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venerdì 1 luglio 2016

Uomini sull'orlo di una crisi di nervi

Io trovo uomini indecisi.
Ma davvero.
Hanno le crisi di giovinezza, dei 30 anni, di mezza età, della senilità, dei 40 anni, dei piedi storti.

Trovo uomini critici.

Che poi è strano, perchè io sono una persona decisa e penso di trasmetterlo.
Nel caso ciò non accada:
Mondo? uomini? sono una persona decisa. Sappiatelo.

Mi metterò un cartellino, tipo quelli che mettono le allergie sulla carta di identità o su una piastrina:
"allergica agli indecisi".

Hanno tutti i traumi.
E boh pure io ho avuto i miei pazzi, quello geloso, quello che mi diceva che lo sfruttavo, quello che diceva 'na cosa e ne faceva altre 3, quello egoista, quello egoista, quello egoista.
Però cazzo.

Ditemi, perchè voi siete così traumatizzati?
Ma vi svezzano a Guantanamo?
Ma quando eravate piccoli vostra madre vi urlava "this is sparta" e giù per le scale del seminterrato?
I bulli vi hanno rubato tutte le merendine e a che c'erano 4 neuroni?

Tutti devono "lavorare su sè stessi".
Appena incontrano me.

Osho? Levate proprio.

Tutti vanno addestrati, ammaestrati, capiti.
La tragedia è che il cane dopo una settimana fa "seduto", "zampa", "rotola", "terra", "abbaia" e noi dopo 2 mesi siamo a "manda un messaggio se ritardi".

Cane 12- umano 1,5.

E sì, gli ho dato il biscottino

E quindi niente sto lì a chiedermi come aiutarli, a chiedermi perchè attiro casi umani, se, senza accorgermene, vado in giro vestita da candy candy che dove passava lei morivano gli amici e tutta la palazzina loro, se è curiosità, espiazione o se sono solo cretina.

E ad un certo punto, un punto disgraziatamente lontano, che spesso fa tipo le rette parallelle che una retta te la fa odorare ma non ti incontra mai, ad un certo punto, mi viene la saggezza.
E' la saggezza tipica delle donne che ti viene dopo 3 ulcere, 4 G8 con le amiche, 16 sedute di psicoterapia, 1 ansioitico sciolto nella sangria, 75 aperitivi costellati di "ma secondo voi perchè fa così?".
E la saggezza ti fa proferire la parola magica.
E' la parola liberatoria, universale, che ti fa sovvenire l'eterno, la luna nera e tutti i pazzi del creato.

Mary Poppins c'aveva il supercalifragilistichespiralidoso.
Orde di bambini che si sono sentiti inetti di fronte a Mary perchè non riuscivano a pronunciarlo e ne usciva fuori un supersputo.

Io c'ho il vaffanculo.
Più semplice da pronunciare e manco razzista.
E' alla portata di tutti, pure dei cinesi.

domenica 26 giugno 2016

Donne da Venere e uomini da Marte


Giorni fa ho realizzato che fra qualche mese compio 35 anni.
La metà di 70.
Gesù.
Sono da reparto geriatrico.

Mi sono interrogata un po' sulla mia vita, di cui sono discretamente soddisfatta, e sui miei rapporti umano-sentimentali, meno soddisfacenti.

Mi sono chiesta se 'sta storia che noi donne veniamo da Venere e voi uomini veniate da Marte sia vera.
O se, come spesso ho pensato, veniate dal cassonetto della differenziata del mio cortile.
O dal manicomio disgraziatamente chiuso.

Scherzi a parte però mi sa che il problema è che amiamo in modo diverso, siamo cresciuti.
Questo è il danno.

Vent'anni fa ci emozionavamo per una rosa, per un invito a cena, per un complimento ben fatto.
Anche adesso eh, ma non basta.

Il problema è che adesso una delle formule del lasciarsi è "non ti merito, sei troppo per me".
Le prime volte mi chiedevo se fossi troppo psicopatica, con troppe poche tette, troppo logorroica.
In realtà ero davvero troppo.

Una buona parte di trentenni non sa cosa vuole, noi sì.
Siamo cresciute, sappiamo ordinare un vino, torniamo a casa da sole, facciamo bene e spesso meglio le classiche "cose da uomini", siamo indipendenti, non abbiamo bisogno di voi.
Semplicemente vi scegliamo.
Ma vorremmo scegliere un adulto.

Il problema è che sappiamo che meritiamo di meglio, sappiamo quando dovremmo chiudere/smettere, quando non dovremmo darvi più opportunità, quando l'unica cosa che meritate è perderci.
Ma spesso non ci riusciamo.
Anche se voi non siete capaci di prendere un impegno, nemmeno per un pomeriggio insieme, anche se non siete capaci di mantenere una promessa, anche se ci spezzate il cuore e ci fate sentire insufficienti.
A noi, che poi diventiamo troppo.

Lo so, abbiamo il ciclo e lo usiamo per mascherare il fatto che una volta al mese abbiamo bisogno di fare le psicopatiche, lo so, siamo complicate, ma siamo capaci di meraviglie.
E in realtà non siamo noi ad essere troppo, vogliamo troppo, perchè è ciò che meritiamo.
Perchè vogliamo l'uomo che ci faccia ridere, l'uomo che ci lasci libere, ma allo stesso tempo si preoccupi e occupi di noi, l'uomo che si fidi ma sia geloso, l'uomo che creda nella parità ma ci offra la cena, l'uomo che sia indipendente ma in fondo non possa stare tanto senza di noi, che magari passi la serata con gli amici ma la sera venga a dormire nel nostro letto.

E alcune di noi amano, amano un sacco.
Amano il loro lavoro, la loro casa, la loro indipendenza, la loro famiglia, le loro amiche, le loro serate tra amiche e meritano un uomo di cui non hanno bisogno, ma che dia quel qualcosa di buono che Ambrogio teneva nel cruscotto della macchina.

E io davvero mi chiedo di cosa abbiate paura e come facciate a rinunciare al troppo.

Il troppo è la cosa più bella del mondo

lunedì 9 novembre 2015

Di uomini e altre amenità

Da quando sono a Milano, nei rari momenti in cui non parlo di pronomi e, tra uno sbadiglio e l'altro fingo di avere una vita, qualche omo ci ha provato con me e le mie occhiaie.

Estimatori dei panda che manco grinpis.

Il primo è stato l'uomo canna, che per ovvi motivi non sarebbe nemmeno da annoverare nella lista.
No, non nella mia lista, nella lista degli esseri di sesso maschile.

Il secondo è stato uomo positività.
Uomo positività lo conobbi in una sera di mezza estate. Poi è morto. Poi è risorto, dopo tre mesi, ed è passato per una birra, siamo stati a casa sua e mi ha parlato di disgrazie ed è morto bis. Poi è tornato, siamo andati in piscina e mi ha parlato nell'ordine di: finocchi, nerd di merda, amici coglioni zoccole e stronzi (parole sue).
Colpita da tanto amore e tanto savoir faire, sono morta io. Come gli opossum.

Poi c'è stato JD. Egli era discretamente gnocco, ma troppo ansioso, mi scroccava troppe sigarette, non aveva nè peli nè bottoni della camicia.
Dopo 3 giorni si è messo con una e dopo 36 ore hanno messo il doppio nome sul citofono.
Io sbaglio candeggio.

Poi c'è stato il metallaro sdolcinato. Il metallaro l'ho conosciuto, mi ha parlato taaanto, chiesto il numero, invitata a un concerto, aggiunta su fb, declamato il suo amore, tutto in una sera sola.
Che con i tempi normali degli uomini, questo accade in più o meno 3 anni.
Il metallaro mi scriveva, mi invitava a birre varie a cui non sono mai andata e poi ha iniziato a mettere foto con una tizia che alle 14 era la dolcissima K., alle 15 la SUA dolcissima K., alle 18 l'amore della sua vita.
Io mi sono sentita salva e lui mi ha CANCELLATA da fb.

Io cambio regione, ma la sfiga continua a trovarmi o, per utilizzare una regola matematica, cambiando la regione dell'omo, il risultato non cambia.

La tragedia è che prima dicevo "Boh, da domani divento lesbica", ora che la vecchiezza incombe non mi resta che piangere.
E traformarmi da promettente lesbica a "Boh, da domani faccio la gattara*".




*La gattara è solitamente una vecchiaccia acida e spennacchiata che tenta di colmare un tracimante amore irrisolto amando e curando i gatti. Essendo di sesso femminile (almeno all'anagrafe) controbilancia la pulsione affettiva odiando il resto del mondo animale, in special modo gli umani sotto il metro di altezza, nani compresi.


Oui, c'est moi.




mercoledì 27 novembre 2013

Vedo i calzini espatriati


Come sapete io non sono fan di spic&span o di mastrolindo, io pulisco quando subentra il rischio batteriologico, pulisco non h24.
C'è comunque un limite che ogni donna ha e che è ben diverso da quello di un uomo.

Recentemente ho fatto prove tecniche di mini convivenza condivisione di spazio aereo e ho scoperto interessanti dettagli.
Innanzitutto gli uomini non sono autonomamente in grado di distinguere lo sporco.
Probabilmente in occidente sopravvivono perchè trovano l'acqua in bottiglia, se dovessero comprendere in autonomia qual è quella pulita si estinguerebbero in 5-6 secondi.

Devi quindi spiegargli che l'aspirapolvere va passata, i pavimenti vanno lavati, ma, soprattutto, che i fornelli non li lecca il gatto, si puliscono con lo sgrassatore.
Questo strano sconosciuto.
Quando per cui ho detto alla mia dolce metà "tesoro se pulisci la mattina la chiazza di caffè è più facile, altrimenti il pome io devo scartavetrare la cucina", lui mi ha risposto: "Tanto poi si riusa, la faccio la sera".

Capito amiche care?

Tanto poi si riusa.

Ma come mai non c'eravamo mai arrivate?
Come mai una tale epifania non aveva colpito nessuna di noi?
Di fronte a cotanto intelletto le mie opzioni erano:
a- sparargli;
b- rispondergli: allora amore non pulirti il culo, tanto poi lo riusi;
c- salvaguardare la specie e andarmene.

Ho scelto l'opzione C, ma probabilmente qualche fulmine dev'essere partito, dato che l'indomani fiero mi ha detto "visto che la macchia non c'è?"

E poi noi donne, prese da quel misterioso senso materno che si sviluppa verso qualsiasi cosa abbia gli occhi, ci sentiamo IN COLPA.

La seconda informazione che ogni donna dovrebbe avere è arrivata alcuni giorni dopo.
Che manco i segreti di Fatima, che ci sono voluti 1220 anni.
Io in 3 giorni ho visto la LUCE.

Il mio fidanzatodolcissimo ha deciso di darmi una mano e stendere la biancheria.
Peccato che io me ne sia accorta PRIMA di arrivare a casa, raccogliendo mutande e calzini da 10 km da casa in poi.
Praticamente i calzini mi sono venuti incontro.
Che dolci.
Quando sono tornata, con calma, ho fatto notare al mio fd che 3/4 della lavatrice era in giro per valledilacrime e lui mi ha risposto: "C'era vento".

Ora.

Valledilacrime è una città moderatamente ventosa, quindi usare le pinze per stendere è sufficiente, non è necessaria la colata di cemento sulla biancheria per assicurarla al balcone.
Immediatamente ho pensato alle triestine.
Le ho viste mentre la sera si toglievano le mutande e HOP dalla finestra.

Tanto quella sarebbe stata la loro sorte.
Capirai.
Quelle c'hanno la bora, praticamente per i calzini ci sarebbe l'ESPATRIO.

Ps ho ricevuto però la colazione a letto. Il mio fidanzato è stato per cui abilitato allo spargimento indiscriminato di intimo dal balcone.

lunedì 7 ottobre 2013

Colloqui di lavoro e porcherie varie

Ciao, sono Giovanna e faccio le riunioni del 3° tipo.
Ciaaaaaaao Giovanna.

Giorni fa (ma tanti eh, è un post riciclato) ho avuto un pomeriggio veramenDe interessante e stimolante.
Ho avuto una riunione, prescindendo dalla stessa vi racconterò dei soggetti che ne facevano parte.
M'arriva una tipa, neolaureata in giurisprudenza, praticante, vestita come nonna papera.
Ok, va bene, io vestirò come una 15enne, quindi come nonna Papera dal mio punto di vista.
Dal vostro, come la zia vecchia che, causa cataratta, non vede i vestiti.
La tipa si atteggia a donna di grande cultura ed esperienza, arriva con la the bridge d'ordinanza e tira fuori un notes 1° classe.
Ammazzatemi vi prego.
Ci dev'essere stato un paradiso dei laureati in legge che, mangiato un codice civile, sono stati espulsi e informati che "avreeeete una the bridge come prolungamento del vostro braccio e scriverete su un'agenda con i continenti stampati sopraaaaah. Posti che non vedrete maaiii in vita perchè avete investito tutti i vostri averi per la pennaaaaa figaaah".
E via tutti sulla terra, senza na lira, ma con la borsa figUa.
Ma perchè è una punizione per tutti i laureati in legge eh?
Trovatemi un laureato in legge che non ha ricevuto la borsa da avvocato.
Nessuno si è salvato.

La guardo e, sentendomi Ally Mc beal, dalla mia borsa africana, tiro fuori il mio quadernino ROSA con una pupetta stampata e un fiorellino.
Professional.
La tipa, che ha un nome che finisce per Y e me lo sottolinea, con la voce di una che dalla nascita si è cibata di soli baci perugina mi dice: "quaaaalsiasiii cosaaa tu abbiaaa bisognooooooo chiamaaaa".
Io, che sono socievole come una roccia di montagna, rispondo: "scusa, per cosa?"
"No sai, io ho già collaborato con loro, ho fatto il corso di INFORMATICA"
Ora.
La guardo, sbatto gli occhi e le rispondo: "mej cojon, sticaz, ah però che bello".
Le chiedo quanta gente frequentasse i corsi e mi risponde: "io collaboro con loro dal 2009" blink blink.
Che c'hai un tic?
Quindi quando mi chiede il numero di telefono, mi sento autorizzata a risponderle: "Stasera? mi vado a ubriacare in spiaggia".
Così per contestualizzare come lei, nsiamai si shocca.
Poi la donnainformatica mi chiede la mail: "nome UNDERSCORE blabla"
"Come?"
"E' il trattino basso"
"Ah si è che non avevo sentito".
"certocomeno @yahoo.it"
"come si scrive yahoo?".
Scusa vado a vomitare e torno.

Io sembravo un lemure ad una riunione di gnu. Ero sconvolta.
Fresca fresca di colloquio, di rispetto, di bella gente, di serietà, guardavo gente adulta pendere dalle labbra di chi può dare lavoro.
Che tristezza.
Che brutto perdersi così, dimenticare chi si è e permettere ad altri di farti sentire così, di farti sentire in una posizione di inferiorità perchè tu chiedi e loro danno.
Non è così, il lavoro è uno scambio di competenze.
Competenze.
Com-pe-ten-ze.
E' sotto la C.
Sono quelle cose che prevedono, per esempio, che una che insegni informatica sappia cos'è un underscore.
Ma dall'Italia sono state bandite.
Insieme alle maggiorenni.

Richiamatemi quando la trovate che io mi sono leggermente urtata.



lunedì 3 giugno 2013

Matrimoni gay


Ogni tanto faccio un post serio, altrimenti poi non trovo più persone che si sorprendono che io abbia un cervello NONOSTANTE sia simpatica.
Scusate l'incipit dolce come lo zucchero, ma oggi ho l'acidità che mi mangia viva, ma non vi ammorberò con le mie paturnie.

Ci penso e ci ripenso da un po', soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti, e ho deciso di scrivere un post su un argomento un po' spinoso:
I matrimoni gay.

La domanda che spesso mi viene rivolta è "
Ma tu sei a favore?"
La risposta che do è "Ma che fastidio dovrebbe darmi?"

Quello che io mi chiedo è perchè si dovrebbe essere a sfavore, che fastidio possa dare a te, etersosessuale, che 2 uomini o due donne si sposino.
Nel dettaglio, cosa ti toglie o cosa ti offre?
Non riesco a capirlo.
Come non riesco a capire le MANIFESTAZIONI che si stanno svolgendo a Parigi, anche un po' gravi, contro il matrimonio gay.
La domanda sorge spontanea e permeata da grandi riflessioni culturali, etiche e umane: "Ma che te lo/la devi sposare tu?", "Ma che ti tolgono 5 euro dallo stipendio per ogni omosessuale che si sposa?".

Vi giuro che non capisco.
Volendo prendere una posizione io non sono pro matrimoni gay, io ritengo una inciviltà IMMENSA che ancora non ci sia la libertà per gli omosessuali di sposarsi serenamente.
Ma come ci si può arrogare il diritto di vietare a due persone che si amano di sposarsi?
Mi dà fastidio anche parlare di "matrimoni omosessuali", detesto le categorie, pare di parlare di accoppiamento di animali col pedigree.
L'ammore è ammmore, che importanza ha se chi ami è del tuo stesso sesso?
Se tu sei etero e ami una donna, perchè il fatto che una donna abbia i tuoi stessi gusti è un problema?
Tutto sommato la pensate allo stesso modo.
E perchè se io sono pro matrimoni gay, mi dici che sono lesbica?
Mangio la carne, ma mica sono una mucca.

Nell'immaginario collettivo gli omosessuali hanno una vita sessuale che manco Lady Chatterley, non sono fedeli, portano malattie e si accoppiano 6 volte al giorno.
Vi assicuro che ci sono coppie stabilissime come tra gli eterosessuali, che ci sono persone fedeli e non come tra gli eterosessuali, che sono i piccioni a portare malattie (ogni tanto pure i bambini), gli omosessuali no e che, se si accoppiano 6 volte al giorno, hanno tutta la mia stima.
E invidia.

Il problema è che l'ignoranza che domina il nostro paese e le menti dei suoi cittadini, fa apparire il matrimonio gay come una farsa, una messinscena, lagggente si immagina lui e lui vestiti uno da sposa e uno da sposo e rabbrividisce.
Vi sorprenderò, gli omosessuali hanno buon gusto.
Ho visto matrimoni che superavano il limite legale di perline e lustrini per una sola donna.
Ho visto matrimoni in cui lei sembrava una meringa scappata da qualche pasticceria, in cui gli uomini erano cangianti a seconda del lato da cui li guardavi e kg di ombretto erano morti per colpa delle testimoni.

Qui non si parla di matrimonio in chiesa, ma di matrimonio civile.
Le cinture nere di catechismo, possono deporre le bibbie.

Il matrimonio civile per gli omosessuali, permetterebbe il rispetto e il riconoscimento dei diritti delle coppie.
Quei diritti che, dopo anni e anni di convivenza, di vita comune, di condivisione di tante cose e anche, ovviamente di beni materiali, permetterebbero al coniuge di non doversene andare da casa, solo, senza un soldo e senza nulla in caso di perdita del compagno/a. Quei diritti che permettono di definire la casa "casa coniugale" e non permettano alla famiglia, nel migliore dei casi assente, nel peggiore "schifata dalle oRende scelte di vita del figlio/a", di ricordarsi che avevano sto figlio e che tutto ciò che era suo è ora loro.
Quei diritti che permettano in caso anche di semplice malessere, di poter avere delle informazioni in ospedale.
Diritti.
E ho esposto solo i più materiali eh.

Allora qualcuno mi ha detto che i matrimoni gay, non potendo generare figli, non hanno senso.
Manco fossimo conigli o avessimo come fine il ripopolamento della terra.
Tralaltro, una simile affermazione comporta l'inserimento di un nuovo articolo nel codice civile "Raggiunta la menopausa la donna abbandonerà il tetto coniugale per raggiungere un luogo in cui vivrà, con altre pari incubatrici rotte, fino alla morte".

Sull'adozione, sono sincera, non ho ancora una posizione forte. Tuttavia metto sul piatto della bilancia tante cose. Ci metto due genitori che desiderano DAVVERO un figlio, ci metto gli orfanotrofi pieni, ci metto che i bambini adottati sono stati abbandonati da genitori etero, metto coppie che hanno figli e non meriterebbero di esistere, metto che non penso che due genitori gay possano influenzare le scelte sessuali del figlio/a.
Ma non sono una psicologa e non lo so.
Mi preoccupa di più la stigmatizzazione, figlia della cultura dei giorni nostri. Ma tanto ti stigmatizzano anche se sei nero, cinese, albino, hai i capelli viola.

Giorni fa leggevo il link pubblicato da un premio nobel per la letteratura che diceva "no, ai matrimoni gay, quelli etero sono gli unici che conosciamo".
50 anni fa l'unica cura per l'influenza era il latte caldo.

Dì no al paracetamolo ti prego, fallo per noi.




giovedì 9 maggio 2013

Diletto e castighi

Oggi sono acida.
Sono acida perchè non dormo, mi fa male un fianco al giorno e mi fa male la schiena da immemore tempo.
Brufen?
Grazie di esistere.

Sono nervosa del genere che il mondo mi sta sul pene e tu, si proprio tu che stasera vorresti informarmi che hounculochenonsipuòcapire, ti prego fallo subito così mi sfogo.

Essendo acida mi devo lamentare e lo farò parlando della moda oggi, o almeno della moda nella mia città.
Per carità, mia nonna l'altro giorno che io mi sentivo tanto english, tanto borsa intonata con i leggins, tanto cappottino grigio, tanto cappellino english, mi ha informata che ero vestita come a pulcinella, ma fa niente.
Qui l'originalità è stata dichiarata illegale e gettata in una fossa comune con il congiuntivo, il condizionale e la cavalleria.
Nessuno si è salvato.

Quindi se si usa il giallo, saranno tutte gialle, il verde tutte verdi tipo tappeto erboso e così via.
Però io vi capisco eh, l'uomo/donna è un animale sociale, ha bisogno del gruppo e tutte queste cose.
Però vi informo che il vestitino che lascia scoperta l'ugola e il jeans che si allaccia di lato e permette di unire i bulbi piliferi dalla caviglia all'anca, non fa fine.
Non sembrate eleganti, fatevene una ragione.
Sembrate scappate ad una retata.

Ho notato poi, che un male che sembrava essere stato debellato è tornato di moda: le calze a rete.
Intendiamoci, le ritengo molto belle, molto sensuali, molto strappamitutta, ma il rischio salamini beretta finiscono in fretta, è dietro l'angolo.
Donne sopra i 43 kg! ce ne dobbiamo fare una ragione, noi le calze a rete non le possiamo mettere. Metteremo le autoreggenti se proprio dobbiamo fare le sexy e passeremo le serate nel terrore che si veda il pizzo dalla gonna.
Perchè anche il confine tra sexy e zoccola è molto labile.
L'autoreggente dev'essere portata a metà coscia, altrimenti fa l'effetto mortadella.

Indosseremo il corpetto. Il corpetto è una delle cose più belle e sensuali create dal genere umano, è democratico: assottiglia la vita, dà nuovo slancio alle tette, dà le tette a chi non le ha e rende impossibile mangiare qualcosa di diverso dalla rucola scondita. Deglutire è un'impresa improba. Ma chi bella vuole apparire tanti guai deve patire. Iniziamente, nelle mie giornate impegnate, pensavo che fosse l'invenzione di un uomo, poi ho capito che lo ha inventato una donna, single e senza rapporti sociali dalle ultime olimpiadi di Atene.
Avete mai indossato un corpetto? Avete mai notato quanti gancetti ha sulla schiena? Avete mai provato a slacciarli senza usare un'accetta e mantenendo alto il morale dell'uomo designato? Bene l'ultima frase è un ossimoro, o li slacci uno per uno e giochi a ramino o usi il flex e passi una serata emozionante.
Per quanto riguarda la parte bassa del cielo invece, io eliminerei le mutande dal mercato. O metterei, come al lunapark un cartello "se non hai minimo il 75% di artrosi non puoi comprarle". Dai su no, la mutanda è triste.
Sì, anche quella di pizzo.




 Ultimamente a parte un intimo da battona, vanno di moda le piume. Roba che se lo vedesse il wwf gli prenderebbe un colpo.








Altra botta di vita modaiola sono gli occhiali finti nerd.
Perchè nerd è sexy.
Ma anche NO.
Nerd è nerd, nerd è the big bang theory, che sono tanto intelligenti, impari tanto, tanto dolci, tanto tenerosi, ma anche no.
Perchè, perchè amica mia ti metti gli occhiali da vista enormi che mi sembra di parlare con un 14 pollici?





E vogliamo parlare del male del mondo del plateau colorato? Io il plateau non lo amo, capisco che è comodo, ma mi sa di grezzo. Bene se tono su tono, ma figliamia, se hai la scarpa verde smeraldo (che già ti dovrebbe portare ad un momento di riflessione interiore, 3 padre nostro, 4 ave maria e scuse pubbliche a chanel), perchè il plateau è beige? Ma la mia retina che t'aveva fatto?




E tu, tu UOMO con le scarpe rosse in vernice, fammi una cortesia, batti i tacchi e cerca il mago di oz lontano da me.


Ma non preoccupatevi donne, siate libere e tascie* q.b.



Tanto in tasc we trust.


* Tascio= sostantivo indicante essere umano non elegante, volgare, evidentemente cieco che usa vestirsi lanciandosi nell'armadio ricoperto di biadesivo e lasciando all'infausto destino l'accoppiamento dei colori.


martedì 7 maggio 2013

Shopping Vs uomini



Voglio spezzare un'arancia a favore degli uomini.
Cari uomini, anch'io sono contro la vostra deportazione nei negozi da donna.

                                                No allo shopping con gli uomini.

No davvero, lasciateli a casa.
Ingombrano.
Avete mai visto un uomo in un negozio da donna? Specie in quei negozi molto fluorescenti e con la musica tipo rave?
Sembrano bambini che hanno perso la mamma.
Sono spersi, nel MEZZO del negozio e, o si muovono a rallentatore o si immobilizzano manco avessero visto la Madonna.
La conclusione è che tra berska e zara la Madonna sia apparsa tante di quelle volte che i pastorelli ci fanno un baffo.

Poi in genere sono nei posti meno opportuni.
Tipo davanti ai perizoma.
Che tu vuoi vedere proprio quello dietro il loro orecchio, quello lì rossodonnadifacilicostumi che sarebbe definibile pornografico solo se avesse 5 cm di stoffa in più.
E quindi fai la vaga e guardi le coulotte di Snoopie.

Poi non li trovi mai.
Esci dal camerino e sono rimasti fermi dove hai preso l'ultimo vestito, tipo quei nuovi aspirapolvere tondi che vanno da soli, ma appena incontrano un angolo ci sbattono contro senza soluzione di continuità.
Li cerchi perchè la taglia non è corretta e, se li trovi, non trovano il posto in cui avevi preso il vestito e tornano tristi e spaventati.
Dopo 2 ore che, se sei rimasta nuda, poco poco ti sei presa la broncopolmonite.

Non conoscono la differenza tra leggins e collant, non accoppiano i colori, suggeriscono cose che tu li guardi e pensi "oddio, 30 anni e già gli sono scese le cataratte".
A che servono?
Non rispondete che pagano, perchè la carta di credito, anche la loro, ingombra meno, non si lamenta, non necessita soste per bagnocaffèsigaretta, non s'annoia e accoppia meglio i colori.

La deportazione degli uomini nei negozi dovrebbe essere vietata per legge.
Oltre all'ingombro fisico, sono emotivamente ingombranti: stimolano i sensi di colpa.
Ad un certo punto si mettono la faccia da gatto di shrek e iniziano a guardarti con gli occhi da portamiacasapassopurel'aspirapolvere.

Vorranno vedere la partita anche se sono di quelli che non capiscono da che lato si segna.
Vorranno mettere le MENSOLE.
E tu, indecisa tra la loro sanità psichica e la svendita desigual, dovrai optare per la separazion il riporto a casa.

L'alternativa è proporre ai negozianti un'area attrezzata apposita.
Gli attaccano un numero sopra così non puoi scambiarli, li mettono in una stanza e gli tirano la palla.

Se sono amanti del calcio, giocheranno 2 minuti, poi avranno i primi sintomi di affaticamento, perchè loro sono giovani e inizieranno a litigare su chi ha giocato meglio.

Se non sono amanti del calcio, imiteranno le foche e voi sarete libere.

giovedì 21 marzo 2013

Come t'ammazzo Cenerentola


Che rapporto avete voi con le pulizie di casa?
Siete di quelli che se vedono una macchia chiamano rinforzi? Impugnano il mocio, l'acido muriatico e "ne resterà soltanto uno"?
Io no.

Il mio ex diceva che sono l'esserA umanA femmina meno femminile del globo, da questo punto di vista.
A casa sua.
Parliamone.
Spiegatemi perchè donna=pulizie?

Uomini,
una sola domanda: avete il pollice opponibile?
Benissimo. Siete salvi, potete impugnare la scopa.

Io capisco che magari sarò un tantino esagerata, io pulisco quando sento gli acari tossire, che c'ho il cuore debole, sono animalista e mi fanno pena.
Tuttavia, se sono in un gruppo nuovo con gente che potrebbe fraintendere il fatto che io e mastrolindo non ci frequentiamo assiduamente, mi fingo amante della pulizia.
Che pare faccia donna.
Ai miei tempi eri donna se ti mettevi le calze a rete, adesso se pulisci le fughe delle piastrelle con lo lo scopino in pelo di tasso.
Comunque, se una Donna dice "la mia ex coinquilina lavava la cucina 5 volte la settimana" io mi adeguo alle reazioni delle presenti.
La sua ex coinquilina ha la cucina più pulita della mia x4, ma io non lo dico, osservo gli occhi delle altre e, se sono sbarrati, mi unisco allo sconcerto con un "mioddio" che è sincero.
Per loro significa "mioddio che schifo, che donna poco pulita", per me "mioddio 5 volte e che deve levare la rogna?".

Però non capisco davvero quelli che lavanostiranoestendono che manco Cenerella.

Ma chi ve lo fa fare?
Anche casa dei miei è così, eh.
Manco le nursery sono pulite come casa mia.
Ve lo ricordate il pulisci lingua? A noi non serve, lecchi una piastrella e al massimo si schifa lei.

Ma c'è di peggio e ve lo dice una che ha vissuto con 3/4 della popolazione del globo terrestre.
Tutti scappati da vari manicomi.

Ho vissuto con una sFizzera.
La sfizzerona, che aveva un suo personalissimo concetto di pulizia, puliva prima di uscire al mattino, perchè "se la casa non è pronta, io non sono bene", ma metteva scarpe e immondizia sul tavolo da pranzo.
Cioè puliva prima delle 9.
E qui ci voleva Lombroso, altro che mento pronunciato e sopracciglia folte, questi Lombrosino mio sono segni EVIDENTI di delinquenza.

Poi ho vissuto con un ungherese.
L'ungherese aveva LA tazza.
L'amica tazza raccoglieva l'olio risalente agli attacchi ai castelli nel 500 a.c. per ustionare la gente.
L'ungherese infatti friggeva tutto, tutto ciò che è "friggibile", verdure, carne, pesce, esseri umani, suppelettili, e poi conservava l'olio in cui aveva fritto, senza soluzione di continuità, tutte queste belle cose.
Una gioia per chi ha i capelli mossi e lunghi.
Ho puzzato di fritto per tutta la durata della mia borsa di studio, la gente in Irlanda puzza di birra, io puzzavo di fritto.
Che culo.

Poi ho vissuto con un irlandese.
Gli irlandesi hanno l'allegra abitudine di insaponare i piatti e metterli ad asciugare.
Così.
Senza na botta d'acqua amica.
Lo svelto va con tutto che volete.

Sono anche stata ospite da amici il cui bagno raggiungeva livelli di radioattività che manco a Fukushima.
 
Queste sono esagerazioni, lo so.

Però eliminare i graneli di polvere singolarmente non mi pare nemmeno la giusta scelta. Chiamarli per nome, "oggi ho ucciso max il granello", mi pare un tantino esagerato. Anche perchè se ogni momento libero della vostra linda vita lo passate a pulire, a noi nonlindiepinti fate ansia.

Quindi persone pulite, sappiatelo.
A noi, normosporchi, ci fate sentire in colpa.


martedì 30 ottobre 2012

Le valigie ai tempi di ryanair






Nella mia vita da viaggiatrice, iniziata a 13 anni, ho registrato varie fasi.
Il primo viaggio aereo l’ho fatto a 13 anni per la gita di 3° media, sono andata a Montecarlo/Monaco e avevo preparato un borsone come se non ci fosse  un domani, una società sviluppata con dei negozi in Francia, una scoliosi che mi aspettava.
Francia.
Mica Kazakistan.
Ma tant’è, avevo deciso, o CHI PER ME ( mia maTre), che sarei potuta morire in assenza del minimo indispensabile: 120 pacchi di fazzoletti perché la carta è stata bandita in Francia, cibo non sia mai al supermercato ci sono i lupi mannari, 20mila euro perché NON SI SA MAI (mio paTre).
Era il tempo in cui ancora c’erano i dinos non andava di moda/i tempi non erano maturi per adattare la ruota alla valigia, non c’era il trolley, dunque se ti volevi portare qualcosa in giro per il mondo sconosciuto te lo portavi addosso sul serio.

Poi c’è stata la gita di 3° liceo (classico) e sono stata a Vienna, ma ricordo poco perché m’ero fidanzata un mese prima, era IL fidanzato importante, l’ammoredellavita e quindi ogni km che mi distanziava da lui era una tragedia greca.
Infatti ci siamo lasciati.

Poi è iniziata l’università a Palermo, poi in Umbria, poi il lavoro in Lombardia, il leonardo in Irlanda, il Mozambico, i viaggi vari ed eventuali.
Ho attraversato fasi in cui vagavo con il balsamo in valigia, non sia mai un’emergenzanodo, a periodi in cui vagavo con 3 calzini e 15 giorni di viaggio.
Tre non è un modo di dire. Io me li perdo, i miei calzini sono SEMPRE dispari.

Periodi in cui le valigie erano piene in maniera incredibile, avevo di TUTTO, ero pronta a fronteggiare qualsiasi evenienza/guerra nucleare/isolamento.
Volevo prolungare la vacanza da 1 mese a 15 mesi? Non c’erano problemi. Dovevo salvare il mondo? Altro che Mc Gyver.

A periodi in cui le valigie erano fatte, come dire?, acazzo.
Mi mancavano i calzini, le mutande, i maglioni se faceva freddo, i costumi se faceva caldo, compravo in giro per il mondo e tornavo a recuperare in tempi non sospetti.
Se accoppiare i colori fosse stata una religione, sarei stata blasfema.

Poi ci hanno pensato le compagnie aeree, hanno inserito limiti di peso e di dimensioni ai quali noi donne abbiamo ovviato con la "borsa personale".
La borsa personale delle donne è un luogo psicofisico le cui dimensioni sono contabili, il peso no.

Poi è arrivata ryanair.
Ryanair ci ha terrorizzati, ci ha fatto fare cose che voi umani non avete mai visto.
Ho visto gente partire con 3 sciarpe, una gonna sopra i pantaloni, le ciabatte in tasca, uno zainetto nascosto sotto un cappotto enorme.
Ho visto gente con spolverino e pelliccia, donne incinte di un marsupio, donne con pagliette a Gennaio e guanti in pile a Luglio, gente che spaccia le panelle per una nuova cura per l'orzaiolo, gente che finge di mangiare un intera mortazza, troppo grande per il bagaglio a mano, che invece sarà il suo sussidio/coperta di Linus nei tempi tristi in Africa.
Ci sono stati momenti in cui ho desiderato un figlio, i passeggini contenevano maglioni e pantaloni spacciati per necessità del bambino.
Grazie ryanair grazie per aver stimolato il mio senso materno.

In tutto ciò se qualcuno di voi trovasse a casa sua un borsone blu con delle nuvole e una manetta attaccata, non chiami la neuro.

Mi chieda l'indirizzo.

sabato 23 giugno 2012

La maledizione dell'eye liner


La domanda ha smesso ormai da tempo di essere "perchè io non riesco a metterlo?" per diventare "perchè ca**o voi sapete metterlo?".
L'eye liner è la mia personale maledizione, non riesco a metterlo, sono impedita, prendo il naso, l'attaccatura dei capelli, l'orecchio.
All'ultima visita dall'otorino c'erano tracce di un eye liner del 1994.
L'abbiamo datato col carbonio 14.
Io non sono mai stata un'amica del make up, che quand'ero piccola io si chiamava "trucchi".
Io ero una acqua, sapone e tanta voglia di fondotinta.
Infatti non farò la figa dicendovi "ah io sono bella così". No. Io sono geneticamente incapace di truccarmi.
Ma vi invidio eh. Invidio le donne che riescono a creare cose denominate "smokey eyes". Ogni tanto, quando la mia autostima è su e mi sento potente, provo. Poi mi chiama il wwf, perchè mi viene il "panda eye" e mi deprimo.
Perchè voi avete quei meravigliosi occhi allungati e definiti e io sembro un pirata sfatto?
Non sono mai stata capace di mixare ombretti, definire il contorno labbra, scegliere il trucco più adatto a me, definire il contorno occhi.
Ad un certo punto mi sono convinta che io non ce l'ho il contorno occhi.
E pace.
Però continuo ad invidiare in silenzio le donne che si truccano con successo, specialmente le donne che si truccano la mattina.
Questi esseri superiori trovano il contorno occhi alle 7 del mattino, io a quell'ora è un miracolo se trovo il bagno.
Vi ammiro, vi invidio,vi stimo, vi ammazzerei.
Però ho una domanda.
Amiche, conoscenti, ex compagne di classe, parentitutti... perchè, perchè continuate a regalarmi mega trousse con l'occorrente per truccare una mandria di adolescenti in calore? Lo sapete che io devo leggere le istruzioni e andare ad esclusione?
16 ombretti... questi sono piccoli e 16 e saranno ombretti;
questi appiccicano saranno lucidalabbra;
questo è rosso sarà fard;
la matita ci arrivo;
il mascara pure;
fine delle mie competenze.

Però vi prego, smettetela di regalarmi bestie con dentro meraviglie.
Io già ho difficoltà di mio, capire che nella zampa anteriore destra c'è l'ombretto e nell'antena sinistra il lucidalabbra è veramente troppo.

Amatemi così.
Acqua, sapone e invidia.

lunedì 11 giugno 2012

Tanta nostalgia degli anni '60

Ho notato che sono così rincoglionita che scrivo i post e me li perdo.
Quindi, fingete che sia un post attuale anche se, stranamente, notate che abbiamo la sciarpa di puro vello pecoro.

Sono stata anni '60.
Cioè hanno organizzato una festa a tema anni '60 e ho partecipato.
Nella mia città non si organizza una mazza, quindi avessero organizzato la serata a tema "rifiuti speciali- reinterpreta il tuo cassonetto" avrei partecipato.
Tutto pur di fare qualcosa di diverso.
La ricerca di un abito anni '60 che non costasse millemila euro e che non mi facesse sembrare la compagna di stanza della monaca di Monza ha avuto del paranormale.
Intanto bisognava mettersi d'accordo su COSA andasse negli anni '60.
Poi bisognava trovarlo. Obiettivo fallito.
Comunque belle, giovani e nella versione optical di noi stesse siamo andate alla festa.

Il locale era carino, arredato per l'occasione con una vespa, una televisione anni '50 e vinili penzolanti.
C'era un fotografo hippie che ti posizionava su una vespa e ti fotografava, poi ti dava un ombrellino, oggetto cult degli anni '60, e continuava a fotografarti.
Tu, che già indossavi una fascia perlata, ti sentivi più scema del dovuto.

La gente aveva una vaga confusione tra anni 60-70-80-90.
A parte qualcuna che aveva speso un patrimonio tra vestito, trucco e parrucco, qualche hippie marpione (a cui ho detto: Ah bello più peace e meno love), il resto erano misteriosi ibridi mezzi anni 60 e mezzi checazzomimetto.
La musica era tutto sommato simpatica, a parte una mezz'ora di musica da lento in cui la gente è andata a contare le fughe delle mattonelle.
L'alcool degli anni '60 era molto, molto annacquato. A livelli che avrei potuto bere una bottiglia di vodka e avere 0,1 di tasso alcolemico.
E si vede che tenevano alla loro salute negli anni '60.
Io no, mi piacciono i sapori veri, trovo emozionante che la vodka alla fragola sappia di fragola e non di levissima.

A parte le meraviglie della festa e l'assenza di fauna locale di alcun interesse, io non mi smentisco mai e continuo ad incontrare idioti.

"Ciao cespuglio, ciao, ci faresti una fotografia? E' una compatta, metti il dito qui e pigi, non mettere manco a fuoco, nsiamai ti stanca e ti crea danni permanenti".
Bong. Macchina fotografica a terra, morta.
"Cespuglio. Fammi una cortesia. Arruolati come scopritore di mine antiuomo".
Così salviamo qualcuno che non merita di morire.

Il topo.

Non ho speranza.
Secondo la proprietà commutativa, anche cambiando annata, il risultato non cambia.
Continuerei ad incontrare idioti.




martedì 5 giugno 2012

Due cuori e un profilo facebook


Vi prego basta.

Abbiate pietà, smettetela di chiedermi chiodi, pecore, banane e seghe elettriche su facebook.
Lo capite che non ho una vita? Ma vi pare che se ne avessi una la passerei su fb a raccogliere mele cotogne?
Suvvia dai.
Ma anche voi no... avete anche il fidanzato, ma trombate invece di rompere le balls a me con 'ste cazzo di richieste.
Finess.

No vabè scusate ma ne ricevo 800 al giorno, che tu trovi la notifica, pensi che un vecchio amico figo si sia ricordato di te o che il tuo ex si sia rotto 3 piedi e invece è qualcuno che sta costruendo un impianto elettrico ed è senza chiave esagonale.
Che poi sono le stesse persone che vivono nella penombra 3 settimane perchè non sanno cambiare una lampadina.

Ma fb è il male dei nostri giorni e la gente perde, non solo tempo, ma soprattutto dignità.

Amico di 1 metro e 80, con barba, bicipiti e dignità, perchè mi parli da dentro un cuore rosa?
Boh forse sarò io.
Sarà che sono acida, sarà che non trovo un bipede interessante/stimolante/bipede, ma davvero certe cose non le capisco.
Non farò la donnaemancipatachenondevechiederemai dicendo che non vorrei accanto una persona di senso compiuto.
Piacerebbe anche a me avere un uomo vicino.
Le cassette d'acqua pesano un botto.
Però certe cose non le capisco, non le farei nemeno sotto minaccia.
Come ho detto oggi ad un amico "pazienza, meglio morta che dentro un cuoricino".

Parlo dei profili multipli.
Quelli che non riescono a separarsi nemmeno on line, che condividono spazio aereo, letto, tazza della colazione e provilo facebook.
Ma perchè? mica lo pagate meno eh.
Cioè perchè quando mi scrivi in chat non devo capire chi sei? perchè quando ti faccio gli auguri non devo capire chi di due fa il compleanno? O ve lo siete fatto unificare?
Anche perchè se un profilo uomodonna scrive "Sono felice, ho comprato le scarpine rosa antico che tanto desideravo" mi inquieta un po'.
Così come fa ansia il profilo misto che scrive "crepate stronzi, abbiamo vinto noi".
Fa un po' donna a cui è meglio non chiedere niente.
E poi io le foto del profilo in coppia le capisco anche, cioè vi amate, siete carini, va bene.
Ma non vi infilate dentro cuori, piante e cose fluorescenti.
Dai su, NO.

Facebook è già discretamente portatore sano di minchiate, elimina la privacy, e fa tanto due cuori e una capanna.

Ma pure due cuori e un neurone no.

lunedì 19 marzo 2012

Karaoke e indiani


Ieri, siccome ero in amore spinto verso la mia città e amavo il mondotutto intorno a me, ho deciso di spostarmi.
Sono andata in una città vicina con 2 amici, a casa della mamma di lui.
La diluimamma, cintura nera di cucina, ci ha fatto mangiare h24. Ad un certo punto ho avuto il dubbio che mi soppesasse per mangiarmi per Pasqua.
All'urlo di "good thanksgiving!".
Dopo pranzo, alle 16, io e la mia amica ci siamo arenate sul divano.
Come le balene, anche noi siamo andate a morire lontano.
Dopo abbiamo fatto vita sociale ma, sentivamo freddo, avevamo sonno, eravamo sazie, avevamo principi di menopausa e l'intestino ballava il rock & roll.
Dopo aver avuto il coraggio di cenare, volevamo tornare a casa.
Volevamo appunto.
Fu così che ci ritrovammo in un paesino che non pensavo che esistesse sul serio, pensavo fosse uno di quei modi di dire tipo "è là, dove ha perso le scarpe il Signore" (adesso mi informerete che c'è un altare, venerato da secoli, con le scarpe suddette), a fare il Karaoke.
C'erano gli indiani, o almeno urlavano allo stesso modo.
Dopo il karaoke, in cui io ho spento l'audio e mi sono finta morta, abbiamo iniziato a ballare musica italiana.
Manco a Guantanamo.
Nella mia personale versione dell'inferno c'è il karaoke perenne e si è attorniati da gente maschiA dalle sopracciglia sottili, dalle camicie di raso bianco, dal ballo tarantolato e da donne ondeggianti su tacchi 45 che ammazzano Lucio Dalla per la 2° volta.
Praticamente ho avuto un esperienza dopo la morte.
Ovviamente noi eravamo "gli stranieri", quindi esotici giovani, abbronzati e abbordabili abbordabile (i miei amici sono accoppiati).
Quando una ha culo...

E fu così che, a ritmo di Funkitarro e il gatto e la volpe, piccole sopracciglia mi abbordò.
"Ciao piccola squaw, bevi un po' di prosecco"
"no piccole sopracciglia, grazie"
"dai"
"no"
"dai"
"no"
"dai"
"no"
"non me ne vado eh"
"per quanto mi riguarda puoi rimanere qui finchè non ti ricrescono le sopracciglia".

No piccole sopracciglia, piccola squaw non ti accetterà mai nel suo cuore.
E nemmeno da altre parti.
Fattene una ragione.

giovedì 8 marzo 2012

Auguri donne!




Oggi, per la prima volta nelle vita del blog, voglio fare un post celebrativo sulle donne.
Non per la festa, di cui ritengo giusta la celebrazione o quantomeno il ricordo, inspiegabili le modalità di celebrazione.
E' per me inspiegabile, che insospettabili donne normali, una volta l'anno ritengano interessante mangiare panini a forma di pene, dolcetti a forma fallica e andare in locali in cui peni gonfiabili la fanno da padroni.
A parte questo e le normali cretinate che, finti/e indipendenti pubblicheranno su fb, non la festa ma il periodo richiedono questo post.
In pochissimi giorni abbiamo assistito a diversi episodi di violenza sulle donne. Nell'ultima settimana 4 donne hanno perso la vita, la strage di Brescia (madre e figlia), a Napoli (per gelosia), a Verona (strangolata per gelosia).
Sono episodi che fanno riflettere.
Mi sembrava giusto spendere due parole per queste donne che oggi, più di tutte, meritano di essere celebrate.

Questo post è dedicato a donne che hanno perso la vita per uomini inutili e gelosi, a donne che hanno fatto la storia, a chi manifesta, a chi non abbassa lo sguardo, a chi risponde "fottiti" a chi ritiene che la minigonna e un carattere allegro siano sintomi di zoccolaggine, a chi studia/lavora, a chi lotta per avere ciò che merita, che sia anche un meraviglioso lavoro a nero senza diritti e con troppi doveri, a chi fa un figlio e lo ama, a chi desidera un figlio, a chi non ci pensa proprio, alle donne vestite da lampadario e a quelle che hanno la felpa di snoopie, a chi lavora in posti difficili, a chi c'è nata nei posti difficili, a chi soffre in silenzio e a chi denuncia.
Ma soprattutto è dedicato alle donne più importanti della mia vita.
Alle donne lontane, alle donne mozambicane, alle donne vicine, alle mie amiche, a mia madre e a mia nonna, che riempiono di gioia, risate, saggezza e serenità le mie giornate.
Ho avuto e ho la fortuna di conoscere donne che hanno lottato per avere una bimba stupenda, donne che hanno lottato per laurearsi in tempo di guerra, donne che lavorano/amano/insegnano, donne che ridono con gli occhi e che respirano libere e vivono.
Loro sono i miei modelli, una ricchezza infinita.

E un augurio va anche agli uomini che ci amano, che ci fanno stare bene e ci fanno sentire protette, agli uomini che ritengono che nulla sia più sexy di un cervello.

Auguri a tutte noi!
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