima del decollo, con conseguente minaccia di morte alla donnina che riteneva che non ce l'avrei fatta a prendere l'aereo, trovi posto solo in EXECUTIVE class.
Lì una donnina solerte ti porta l'asciugamani rovente.
A me.
Una che avrebbe pagato oro una borsa col ghiaccio.
Dopo inizia a chiederti, ogni 45 secondi, se hai bisogno di qualcosa.
"no grazie"
"No grazie"
"NO"
"morfina ne avete?"
L'atterraggio a Maputo è stata un'esperienza mistica. Dire che ho visto la luce è poco.
Credevo sarei morta, ma la cosa mi tornerà utile nel raro caso in cui io decida di riprodurmi.
Scesa dall'aereo sono entrata direttamente nel taxy e 15 minuti dopo ero stesa in un lettino, in una stanza verde.
Io non so i vostri dentisti, ma il mio somiglia a Babbo Natale senza barba. E' grassoccio, con la faccia tonda, gli occhi piccoli, insomma non è che mentre fissi i tuoi denti riflessi nei suoi occhiali pensi a chiedergli di sposarlo...
La mia dentista era una specie di top- model in short e tacchi che zompettava felice della sua taglia 42.
E delle sue stupende treccine.
Io, che non dormivo da 72 ore, non masticavo da 96 e odiavo il mondo da tempo indeterminato, bianca morta da 3 giorni, con i capelli da stregacomandacolori e un abbigliamento sexy come non mai, mi sono sentita un attimo cessa.
Ma giusto un po'.
La tizia mi ha fatto sedere sulla super poltrona, mettendomi un bavaglino di plastica, gli occhiali da minatore e un coso in bocca che hanno potenziato di 100 punti le mie qualità seduttive.
Però, come tutti i dentisti, dopo che ti fanno spalancare le fauci, inseriscono l'aspirabava, inseriscono 3 mani, 12 strumenti e 4 trapani, iniziano a farti domande.
Per farti sentire cretina.
"Da quanti giorni hai il dolore?"
"acchio"
"Come?"
"ACCHIO"
"non capisco"
"ma va... Quacchio"
"Ahhh quattro! hai mangiato"
"Accosa"
"hai malattie? sei in salute?"
Ecco.
Lì davvero non sapevo che dire.
"Ma guardi ho la salmonellosi, un braccio nero, un tendine stirato, un ginocchio ammaccato, una discopatia. Per il RESTO tutto bene".
Ho mentito spudoratamente e ho risposto "Utto ene".
Dopo l'anestesia il mondo mi ha sorriso, sono diventata lesbica e profondamente innamorata della mia Naomi Campbell dentista, sono andata ad affogare i miei dispiaceri nelle calorie di una fetta di tramisù formato gigante e nello shopping.
Dopo 12000 calorie, 5 paia di orecchini, 3 borse, 2 collane e altri vari indespensabili acquisti ero un essere umano felice.
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mercoledì 20 luglio 2011
Cara sfiga ti scrivo
Cara sfiga,
io e te dobbiamo parlare.
Mica per niente eh, io non è che mi lamento delle mie sfighe, le affronto col sorriso in bocca e l'antalgil in borsa.
Però n'attimo eh.
Il mondo è pieno di gente, mica ci sono solo io. Sarebbe carino dividere la sfiga, a me va pure bene 80% io e 20% il mondotutto.
Ho un mal di denti mostruoso, probabilmente ho un ascesso o forse una pulpite, cosa dal nome assurdo che fa pensare ad un polpo.
'Mpiccicato nel dente invece che 'mpiccicato e basta come in genere succede con i bipedi locali.
La cosa bella dell'ascesso è che mi sta permettendo di provare droghe nuove ed eventuali, nel tentativo disperato di farmi passare il dolore.
Nel ricordarvi che ho la lingua bucata, vi informo che ho una soglia del dolore discretamente alta e se io dico che fa male, vi assicuro che fa male.
Nella disperazione ho perciò preso una compressa di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e un oppiaceo.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e due oppiacei.
Tutto unito a 3 compresse di antibiotico da 1 gr.
Dovrei essere svenuta di schianto o almeno vedere Brad Pitt nudo che fa l'hula-hop in camera mia e invece niente, la disperazione.
L'unica cosa che mi da sollievo e l'acqua.
Praticamente passo il tempo a bere e fare pipì, sono l'essere umano meglio idratato del Mozambico.
Del Piero e il suo uccelletto mi fanno un baffo.
Quando una è disperata in genere va su google e gli parla dei suoi problemi.
E google risponde, che nemmeno un terapeuta è così sollecito.
Mi informa perciò che, come rimedio casalingo può essere utile l'applicazione di chiodi di garofano o di aglio.
Dato che chiaramente casa mia brulica di chiodi di garofano, è domenica, non ho idea nè di come sia fatto un chiodo di garofano nè di come si dica in portoghese, decido di passare all'amico aglio.
Perchè naturalmente mica poteva essere la violetta o la menta, che oltre al sollievo ti danno la possibilità di continuare ad avere rapporti sociali, no, l'aglio.
Vi devo dire però che ora so di bruschetta, ma la vita mi sorride un po' di più.
Però amica sfiga, io so di essere un pochino rincoglionita, un pochino svanita, un pochino poco attenta ai dettagli spigolosi, un pochino cieca e tutto quello che vuoi. Lo capisco che lo fai per me, per farmi godere poi le piccole fortune che mi da la vita.
Però passi la salmonellosi con analisi micidiale, passi il volo in versione supergirl dei poveri, passi lo stiramento del tendine conseguente alla caduta, passi il mal di denti...
... però essere tamponata mentre mi vado a fare l'analgesico intramuscolo mi pare un ciccinin esagerato...
Ecco.
E no, se lo volete sapere non mi sono nemmeno fermata (qui non esiste che una donna si fermi di notte ad un incidente), ho guardato malissimo l'omino in moto che mi aveva tamponato, ponderato seriamente di fare marcia indietro, e sono ripartita a 100 km/h brandendo la mia siringa della gioia.
Nessuno, nessuno, poteva mettersi tra me e il tora-dor.
io e te dobbiamo parlare.
Mica per niente eh, io non è che mi lamento delle mie sfighe, le affronto col sorriso in bocca e l'antalgil in borsa.
Però n'attimo eh.
Il mondo è pieno di gente, mica ci sono solo io. Sarebbe carino dividere la sfiga, a me va pure bene 80% io e 20% il mondotutto.
Ho un mal di denti mostruoso, probabilmente ho un ascesso o forse una pulpite, cosa dal nome assurdo che fa pensare ad un polpo.
'Mpiccicato nel dente invece che 'mpiccicato e basta come in genere succede con i bipedi locali.
La cosa bella dell'ascesso è che mi sta permettendo di provare droghe nuove ed eventuali, nel tentativo disperato di farmi passare il dolore.
Nel ricordarvi che ho la lingua bucata, vi informo che ho una soglia del dolore discretamente alta e se io dico che fa male, vi assicuro che fa male.
Nella disperazione ho perciò preso una compressa di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e un oppiaceo.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e due oppiacei.
Tutto unito a 3 compresse di antibiotico da 1 gr.
Dovrei essere svenuta di schianto o almeno vedere Brad Pitt nudo che fa l'hula-hop in camera mia e invece niente, la disperazione.
L'unica cosa che mi da sollievo e l'acqua.
Praticamente passo il tempo a bere e fare pipì, sono l'essere umano meglio idratato del Mozambico.
Del Piero e il suo uccelletto mi fanno un baffo.
Quando una è disperata in genere va su google e gli parla dei suoi problemi.
E google risponde, che nemmeno un terapeuta è così sollecito.
Mi informa perciò che, come rimedio casalingo può essere utile l'applicazione di chiodi di garofano o di aglio.
Dato che chiaramente casa mia brulica di chiodi di garofano, è domenica, non ho idea nè di come sia fatto un chiodo di garofano nè di come si dica in portoghese, decido di passare all'amico aglio.
Perchè naturalmente mica poteva essere la violetta o la menta, che oltre al sollievo ti danno la possibilità di continuare ad avere rapporti sociali, no, l'aglio.
Vi devo dire però che ora so di bruschetta, ma la vita mi sorride un po' di più.
Però amica sfiga, io so di essere un pochino rincoglionita, un pochino svanita, un pochino poco attenta ai dettagli spigolosi, un pochino cieca e tutto quello che vuoi. Lo capisco che lo fai per me, per farmi godere poi le piccole fortune che mi da la vita.
Però passi la salmonellosi con analisi micidiale, passi il volo in versione supergirl dei poveri, passi lo stiramento del tendine conseguente alla caduta, passi il mal di denti...
... però essere tamponata mentre mi vado a fare l'analgesico intramuscolo mi pare un ciccinin esagerato...
Ecco.
E no, se lo volete sapere non mi sono nemmeno fermata (qui non esiste che una donna si fermi di notte ad un incidente), ho guardato malissimo l'omino in moto che mi aveva tamponato, ponderato seriamente di fare marcia indietro, e sono ripartita a 100 km/h brandendo la mia siringa della gioia.
Nessuno, nessuno, poteva mettersi tra me e il tora-dor.
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giovedì 7 luglio 2011
Vita spericolata
Siori e siore... caddi.
E giacqui proprio, non ci ho pensato minimamente a risorgere.
Un paio d'ore fa, alla consueta festa del mercoledì, ho spiccato il volo da un gradino.
Così per movimentare la serata.
Mentre chiacchieravo allegramente, ho mancato un gradino/preso una pietra/avuto un attacco di labirintite/un cedimento strutturale osseo per vecchiaia, insomma cappottai.
Spargendo peraltro posate in ogni ddove.
Stavo infatti trasportando le posate (tutto sommato ce la potevo fare) dalla cucina al giardino e le ho seminate durante il volo.
L'atterraggio, non proprio piacevole, è stato chiaramente sul terriccio pietroso (ogni pietra quanto la mia faccia) sottostante.
Il mio ginocchio sentitamente ringrazia.
Tralaltro, per evitare la figura di merda, mi sono alzata tipo Houdinì dopo un triplo salto carpiato e con la leggiadria di quelle del circo che scendono da un cavallo bianco di 9 metri con un microvestito che non si sposta, mentre il mio leggins ha scoperto vie nuove e poco battute del mio corpo, ho fatto un inchino alla gente che mi guardava chiedendosi se ero morta.
La cosa assurda è che non hanno riso. Cioè io mi sarei sfottuta per almeno i 3 mesi a venire.
Invece no, loro no, si sono avvicinati per vedere se ancora mi muovevo.
Poi, siccome dovevo fare la sexy, a parte urlare c**zo mentre volavo (tanto tra olandesi, sudafricani, americani, brasiliani, senegalesi, francesi, ecc) non mi capiva nessuno, mi sono alzata MENTENDO spudoratamente sull'entità del danno.
"Ti sei fatta male?"
"io? no, no, guarda io ALMENO una volta al mese mi lancio da un gradino sui carboni ardenti."
"Cazu, certo che mi sono fatta male, sono caduta, che t'è sfuggito???"
Ma no, ho fatto la sensual e ho continuato a camminare secchisi, imprecando in silenzio contro la mia medesima demenza.
Resoconto della mia sensualità:
- un ginocchio gonfio e masticato;
- un braccio blu causa analisi;
- un piede gonfio.
OVVIAMENTE il piede malato è il sinistro, il ginocchio è il destro, ERGO manco zoppico proprio non deambulo...
Il fatto che però nello stesso luogo siano cadute altre 4 persone mi consola.
Non sono totalmente rincoglionita.
O più semplicemente Dio li fà e poi li accoppa e ci si sceglie fra noi persone tanto speciali.
Adesso scusate vi lascio ma, come Marylin dormiva con 2 gocce di Chanel, io vado a fare il bagno nel disinfettante per il ginocchio, lasonil per il piede, pomata xyz per il braccio e acqua santa per tutto il resto.
E' stato un piacere.
E guardate che vi vedo.
Lo so che ridete.
E giacqui proprio, non ci ho pensato minimamente a risorgere.
Un paio d'ore fa, alla consueta festa del mercoledì, ho spiccato il volo da un gradino.
Così per movimentare la serata.
Mentre chiacchieravo allegramente, ho mancato un gradino/preso una pietra/avuto un attacco di labirintite/un cedimento strutturale osseo per vecchiaia, insomma cappottai.
Spargendo peraltro posate in ogni ddove.
Stavo infatti trasportando le posate (tutto sommato ce la potevo fare) dalla cucina al giardino e le ho seminate durante il volo.
L'atterraggio, non proprio piacevole, è stato chiaramente sul terriccio pietroso (ogni pietra quanto la mia faccia) sottostante.
Il mio ginocchio sentitamente ringrazia.
Tralaltro, per evitare la figura di merda, mi sono alzata tipo Houdinì dopo un triplo salto carpiato e con la leggiadria di quelle del circo che scendono da un cavallo bianco di 9 metri con un microvestito che non si sposta, mentre il mio leggins ha scoperto vie nuove e poco battute del mio corpo, ho fatto un inchino alla gente che mi guardava chiedendosi se ero morta.
La cosa assurda è che non hanno riso. Cioè io mi sarei sfottuta per almeno i 3 mesi a venire.
Invece no, loro no, si sono avvicinati per vedere se ancora mi muovevo.
Poi, siccome dovevo fare la sexy, a parte urlare c**zo mentre volavo (tanto tra olandesi, sudafricani, americani, brasiliani, senegalesi, francesi, ecc) non mi capiva nessuno, mi sono alzata MENTENDO spudoratamente sull'entità del danno.
"Ti sei fatta male?"
"io? no, no, guarda io ALMENO una volta al mese mi lancio da un gradino sui carboni ardenti."
"Cazu, certo che mi sono fatta male, sono caduta, che t'è sfuggito???"
Ma no, ho fatto la sensual e ho continuato a camminare secchisi, imprecando in silenzio contro la mia medesima demenza.
Resoconto della mia sensualità:
- un ginocchio gonfio e masticato;
- un braccio blu causa analisi;
- un piede gonfio.
OVVIAMENTE il piede malato è il sinistro, il ginocchio è il destro, ERGO manco zoppico proprio non deambulo...
Il fatto che però nello stesso luogo siano cadute altre 4 persone mi consola.
Non sono totalmente rincoglionita.
O più semplicemente Dio li fà e poi li accoppa e ci si sceglie fra noi persone tanto speciali.
Adesso scusate vi lascio ma, come Marylin dormiva con 2 gocce di Chanel, io vado a fare il bagno nel disinfettante per il ginocchio, lasonil per il piede, pomata xyz per il braccio e acqua santa per tutto il resto.
E' stato un piacere.
E guardate che vi vedo.
Lo so che ridete.
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martedì 28 giugno 2011
Quando la salmonellosi diventa piacevole
Dopo un fine settimana che più che de fuego è stato de fevre, in cui nausea e solitudine sono stati i miei migliori amici, ho iniziato una settimana de fuego e lavoro.
Lunedì per sport sono andata a fare il test della malaria, saranno state almeno 3 settimane che non lo facevo e mi pareva male.
Matusalemme nella solita clinica azzurra mi buca, chiaramente senza guanti e mi dice che "da lì a un'ora" sapremo di che morte devo morire.
Da lì a DUE ore il mio test è pronto, negativo.
Festa e felicità.
Martedì, non soddisfatta, decido di fare il test per la salmonella.
Meno male che era positivo perchè se continuavo arrivavo al colera.
Torno da Matusalemme a puffolandia che mi buca per bene.
Così per bene che mi rompe la vena. Il mio braccio si gonfia, diventa blu e la vena super dura.
Sì sì lo so che state storcendo il naso schifati e magari vi sentite in colpa perchè quella povera donna sofferente, che poi sarei io, vi fa un po' senso.
E non vi preoccupate che mi facevo schifo da sola.
La vena si vedeva attraverso la maglietta e faceva tanto culturista che non deve chiedere mai.
Ragion per cui esco dalla clinica e cerco un medico vero, che mi controlla il braccio, impreca silenzioso verso l'analista e mi dice di tenerci sù il ghiaccio e aspettarmi un'ematoma di dimensione epocali.
Già che ho pochi lividi... e si vede che la donna pestata fa sangue.
Dopo di che lavoro con la nausea gravidica, la pancia gravidica, l'amore per l'analista e il ghiaccio sulla supervena.
Avevo pensato di spargere due ceci e inginocchiarmici sù per amore di completezza.
Ometterò la mia giornata e mi limiterò a dirvi che la salmonellosi è stata l'evento più gradevole.
Come se non bastasse domani vado in Zimbabwe per il consueto suppizio, ma non avendo più visto potrei rimanerci ad oltranza.
Io, bigvena e la salmonella.
In ogni caso ho deciso che la prossima volta gli faccio cercare la vena nelle tette.
Visto l'effetto non posso che trarne beneficio.
Lunedì per sport sono andata a fare il test della malaria, saranno state almeno 3 settimane che non lo facevo e mi pareva male.
Matusalemme nella solita clinica azzurra mi buca, chiaramente senza guanti e mi dice che "da lì a un'ora" sapremo di che morte devo morire.
Da lì a DUE ore il mio test è pronto, negativo.
Festa e felicità.
Martedì, non soddisfatta, decido di fare il test per la salmonella.
Meno male che era positivo perchè se continuavo arrivavo al colera.
Torno da Matusalemme a puffolandia che mi buca per bene.
Così per bene che mi rompe la vena. Il mio braccio si gonfia, diventa blu e la vena super dura.
Sì sì lo so che state storcendo il naso schifati e magari vi sentite in colpa perchè quella povera donna sofferente, che poi sarei io, vi fa un po' senso.
E non vi preoccupate che mi facevo schifo da sola.
La vena si vedeva attraverso la maglietta e faceva tanto culturista che non deve chiedere mai.
Ragion per cui esco dalla clinica e cerco un medico vero, che mi controlla il braccio, impreca silenzioso verso l'analista e mi dice di tenerci sù il ghiaccio e aspettarmi un'ematoma di dimensione epocali.
Già che ho pochi lividi... e si vede che la donna pestata fa sangue.
Dopo di che lavoro con la nausea gravidica, la pancia gravidica, l'amore per l'analista e il ghiaccio sulla supervena.
Avevo pensato di spargere due ceci e inginocchiarmici sù per amore di completezza.
Ometterò la mia giornata e mi limiterò a dirvi che la salmonellosi è stata l'evento più gradevole.
Come se non bastasse domani vado in Zimbabwe per il consueto suppizio, ma non avendo più visto potrei rimanerci ad oltranza.
Io, bigvena e la salmonella.
In ogni caso ho deciso che la prossima volta gli faccio cercare la vena nelle tette.
Visto l'effetto non posso che trarne beneficio.
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sabato 21 maggio 2011
Quei giorni...
Nella vita ci sono giornate super fortunate, quelle in cui vai a letto e hai l'adrenalina a mille e vorresti rivivere la giornata mille e mille volte.
E poi ci sono quelle giornate in cui baci il letto e ringrazi che sia finita.
E che tu sia sopravvissuta.
Sono quei giorni che generalmente coincidono con quelli in cui le donnine in tv fanno la ruota e si buttano dagli aerei.
Tu ti butteresti dal balcone ma il principio è lo stesso.
La mattina ogni essere umano sano fa la pipì.
Non negate la facciamo tutti, soprattutto quelli che la devono fare dalle 4 del mattino ma sperimentano nuove posizioni yoga per non alzarsi dal letto.
Un inno alla pigrizia.
Quando fai pipì, tiri lo sciacquone e ti rimane in mano la manopolina capisci che qualcosa non va.
La sfiga s'è svegliata prima di te.
Esco dalla stanza e vado in ufficio (io devo andare in salotto) e, distratta dall'empregada che mi dice "dona Giovana attenzione all'ac..., metto il piede in una pozza, sita tra il tavolo e la sedia.
E sentitamente ringrazio.
25 minuti dopo la contabile si fa venire la malaria e mi lascia con crick e crock, mentre il capo, che il giorno prima colto da una botta di gioventù s'è scalato il monte binga, impiega 15 minuti per coprire la distanza tra la porta e la scrivania.
Che manco Armstrong quando è sceso sulla luna.
Poi il guardiano litiga col padrone di casa e arriva l'idraulico, probabilmente direttamente dal kansas dato che lo aspettiamo da 6 mesi.
Avrà trovato traffico.
E inizia, come ogni persona normale, un lavoro alle 16 di venerdì pomeriggio.
'Nsiamai finisce.
Dopo l'avvento della lavatrice abbiamo infatti deciso di darci al lusso e di concederci uno scaldabagno.
Per adesso la scelta era tra doccia rovente e doccia gelida, utilizzando un macchinario misterioso che bolle l'acqua e che rischia di esplodere ogni volta che lo accendo.
L'idraulico per par condicio da prova delle sue grandi possibilità ed elimina il problema alla radice.
Non c'è acqua, nè calda nè fredda.
Continuo a ringraziare sempre più sentitamente.
Realizzato che stare in casa non mi faceva bene ho deciso di andare a fare la spesa.
'Na botta di vita proprio.
Lì il solito omino vendotuttoio mi propone i soliti dvd, ma stavolta si spinge oltre...
mi mostra un cartone, mi guarda con i suoi occhioni languidi e mi dice:
"Signora questo per la BAMBINA".
...
...
...
E lì mi sovvien l'eterno, la vecchiaia, la cellulite, l'orologio biologico, i kg di troppo e l'istinto omicida.
In questo momento, mentre torno a casa schiFando gli psicopatici chapeiros, capisco che non mi sarei mai dovuta alzare dal letto.
Dovevo rimanere lì stamattina.
A grattarmi in compagnia dei meravigliosi bedbugs che accompagnano le mie pruriginose notti de fuego.
E poi ci sono quelle giornate in cui baci il letto e ringrazi che sia finita.
E che tu sia sopravvissuta.
Sono quei giorni che generalmente coincidono con quelli in cui le donnine in tv fanno la ruota e si buttano dagli aerei.
Tu ti butteresti dal balcone ma il principio è lo stesso.
La mattina ogni essere umano sano fa la pipì.
Non negate la facciamo tutti, soprattutto quelli che la devono fare dalle 4 del mattino ma sperimentano nuove posizioni yoga per non alzarsi dal letto.
Un inno alla pigrizia.
Quando fai pipì, tiri lo sciacquone e ti rimane in mano la manopolina capisci che qualcosa non va.
La sfiga s'è svegliata prima di te.
Esco dalla stanza e vado in ufficio (io devo andare in salotto) e, distratta dall'empregada che mi dice "dona Giovana attenzione all'ac..., metto il piede in una pozza, sita tra il tavolo e la sedia.
E sentitamente ringrazio.
25 minuti dopo la contabile si fa venire la malaria e mi lascia con crick e crock, mentre il capo, che il giorno prima colto da una botta di gioventù s'è scalato il monte binga, impiega 15 minuti per coprire la distanza tra la porta e la scrivania.
Che manco Armstrong quando è sceso sulla luna.
Poi il guardiano litiga col padrone di casa e arriva l'idraulico, probabilmente direttamente dal kansas dato che lo aspettiamo da 6 mesi.
Avrà trovato traffico.
E inizia, come ogni persona normale, un lavoro alle 16 di venerdì pomeriggio.
'Nsiamai finisce.
Dopo l'avvento della lavatrice abbiamo infatti deciso di darci al lusso e di concederci uno scaldabagno.
Per adesso la scelta era tra doccia rovente e doccia gelida, utilizzando un macchinario misterioso che bolle l'acqua e che rischia di esplodere ogni volta che lo accendo.
L'idraulico per par condicio da prova delle sue grandi possibilità ed elimina il problema alla radice.
Non c'è acqua, nè calda nè fredda.
Continuo a ringraziare sempre più sentitamente.
Realizzato che stare in casa non mi faceva bene ho deciso di andare a fare la spesa.
'Na botta di vita proprio.
Lì il solito omino vendotuttoio mi propone i soliti dvd, ma stavolta si spinge oltre...
mi mostra un cartone, mi guarda con i suoi occhioni languidi e mi dice:
"Signora questo per la BAMBINA".
...
...
...
E lì mi sovvien l'eterno, la vecchiaia, la cellulite, l'orologio biologico, i kg di troppo e l'istinto omicida.
In questo momento, mentre torno a casa schiFando gli psicopatici chapeiros, capisco che non mi sarei mai dovuta alzare dal letto.
Dovevo rimanere lì stamattina.
A grattarmi in compagnia dei meravigliosi bedbugs che accompagnano le mie pruriginose notti de fuego.
venerdì 6 maggio 2011
All'ospedale tic e tac
Come sempre, nella mia ormai media esistenza, come parto mi ammalo.
Ma è un vizio eh, ho iniziato in tenera età, in gita di terza media facendomi venire 41° di febbre.
E non mi sono più fermata.
A Vienna ho avuto l'intossicazione, a cape Town la gastroenterite, a Vilanculo la salmonellosi e a Maputo una serie di malattie varie ed eventali.
Questo perchè io mica faccio la cooperante, sono un'infiltrata dei servizi segreti ospedalieri e sto scrivendo una guida michelin delle cliniche/ospedali nel mondo.
Dato che ho avuto una settimana di passione con l'intossicazione, mi hanno suggerito di fare una serie di analisi e un test per la malaria.
Che qui te lo danno di resto al posto delle caramelle.
Quindi su suggerimento della GINECOLOGA ho fatto il test e le analisi che il mio PEDIATRA (!) di fiducia mi ha prescritto.
Io e l'autista VILANCULO siamo andati in una clinica azzura.
Con l'esterno azzurro, i medici azzurri, i tappeti azzurri, le piante azzurre e i puffi alla reception.
Pago le analisi con metà del mio stipendio e vado da Matusalemme per il prelievo.
Prende la siringa per le analisi, la guarda, mi guarda e dice: "serve quella più grande, serve molto sangue".
E mi mostra il canino.
Mi sento meglio di botto, tento di fuggire, ma ormai avevo pagato.
In ogni caso l'aria condizionata era a -24 per cui almeno la broncopolmonite ce l'ho.
Quando torno a casa vado a controllare la vista dal podologo e la dermatite dal tricologo.
Per confondere meglio le acque.
Ma è un vizio eh, ho iniziato in tenera età, in gita di terza media facendomi venire 41° di febbre.
E non mi sono più fermata.
A Vienna ho avuto l'intossicazione, a cape Town la gastroenterite, a Vilanculo la salmonellosi e a Maputo una serie di malattie varie ed eventali.
Questo perchè io mica faccio la cooperante, sono un'infiltrata dei servizi segreti ospedalieri e sto scrivendo una guida michelin delle cliniche/ospedali nel mondo.
Dato che ho avuto una settimana di passione con l'intossicazione, mi hanno suggerito di fare una serie di analisi e un test per la malaria.
Che qui te lo danno di resto al posto delle caramelle.
Quindi su suggerimento della GINECOLOGA ho fatto il test e le analisi che il mio PEDIATRA (!) di fiducia mi ha prescritto.
Io e l'autista VILANCULO siamo andati in una clinica azzura.
Con l'esterno azzurro, i medici azzurri, i tappeti azzurri, le piante azzurre e i puffi alla reception.
Pago le analisi con metà del mio stipendio e vado da Matusalemme per il prelievo.
Prende la siringa per le analisi, la guarda, mi guarda e dice: "serve quella più grande, serve molto sangue".
E mi mostra il canino.
Mi sento meglio di botto, tento di fuggire, ma ormai avevo pagato.
In ogni caso l'aria condizionata era a -24 per cui almeno la broncopolmonite ce l'ho.
Quando torno a casa vado a controllare la vista dal podologo e la dermatite dal tricologo.
Per confondere meglio le acque.
giovedì 21 aprile 2011
Quelimane
Come tutte le brave persone, sono andata in ferie.
Il 7 era vacanza e m'è sembrato giusto espatriare per volontà propria e non per evitare l'arresto.
Tra mercoledì pome e giovedì avevo programmato la partenza, per cui, dato che lassù qualcuno mi ama propriA, mercoledì mattina ha iniziato a piovere.
E non ha mai più smesso.
Ma mica piovere poco, son caduti alberi, strade, ponti, animali, mucche e i miei vestiti profumano tutti di lillà morto.
Mercoledì pome partiamo comunque per Caia, ridenDe microvillaggio a 6 ore da Beira.
Il giorno successivo, Dia da mulher moçambicana che non vi traduco perchè credo in voi, sfiliamo con le donne mozambicane con le capulane (stoffe) tipiche.
Così per perdere la dignità in maniera alternativa.
Ovviamente mettersi la capulana SEMBRA facile, ma in realtà richiede anni e anni di esperienza ed è la maniera per distinguere gli africani dal resto del mondo.
L'equivalente della cagna che aveva fatto 7 cuccioli tutti senza coda insomma.
Se la metti stretta zompetti come un pinguino, se la metti larga ti denudi al 2° passo.
Il desfio va bene, ci sono 41° per cui è una gioia passeggiare sotto il sole con una stoffa 120% sintetica. Che se ci toccavamo fra di noi morivamo per autocombustione.
Giovedì stesso prendo il bus per prosegure per Quelimane con la mia amica sFizzera.
Zompettiamo felici per Quelimane e siamo tutte contente di vedere palazzi abbattutti diversi da quelli di Beira.
Il giorno dopo inizia a diluviare.
Ma non ci diamo pervinte, zompettiamo, lei con l'ombrello io con San K-way da Roma, vediamo uno spettacolo di canto e ballo tipico probabilmente organizzato per noi, tutti ci trattano bene e noi siamo contente.
Umidicce ma contente, che pare che a Beira ci tirano le pietre.
Il viaggio prosegue sotto l'acqua e finisce sotto il sole come ogni persona fortunata sa.
Prendiamo il bus per tornare domenica.
Alle 5.30.
Io, la sFizzera, il mondo tutto e 12 galline che pascolavano in libertà.
Stesso profumo di lillà di cui sopra.
Dopo 9 ore vedevo la gente morta e io che ho problemi con i polli, ho deciso che mai diventerò vegetariana e che se lo diventerò i polli saranno considerati alla stregua delle patate, quindi commestibili.
Arrivate a Beira la mia sFizzera preferita tira su la scarpa, dice l'equivalente spagnolo di "porca tr**a" e mi mostra la scarpa.
Dentro la quale aveva cagato una gallina.
Mi viene una paresi, evito di ridere capendo il suo sconforto e dico,in italiano "che schifo".
E penso che i polli, tutto sommato, conquisteranno il mondo.
Scarpa dopo scarpa...
L'adunata al bus.
Vi prego di fare attenzione alle ruote

Lambrusco, il cane che ha afilato con noi.
In mozambico gli animali si chiamano come i desideri dei cooperanti...

Tramonto al porto di Quelimane

La mia compagna di viaggio

Nonci crederete ma è un taxy.
Sotto il diluvio...
Le nostre eroine alla sfilata
Il 7 era vacanza e m'è sembrato giusto espatriare per volontà propria e non per evitare l'arresto.
Tra mercoledì pome e giovedì avevo programmato la partenza, per cui, dato che lassù qualcuno mi ama propriA, mercoledì mattina ha iniziato a piovere.
E non ha mai più smesso.
Ma mica piovere poco, son caduti alberi, strade, ponti, animali, mucche e i miei vestiti profumano tutti di lillà morto.
Mercoledì pome partiamo comunque per Caia, ridenDe microvillaggio a 6 ore da Beira.
Il giorno successivo, Dia da mulher moçambicana che non vi traduco perchè credo in voi, sfiliamo con le donne mozambicane con le capulane (stoffe) tipiche.
Così per perdere la dignità in maniera alternativa.
Ovviamente mettersi la capulana SEMBRA facile, ma in realtà richiede anni e anni di esperienza ed è la maniera per distinguere gli africani dal resto del mondo.
L'equivalente della cagna che aveva fatto 7 cuccioli tutti senza coda insomma.
Se la metti stretta zompetti come un pinguino, se la metti larga ti denudi al 2° passo.
Il desfio va bene, ci sono 41° per cui è una gioia passeggiare sotto il sole con una stoffa 120% sintetica. Che se ci toccavamo fra di noi morivamo per autocombustione.
Giovedì stesso prendo il bus per prosegure per Quelimane con la mia amica sFizzera.
Zompettiamo felici per Quelimane e siamo tutte contente di vedere palazzi abbattutti diversi da quelli di Beira.
Il giorno dopo inizia a diluviare.
Ma non ci diamo pervinte, zompettiamo, lei con l'ombrello io con San K-way da Roma, vediamo uno spettacolo di canto e ballo tipico probabilmente organizzato per noi, tutti ci trattano bene e noi siamo contente.
Umidicce ma contente, che pare che a Beira ci tirano le pietre.
Il viaggio prosegue sotto l'acqua e finisce sotto il sole come ogni persona fortunata sa.
Prendiamo il bus per tornare domenica.
Alle 5.30.
Io, la sFizzera, il mondo tutto e 12 galline che pascolavano in libertà.
Stesso profumo di lillà di cui sopra.
Dopo 9 ore vedevo la gente morta e io che ho problemi con i polli, ho deciso che mai diventerò vegetariana e che se lo diventerò i polli saranno considerati alla stregua delle patate, quindi commestibili.
Arrivate a Beira la mia sFizzera preferita tira su la scarpa, dice l'equivalente spagnolo di "porca tr**a" e mi mostra la scarpa.
Dentro la quale aveva cagato una gallina.
Mi viene una paresi, evito di ridere capendo il suo sconforto e dico,in italiano "che schifo".
E penso che i polli, tutto sommato, conquisteranno il mondo.
Scarpa dopo scarpa...
Vi prego di fare attenzione alle ruote
Lambrusco, il cane che ha afilato con noi.
In mozambico gli animali si chiamano come i desideri dei cooperanti...
Tramonto al porto di Quelimane
La mia compagna di viaggio
Nonci crederete ma è un taxy.
Sotto il diluvio...
Le nostre eroine alla sfilata
lunedì 14 marzo 2011
Droga sesso e rocccheroll
Ultimamente a Beira ci si diverte come non mai.
Giovedì, dato che dovevo andare in Zimbabwe, c'è stato il diluvio universale, con conseguente allagamento di casa, bagno, ufficio, e trasformazione della sabbia davanti a casa in fanghi manco tanto termali.
La pioggia poi rende emozionante girare in strada.
In macchina non riesci a stimare la profondità delle buche e stai lì botte di mez'ore a fissarle aspettando l'illuminazione divina sotto forma di metro.
A piedi rischi di pestare un mostriciattolo che diventerà parte di te.
Lui e la famiglia che si creerà nel tuo piede.
Venerdì siamo stati senza internet e telefono per motivazioni ignote.
Chiamata la compagnia telefonica il dialogo è stato più o meno questo:
"Buongiorno non c'è internet"
"Lo so"
"... la consapevolezza è il primo passo verso la risoluzione del problema. Quindi?"
"è fermo"
"grazie, lei è stato ILLUMINANTE".
Sabato non c'è stata la luce per 7 ore, razionamento programmato dell'energia.
Con somma gioia del frigorifero.
Non essendoci luce, condizionatori e assistendo al lento scioglimento dei ghiacci del frigo sono andata a svernare in piscina.
Con la supercar perchè la mia macchina è morta.
Data la mole di divertimenti mi sono data alle figure di merda e a dialoghi quantomeno pornografici.
Qui un estratto:
A:
B:
A presto con nuove emozionanti figure di mmm.. avventure.
Giovedì, dato che dovevo andare in Zimbabwe, c'è stato il diluvio universale, con conseguente allagamento di casa, bagno, ufficio, e trasformazione della sabbia davanti a casa in fanghi manco tanto termali.
La pioggia poi rende emozionante girare in strada.
In macchina non riesci a stimare la profondità delle buche e stai lì botte di mez'ore a fissarle aspettando l'illuminazione divina sotto forma di metro.
A piedi rischi di pestare un mostriciattolo che diventerà parte di te.
Lui e la famiglia che si creerà nel tuo piede.
Venerdì siamo stati senza internet e telefono per motivazioni ignote.
Chiamata la compagnia telefonica il dialogo è stato più o meno questo:
"Buongiorno non c'è internet"
"Lo so"
"... la consapevolezza è il primo passo verso la risoluzione del problema. Quindi?"
"è fermo"
"grazie, lei è stato ILLUMINANTE".
Sabato non c'è stata la luce per 7 ore, razionamento programmato dell'energia.
Con somma gioia del frigorifero.
Non essendoci luce, condizionatori e assistendo al lento scioglimento dei ghiacci del frigo sono andata a svernare in piscina.
Con la supercar perchè la mia macchina è morta.
Data la mole di divertimenti mi sono data alle figure di merda e a dialoghi quantomeno pornografici.
Qui un estratto:
A:
“Ehi che ti ha detto il medico?”
“niente devo mettere la vasellina nei buchi”
“è cosa buona e giusta”
B:
“bimbo nero a bimbo bianco per strada: “guarda una del tuo colore!”
C:
Premessa: vite= parafuso
“Buongiorno sono passata ieri sono quella del REFUSO”
A presto con nuove emozionanti figure di mmm.. avventure.
mercoledì 2 marzo 2011
Domenica è sempre domenica...
Dopo un week-end di solitudine che manco la monaca di Monza, ho deciso di passare la domenica in piscina.
Pura trasgressione insomma.
Sono stata in piscina, ho nuotato, ho preso il sole, ho visto morire il mio senso materno al 15esimo bambino che mi schizzava e ho tanto letto.
La mia vita sociale mi permette di dedicarmi alla lettura con una costanza tale che se non va bene come cooperante farò la critica di libri espatriata.
Ed esaurità. Inizierò a leggere e allevare gatti.
Poi, come ogni persona normale, quando è calata la bora, ho tentato di lasciare la piscina.
Peccato che io e le persone normali non abbiamo molto in comune.
La mia meravigliosa macchina ha deciso di non partire, ma mica non partiva come tutte le brave macchine che emettono quel rantolo morente che ti da una speranza.
Niente, non c'era proprio il battito.
Ora, le mie infinite competenze da piccola meccanica sono state sviluppate rompendo le palle ai meccanici vari ed eventuali. "Scusi cos'ha?" "E' lo hgbvibf" "Ah capisco e dov'è?" "nel fjkbsnuifbn" "Ah capisco, quanto le devo?".
Immagino comunque che siano a scelta, la batteria, l'allineamento dei pianeti, il ciclo della macchina.
La batteria è stata cambiata 3 settimane fa; "é bravo questo meccanico", mi avevano detto.
Peccato non abbiano specificato che il metro di paragone fossero gli idraulici.
Annotata l'ora del decesso, bestemmiato nelle lingue comunitarie e nei principali dialetti, ho chiamato i soccorsi.
I miei salvatori si mettono in marcia dalla spiaggia in cui si trovavano, dove manco il Signore ci ha potuto perdere le scarpe.
Non l'ha trovata.
Mentre aspetto che i fantastici 3 arrivino, decido di rientrare in piscina, ma davanti il cancello la versione triste di Jackie Chan tira calci e pugni ad una guardia per motivazioni che vanno al di la della mia momentanea comprensione.
Cerco della merda da pestare, 'nsiamai na botta di culo.
I miei salvatori arrivano e, con la sola imposizione dei cavi, danno vita alla macchina.
Vengono immediatamente assunti nelle mia versione personale del paradiso.
"Non andare subito a casa, fatti un giro per farla caricare" mi viene suggerito.
Fare un giro in Africa alle 19 di sera è consigliato in tutti i siti come viaggiaresicuri, dovecavolosiamonelmondo, nonmettersinellamerdadasoli e comenonfarsiammazzareinafrica.com.
Faccio un giro con somma gioia e divertimento e torno a casa.
Col ciclo.
Giunto a ricordarmi che sono donna e sfigata.
Davanti il cancello trovo un cane di 40 cm che abbaia e ringhia.
E mi mancava giusto la rabbia.
La mia indole animalista stava rapidamente suicidandosi, raggiungendo l'indole di donna tollerante, aperta al dialogo e alle nuove avventure, morta alla 35esima richiesta di soldi sotto il sole cocente con la macchina che non partiva.
Al 4° bau del cane ero praticamente un naziskin.
Un muratore discretamente figo allontana il cane puffo e incazzato.
Ovviamente non c'è internet.
Tornata a casa mi sono stesa sul letto e ho atteso il crollo del tetto.
Così, a completamento della giornata.
Io comunque un gommone l'ho comprato.
Per sì e per no.
In caso vado in Libia e mi faccio rimpatriare.
Pura trasgressione insomma.
Sono stata in piscina, ho nuotato, ho preso il sole, ho visto morire il mio senso materno al 15esimo bambino che mi schizzava e ho tanto letto.
La mia vita sociale mi permette di dedicarmi alla lettura con una costanza tale che se non va bene come cooperante farò la critica di libri espatriata.
Ed esaurità. Inizierò a leggere e allevare gatti.
Poi, come ogni persona normale, quando è calata la bora, ho tentato di lasciare la piscina.
Peccato che io e le persone normali non abbiamo molto in comune.
La mia meravigliosa macchina ha deciso di non partire, ma mica non partiva come tutte le brave macchine che emettono quel rantolo morente che ti da una speranza.
Niente, non c'era proprio il battito.
Ora, le mie infinite competenze da piccola meccanica sono state sviluppate rompendo le palle ai meccanici vari ed eventuali. "Scusi cos'ha?" "E' lo hgbvibf" "Ah capisco e dov'è?" "nel fjkbsnuifbn" "Ah capisco, quanto le devo?".
Immagino comunque che siano a scelta, la batteria, l'allineamento dei pianeti, il ciclo della macchina.
La batteria è stata cambiata 3 settimane fa; "é bravo questo meccanico", mi avevano detto.
Peccato non abbiano specificato che il metro di paragone fossero gli idraulici.
Annotata l'ora del decesso, bestemmiato nelle lingue comunitarie e nei principali dialetti, ho chiamato i soccorsi.
I miei salvatori si mettono in marcia dalla spiaggia in cui si trovavano, dove manco il Signore ci ha potuto perdere le scarpe.
Non l'ha trovata.
Mentre aspetto che i fantastici 3 arrivino, decido di rientrare in piscina, ma davanti il cancello la versione triste di Jackie Chan tira calci e pugni ad una guardia per motivazioni che vanno al di la della mia momentanea comprensione.
Cerco della merda da pestare, 'nsiamai na botta di culo.
I miei salvatori arrivano e, con la sola imposizione dei cavi, danno vita alla macchina.
Vengono immediatamente assunti nelle mia versione personale del paradiso.
"Non andare subito a casa, fatti un giro per farla caricare" mi viene suggerito.
Fare un giro in Africa alle 19 di sera è consigliato in tutti i siti come viaggiaresicuri, dovecavolosiamonelmondo, nonmettersinellamerdadasoli e comenonfarsiammazzareinafrica.com.
Faccio un giro con somma gioia e divertimento e torno a casa.
Col ciclo.
Giunto a ricordarmi che sono donna e sfigata.
Davanti il cancello trovo un cane di 40 cm che abbaia e ringhia.
E mi mancava giusto la rabbia.
La mia indole animalista stava rapidamente suicidandosi, raggiungendo l'indole di donna tollerante, aperta al dialogo e alle nuove avventure, morta alla 35esima richiesta di soldi sotto il sole cocente con la macchina che non partiva.
Al 4° bau del cane ero praticamente un naziskin.
Un muratore discretamente figo allontana il cane puffo e incazzato.
Ovviamente non c'è internet.
Tornata a casa mi sono stesa sul letto e ho atteso il crollo del tetto.
Così, a completamento della giornata.
Io comunque un gommone l'ho comprato.
Per sì e per no.
In caso vado in Libia e mi faccio rimpatriare.
mercoledì 16 febbraio 2011
Clandestina! Illegal!
Ultimamente l'allegra popolazione africana tutta tenta ripetutamente di levarmi di mezzo.
Praticamente gli sto sul gazu.
Pescindendo dalle difficoltà varie per arrivare a Beira, dall' essere quasi affogata a Buzi, dalla luce che se ne va così per sport sempre nei momenti meno opportuni, gli spunti di riflessione sulla simpaticità africana nei miei confronti aumentano abbondantemente.
Per rendere l'esperienza più interessante ho un visto ad entrata multipla.
Ciò significa che ogni santo mese devo uscire dal paese.
Le frontiere del Mozambico sono:
la meravigliosa Tanzania a soli 1000 km, il bellissimo Sudafrica a soli 1200 km, l'esotico Madagascar dopo tanta acqua e il coleroso Zimbabwe a 300 km.
Perchè nella vita il culo è tutto.
Giorno 11 Febbraio parto per lo Zimbabwe, volentieri come una che va al patibolo.
Diciamo che avevo l'incentivo di evitare l'arresto per clandestinità in Mozambico, ma non vi nego che non mi è parsa un'ipotesi tanto brutta quando ho scoperto l'orario di partenza.
6.00 del mattino.
Il mio autista arriva con i consueti mozambicani 20 minuti di ritardo perchè il giorno prima stava guardando un film.
La risposta che segue contiene tutte le parolacce eccetto merda che in portoghese è uguale.
Si parte e dopo 4 ore di buche arrivo in Zimbabwe, alla frontiera.
Mi metto in fila da brava immigrata e arrivo al banco, dove un'impiegata affetta da simpaticità estrema mi informa che non posso entrare perchè voglio farlo solo per convenienza perchè mi sta scadendo il visto.
Le risposta successiva è l'equivalente inglese di "Embè?".
Dato che la tizia tiene in ostaggio il mio passaporto le opzioni che mi si presentano sono:
- Proclamare uno stato indipendente di 1 metro quadrato tra le due frontiere;
- girare il seguito di "The terminal" intitolandolo "The custom".
Tenendo conto del fatto che le prime due opzioni si concludono con l'arresto, scelgo la via della diplomazia, della spiegazione, della tolleranza, del dialogo:

Dopo solo 1 ora e 15 minuti ottengo visto e passaporto.
Praticamente m'è venuta una paresi.
Tutta contenta mi avvio alla supercar per entrare nel paese.
Sticà.
Mi informano che la macchina non può entrare perchè serve una carta del PADRONE che autorizzi l'ingresso dell'auto in Zimbabwe.
Bestemmio in 6 lingue e, sempre con la paresi di cui sopra, informo l'omino che sono IO la padrona, senza corona, perchè l'ho inviata a Lourdes per migliorarne le prestazioni.
Salgo in macchina, un piccolo passo per l'uomo un grande passo per una donna esaurita, e mi trasportano direttamente e senza passare dal via sul set di "Non ci resta che piangere".
Chi siete?
Saaaalve sono quella di prima, la macchina sa, la padrona, la corona, l'esaurimento...
Cosa fate?
Niente vorrei entrare in Zimbabwe per il visto, sennò mi arrestano, mica per niente.
Cosa portate?
Ma niente è sabbia sa, serve per bilanciare la macchina.
E' vietato IMPORTARE sabbia in Zimbabwe.
Mi scusi c'è molta gente che IMPORTA sabbia in Zimbabwe?
Venga con me.
N'atra volta...
Rinchiusa in un ufficetto senza finestre, con 3 tizi che mi guardano, mentre il mio autista, probabilmente in calore, cerca di trombarsi una tipa, riprendiamo lo stesso dialogo di prima.
Identico.
Mi aspetto che mi chiedano un fiorino da un momento all'altro.
Mi informano che la sabbia potrebbe contenere organismi invisibili a occhio nudo (lì smetto di ascoltarli perchè troppo contenta di aver scoperto come si dice "occhio nudo" in inglese, cosa indispensabile nella vita di ogni giorno) che potrebbero distruggere l'agricoltura dello Zimbabwe.
Penso che se avessi trasportato antrace sarebbe stato più semplice, autorizzo l'analisi e, fiera di non aver scatenato una guerra batteriologica, torno in macchina, conscia di aver salvato il mondo.
Risultato: dopo due ore e 30 di inglese passione entro in Zimbabwe, là dove osa il colera.
A pranzo, colta da una botta di europeicituine, ordino una chicken salad perchè sono furbish, penso al colera, mi viene l'ansia e resto digiuna.
Il mio autista pensa che io sia mentecatta e ripartiamo felici.
Ci aspettano altre 4000 buche.
Successivamente ho comprato un pacco di anacardi per strada che in quanto a germi mi permetteranno di distruggere l'intero Giappone.
Naturalmente dopo lo Zimbabwe per il quale nutro un discreto, sentitissimo, razzismo.
Il secondo tentativo di eliminazione ieri sera.
Un ubriaco ha invaso la nostra corsia (era un tentativo, manco tanto tentativo di omicidio) e ci ha puntati.
Per fortuna avevamo il carroarmato, riflessi pronti, lo squadrone di santi in paradiso, e un bel fossato vicino.
La tragedia è che qui in caso di incidente conviene strisciare verso casa e morire lì.
O farsi "evacuare" in Sud Africa.
Ho comunque deciso che:
a- non vado più in Zimbabwe e mi faccio arrestare;
b- se non va bene la carriera da cooperante, faccio la Stuntgirl.
Sempre che non mi "evacuino" prima...
Dite che fa brodo/curriculum?
Praticamente gli sto sul gazu.
Pescindendo dalle difficoltà varie per arrivare a Beira, dall' essere quasi affogata a Buzi, dalla luce che se ne va così per sport sempre nei momenti meno opportuni, gli spunti di riflessione sulla simpaticità africana nei miei confronti aumentano abbondantemente.
Per rendere l'esperienza più interessante ho un visto ad entrata multipla.
Ciò significa che ogni santo mese devo uscire dal paese.
Le frontiere del Mozambico sono:
la meravigliosa Tanzania a soli 1000 km, il bellissimo Sudafrica a soli 1200 km, l'esotico Madagascar dopo tanta acqua e il coleroso Zimbabwe a 300 km.
Perchè nella vita il culo è tutto.
Giorno 11 Febbraio parto per lo Zimbabwe, volentieri come una che va al patibolo.
Diciamo che avevo l'incentivo di evitare l'arresto per clandestinità in Mozambico, ma non vi nego che non mi è parsa un'ipotesi tanto brutta quando ho scoperto l'orario di partenza.
6.00 del mattino.
Il mio autista arriva con i consueti mozambicani 20 minuti di ritardo perchè il giorno prima stava guardando un film.
La risposta che segue contiene tutte le parolacce eccetto merda che in portoghese è uguale.
Si parte e dopo 4 ore di buche arrivo in Zimbabwe, alla frontiera.
Mi metto in fila da brava immigrata e arrivo al banco, dove un'impiegata affetta da simpaticità estrema mi informa che non posso entrare perchè voglio farlo solo per convenienza perchè mi sta scadendo il visto.
Le risposta successiva è l'equivalente inglese di "Embè?".
Dato che la tizia tiene in ostaggio il mio passaporto le opzioni che mi si presentano sono:
- Proclamare uno stato indipendente di 1 metro quadrato tra le due frontiere;
- girare il seguito di "The terminal" intitolandolo "The custom".
Tenendo conto del fatto che le prime due opzioni si concludono con l'arresto, scelgo la via della diplomazia, della spiegazione, della tolleranza, del dialogo:

Dopo solo 1 ora e 15 minuti ottengo visto e passaporto.
Praticamente m'è venuta una paresi.
Tutta contenta mi avvio alla supercar per entrare nel paese.
Sticà.
Mi informano che la macchina non può entrare perchè serve una carta del PADRONE che autorizzi l'ingresso dell'auto in Zimbabwe.
Bestemmio in 6 lingue e, sempre con la paresi di cui sopra, informo l'omino che sono IO la padrona, senza corona, perchè l'ho inviata a Lourdes per migliorarne le prestazioni.
Salgo in macchina, un piccolo passo per l'uomo un grande passo per una donna esaurita, e mi trasportano direttamente e senza passare dal via sul set di "Non ci resta che piangere".
Chi siete?
Saaaalve sono quella di prima, la macchina sa, la padrona, la corona, l'esaurimento...
Cosa fate?
Niente vorrei entrare in Zimbabwe per il visto, sennò mi arrestano, mica per niente.
Cosa portate?
Ma niente è sabbia sa, serve per bilanciare la macchina.
E' vietato IMPORTARE sabbia in Zimbabwe.
Mi scusi c'è molta gente che IMPORTA sabbia in Zimbabwe?
Venga con me.
N'atra volta...
Rinchiusa in un ufficetto senza finestre, con 3 tizi che mi guardano, mentre il mio autista, probabilmente in calore, cerca di trombarsi una tipa, riprendiamo lo stesso dialogo di prima.
Identico.
Mi aspetto che mi chiedano un fiorino da un momento all'altro.
Mi informano che la sabbia potrebbe contenere organismi invisibili a occhio nudo (lì smetto di ascoltarli perchè troppo contenta di aver scoperto come si dice "occhio nudo" in inglese, cosa indispensabile nella vita di ogni giorno) che potrebbero distruggere l'agricoltura dello Zimbabwe.
Penso che se avessi trasportato antrace sarebbe stato più semplice, autorizzo l'analisi e, fiera di non aver scatenato una guerra batteriologica, torno in macchina, conscia di aver salvato il mondo.
Risultato: dopo due ore e 30 di inglese passione entro in Zimbabwe, là dove osa il colera.
A pranzo, colta da una botta di europeicituine, ordino una chicken salad perchè sono furbish, penso al colera, mi viene l'ansia e resto digiuna.
Il mio autista pensa che io sia mentecatta e ripartiamo felici.
Ci aspettano altre 4000 buche.
Successivamente ho comprato un pacco di anacardi per strada che in quanto a germi mi permetteranno di distruggere l'intero Giappone.
Naturalmente dopo lo Zimbabwe per il quale nutro un discreto, sentitissimo, razzismo.
Il secondo tentativo di eliminazione ieri sera.
Un ubriaco ha invaso la nostra corsia (era un tentativo, manco tanto tentativo di omicidio) e ci ha puntati.
Per fortuna avevamo il carroarmato, riflessi pronti, lo squadrone di santi in paradiso, e un bel fossato vicino.
La tragedia è che qui in caso di incidente conviene strisciare verso casa e morire lì.
O farsi "evacuare" in Sud Africa.
Ho comunque deciso che:
a- non vado più in Zimbabwe e mi faccio arrestare;
b- se non va bene la carriera da cooperante, faccio la Stuntgirl.
Sempre che non mi "evacuino" prima...
Dite che fa brodo/curriculum?
venerdì 14 gennaio 2011
Piccole sfigate volano
Il giorno della partenza è infine giunto.
Afflitta come se mi fosse morta una colonia di gatti ho salutato amici, ammore e famiglia e mi sono avviata all'aeroporto.
Il primo.
Per misteriosi motivi non ho avuto nè ritardi nè problemi.
A Roma sono venute mia moglie e mia suocera e ci siamo tanto amate.
E da lì iniziarono le tragedie.
Ogni volta che Marta viene in aeroporto, appena se ne va, annunciano un ritardo.
Per cattiveria.
Però in genere sono ritardi umani...
"Informiamo i passeggeri per addis abeba che il volo ha un ritardo INDEFINITO".
...
"Buonasera, mi scusi, così pe curiosità, che si intende per indefinito?"
"L'aeromobile ha problemi tecnici".
Riassumendo s'è rotto l'aereo.
"Quindi o lo mandano da Stoccolma o da addis, minimo 4 ore".
"Belle cose e se una perde ogni coincidenza possibile e immaginabile?"
"Ci pensiamo noi".
Seduta su un carrellino dei bagagli dentro un bagno per ricaricare il cell ho comunicato col mondo.
Dirottano un aereo da francoforte che ci passa a prendere.
Con somma gioia dei passeggeri.
Vicini vicini arriviamo ad Addis Abeba dove ci aspetta un altro aereo.
Con altrettanta somma gioia dei passeggeri.
L'aereo per Maputo puzza di cadavere morto (come disse una mia compagna) e la voglia di tornare a nuoto cresce proporzionalmente al numero di gente senza scarpe.
Atterrata a Maputo faccio 300 km con i bagagli perchè l'aeroporto nuovo e quello vecchio non sono collegati internamente.
Vado nel vecchio a cercare il cambio, spostato nel nuovo.
Vado nel nuovo e cambio i soldi e torno nel vecchio a comprare una scheda.
Torno nel nuovo perchè c'è l'aria condizionata e torno nel vecchio per ripartire.
E apriti cielo.
"A senhora nao esta na lista".
"eh?"
"o seu nome, nao esta".
E io voglio morire pazza.
Torno nel nuovo plesso e chiedo lumi.
Dall'agenzia hanno dimenticato di confermare e in mozambico le prenotazioni hanno la vita media dei moscerini.
Torniamo nel plesso vecchio, poi nel nuovo (così per sport) e scopro che non si parte.
Mi siedo a fumare una siga su una ringhiera e mi rimproverano per misteriosi motivi .
Morale della favola mi raccanta un cooperante e per Beira partirò il 18.
Dormirò 7 giorni su un materasso per terra.
Se il 18 non sono a Beira con una rete del letto andate verso Lampedusa.
Il primo gommone è mio.
Il resto (aggiornato) nella prossima puntata (a internet piacendo).
Afflitta come se mi fosse morta una colonia di gatti ho salutato amici, ammore e famiglia e mi sono avviata all'aeroporto.
Il primo.
Per misteriosi motivi non ho avuto nè ritardi nè problemi.
A Roma sono venute mia moglie e mia suocera e ci siamo tanto amate.
E da lì iniziarono le tragedie.
Ogni volta che Marta viene in aeroporto, appena se ne va, annunciano un ritardo.
Per cattiveria.
Però in genere sono ritardi umani...
"Informiamo i passeggeri per addis abeba che il volo ha un ritardo INDEFINITO".
...
"Buonasera, mi scusi, così pe curiosità, che si intende per indefinito?"
"L'aeromobile ha problemi tecnici".
Riassumendo s'è rotto l'aereo.
"Quindi o lo mandano da Stoccolma o da addis, minimo 4 ore".
"Belle cose e se una perde ogni coincidenza possibile e immaginabile?"
"Ci pensiamo noi".
Seduta su un carrellino dei bagagli dentro un bagno per ricaricare il cell ho comunicato col mondo.
Dirottano un aereo da francoforte che ci passa a prendere.
Con somma gioia dei passeggeri.
Vicini vicini arriviamo ad Addis Abeba dove ci aspetta un altro aereo.
Con altrettanta somma gioia dei passeggeri.
L'aereo per Maputo puzza di cadavere morto (come disse una mia compagna) e la voglia di tornare a nuoto cresce proporzionalmente al numero di gente senza scarpe.
Atterrata a Maputo faccio 300 km con i bagagli perchè l'aeroporto nuovo e quello vecchio non sono collegati internamente.
Vado nel vecchio a cercare il cambio, spostato nel nuovo.
Vado nel nuovo e cambio i soldi e torno nel vecchio a comprare una scheda.
Torno nel nuovo perchè c'è l'aria condizionata e torno nel vecchio per ripartire.
E apriti cielo.
"A senhora nao esta na lista".
"eh?"
"o seu nome, nao esta".
E io voglio morire pazza.
Torno nel nuovo plesso e chiedo lumi.
Dall'agenzia hanno dimenticato di confermare e in mozambico le prenotazioni hanno la vita media dei moscerini.
Torniamo nel plesso vecchio, poi nel nuovo (così per sport) e scopro che non si parte.
Mi siedo a fumare una siga su una ringhiera e mi rimproverano per misteriosi motivi .
Morale della favola mi raccanta un cooperante e per Beira partirò il 18.
Dormirò 7 giorni su un materasso per terra.
Se il 18 non sono a Beira con una rete del letto andate verso Lampedusa.
Il primo gommone è mio.
Il resto (aggiornato) nella prossima puntata (a internet piacendo).
martedì 24 novembre 2009
Lo spedale

Sono tornata.
Dato che il blog ha (spero momentaneamente) smesso di essere esotico causa mio ritorno in patria, vi racconterò la storia dell'ospedale di sabbia. E di come dal cosiddetto "terzo mondo" sono arrivata direttamente e senza passare dal via al 4°.
C'era una volta l'ospedale di Agrigento.
Nessuno sapeva dov'era perchè non c'erano cartelli. Nessuno, soprattutto, sapeva per quanto sarebbe rimasto li.
Tutti speriamo di non aver mai bisogno di un ospedale, noi agrigenDini che siamo un pezzo avanti, lo speriamo di più.
Comunque caso e amicadisgrazia vollero che ne avessimo bisogno.
Trovato l'ospedale, parli con una guardia giurata, non con un medico. Che fa brutto.
Poi ti metti in fila e lì rimani. Si narra che qualcuno sia ancora lì.
Superata la fase 1, passi alla fase 2, il ricovero. O meglio alla fase 1 e 1/2 il corridoio.
Lì chiedi ad un'infermiera cosa devi attendere (re magi, stella cometa, alieni) per avere una stanza; non ho familiarità con i termini medici, ma credo che in caso di ricovero sia inclusa nel prezzo.
E lei, che il ciclo ce l'ha di default s'incazza. No, non tu. LEI. Credo che abbia anche abbaiato in realtà.
Tiri un osso all'infermiera, ottieni la stanza, tagli il nastro, perchè se aspetti un'ora vuol dire che la camera te l'hanno costruita, e noti che manca il cuscino. Ma vabbè capita.
Sai com'è, la FRETTA.
Vai dall'infermiera e con la pazienza che non hai chiedi un cuscino, mica un reattore nucleare o un kg di cozze, un cuscino. La risposta, testuali parole, è la seguente: "Cuscini?!?!?!? siiii, una vita ca unn'avemu!".
...
...
...
...
Quando sei in ospedale guadagni, teoricamente, un minimo di tranquillità, piccolo piccolo, circoscritto al fatto che non devi cercare la farmacia di turno per i medicinali.
E invece non è così.
Serve la tachipirina. L'ospedale NON ne ha. Ce le passa sottobanco un'infermiera... dalla sua borsa. Manteniamo il silenzio e inizio a rimpiangere il Mozambico.
E come in ogni racconto di fantascienza non può mancare il personaggio pazzo ma che rimane nel tuo cuore, il cappellaio matto di Alice insomma, che nel mio caso assume le sembianze di un infermiere ipocondriaco.
Un infermiere infatti, scoperto che torniamo dall'esotica Barcellona, non vuole più entrare in camera. E meno male che non gli ho detto che tornavo dall'Africa, sennò come minimo mi tirava l'acqua santa.
Acquasantiera compresa.
Se volete darmi una mano regalate a me un corso di meditazione e a lui un atlante.
Siate buoni, spiegategli che Barcellona non è la capitale del Congo.
Così magari smette di lavarsi col DDT.
Che bene bene non fa.
Saluti dal 4° mondo.
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