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sabato 10 giugno 2017

Il vicino


Siore e siori,
il mio vicino mi ha PARLATO.
Premessa: il precedente vicino è SCAPPATO quando mi ha vista vicino al portone con uno scaffalino.
GIURO
Ha CORSO.
Io lo guardavo tra una mensolina e l'altra dello scaffalino e tutto era reso più tristO dal cellophane che rendeva tutto tipo "sfumare eeeee fiiineeee!!!".

Quando il vicino mi ha detto "ciao come stai?" mi sono girata cercando altre persone dietro di me.
Nessuno.
Ero io.
Ero l'eletta.
Stavo per avere un contatto umano.

E il vicino era al balcone, non poteva scappare.

Mi ha fatto vedere casa sua.
Io no, che non so se ha fatto tutte le vaccinazioni.

Poi mi ha invitata a sedermi per fumare una sigaretta.
E abbiamo PARLATO.
Manco fossimo PERSONE.
Mi sono sistemata i capelli per tutto il tempo tipo i bambini quando sono emozionati.

Poi mi ha informata che era in hair stylist e volevo farli sistemare a lui.
Ma aspetterò.

Signori.
Dopo 2 anni a Milano, ho fumato una sigaretta con un vicino.
L'ultima volta che in Sicilia ho bussato alla vicina per chiederle un uovo, sono tornata con la gallina sotto l'ascella.
Ma capisco che il paragone non possa esserci.

E adesso, io ho un vicino parlante.
Gioite con me.

venerdì 6 marzo 2015

Il colloquio al telefono

Come vi avevo già raccontato, avevo già fatto un colloquio su skype, che aveva aperto la via a domande importanti e profonde tipo: "Ma le scarpe, devo metterle?"

Il colloquio su skype è ormai una merDavigliosa occasione che la tecnologia ci offre. Belle cose perchè non devi affrontare viaggi specie se vivi in un'isola in cui ogni giorno una compagnia aerea muore, brutte cose perchè ti senti pazzo.
Eh sì, perchè, come dicevo, non puoi certo presentarti in tuta acetata, ma nemmeno in versione donna in carriera perchè sei pur sempre a casa tua.

Ci si veste perciò a mezzo busto, facendo attenzione a non alzarsi per nessun motivo.
Mai.
Specie se sotto avete le mutande (tratto da una storia vera).

Ma ti senti pazzo al 50% perchè comunque vedi il tuo interlocutore e non gesticoli con la scarpiera.
Col colloquio telefonico, ti senti pazzo al 100%.

Tempo fa ho inviato curricula a tutte le scuole del mondo emerso e, in particolare una, mi ha risposto.
Gentile signorina blabla, siamo interessati al suo profilo, che ne pensa di un colloquio TELEFONICO?
In INGLESE?

MA ANCHE NO.

Successivamente ho deciso di accettare, non mi devono assumere per il mio inglese, mi ameranno anche se belerò allegramente.
E poi se Renzie può dire che mai mater u crai in de tivì wen shishi filingfelt ecc ecc, io posso farcela.
Alle brutte dirò che is taim to it to lanc e li saluto.
Perchè lui sì e io no?

In ogni caso mi sono fatta venire 7 ansie diverse, una per ogni gradevole giorno della settimana, e mi sono preparata alle domande più comuni, comprese "gode di regolarità intestinale?" "Cosa ne pensa del bosone di Higgs?" e via dicendo.

Come notate il cane di peluche si prepara al colloquio.

Volendo sentirmi pazza totale, ho fatto SIMULAZIONI di colloquio in inglese al telefono (la mia insegnante mi chiamava anche dalla barca, la santificheranno a breve) e mi sono vestita per l'occasione.
Poi mi sono seduta a terra, accanto al cane, ne ho assunto l'espressione e ho atteso.
Dieci minuti di ritardo.
I tedeschi.
Sono morti.

Comunque mi chiama l'omino, mi dice ciao sono in ritardo e mi dice ciao perchè vuoi venire in Teteschia tu che sei vicino al sole e guarda o mare quant'è bello?

LA SO

Rispondo che qua ci abbiamo il sole, il mare e basta e che la Teteschia è il mio sogno fin da bambina, non capire la gente che mi parla, comprare cibo solo in buste trasparenti per avere una minima idea di cosa sia, belare in una lingua diversa dall'inglese.
Tu chiamale se vuoi emozioni.

E poi niente, mi chiede perchè insegno e BASTA.
E no tedeschio no, ma hai visto quanti post it? e quante simulazioni? e quanto tempo libero e dignità sono morti a causa tua?

Sei un moshtro.

venerdì 14 novembre 2014

Immagina, NON puoi.


Vi ricordate che ero tornata a Orbecesso?

Bene, dopo un sano periodo di follia, di schifo sommo e puro e di sopportazione che mi regalerà il paradiso (regalerà letteralmente, al mio arrivo in paradiso chi di dovere mi dirà "tieni zia"), ho finito di lavorare.
Ma io non finisco di lavorare come voi, gente normale, che magari non vivete in questo posto demmerda che è l'Italia, io finisco di lavorare dal giovedì al venerdì.
Fu così che un giovedì venni informata che "sai, ho le lacrime agli occhi, ma non ci sono più studenti".
I miei pensieri nell'ordine:

Sono morti.

Li hanno rapiti gli alieni.

Fottiti.

Beh, mi dico pazienza, e lei mi dice "immagino che entro sabato tu possa andartene" (mi forniscono la casa).





In ogni caso, mi incavolo così tanto, che faccio le valigie e scappo nottetempo.
Le valigie però le lascio a Orbecesso, dove la mia padrona di casa, deve fare lo sforzo estremo di aprire al corriere prepagato e consegnargli la valigia. Solo questo perchè il favore di stamparmi la lettera di vettura UNAPAGINAUNA non ha potuto farlo.
"Sai, io queste cose non le capisco".
Sai, io non capisco come un essere umano che non sappia usare una stampante sia ancora vivo.
Ciao selezione naturale, sono Giovanna, dobbiamo parlare.

Arriva la valigia e in una tasca, in una busta chiusa, protetta da plastichina, trovo una lettera della signora.
La signora mi ricorda che abbiamo dimenticato i soldi per la permanenza del mio ragazzo.

Spiegazione necessaria:
Ad Orbeschifo mi forniscono la casa, una stanza in casa per essere precisi, con studenti vari con cui, secondo la direttrice, non dovrei socializzare.
No, se mi dicono "shcusha, posso prendere agua", gli rispondo "crepah".
Fare pipì nello stesso cesso per me è condivisione amica direttrice.
In ogni caso la padrona di casa mi aveva informata, dotandosi di barba e tunica, che nessunooh poteva venire a casaaah.






Come se fossi in un convento, o dovesse preservare la mia purezza.
Provo a spiegarle che ho 30 anni (una volta) e che naturalmente avremmo pagato i consumi in più. Chessò, il calpestio delle piastrelle, l'usufrutto delle scale, il consumo della maniglia, lo scioglimento dei ghiacciai del frigo, i click in più degli interruttori.
Mi chiede DIECI euro al giorno.
Le dico un ok sorridente, che in qualche luogo del mondo significa "'sta tirchia".
Quindi ora, 'pora stela, vuole sti 30 euro.

Te li mando amica.

A 4,50 a scatola di Imodium, posso augurarti squaraus a vita senza sentirmi in colpa.






martedì 12 novembre 2013

Italiano via skype: luci, ombre e ciabatte

Do lezioni su skype.
E' una novità, della serie inventiamociillavoro.italiadimmerda.cià

Stato?
Sappi che io fatturo.
Sarò probabilmente l'unico essere umano sulla faccia della terra e risulterà che guadagno più di un gioielliere, più di un cardiologo e più di un dentista.
Perchè do lezioni a Obama.
Mica perchè il mondo evade e tu c'hai la fissa di estetiste, parucchiere e insegnanti, che chiedono 7 euro per le rispettive prestazioni e se ti pagassero le tasse ne dovrebbero chiedere 75.

"Bene signora, se vuole la fattura per le ripetizioni del suo bimbo di scuola media, sono 60 euro l'ora. Lo mandi a studiare a Niù iorke che risparmia".

Io fatturo stato e lo sai perchè?
Perchè i miei studenti possono scaricarsele le lezioni.
Luoghi dove ti rimborsano la cultura.
Che sogno.

Noi invece facciamo una legge in cui vietiamo alle librerie on line di praticare sconti superiori al 25%.
Non sia mai qualcuno impara il congiuntivo.
Giammai.

Tornando al discorso originario ho avuto interessanti scambi di opinioni riguardo alle motivazioni di dare lezioni su skype.
C'è chi lo trova utile perchè non esci di casa, scegli gli orari, non sprechi benzina, non hai spese insomma.
Tutto sacrosanto.
Ma una cosa mi ha convinta.
Volete mettere la bellezza di fare lezione in CIABATTE?
Ah che meraviglia, praticamente mi vesto dal collo alla vita, sono carina e professionale e sotto indosso pantaloni fuxsia e ciabatte pelose.
Un sogno che diventa realtà.

Durante la mia prima lezione però mi è capitato di dovermi alzare.
Panico.
Dovevo cambiare microfono e chiudergli il pc in faccia mi sembrava poco carino, strisciare poco professionale.
Per cui mi sono allontanata dal pc, abbassandomi progressivamente.
Tipo effetto prospettiva, mancava che mi sfumassero e aggiungessero il "the end".

Ma non rinuncio.
Non dico NO alla ciabatta!
Avrò tutto a portata di mano tipo carello delle emergenze di E.R.

Per adesso mi accontento della mia cuffietta con microfono che fa tanto:
a- telefonista eroica (no, una con le ciabatte pelose non può stare nella stessa frase con erotica);
b- call center, il futuro dell'Italia.

In ogni caso precorro i tempi.

Ps. se conoscete qualcuno che vuole imparare il congiuntivo, quello, LO FACCIO GRATIS.
E se la frase dà adito a pornopensieri, ricordategli la ciabatta.

In ciabatt we trust.


martedì 17 settembre 2013

Inferno A/R


Giuro solennemente che non mi lamenterò mai più.
Facciamo prometto che in quanto donna se non mi lamento almeno un po' mi tolgono il patentino.

Finalmente sono tornata a casa.
In tutta la mia esistenza non ho mai visto un posto più cesso.
E se qualcuno di voi è cittadino di tale luogo e non si è ancora suicidato, mi dica come ha fatto.
Mon dieu.
Ma che è?
Guantanamo.

Non ci sono autobus, non ci sono treni, non ci sono tram, non ci sono risciò, non ci sono esseri umani.
E il mare?
Parliamo del mare.
Perchè, ditemi perchè, mimidovetedireperchè venite al mare qui.
Io lo capisco se siete valdostani, vi scoccia arrivare in Sicilia che non sapete manco se è sufficiente la carta d'identità, non avete mai visto acqua salata e vi pare fiCo.
Maddiomiono.

Sono stata al mare anch'io.
Sorvoleremo sul fatto che devi prendere un autobus che non sai quando passa, non sai quando arriva e non sai che percorso fa.
La sabbia è nericcia che pare zozza e ti s'appiccica che manco se ti fossi cosparsa d'uovo tipo cotoletta.
E laggente.
Parliamo della gente.
Maddiomiòh pare Ibiza dei pover dei morti di fame.
Intanto ho visto più culi gnudi in sto mese che in una vita.
Poi ho scoperto che il mio era l'unico culo coperto della spiaggia.
E io giuro sono per la libertèegalitèefraternitè, però se hai l'età di mia nonna, per quanto tu ti possa essere conservata bene, NO, il perizoma non te lo puoi mettere.
Già il verbo "conservare" ti dovrebbe insospettire.
Vengono spesso rinvenute mummie ben conservate, ciò non significa che vengano esposte in topless a Rimini.

Poi mi sentivo sul set di romanzo criminale.
AO', che stai a dì? che stai a fà? deve tirà il secco...
Un numero imprecisato di infiniti sono stati maltrattati.
Romani vi voglio bene, sappiatelo, però ditemi, gli infiniti li pagate a cottimo?
Parliamone.

E i tatuaggi. A me piacciono eh, ho la lingua bucata non posso certo parlare, ma la madonna no.
E nemmeno la croce talmente grande che ci sta gesù completo di bue e asinello.

E capanna.

Ho conosciuto un numero di cafoni (sì cafoni, fatemi fare l'antica) che mai in una vita, che in confronto quello che m'ha detto "a morti tò è a pecorina" era un fine parlatore e ce lo potevamo portare a corte, ho visto un numero di stivali con 40° che mi sono chiesta se in maremma ci fosse la piaga dell'alluce valgo.
Ve lo voglio dire, non fanno sexy.
Al massimo fanno puzza.
Solo se avete dei piedi con 12 dita e rigogliosi ciuffi di pelo, siete giustificate a portare gli stivali con 40°.
Ma poi come li levate? Col flex?
Ditemelo che quando faccio 86 anni, mi metto perizoma e stivali e vengo a morire sulle vostre spiagge.


E poi ci sono i bar a tempo.
Lo sapete che sono?
E' stata una scoperta anche per me.
Sono andata in un bar alle 19.00 e ho ordinato un estathe.
E fin qui, ditemi voi se ci trovate stranezze.
La cameriera è venuta e mi ha informata che dato che avevo ordinato solo un the potevo stare poco, ma se ordinavo altro potevo restare eh.
...
Ma per una mia personale formazione, voi che ordinate al bar?
3 estathe e 4 limonate?
No ditemelo che io mi voglio migliorare.

Comunque il mio ritorno vi dimostra che onewaytickettohell sticazzi.
Non ho nemmeno iniziato a firmare i miei post from hell come l'amico Jack.

Io sono tornata.

A valle di lacrime, che però adesso mi sembra tutto drogasessoeroccheroll.



giovedì 22 agosto 2013

Pulcini e baccalà



Rieccomi.


Vi scrivo dal 1930 e non ho internet, come accennato.

Qui va benissimo, essendo nel 1930 non ci sono i condizionatori, ma se sopravvivono le mie studentesse norvegesi non ho il cuore di lamentarmi.


I miei studenti sono tutti venuti dal freddo come vi dicevo e mi raccontano allegramente di quando nelle loro ridenti cittadine si arriva a -30.
Gli ho spiegato che noi geneticamente non sopravviviamo sotto i 6°, tipo le melanzane, che se le porti fuori dall’italia muoiono.
Gli ho spiegato che mio fratello con 12° dorme con la termocoperta, lo scaldapiedi, le lenzuola, il plaid e il piumone, non lo possiamo esporre a temperature più basse, come le melanzane.

Ma fatto alla parmigiana non rende bene.

Comunque i miei studenti sono molto carini e per conoscerci meglio siamo andati, la prima sera, a cenare tutti insieme.
E voi cosa pensate che abbiano ordinato le norvegesi? Quali sono gli unici due pesci che sopravvivono nei loro mari? Due ce ne sono: il baccalà e il salmone.
La prima sera hanno ordinato baccalà, la seconda salmone.
E poi mi hanno detto che lo trovavano poco saporito.



MA VA.


A lezione poi la norvegese mi ha rivelato di essere una norvegese golosa.
Praticando l’uso del verbo piacere ho chiesto a tutti un esempio a caso e lei ha risposto:
“Mi piace guardare gli uccelli”.
Ho chiesto un altro esempio a caso e ho pensato che di uccelli volanti in norvegia non ce ne devono essere tanti.
Con quel freddo.

Chissà che uccelli guarda.

La dolce canadese invece, che pare una top model, bella, bionda, boccolosa e dolce dolce, mi ha guardato tenera e mi ha informata che era in difficoltà, c’era troppo cibo e non sapeva cosa ordinare.
Quindi, indecisa tra un tripudio di pesce e frutti di mare, ha scelto un’insalata.

Come dire “c’è troppo cibo, ecco perché farò la capra”.

L’altro dolce studente è Danette che è tanto discreto ed educato, ma mi lascia dubbi insoluti sull’uso del pentolame.
Per esempio Danette perché ti ho visto mangiare petto di pollo e da lavare c’era una pentola per la pasta?
E perchèDanetteperchè mangi i tortelli col pesto?

Maddiomio Danette.

La tizia austriaca ha dei problemi con gli animali della fattoria invece.
Come quando mi ha detto che era possibile che le punture di insetto fossero quelle di un PULCINO.

Ora.

Non so che pulcini abbiano in Austria ma qui non mi sembrano così aggrssivi.
Quindi mi ha spiegato che i pulcino è quel piccolo animale che si trova sugli animali e può passare sulle persone, sui vestiti, sugli zaini.
Le ho detto che se avesse avuto un pulcino sullo zaino l’avremmo notato e abbiamo salutato l’ingresso nel nostro vocabolario del termine pulce.

Non si finisce mai di scoprire cose nuove.

Come che pugliese è sinonimo di benzina.

lunedì 15 luglio 2013

La Toscana di pacco, capitolo secondo

Ve l'ho detto che sono partita?
Sono tornata nella toscana di pacco.
Quella dell'anno scorso, quella del fotografo e della tipa delle poste per intenderci.

Ho finito la settimana scorsa con i nani e con le signore straniere che mi hanno fatto commuovere tantissimo.
Nani?
Mi mancate già, mi mancate da un po', mi mancherete quando riacquisterò l'udito.

Comunque, siccome noi lavoratori a collaborazione esterna non ci fermiamo mai, ho finito 5 giorni fa, lavorato per la gloria fino a venerdì, e ripreso lunedì.

Che poi sta cosa della collaborazione esterna fa propio figo se ci pensate.
Tu cosa fai?
Io sono una collaboratrice professionale esterna.
Fa figo.
Uno non ci pensa che fa anche povertà estrema.

Ma invece no, noi non siamo poveri, quando ho tentato di non pagare il ticket perchè vivo con mia nonna ed eravamo una disoccupata e una pensionata, l'omino mi ha detto "eeeeh signorina, voi siete troppo ricche".
Eh sì, l'anno prossimo troverete me e mia nonna sul financial times.

Sono molto contenta di ripartire, perchè mi piace muovermi, perchè conoscerò gente nuova, perchè mangerò cecina come se non ci fosse un domani per molte altre profonde motivazioni.

Il primo giorno, per iniziare con le forti motivazioni, ho mangiato sushi come se non ci fosse un domani o, nel dettaglio, come se non dovessi prendere un treno che mi shakerasse per bene.

Comunque sono arrivata ad Orbetello, piovve tanto perchè quando una ha culo ha culo, e sono arrivata a casa.


Sulla soglia 2 infradito.

Pensavo fosse un rito di accoglienza danese (il mio coinquilino è danese) e invece no.
Il padrone di casa mi dice "cammina scalzo, che buona abitudine".
"A casa mia forse, dove mia mamma lava le piastrele a 90°, ma non nella tua che prendi l'ebola" avrei voluto rispondere, invece mi sono limitata a un "eh" schifato.

 



L'omino, dato che l'anno scorso mi ero lamentata della pulizia della casa, quando ero rimasta attaccata a un piatto, mi ha informata che la casa era P U L I T I S S  I M A.



Si vede che il mio concetto di pulitissima è diverso dal suo. Il mio non prevede le ragnatele.





Il coinquilino danese, che chiameremo Danette per inserirlo nel programma di protezione testimoni che raccoglie tutti i miei studenti, ha 52 anni e ne dimostra 39.
Se non mi sentite più mi sono trasferita in Danimarca.

Comunque in casa, ragni a parte, non c'era nessuno, ho trovato:
 - il coltellino sFizzero sul comodino di Danette, che mi ha messo discreta ansia;
 - un coso per fare i pancakes che mi ha fatto tanta felicità. In ogni caso non è italiano e pensare che si siano portati dietro il mix per pancakes mi fa pensare che siano esseri molto adattabili.

A parte Danette, le nazionalità rappresentate sono: Norvegia, Canada e SFizzera.
Non ho internet per cui vi racconterò non so quando dei miei studenti venuti dal freddo e degli insetti che tentarono di sbranarmi.

venerdì 5 aprile 2013

Dalla Russia con furore


Tra i vari dolci alunni che ho avuto, quello che voleva sequestrare Maria, quella con la bambola porno, quello omofobico col froscio che baciava la principessa, ne ho avute due russe.
Una, raccontandomi dolcemente che suonava il piano, sussurrava così tanto che sentivo solo la necessità di "amplifon, vince la sordità".
Tralaltro, grazieaddio, mi sono morsa la lingua e non le ho detto "dai! anch'io suono il piano, so fare la canzoncina della pasta barilla".
O quando mi ha detto "suono al Metropolitan di Niù iork e ho aperto l'ultima sessione dell'Operà di parì", mi sarei sentita un ciccinin cretina.
Più o meno come quando, memore della precedente non figura demmerda, alla domanda "hai mai incontrato personaggi famosi", non le ho risposto "Sì Renzo Arbore", per sentirmi dire da lei "Sì, Nicole Kidman, Ben figo Affleck, Madonna, tantialtrinominoti, sono donors del Metropolitan".
Invece alla fine, NON memore delle non figure demmerda, le ho detto: "A. che peccato non averti sentita suonare..." e lei mi ha risposto "Oh, you can find me on you tube".
E io un po' cretina mi ci sono sentita.

Comunque lei era la russa che sussurrava agli insegnanti e non si sentiva tanto l'accento, anche perchè viveva da anni a N.Y. e aveva rapporti con il mondointero.

Poi ho avuto un'altra alunna russa.
E' venuta da me e mi ha detto: "Ciao, io A., viene da Russia, cerca Maria".
... Avete presente quando imitate l'accento russo per sfottere? Quello di "io viene da crande madre russia?" QUELLO.
Sono rimasta in bilico tra il miprendepeculo e il nondevoriderechenonèprofessionale.
Quindi l'ho fissata in silenzio.
Avrà pensato che sono intelligente.
In Russia mi sono creata una reputazione io.

Però io  ho sempre resistito.
Sono rimasta seria di fronte al giapponese che mi diceva "scopimo", imperterrita di fronte a bambini masochisti che mi chiedevano di scrivergli nuove divisioni che ho permutato con le moltiplicazioni (almeno quelle le so correggere),
di fronte alla "bambola che fa le pompe", di fronte al "coglione che voleva essere un coniglio", di fronte alle tette al vento di chi allatava, di fronte a tutto.

E però.
Ma davvero però.
"Come ti chiami tesoro?"
"FALLO(u)".

E vabbè allora ditelo.

giovedì 20 settembre 2012

Americani e sequestri di persona


TeTeschi nuovi: e quindi non siete state a Feniglia?
Noi: no, non abbiamo la macchina e viviamo al confine con la culonia
T: ma Fenite con nnoi
N: oooh grazie, che gentili! Davvero?
T: Sì, ma noi da una parte, voi altra.
N: Chè puzziamo?
T: Noi vogliamo stare soli, stare troppo con la gente no
N: IERI siete arrivati, UNA cena insieme abbiamo fatto.
Socievolezza buttana.

Io: Bene, benvenuti nuovi studenti caVi. Avete domande?
Americano: Sì, io vorrei sapere se c'è un negozio vodafone.
Io: Ah, mi spiace non so, anch'io sono qui da poco.
A: Ah, chiUderò Maria.
Io: Ossignur per punirla?
A: Ah, no no, chiUderò A Maria
Io: Mon dieu, chiEderò.
A: Quello.

Come una vocale ti salva da un sequestro di persona.


mercoledì 12 settembre 2012

Germania e conati


Come si intuiva dal post precedente, sono in Toscana.
O in Puglia, per me è uguale.

Ho ripreso ad insegnare agli stranieri.
Che dolci.
I miei alunni sono teTeschi di livello tifaccioimpazzire e tanto tanto dolci.
Tanto dolci che durante la prima o seconda lezione, mentre imparavamo a presentarci allegramente, abbiamo avuto il seguente dialogo:
"bene giovincelli, se io rispondo -Ho 30 anni- quale sarà la domanda?"
"cos'è domanda?"

Voglio morì.

Con tanta pazienza, amore e fantasia adesso parliamo, scherzano, fanno battute, mi insegnano in tedesco per vendicarsi del fatto che li correggo quando dicono occi, blocci, orecci, oreccini, portando avanti una personale campagna dal titolo "H, cortesemente muori".
Che mi sembrano Mago Merlino ne "la spada nella roccia" quando fa la valigia "ucci, ducci, blablabla".

Fanno colazione con l'equivalente di uova che io mangio in 2 mesi e vanno al mare con 15°, che io sono già con lo stivale e loro vagano in canottiera e coscie tout a l'air.
Non vagano ancora con sandali e calzini graziaddio, lo fanno quelli di un altra classe, io li ripudierei.

Si amano follemente, sono marito e moglie, e io li invidio schifosamente, anche perchè non sono due pischelli.

A parte questo, massacrano la grammatica. Com'è giusto che sia.


Dunque Luisa (nome di fantasia, manco facessero parte del programma di protezione testimoni) parlami un po' di tuo fratello.

"Lavora in una industria meccanica e ha una gabbia"
"mondieu, un sadico. Una gabbia? dove stanno gli animali?"
"no, un'agricoltura"
"un campo? Coltiva la terra?per le verdure? Un salutista!"
"uhm no, ha una mucca"
"meoddeo, uno zoofilo! avrà mica una FATTORIA?"
"Quella"

"E com'è fisicamente?"
"Lui è alto, fisico magro sportivo, capelli biondi, occhi azzurri".
...
...
...
"Luisa"
"sì?"
"è single? no beh portalo".
 E dimmi, Marco, sai come si chiama la parentela tra te e cotale meraviglia?"
"CONATO".

"Direi proprio di no".

domenica 15 luglio 2012

La donna che parlava ai comodini


Siamo giunti al momento clù (non mi correggete, se la gente scrive "ge tem" io sono libera di fare tutto ciò che voglio. Anche sparare agli autori di cotale francesismo).
Comunque il momento clù è l'esame che avrò a brevissimo, relativo al corso che ho concluso da poco e che farà di me una disoccupata ancor più qualificata.
L'esame, si chiama Ditals, è articolato in 1400 prove da svolgere in 5 ore, alla conclusione delle quali ci sarà una registrazione.
Dopo 5 ore, con 56° all'ombra.
Dico "Ciaoooo" e svengo.

Tre prove sono scritte, quindi sarò sola nella mia depressione e tristezza e nessuno assisterà al mio dolore, ma la prova registrata è peggio di una orale.
Praticamente funziona così: ti distribuiscono un testo con delle indicazioni sul tuo obiettivo e tu devi simulare una lezione in classe.
Ma mica un monologo, NO!, un'interazione con la classe.
Quale classe?
Te la INVENTI.

Quindi ti rinchiudono in una stanza con un microfono e hai 5 minuti di libertà per sentirti pazza, comportarti come tale e ricordare questo momento in eterno, come "il giorno che feci lezione ai pomelli".
Cose da raccontarle ai tuoi figli eh.
"Mamma cosa facevi da giovane?"
"lezione ai pomelli, miei caVi"
"ah mà, che ti calavi?"

Perchè dovendo simulare una lezione con interazione, dovrai inventare i nomi dei tuoi pomel alunni, che si chiameranno tutti al, ggion e giecck, rispondere alle loro domande (che inventerai tu, SADICO PAZZO) e interessarti della loro vita.
I miei alunni dai nomi assurdi (Julius, ma chi cazzo si chiama Julius nel 2012?), hanno una vita sociale invidiabile.

Ve lo ricordate il bambino del sesto senso? Quello che vedeva la genteeeeeh mortaaah? Io vedo gli alunniiiih viviiiih.

Oggi, che ho l'ansia mode on, ho deciso di fare una prova, almeno per controllare i miei tempi.
Tipo gli sportivi, ma io sono una sportiva da divano.

Quindi ho preso un testo, mi sono armata di cronometro, ho letto l'obiettivo e fatto lezione ai pomelli.
Tutte le mie lezioni iniziano di lunedì, almeno gli chiedo cosa hanno fatto per il week end.
Nel caso foste curiosi il pomello è andato al cinema e la sedia ha visto il colosseo.
Poi il cuscino mi ha chiesto cosa ho fatto.
Hanno capito tutto il testo, ho delle suppellettili di un certo intelletto, abbiamo chiarito il lessico, il mio mobilio mi dà soddisfazioni che manco i miei conterranei e poi abbiamo rafforzato l'uso della forma passiva.

"Ciao come stateeeee??? uhm e cosa aveeteee fattoooo questoooo w-end???"
"Al mareeeee? che bello sedia Alexia! E doveeee???"
"aah e ti è piaciutooo? e tu pomel Luis? Al cinemaaa! Beeneee e cosa hai vistoooo?"
"oooh che bello, quando rinsavisco dalla pazzia andrò anch'io"
"Vi ricordate, miei adorati mobil giovani, di cosa abbiamo parlato ieriii? si comodin Alexandro, bene"

E così via.
Sappiate che gesticolo anche e mimo lo scrivere alla lavagna.

Abbattetemi vi prego.
O almeno non raccontatelo mai ai miei "proli".



mercoledì 30 maggio 2012

God save the teacher

Vi aggiorno, sempre convinta che la vostra vita senza di me non abbia senso.
Lasciatemi sti momenti di gloria, non ho vita sociale e quindi mi sfogo on line.
Siete la mia vita sociale, sentitevi figui.
Ho iniziato il corso che, come vi accennavo è inumanamente pesante, della serie "ne resterà soltanto uno".

Il primo giorno ho pagato. Perchè il buongiorno si vede dal mattino.
Voi avete mai visto un bancomat piangere?  Io sì. Il mio.
Quando ho effettuato il pagamento, come sempre, mi è arrivato il mess sul cellulare che diceva "è stato effettuato il pagamento di xyz euro presso la blablabla. Ti sei rincoglionita?".
Non è che sono sotto la soglia della povertà, ne ho inaugurata una tutta mia.
Ma alla fine non sono diversa da tutti gli altri giovani di oggi, che infrangono l'undicesimo comandamento "non desiderare il conto corrente d'altri".

Al corso la mattina affianco la professoressa in una classe di livello pre-intermedio, quindi parlano e maltrattano la grammatica.
Fin qui nessun cambiamento rispetto ad Agrigento.

I miei alunni sono vari ed eventuali:
- abbiamo 3 brasiliani, perchè loro sono ovunque, che sono chiaramente sopra i 90 anni perchè con me , lo sai, la fortuna è più dolce che mai;
- poi ci sono un discreto numero di autriache, danesi e sFizzere che hanno i sandali da 9 mesi. Io IERI avevo il giubottino di pelle. Ieri.
- poi c'è un tedeschino che  tanto biondo, tanto occhi azzurri, tanto ho19anni, tanto ti guardo con ammirazione anche se hai la maglietta di "alice nel paese delle meraviglie" e lo ribattezzeremo dolcezza;
- poi c'è un inglese che è figo, bono, vienidamamma, mio alunno.

Dopo aver maltrattato la grammatica, pranzo con le altre condannate alla morte sociale e ci lamentiamo free mangiando cose tristi che vanno dall'insalata di riso, all'insalata di pasta, all'insalata di tonno, all'insalata di patate.
Per una dieta sana ed equilibrata.
Ma pagateli voi 5 euro per una bottiglietta d'acqua e un arancino e poi vedrete che anche per voi la patata diventerà un obiettivo primario (sì, ho colto, state sereni).

Dopo dalle 14.20 alle 18.20 facciamo lezione. QUATTRO ore.
La morte.
Lei è bravissima, una showgirl, veramente eccezionale, la materia interessantissima, fa luce su quanto i nostri insegnanti siano inadeguati e gli studenti maltrattati e vilipesi.
Ho iniziato a parlare come le maestrine, uso parole come "vilipeso", "scostumato", "avvilire" e tanti altri termini moderni e appartenenti alla mia generazione.
Il 1920.

Oggi ho fatto lezione di ebraico, per calarmi nella mente degli studenti asiatici, per esempio, e capire come si sentono.
Se si sentono come mi sentivo io, si fa presto a riassumere:
cretini.
L'insegnante è entrata e ha parlato SOLO in ebraico, si è presentata "io mi chiamo Lallalù" e poi ha chiesto "e tu?".
Dodici futuri geniE hanno risposto coralmente "e tu?".
Noi insegneremo ai vostri figli. Sappiatelo.

Dopo le 4ore4 di lezione siamo tutte più cretine, più sconvolte, con la stessa voglia di parlare di un comodino e la morte celebrale.
La mia personale botta di vita è il supermercato, in cui però non faccio la spesa sforzando il cervello, niente che non abbia il bollino "offerta" entra nel mio cestino, praticamente il supermercato fa la spesa per me.

Poi, tornando a casa, guardo vestiti, scarpe e fazzoletti di carta che non potrò permettermi per i prossimi 12 anni.

L'uomo della bancarella entro fine mese mi denuncerà per stalking.
E, pizzeria sotto casa? Cortesemente chiudi.

Così magari io scopro di avere i fornelli a casa.

mercoledì 23 maggio 2012

La maledizione del coniglio


Ci sono volte in cui vorresti scappare in Messico, volte in cui capisci che l'italiano è una lingua veramente bastarda.

Qual è un regalo che ricordate con tanto piacere?
...il pallone,
...il treno,
...a me hanno regalato una bambola che faceva le POMPE.
Prego?
Sì, le toccavi il braccio e faceva le pompe.
Ah interattiva anche... cosa intendi tu per pompe?
Blblblblbl
le BOLLE!

Quelle.


Bene ragazzi, scrivete adesso tutti gli animali che conoscete in italiano...
Fatto? Sentiamo...
Gatto, cane...
coglione...
Prego?

coglione
co.. coglione?

Oddiooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo!!!

Coniglio! 

Quello. 


Ah prof, io conosco delle parole in siciliano, ho amici...
Panico... tipo?
Mi scanto!
Ah però bravo, altro? (mai mai sfidare la sorte)
Scopimo, scopiamo, ma forse è una brutta parola, esiste?
Assolutamente NO.

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