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sabato 13 maggio 2017

La sindrome dell'incredibile Hulk.

Torno in tragedia, così vi sento vicini, tipo pacca sulla spalla.
Ma vi avviso, sarà  un post ad alto contenuto di cazzo.

Nella mia vita ho avuto sempre uno stigma, un'etichetta demmerda, un cartello luminoso sulla testa, oppure ero verde come l'incredibile Hulk non lo so, ma io sono sempre stata quella "forte".
"Tu sei forte".
Me lo sono sempre sentita dire, laggente mi raccontava tragedie, io magari dicevo "e sai capisco", "no, ma tu sei forte".
E io ve lo giuro, che quando me lo sentivo dire avrei voluto che vi cadesse in testa un mattone, un vaso con una pianta.
Chessò, un baobab.
"No vabè, ma tu sei forte". "E certo se lo dici tu, chi sono IO per contraddirti. Ora scusa, ma devo stirare il mantello, che ho un attimo da salvare il mondo".

"Tu sei forte" è quella frase che si dice quando ci si vuole scaricare la coscienza perchè pesa il culo ad ascoltare i discorsi degli altri, perchè solo tu vedilagentemortah e puoi star male.
Io no, io sono forte.

O magari semplicemente non rompo il cazzo.
Magari semplicemente non mi lamento.

Ma a voi che vi lamentate vi invidio.
Vi invidio un botto, sappiatelo.
Insegnatemi a telefonare alla gente e raccontare 40 minuti di tragedie.
Fatemi un master di 2° e 3° livello per imparare a dire "stasera ci vediamo? Voglio un attimo morire e mi chiedevo se ti andasse un aperitivo".

Nella prossima vita voglio nascere prefica.
Voglio essere come quelli a cui dici "mi fa male il piede" e loro ti dicono "uno solo? a me ne fanno male TRE".
E niente scusa, vado a correre la millemiglia per festeggiare.

Io non sono forte.
Forse sono più forte di altri, forse ho fatto delle esperienze che mi hanno dato forza, ma per carità non mi dite che ho le palle, perchè se le avessi chiamerei il wwf con 37° di febbre e invece con il tifo io lavoravo fiera e festante.
E vomintante.

Io non sono forte, semplicemente faccio fatica a chiedere aiuto, perchè penso di disturbare, perchè, diciamocelo, un paio di voi fanno schifo e semplicemente fanno capire chiaramente che sei simpatica finchè vivilavidaloca o finchè ascolti i loro dolori che il giovane Werther in confronto era l'anima della festa.

Non so chiedere le cose, non so dirvi "sono triste, vieni da me?", non sono capace.
Amen.

Non sono manco riuscita a chiedere "accompagnami a comprare una libreria" e ho una mensola che manco Atlante sorreggeva sto peso.
Moriremo tutti.
Io e i piani a seguire, schiacciati dal peso del congiuntivo, che tanto non se lo caca nessuno.

Sono sempre io a recuperare gente persa per strada, a proporre chiarimenti se percepisco distanza.
Perchè magari c'è quello che vuole sbollire, l'altro vuole aspettare un po', l'altro ha i suoi problemi, l'altro è pieno di lavoro.
Io no.
Perchè "io sono forte".

Per me chiarire con qualcuno, chiamarlo, chiedergli "cosa è succeso, tutto bene?" è uno sforzo immane.
Preferirei andare a passeggio su un campo minato o a promuovere i diritti dei gay in Cecenia.
E' mettermi di fronte alla mia paura di non piacere, di rompere le palle, di non valerne la pena, che boh la gente si scorda delle persone manco fossero zucchero che è finito e ah ma non lo dovevi comprare tu, alla morte ciclica dell'autostima, alla difficoltà di gestire una brutta risposta.

Ma "io sono forte".

Io lo faccio perchè per me l'amicizia è sacra, perchè ci tengo a determinate persone e le vorrei nella mia vita, perchè mi preoccupo sempre di come stanno gli altri, dei loro sentimenti, bisogni, necessità, paroleopereeomissioni.

E io scherzo e faccio battute, ma non ci credo che siete così coglioni da non capire che l'attacco è la miglior difesa, che vi faccio una battuta perchè sennò mi metto a piangere.

Io lo faccio, io chiarisco e vi cerco, io vi dico "mi è dispiaciuto", ma muoio mentre lo faccio.

Perchè col cazzo che sono forte.

Ciclicamente nella vita, mi sono sentita dire di tutto.
A pochi giorni dalla laurea mi si parlava di una che POVERINA doveva fare il trasloco ed era confusa.
Pora stella.

Un "amico" di qui, parlando di un'amica, mi fa: "sai la sento sempre, se mi chiama o mi scrive le rispondo subito, lei vive da sola".
Io invece ho sistemato nel settimino la nazionale austriaca, me ne sono avanzati quattro e li ho messi sulla mensola di cui sopra.

E mi dispiace che voi non lo capiate, non capiate quanto valore vi sto dando in quel momento, che sforzo valiate per me.

Però ora mi son scocciata, sono stanca.

La libreria me la compro da sola.
In taxy.

Sempre che il tassista abbia tempo, che magari l'ikea è fuori mano, o magari piove, è stanco e poi...



















giovedì 7 luglio 2016

Ciao Emmanuel, ciao.

Non sono mai stata una ragazza pacifica.
Ho sempre avuto la lingua lunga, mi sono difesa, ho risposto a tono e sono sempre stata una rompiscatole.
Sin da bambina però, mio padre ci diceva "non reagite mai alle provocazioni, non ne vale la pena, non sapete chi potete avere davanti, anche se avete ragione voi".
Lo diceva a me e lo diceva a mio fratello.

Chissà se Emmanuel aveva un padre che gli diceva le stesse cose.
Fatto sta che Emmanuel ha difeso la sua compagna, definita "scimmia" da un gruppo di persone che dalle scimmie non vengono di certo.
Perchè altrimenti se io fossi scimmia mi impiccherei al pensiero che quellaè la mia versione riveduta e corretta.

Emmanuel chiede spiegazioni, le chiederei anch'io, ma non a 'sta gente, le chiederei a Darwin. Qualcosa è andato storto.

Emmanuel viene massacrato, viene ucciso a pugni e calci, viene gettato a terra e finito a calci e pugni senza pietà.
Ucciso.
Con le mani.
Non con un colpo di pistola, da lontano, che fa pure specie eh, ma pensanteci un attimo.
Tu spari, lui muore. Sei una bestia, ma non hai avuto il tempo di realizzare.
Tu colpisci.
Lo senti.
Lo vedi.
E continui a colpire.
Fino a quando un'emorragia interna manda Emmanuel in coma.
Sei stato tu, lo hai sentito, voluto, hai continuato.

Emmanuel e la sua compagna erano fuggiti dalla Nigeria, quella di Boko Haram, erano sopravvissuti ad un'esplosione in una chiesa cattolica.
Avevano perso i genitori e la bimba, erano arrivati con un barcone (Terroristi!11!!!) e avevano sopporato indicibili sofferenze durante l'attraversamento e chissà quali violenze.

Indicibili sì.

Perchè voi, popolo dell'aiutiamoli a casa loro, non non dovete riempirvi la bocca del loro dolore, perchè no, non lo sapete.

Emmanuel e la compagna, che aveva abortito durante la traversata, come se il dolore non fosse abbastanza, speravano di ottenere asilo politico ed erano arrivati a Fermo, una cittadina piccola, dove hanno trovato razzismo e ignoranza che sorprendono.
Sorprendono loro, sorprendono me, sorprendono voi, non sorprendono molti.

Hanno trovato l'ignoranza di chi con il culo al caldo e un pasto in tavola e senza sapere com'è fatta una bomba, decide che devono restare a casa loro.
Hanno trovato l'ignoranza di chi musulmano = terrorista.
(Che poi loro erano cristiani eh).
Boh però è uguale, nero = cattivo.

E sapete cosa?
Io oggi sono d'accordo con voi.
Sono d'accordo con voi, mie capre ignoranti che non avete mai letto nè un libro nè un giornale serio, che non pensate, che non riflettete, che cavalcate l'onda, che volete salvini.
Col cazzo che lo scrivo maiuscolo.
Sono d'accordo con voi che magari non lavorate perchè non conoscete manco la vostra lingua, perchè mi scrivete c'è lò, perchè non avete una competenza, perchè non sapete manco rispondere a un'email.
Lo stato deve aiutare voi italiani, vi deve dare il lavoro (però sotto il sole no che fa caldo e siete di carnagione chiara, di notte no che c'avete sonno, durante le vacanze manco che dovete andare a Ibiza) e non deve aiutare loro che alla fin fine, oh e che sarà mai, gli sparano n'attimo, gli tirano una bomba, gli stuprano la moglie e la figlia, gli ammazzano la famiglia, gli tolgono tutto, tutto dal cuore.
Voi devono aiutare.
Che non vi potete comprare le Hogan.
Queste sono le tragedie.

Sono d'accordo con voi.
Aiutiamoli a casa loro.

Che se tanto lo schifo che gli offriamo a casa nostra è questo, meglio lasciar perdere.

Ah, Chimiary, la sua compagna, ha disposto la donazione degli organi, senza colore, religione e razzismo.

Perchè all'odio si oppone l'amore.
Ma voi che cazzo volete capire.

domenica 26 giugno 2016

Donne da Venere e uomini da Marte


Giorni fa ho realizzato che fra qualche mese compio 35 anni.
La metà di 70.
Gesù.
Sono da reparto geriatrico.

Mi sono interrogata un po' sulla mia vita, di cui sono discretamente soddisfatta, e sui miei rapporti umano-sentimentali, meno soddisfacenti.

Mi sono chiesta se 'sta storia che noi donne veniamo da Venere e voi uomini veniate da Marte sia vera.
O se, come spesso ho pensato, veniate dal cassonetto della differenziata del mio cortile.
O dal manicomio disgraziatamente chiuso.

Scherzi a parte però mi sa che il problema è che amiamo in modo diverso, siamo cresciuti.
Questo è il danno.

Vent'anni fa ci emozionavamo per una rosa, per un invito a cena, per un complimento ben fatto.
Anche adesso eh, ma non basta.

Il problema è che adesso una delle formule del lasciarsi è "non ti merito, sei troppo per me".
Le prime volte mi chiedevo se fossi troppo psicopatica, con troppe poche tette, troppo logorroica.
In realtà ero davvero troppo.

Una buona parte di trentenni non sa cosa vuole, noi sì.
Siamo cresciute, sappiamo ordinare un vino, torniamo a casa da sole, facciamo bene e spesso meglio le classiche "cose da uomini", siamo indipendenti, non abbiamo bisogno di voi.
Semplicemente vi scegliamo.
Ma vorremmo scegliere un adulto.

Il problema è che sappiamo che meritiamo di meglio, sappiamo quando dovremmo chiudere/smettere, quando non dovremmo darvi più opportunità, quando l'unica cosa che meritate è perderci.
Ma spesso non ci riusciamo.
Anche se voi non siete capaci di prendere un impegno, nemmeno per un pomeriggio insieme, anche se non siete capaci di mantenere una promessa, anche se ci spezzate il cuore e ci fate sentire insufficienti.
A noi, che poi diventiamo troppo.

Lo so, abbiamo il ciclo e lo usiamo per mascherare il fatto che una volta al mese abbiamo bisogno di fare le psicopatiche, lo so, siamo complicate, ma siamo capaci di meraviglie.
E in realtà non siamo noi ad essere troppo, vogliamo troppo, perchè è ciò che meritiamo.
Perchè vogliamo l'uomo che ci faccia ridere, l'uomo che ci lasci libere, ma allo stesso tempo si preoccupi e occupi di noi, l'uomo che si fidi ma sia geloso, l'uomo che creda nella parità ma ci offra la cena, l'uomo che sia indipendente ma in fondo non possa stare tanto senza di noi, che magari passi la serata con gli amici ma la sera venga a dormire nel nostro letto.

E alcune di noi amano, amano un sacco.
Amano il loro lavoro, la loro casa, la loro indipendenza, la loro famiglia, le loro amiche, le loro serate tra amiche e meritano un uomo di cui non hanno bisogno, ma che dia quel qualcosa di buono che Ambrogio teneva nel cruscotto della macchina.

E io davvero mi chiedo di cosa abbiate paura e come facciate a rinunciare al troppo.

Il troppo è la cosa più bella del mondo

martedì 5 gennaio 2016

Memorie e buoni propositi





Caro 2015,

non mi turba il tuo decesso perchè, diciamocelo, sei stato un poco cesso.
Ma non pretendo di trovare rime per tutte le cose cretine che ti voglio dire.

Sei stato un anno doloroso e terribile.
Ho vissuto la perdita per me più grande, una persona che era per me d'esempio, che mi dava equilibrio, che mi ricordava da dove venivo e dove, con impegno e volontà, potrò arrivare.
Sei stato un anno in cui "amici cari" si sono voltati e dimenticati.
In cui ho sofferto la solitudine come mai prima.
Ma a noi, a persone che altri hanno definito forti, non è dato lamentarsi o abbattersi. Sennò i loro problemi chi li ascolta?
Mi sono sentita sola e lei, che mi era sempre vicina, sempre pronta ad ascoltarmi, è mancata più che mai.
E' stato un anno in cui tanto è stato difficile e deludente.

Ma è stato un anno lavorativamente brillante e che mi ha fatto conoscere gente speciale, sempre lì per ridere o per aiutarmi, per regalarmi una torta/una crema fatta a mano/un sorriso/il viaggio più bello. L'anno di amici conosciuti in un altro continente, ma vicini più che mai.
Gente che mi ama così, imperfetta, e non passa il tempo a farmi sentire tale.

E' stato però l'anno della costanza.
L'anno di chi c'era, c'è, ci sarà.
L'anno di chi è diventata più importante, capace di regalarmi momenti intensi e di grande amicizia.
L'anno di chi c'è da quasi 20 anni e SEMPRE riesce a strapparmi un sorriso.
L'anno di chi è accanto a me da una vita, è il mio fan numero uno e continua ad essere il mio supereroe perchè mi manda le castagne e mi ripara il frigorifero su whatsapp.

Io brindo a questo, alla costanza che da sola rende un anno scintillante.

Tanti, ritardati auguri.

Domani torno a litigare con le poste, promesso.

domenica 1 dicembre 2013

Mi manca

Avvertenze per l'utenza: non sprizzo gioia da tutti i pori e lo volevo dire a qualcuno. Poi però mi passa.
Quando sto male desidero sempre cambiare continente, oggi, dato che c'avevo da lavorà, mi sono limitata a riflettere su quello che mi manca dei miei viaggi.

Mi manca ricevere il buongiorno, in qualsiasi lingua. Svegliarmi con qualcuno a casa che dice "buongiorno!Bom dia!Goodmorning!è caduto un pezzo di tetto!" mi manca proprio.
Che poi io la mattina odio la gente che parla eh, però il buongiorno mi fa proprio felice.

Mi manca avere una casa mia, potere mangiare quando voglio, cosa voglio, vagando per casa e facendo briciole OVUNQUE. Le briciole, mi mancano le briciole.
A casa mia abbiamo adesso il folletto che costa quanto 2 settimane in Portogallo e non abbiamo le briciole.
E manco siamo andati in Portogallo.
Io e il folletto ci odiamo cordialmente per questo.

Mi manca una casa mia per vegetare sul divano con un'amica o per prendermi un caffè in santa pace.

Non perchè i miei siano invasivi (tipo le formiche), ma voglio una casa mia.

Non trovo le cose e divento acida, più del solito.

Voglio una casa mia perchè voglio vivere IN MUTANDE.

Mi manca aver sempre qualcosa da fare e da scoprire. Nella mia città, che ormai pare l'emmental, puoi scoprire solo buche nuove.

Mi manca sbagliare e comprare 1 kg di cogli**i metà belli sodi per l'insalata e metà molli per la salsa.
O chiedere se il PENE per pagare l'acqua è proprio lì.

Mi mancano le facce nuove.
Mioddio vi prego compaesani, fatevi 'na plastica, fatemi contenta.

Mi manca sentire caldo (in Mozambico), sentire freddo (in Irlanda), perdermi (in Sudafrica), vedere le cascatine (in Zimbabwe).

Mi manca la gente che trova sempre il tempo per tutto, che non è perennemente stanca, che non si lamenta h24, che se ti vuoi lamentare tu ti ascolta, che sa divertirsi con poco e che ha voglia di vivere.
Mi mancano gli yes men e le yes women.
Qui sono tutti amanti del no o del tifacciosaperedopo.
E poi moiono tutti.
Mi manca la gente che non ti permette di star male, perchè c'è. Sempre.

Mi manca la torta di manioca, mi mancano i miei amici, mi mancano le scimmie che passavano davanti casa mia.
Mi manca la gente felice con niente, con la faccia allegra solo perchè ha comprato due mollettine per capelli.
Qui tutti hanno ciò che desiderano, le hogan, ma hanno tutti la faccia da cazzo.

Mi manca quella gente così bella, così affettuosa, così presente.
Mi mancano gli amici sui quali contare sempre.
Mi manca svegliarmi con il guardiano che fa pulizie del giardino.
Alle TRE del mattino.
Mi manca non sentirmi mai sola.


Estou com saudades. Quella parola bellissima portoghese, così dolce, che non è solo nostalgia, è struggimento, è mancanza.

Ero un'espatriata col bidet, non mi mancava niente.
Adesso posso scegliere tra 24 marche di biscotti, ma mi sento spenta.


lunedì 25 novembre 2013

E' davvero facile partire?


"Fare la valigia è troppo facile"

Ultimamente leggo/mi sento dire spesso questa frase, quando parlo della mia idea di lasciare l'Italia.
Il tizio insoddisfatto/mantenuto da mamma e papà di turno mi risponde "eh. E' facile fare le valigie e andare via".
E' facile amico?
E' facile lasciare affetti, famiglia, amici, città in cui sei nato, per andare in un posto che non conosci e nel quale non conosci nessuno?
E dimmi, amicocaro, COSA nello specifico è facile?
E' facile avere rapporti in una lingua non tua? Non sentirti sicuro di ciò che dici? Sentirti frustrato perchè non riesci ad avere le stesse competenze che hai nella tua lingua?
O forse è facile amico andare dal medico e spiegargli che ti fa male il fianco (fianco... ehm... è qui vede?), o che il dolore è "pulsante" o "a intermittenza"?
Ma aspetta forse è facile l'infinita questione burocratica. Quella che mi faceva fare 6 ore di strada sterrata al mese e di lite in dogana per rinnovare il visto.
Una passeggiata di salute.
O forse è troppo facile quando le tue amiche si laureano/sposano/riproducono e tu, semplicemente, non ci sei.
O magari è facile quando un tuo caro sta male o peggio e, in ogni caso, non riusciresti a tornare.
Forse è facile avere una relazione? Spostandosi di qua e di là come una trottola? Bisognerebbe viaggiare insieme, ma non è facile trovare chi se la sente o chi ha voglia di impegnarsi.
La gente è coraggiosa come te che resti amico.

Oppure l'alternativa è "se ognuno restasse e facesse il suo, migliorerebbero le cose"
Ma amico chi ha detto che IO devo salvare il mondo?
Sai di cosa mi sono accorta? Che il "nostro" lo facciamo in 12 in Italia e gli altri pendono dalle labbra di chi può dare lavoro, accettano qualsiasi cosa, vanno a ritirare pacchi, fanno da baby sitter, lavano macchine anche se il loro lavoro è quello dei commessi.
Provaci tu amico a fare il tuo, sù fai il cameriere e chiedi al tuo datore di lavoro un contratto.
Sù.
E sai di cosa mi sono accorta amicocoraggio?
Che io sono onesta, io lavoro bene (al massimo delle mie capacità, poi magari sono una capra ma mi impegno) e non mi si chiama più.
E sai perchè? Una persona onesta e preparata è generalmente un pericolo.
Una persona onesta sa quanto vale il suo lavoro e sa COME si lavora, una persona onesta non ci sta a non fare lezione e firmare lo stesso, una persona onesta quando sente "non fa niente se non c'eri, firma lo stesso", fa almeno una faccia schifata, una persona onesta vuole il contratto, una persona onesta è mal vista.

Sai per chi è facile vedere la semplicità nel partire?
Per chi le cose le ha davvero facili.
Per chi torna a casa e ha il piatto pronto, ai vestiti e alla ricarica ci pensano mamma e papà, ai viaggi pure, pensano a tutto.
E voi vi accontentate.
Ho anch'io una famiglia che mi ha dato, mi dà e mi darebbe tutto.
Ma io non mi accontento, voglio iniziare a restituire qualcosa.

E' ancora troppo facile fare le valigie mon ami?
E allora perchè non le fai anche tu?

Cosa sei, masochista?

lunedì 3 giugno 2013

Matrimoni gay


Ogni tanto faccio un post serio, altrimenti poi non trovo più persone che si sorprendono che io abbia un cervello NONOSTANTE sia simpatica.
Scusate l'incipit dolce come lo zucchero, ma oggi ho l'acidità che mi mangia viva, ma non vi ammorberò con le mie paturnie.

Ci penso e ci ripenso da un po', soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti, e ho deciso di scrivere un post su un argomento un po' spinoso:
I matrimoni gay.

La domanda che spesso mi viene rivolta è "
Ma tu sei a favore?"
La risposta che do è "Ma che fastidio dovrebbe darmi?"

Quello che io mi chiedo è perchè si dovrebbe essere a sfavore, che fastidio possa dare a te, etersosessuale, che 2 uomini o due donne si sposino.
Nel dettaglio, cosa ti toglie o cosa ti offre?
Non riesco a capirlo.
Come non riesco a capire le MANIFESTAZIONI che si stanno svolgendo a Parigi, anche un po' gravi, contro il matrimonio gay.
La domanda sorge spontanea e permeata da grandi riflessioni culturali, etiche e umane: "Ma che te lo/la devi sposare tu?", "Ma che ti tolgono 5 euro dallo stipendio per ogni omosessuale che si sposa?".

Vi giuro che non capisco.
Volendo prendere una posizione io non sono pro matrimoni gay, io ritengo una inciviltà IMMENSA che ancora non ci sia la libertà per gli omosessuali di sposarsi serenamente.
Ma come ci si può arrogare il diritto di vietare a due persone che si amano di sposarsi?
Mi dà fastidio anche parlare di "matrimoni omosessuali", detesto le categorie, pare di parlare di accoppiamento di animali col pedigree.
L'ammore è ammmore, che importanza ha se chi ami è del tuo stesso sesso?
Se tu sei etero e ami una donna, perchè il fatto che una donna abbia i tuoi stessi gusti è un problema?
Tutto sommato la pensate allo stesso modo.
E perchè se io sono pro matrimoni gay, mi dici che sono lesbica?
Mangio la carne, ma mica sono una mucca.

Nell'immaginario collettivo gli omosessuali hanno una vita sessuale che manco Lady Chatterley, non sono fedeli, portano malattie e si accoppiano 6 volte al giorno.
Vi assicuro che ci sono coppie stabilissime come tra gli eterosessuali, che ci sono persone fedeli e non come tra gli eterosessuali, che sono i piccioni a portare malattie (ogni tanto pure i bambini), gli omosessuali no e che, se si accoppiano 6 volte al giorno, hanno tutta la mia stima.
E invidia.

Il problema è che l'ignoranza che domina il nostro paese e le menti dei suoi cittadini, fa apparire il matrimonio gay come una farsa, una messinscena, lagggente si immagina lui e lui vestiti uno da sposa e uno da sposo e rabbrividisce.
Vi sorprenderò, gli omosessuali hanno buon gusto.
Ho visto matrimoni che superavano il limite legale di perline e lustrini per una sola donna.
Ho visto matrimoni in cui lei sembrava una meringa scappata da qualche pasticceria, in cui gli uomini erano cangianti a seconda del lato da cui li guardavi e kg di ombretto erano morti per colpa delle testimoni.

Qui non si parla di matrimonio in chiesa, ma di matrimonio civile.
Le cinture nere di catechismo, possono deporre le bibbie.

Il matrimonio civile per gli omosessuali, permetterebbe il rispetto e il riconoscimento dei diritti delle coppie.
Quei diritti che, dopo anni e anni di convivenza, di vita comune, di condivisione di tante cose e anche, ovviamente di beni materiali, permetterebbero al coniuge di non doversene andare da casa, solo, senza un soldo e senza nulla in caso di perdita del compagno/a. Quei diritti che permettono di definire la casa "casa coniugale" e non permettano alla famiglia, nel migliore dei casi assente, nel peggiore "schifata dalle oRende scelte di vita del figlio/a", di ricordarsi che avevano sto figlio e che tutto ciò che era suo è ora loro.
Quei diritti che permettano in caso anche di semplice malessere, di poter avere delle informazioni in ospedale.
Diritti.
E ho esposto solo i più materiali eh.

Allora qualcuno mi ha detto che i matrimoni gay, non potendo generare figli, non hanno senso.
Manco fossimo conigli o avessimo come fine il ripopolamento della terra.
Tralaltro, una simile affermazione comporta l'inserimento di un nuovo articolo nel codice civile "Raggiunta la menopausa la donna abbandonerà il tetto coniugale per raggiungere un luogo in cui vivrà, con altre pari incubatrici rotte, fino alla morte".

Sull'adozione, sono sincera, non ho ancora una posizione forte. Tuttavia metto sul piatto della bilancia tante cose. Ci metto due genitori che desiderano DAVVERO un figlio, ci metto gli orfanotrofi pieni, ci metto che i bambini adottati sono stati abbandonati da genitori etero, metto coppie che hanno figli e non meriterebbero di esistere, metto che non penso che due genitori gay possano influenzare le scelte sessuali del figlio/a.
Ma non sono una psicologa e non lo so.
Mi preoccupa di più la stigmatizzazione, figlia della cultura dei giorni nostri. Ma tanto ti stigmatizzano anche se sei nero, cinese, albino, hai i capelli viola.

Giorni fa leggevo il link pubblicato da un premio nobel per la letteratura che diceva "no, ai matrimoni gay, quelli etero sono gli unici che conosciamo".
50 anni fa l'unica cura per l'influenza era il latte caldo.

Dì no al paracetamolo ti prego, fallo per noi.




mercoledì 27 febbraio 2013

Abbiamo vinto noi


Mi sembra giusto iniziare questo post, che molti di voi capiranno almeno arrivati a metà, con una dedica folle:
"Dante, ma vaffanculo!"

Bene.

Dovete sapere che ad Ottobre abbiamo avuto una bella notizia.
Siccome noi siamo una famiglia originale, al mio ritorno dalla toscana di pacco, per festeggiare, siamo andati all'ospedale.
Mia madre deve aver montata una quanche versione trial dell'antivirus, quelle che durano un mese e hanno solo i servizi base.
La diagnosi non era buona.
Siamo rimasti tutti tra lo shoccato e il senza parole finchè, con estrema e infinita empatia, una dottoressa che stava per entrare nella stanza in cui mia mamma stava facendo un importante accertamento, con una faccia più brutta di quella che già avesse (cosa non da poco), disse ad un altro medico: "Aspetta che qui c'è una signora con un linfoma che uhm..".

Dante (la dottoressa è stata così soprannominata per il suo grazioso naso),
ti auguro che un tuo parente si ammali (raffreddore eh) e il medico dica una cosa del genere.
Così impari e perdi 45 anni di vita.

Oggi, dopo tanti mesi di cure, tristezza, ecc, abbiamo avuto la bella notizia.
Stiamo bene!

Il post sarà di ringraziamento, con nomi e cognomi. Perchè c'è gente che merita il nobel e la gloria, non perchè promette l'IMU, ma perchè rende il mondo un posto bello.

Voglio ringraziare Piero e Valeria, i miei più cari amici, i primi a sapere, quelli che, pur avendo i loro enormi problemi, sono stati i primi a tirarmi su.
I primi a rispondere alle domande "come si accetta, come si va avanti" perchè sanno, purtroppo, di cosa parlo.
Quelli che mi hanno sempre ascoltata e fatta ridere. Quelli che, mentre ero confusa, mi sentivo sola, disperata e depressa, mi hanno dato la mano.
Voglio ringraziare le mie cugine, che si sono sempre interessate e cercavano diete e cibi innovativi per aiutare durante le cure (cugina? i vermetti sono morti tutti, credo di inedia, sono una persona orribile?).
Voglio ringraziare quei parenti che ci sono stati sempre, che si sono offerti per qualsiasi cosa e hanno chiamato 95 volte al giorno per tirare su mia mamma.
Anche quella zia che aveva il diritto di chiudersi in camerino e piangere perchè ne avrebbe avuto i motivi.
Voglio ringraziare Ileana e Michi, sempre presenti, sempre con me, sempre disponibili. Non mi hanno mai lasciata nè sola nè a deprimermi. Grazie per la totale assenza di democrazia quando vi dicevo "no, non voglio uscire" e rispondevate "ok, stiamo passando".
Voglio ringraziare chi ha capito che il viaggio per cercare lavoro non era solo quello, ma era anche una ricerca di serenità e cambiamento.
Grazie per le cene, per il cinema con la gente pazza, per avermi quasi uccisa con il pelo di gatto, per avermi comprato il mango, perchè mi piaceva pure sistemare casa con voi.
E ringrazio:
Maya, che mi ha quasi uccisa col pelo e mi ha evitato di pensare ad altro che non fosse "respirarespira".
Giovanni, perchè anche se se la prendeva con me quando non riusciva a consolarmi ed è un po' impedito nel consolare, c'è stato, è stato dolce e presente.
Anna, che dall'Emilia Romagna, mi è stata tanto vicina da sentirla qui.
Adele, che ogni volta che mi sentivo depressa, mi rallegrava con i video in cui fa il cane, la mucca e il gatto.
Altri amici che ci sono stati, Barbara, Palmi, Manlio, Rino, ecc, in maniera discreta e delicata.
Alcuni amici che ci sono stati, pur non sapendo, solo perchè ero giù, voi che mi leggete compresi.
Alcune amiche di mia mamma, una in particolare, che ci ha pure cibati.
I medici, quelli bravi, quelli dolci, come la dottoressa che mi è venuta a cercare dopo che ci hanno dato la notizia.
I medici, quelli stronzi, vi auguro l'impotenza, ma non quella generandi (eh eh, vi piacerebbe), quella coeundi.
Gli dovete dare l'estrema unzione proprio.
Mia nonna, 91 anni, alla quale non avevamo detto niente, e che mi ha detto un giorno "sai? ho fatto l'offerta per il cancro".
Per farmi capire che se in famiglia c'è qualche scimunito, lei non fa parte del club.
Mio padre, supereroe come sempre, che ha fatto di tutto e di più. Io non potrei essere più felice e fiera di averti come padre.
Tuti quelli che sono stati capaci di dare e di esserci, che hanno capito nervosismi, antipatie e chiusure, che hanno trovato il tempo sempre, anche per un semplice caffè.
Perchè quando si sta male, quando si soffre, ogni cosa aiuta, e non deve essere un grande gesto, non si deve necessariamente parlare del problema, basta stare vicini, essere di compagnia, raccontare dei vostri figli, dei vostri casini, aiuta.
Grazie, voi rendete il mondo più bello.

E mia mamma che non s'è mai lamentat ha rotto i coglionbi q.b., ma ha superato le sedute, i dolori, i fastidi, la nausea, la perdita di capelli, la perdita di speranza, che mezz'ora dopo la prima chemio mi ha detto: "Ho ancora i capelli!". Perchè immaginava che i capelli si lanciassero in un suicidio di massa al grido di "tutti a terra!".

Brava mamma, manco i gatti c'hanno tutte ste vite.

Te l'avevo detto.
Abbiamo vinto noi.

sabato 15 dicembre 2012

Un Natale di seconda mano






Giorni fa sono stata a Catania.

Mi piace Catania, è una bella città, allegra, solare, gente simpatica.

Sono stata al mercatino.
Il mercato di Ct è abbastanza grande, si trova di tutto (compresi citofoni con i cognomi ancora attaccati) e per adesso anche le deocorazioni natalizie.
Amo il Natale, s'era notato?
Nastri per l'albero come se fosse quello di niù iork, nastri con i quali ho un rapporto catulliano.
Odi et amo.
Li adoro, sono colorati e sperluccicosi ma li posiziono demmerda, che pare che è passato furia cavallo del west SOPRA al mio albero.
Ma vabbè anche il Natale storto ha il suo perchè.

Torniamo al mercato.
C'è una parte con carne, pesce, frutta, salumi, formaggi, cose misteriose, socchegghiè (per i non bilingui "everything").
Una parte del mercato è molto economica, presumo sia la parte dedicata alle cose di seconda mano.

Ho visto moltissimi anziani rifornirsi di abiti caldi per l'inverno e una nonna scegliere con amore dei pupazzetti , forse per il Natale dei nipoti.

Mi si è stretto il cuore.

Non perchè ritengo triste comprare roba usata, limita anzi il consumismo e si dà nuova vita ad oggetti vari.
E' triste che sia l'unica opzione.
E triste che chi lavora non possa andare in un negozio e scegliere ciò che desidera.
E' triste che chi ha lavorato una vita non possa comprare ai suoi nipoti i Gormiti o chi per loro (abbiate pietà, il mio parente maschio più ggiovane ha 26 anni).

Ho visto una mamma dare dei grissini alla bimba perchè abitano ad UN' ORA dalla scuola della bambina e non possono permettersi una macchina.

Se io gestissi uno Stato del genere, mi vergognerei profondamente, non riuscirei a guardarmi allo specchio la mattina e indossare il mio abito da mille euro.
Non riuscirei a prendere l'auto blu e andare a lavoro.
Non riuscirei a sedermi a tavola a Natale e mangiare come se non ci fosse un domani.
Non riuscirei a guardare i miei figli aprire regali strafighi e pensare a quei bambini che riceveranno un cane di pezza.
Ma per vergognarsi ci vuole dignità e noi non ne abbiamo.

Io non vi auguro cattiverie perchè sono troppo buona.
Vi auguro di dover guardare vostro figlio negli occhi e dovergli spiegare perchè lui non può fare i compitiandareacalcettoegiocareconlawii, perchè il pomeriggio, deve chiedere le elemosina.


E Napolitano?

Sai quanti cazzo di gormiti ci venivano con 8000 euro al mese?






mercoledì 5 dicembre 2012

Nani e cacciabombardieri

Ordunque ho ripreso a lavorare con i nani.
Agratise manco a dirlo, ma vabbè fa bene al cuore e li dovrei pagare io.

Quest'anno i nani sono come al solito di tutteleetà e varie nazionalità: Marocco, Romania, bimbi rom, bimbi non so ancora.

Comunque abbiamo fatto i compiti, conosco l'Islanda che non potete capire, Gesù tieniti vicino la mammina della poesia fallo per me, gruppo "gn" cortesemente muori che sullo "gnomo" e la "castagna" mi s'è disperato un nano.
Il nano di cui sopra è scoppiato in un pianto disperato per la divisione in sillabe, poi mi ha spiegato che doveva ricopiare le parole "e basta" e mi ha chiesto di disegnargli un genio della lampada.
Ora.
Ad un nano di 1 metro vestito camouflage non si dice mai di no.
Speraddio che sto disegno non lo abbia segnato a vita.

Stato cortesemente mi spieghi come cazzo mi metti una bambina arrivata 5 mesi fa che conosce 7 parole di italiano, in 2° media?
Ovviamente la bambina ha studiato con me.
"devo fare le espressioni"
"stellina, non posso, non so farle, chiediamo a quel baldo giovine che essendo al liceo le saprà fare"
baldo giovine: "sì io so farle, ma come le spiego che se la base è negativa e l'esponente pari diventa +"
io: "ammore glielo spiego io, semplificamo eh"

Comunque non so fare le espressioni.
Comunque parte seconda, manco le divisioni a due cifre.

Dicevo che ho una naturale propensione con i bambini, probabilmente perchè sono estremamente matura.

Nana: mi fai vedere la lingua?
Io: prima finisci le addizioni
N: no, prima la lingua
I: no, le addizioni
N: e io non faccio le addizioni
I: e io non ti faccio vedere la lingua. Ecco.



Però ho una pazienza inumana. Sul serio.
Solo con la gente bassa però, il resto del mondo lo odio dopo 3 minuti.
E un aplomb che non si può capire.

"Maestra quanti anni hai?"
"trenta"
"oooh come il mio papà"
"... quanti anni hai stellina?"
"9"
"meoddeo"


Però ecco, io avrei un appunto.
Stato?
Sai che mi ha detto una bambina?


"maestra io sto molto al sole"
"perchè tesoro?"
"non posso dirlo"
"è un segreto? va bene non dirmelo"
"sai quelle che chiedono le elemosina? io sono una di loro"


Stato? me lo dici tu cosa rispondere a questa bambina? Che le dico "amore al posto del giubbotto che non hai con 6°, abbiamo comprato un cacciabombardiere? lo so che vestivamo te e tutta l'africa, ma a noi il caccia piace, sai".

No ecco stato o chi per te, stasera, fammi una cortesia.
Esci con una maglietta di cotone e un gilet che non si chiude bene sul davanti.
Torna a casa così, con 6°.
Poi compra un altro cacciabombardiere.


E chiamami, che ti suggerisco che uso farne.

mercoledì 10 ottobre 2012

Un bicchiere di vino la seppellirà!



Non so come iniziare questo post, che mi coinvolge molto emotivamente.
Vi invito a riflettere un po' sulla ricerca.
La ricerca medica, nonostante il governo tenti in tutti i modi di ostacolarla, ha fatto passi da gigante.
Lo dobbiamo ammettere.
Non ha fatto i miracoli che vorremmo (ti prego, FALLI), ma li ha fatti.
Fino a poco tempo fa, tumore era sinonimo di fine. Oggi invece c'è speranza.
Fino a poco tempo fa malattie come la SLA erano sconosciute, oggi no, oggi, sebbene non si riesca ancora a capire perchè e come la SLA colpisca, si fanno passi da gigante, si fanno piccoli miracoli.
La vita di una persona che sta male può essere migliorata e la ricerca fa questo.
E non è solo la loro vita ad essere migliorata, lo è anche la vita di chi gli sta intorno.
Non fermiamoci MAI alle persone che stanno male, loro soffrono, loro lottano, ma le persone che le amano lottano 2 volte, per i loro cari e per loro stessi, per fare andare avanti una vita, una routine, tutto con un peso sul cuore.
Sono persone eccezionali, sono persone forti, sono persone da cui imparare.
Persone che, se molto giovani, crescono rapidamente, persone che, invece di perdere l'empatia, ne acquistano una tanto profonda da scioglierti il cuore, persone che non si sentono mai peggio degli altri, non trascurano mai gli altri, ma gli sono vicini, sempre.

La ricerca regala oggi piccoli miracoli.
Regala il miracolo di restituire la possibilità di camminare ad una persona che l'aveva persa.
Restituisce la parola a chi l'aveva persa.
E sapete questo cosa vuole dire?
Vuol dire risentirsi più vivo, recuperare la propria dignità, potere parlare con il proprio figlio o la propria figlia lontani.
Potere, dopo tanto, sentire ancora battere il tuo cuore e farne battere 10 all'unisono col tuo.

E' un piccolo miracolo.
E' un enorme miracolo.
Perchè se una cosa così può portare tanta gioia, può far splendere il sole in una giornata triste, va celebrato come miracolo.
Sentire parlare di nuovo una persona è una commozione incredibile.
E' felicità pura.

E allora aiutiamo la ricerca, non fermiamola!
E' possibile donare 2 euro mandando un sms al 45505. Oppure donare 2 euro o 5 euro da rete fissa chiamando il 45505. 
Per chi invece si trovasse ad Agrigento è possibile con 10 euro comprare una buona bottiglia di vino.
Dai ragazzi, sono 2 pacchi di sigarette in meno, 2 bicchieri di qualcosa in meno, una stronzata in meno a cui trovare posto in casa, tutte cose dannose insomma! 
Invece di fare la fila per l'aifonn 5, fate la fila per il vino. 

Parafrasando i contestatori, lottiamo tutti insieme contro questa malattia
Un bicchiere di vino la seppellirà!

Ps ubriacatevi sù, avete la mia benedizione. Non mettetevi alla guida dopo, comprate tanto vino e bevetelo responsabilmente.


giovedì 1 marzo 2012

Vorrei un bagno tutto mio

Una settimana prima di partire, per motivazioni varie ed eventuali che chiameremo "treccine", ho avuto in casa due ragazzine mozambicane.
Ragazzine perchè io sono antica, sono vecchia scuola e a 17 anni ero discretamente scema.
Lei ha 3 figli.
La ragazzina di 17 anni ha 3 figli, uno di un anno, una di 3 anni e una di SETTE anni, anzi circa 7 anni, non si ricordava bene.
Quindi è nata quando la mamma aveva tra i 10 e gli 11 anni, mamma che sarà rimasta incinta tra i 9 e i 10 anni. Io non ero capace di allacciarmi le scarpe e lei aveva le doglie.
Vivono in una casa con il bagno in comune ad altre 20 famiglie (tutte naturalmente con bambini e con i problemi di salute generati da malnutrizione, scarsa igiene e poche cure mediche) e io penso a degli amici con cui sono partita che non potevano assolutamente stare in un backpackers 2-giorni-2 con il bagno fuori dalla stanza. 'Nsiamai.
Le chiediamo se vuole altri figli e se fa "pianificazione familiare" (non è una domanda assurda come sembra, in Mozambico c'è una propaganda martellante).
La ragazzina ci spiega che non ne ha bisogno perchè è lei a decidere quando e se rimanere incinta, dipende dalla sua volontà.
Pensavo si riferisse al sesso, all'astinenza insomma (i metodi anticoncezionali sono sconosciuti in determinate fasce della popolazione), e mi pareva discretamente assurdo e inconcepibile per l'Africa, invece parlava di volontà in quanto tale, cioè di avere un rapporto completo ma decidere di non rimanere incinta. Per rimanere incinta è andata da parecchi curandeiros (stregoni) che le hanno dato un beverone che "l'ha fatta rimanere incinta".
Chiaramente i bimbi non sono tutti figli dello stesso marito che, oltre ad avere un età indefinibile (alla domanda "quanti anni ha tuo marito" ha risposto "qui ognuno sa i suoi anni"), è senza lavoro.
Adesso è il nostro guardiano del finesettimana, siamo troppo buone.
L'altra ragazzina ha 18 anni e il pancione di sette mesi.
Faccio la prima gaffe chiedendole se è bimbo o bimba e mi illuminano sul fatto che qui non si fanno ecografie se la gravidanza procede bene e mi spiegano che non è corretto chiedere il tempo della gravidanza o toccare la pancia perchè indica le cattive intenzioni della persona che, conoscendo il periodo del parto, può lanciare una maledizione e creare problemi al parto.
In 4 minuti ho fatto 4 gaffe, sono fiera di me.
Mi spiegano che non si mettono al mondo troppi figli perchè se non si hanno le condizioni per mantenerli e la loro vita va male, viene immediatamente additata come colpevole la madre, vista come feticeira (strega cattiva). Inoltre se la gravidanza è problematica, è la suocera a decidere se la mamma può andare o meno all'ospedale, perchè i problemi durante la gravidanza possono derivare da infedeltà e quindi non meritare assistenza medica.
La vita quotidiana è molto molto complicata, continua la ragazza, c'è poco da mangiare e poca varietà, mangiare carne o pesce è una festa, un'occasione, per questo per procurarsi il cibo molte donne "intrattengono rapporti sessuali con altri uomini" e poi tornano a casa dal marito a portargli il cibo.
E io ho anche visto con chi intrattengono i rapporti sessuali quelle che, sotto il trucco e i vestiti sexy, sono ragazzine spessissimo minorenni.
Sono quelli che io chiamo "finti cooperanti", quelli che vanno in Africa per guadagnare, per fare la bella vita e per sentirsi un po' patroes (padroni), cosa che in Italia o nei loro paesi d'origine non potrebbero fare. Sono quegli insospettabili professionisti che necessitano di solleticare la propria autostima sentendosi adorati e potenti.
Rimanendo in tema di stregoni, l'altra ragazzina, sentendo un passero si spaventa, e mi spiega che i passeri sono generalmente messaggeri dei feticeiros e portano cattive notizie o disgrazie.

Quando partecipo a questi discorsi, mi sento sempre strana. Mi sento fortunata perchè se non fossi qui non avrei mai saputo queste cose e conosciuto una realtà tanto diversa, mi sento viziata perchè ciò che per loro è un normale accadimento quotidiano io non l'ho nemmeno vissuto o conosciuto, mi scappa un sorriso perchè anche se mamme, mogli, donne che superano infinite difficoltà, sono sempre ragazzine a cui piacciono le scarpe e i bei vestiti, ma mi sento anche tanto impotente.
Impotente perchè non so nemmeno cosa dire, è una realtà così diversa e lontana da me che non mi sento di rispondere nulla e ho paura di sbagliare, impotente perchè ci sarebbe tanto da fare, tanto aiuto necessario che non si sa da dove cominciare.

A volte non resta che stare in silenzio e imparare.
Imparare quello che una ragazzina di 17 anni ha da insegnarci, che invece di un paio di stivali Armani vorrebbe solo un bagno tutto suo.

giovedì 23 febbraio 2012

Il dentista di Biancaneve


Dato che mi sentivo molto diva di hollywood, giorni fa sono andata dal dentista per una pulizia dei denti e uno sbiancamento laser.
Il prossimo passo sarà il lifting.

Comunque, vado dal dentista che mi visita e mi predice la morte, perchè mica sono come la gente normale io.
Voi andate dal parrucchiere e uscite coi boccoli.
Io vado dal parrucchiere ed esco coi boccoli e 6 ore di vita.
Così, per emozionarmi meglio.
Ho: una carie, un dente morto e una cosa che non ricordo come si chiama ma chiameremo ipergengiva e che mi è stata spiegata così:
"senta mi fa male llì"
"eh si hai una dkhgjfhuri"
"cioè?"
"la gengiva è cresciuta troppo"
"per compensare le tette che non lo hanno fatto a dovere immagino"
"quindi ha creato un tessuto tipo nei TUMORI"
"o.O!!!"
"no vabè era un esempio per farti capire il fatto che ha straripato"
"il fiume dottore, usi il fiume e gli argini, così la gente non le muore"

Dialogo:
"Scusi perchè questo dente è meno bianco?"
"è morto"
"porello, quindi?"
"si deve devitalizzare"
"ma non è morto?"
"sì, ma si deve devitalizzare"
"tipo il colpo di grazia capisco e poi?"
"poi rimarrà NERO"
"osssignur tipo la strega di Biancaneve???"

Seguono 3ore3 di "mangia la mela Pella PamPinaaaaaaaah"

Sono una persona estremamente matura.
I know.

Dentista Update:
Viste le previsioni di morte, sono andata dal dentista parte seconda.
"Eh sai qual è il problema dei tuoi denti?"
"No, quale?"
"Deglutisci come i NEONATI"
"NchesenZo o.O"
"Spingi con la lingua e i denti si spostano".

Ma io malattie dignitose MAI eh?

martedì 1 novembre 2011

Come i vampiri!

Se ben ricorderete (perchè confido nel fatto che non abbiate una vita sociale intensa e passiate le serate a leggere il mio blog) il mese scorso ho avuto il mal di denti e mal di denti.
Ma proprio un ciccinin, un dolorino passeggero.
Tra i vari rimedi disperat naturali che ho provato, mi sono fatta di aglio.
Bella e sexy come una bruschetta ero convinta di stare meglio.
Potere dell'effetto placebo o de 3 oppiacei a stomaco vuoto.
Non saprei.

La situazione e l'ovvia assenza di vita sociale, mi hanno fatto ripensare ad una conversazione assurda a cui avevo assistito/preso parte con la stessa attività di un opossum, tempo fa e che mi aveva portato a pensare che Darwin, con la sua teoria evoluzionista, non aveva capito una cippa.

Il nostro amico aglio ha tante buone qualità, aiuta il sistema immunitario, serve per il mal di denti, per le adenoidi, una serie di ghiandole che nessuno di noi sa di avere, ma che saranno sicuramente utili, allontana i vampiri, la gente fastidiosa, ecc ecc...
Un tizio ci ha scritto un libro "Aglio. Proprietà medicinali e poteri di guarigione di un alimento eccezionale".
L'uomo in questione sarà pure sano ma presumo abbia una vita sociale poco movimentata.
Tutto sommato però, vampiri compresi, la bilancia pende a favore dell'aglio.

Fino a quando sono stata informata che l'aglio è grezzo.

Ora.
Io di grezzi ne ho visti un botto, soprattutto coloro i quali, CONVINTI di essere fighi e alternativi, indossano lettere fluorescenti che definiscono ricco il loro culo, o quelli difficilmente distinguibili dalle palle da discoteca, o ancora quelli con lo slippino bianco...
L'elenco potrebbe continuare all'infinito, ma l'idea che l'aglio fosse grezzo non mi aveva ancora sfiorata.

A questo punto, ho ritenuto utile pormi una serie di domande.
A mo' di test della mia e dell'altrui sanità mentale.

E ho scoperto che:
aglio e cipolla sono grezzi;
il salmone pure (mistero della fede);
il maiale è contro i precetti morali di ogni brava persona;
non bisogna nominare il nome della maionese invano;
hummus, cous cous (senza pesci grezzi) e verdurine sono politicamente corretti.
Se morite di fame, almeno morite finI.

Una serie di domande sorgono spontanee.
Quando un pesce si definisce grezzo? Tipo, lo scorfano che è brutto per antonomasia, è definibile grezzo o ha il fascino intellettuale dei brutti?
E lo scalogno, è grezzo in quanto parente della cipolla? No perchè la situazione si complica con il fatto che il giglio è parente della cipolla e che io ricordi è simbolo di purezza, non manifesto dei grezzi riuniti.

Adesso vi saluto che vado a fare colazione con un pezzo di torta di manioca, un tubero parente della patata.
Che quella mi pare sia universalmente amata.

giovedì 13 ottobre 2011

Prove tecniche di demenza

Ultimamente sto cercando di uccidermi.
Da sola, che io sono una persona autonoma.
Sono andata in Zimbabwe, mi sono sentita gggiovine e sono andata a cavallo.
Prescindendo dal fatto che non ci credeva manco il cavallo e ho avuto la forte sensazione che, quando sono arrivata elmettomunita, abbia riso, ho fatto un'ora di safari.
Boschi, vedute da signore degli agnelli, alberi, fiori e tutte ste belle cose.
Freddo allucinante.
A fine serata vagavo raminga con un rotolo di carta igenica causa raffreddore e non mi potevo sedere causa maldiculo.
E' che ho tutte e due le tette (evitiamo battute puerili grazie) e quindi non mi hanno potuta eleggere amazzone del secolo.

Stasera poi ho deciso di cenare, attività comune a buona parte dell'umanità.
Dato che la voglia di vivere e di cucinare si era suicidata verso le 18, ho deciso di infliggermi una punizione.
Sotto forma di zuppa knorr.
La cosa sembrava semplice: cappottare l'intero contenuto in 850 ml di acqua, andare a vedere grey's anatomy e appena appare il fumo stile cernobyl tornare in cucina.
Prendo la zuppa e decido di versarla comunque nella mia ciotolina da repartocureintensive, quando un lieve abbarcamento del pentolino permette alla zuppa di fuggire e atterrare:
a- sul mio piede;
b- sulla mia mano.

Ora.
Il piede, con abile gesto, giro di 360° tipo esorcista, me lo sono pulito sul tappeto, la mano no.
Avendo il pentolino in mano e non volendo spargere zuppamarrone in tutta la cucina, l'ho appoggiato e poi mi sono data alla bestemmia libera.

Secondo me se vado a Lourdes inciampo, cado nella piscina e affogo.
Sono senza speranza.

giovedì 4 agosto 2011

Mal di denti secondo tempo

In ritardo ma vi aggiorno.
Nel caso in cui voi tutti stiate morendo dalla curiosità/siate affranti dal mio dolore e non possiate più vivere senza saperlo, sto meglio.
La notte dopo il tamponamento e la droga pesante non ho dormito.
E ho ponderato...
Ho odiato il mondo, i denti, VOI tutti che dormivate sereni, chi non dormiva perchè avrebbe potuto farlo, e ogni cosa vivente e non.
E ho fissato l'orologio.
Sono le 3.00, fra 5 ore chiamo la dentista.
Sono le 4.00, fra 4 ore chiamo la dentista.
E così via.
Alle 8.00 ho chiamato la dentista che, per cattiveria, è andata in ferie.
Ma mica al mare, mica vicino, in AMERICA è andata in ferie.
Perchè io può.

Decido allora di pianificare la mia felicità e impegnare il mio stipendio.
In 15 minuti ho mobilitato una ong, la cooperazione italiana, la comunità italiana di Maputo, quella di Beira e quella di Cape Town.
In 45 minuti avevo un aereo, una dentista e un tassista.
E non avevo più uno stipedio, ma son dettagli.

Chiaramente prenotando un aereo un'ora prima del decollo, con conseguente minaccia di morte alla donnina che riteneva che non ce l'avrei fatta a prendere l'aereo, trovi posto solo in EXECUTIVE class.
Lì una donnina solerte ti porta l'asciugamani rovente.
A me.
Una che avrebbe pagato oro una borsa col ghiaccio.
Dopo inizia a chiederti, ogni 45 secondi, se hai bisogno di qualcosa.
"no grazie"
"No grazie"
"NO"
"morfina ne avete?"

L'atterraggio a Maputo è stata un'esperienza mistica. Dire che ho visto la luce è poco.
Credevo sarei morta, ma la cosa mi tornerà utile nel raro caso in cui io decida di riprodurmi.
Scesa dall'aereo sono entrata direttamente nel taxy e 15 minuti dopo ero stesa in un lettino, in una stanza verde.
Io non so i vostri dentisti, ma il mio somiglia a Babbo Natale senza barba. E' grassoccio, con la faccia tonda, gli occhi piccoli, insomma non è che mentre fissi i tuoi denti riflessi nei suoi occhiali pensi a chiedergli di sposarlo...

La mia dentista era una specie di top- model in short e tacchi che zompettava felice della sua taglia 42.
E delle sue stupende treccine.
Io, che non dormivo da 72 ore, non masticavo da 96 e odiavo il mondo da tempo indeterminato, bianca morta da 3 giorni, con i capelli da stregacomandacolori e un abbigliamento sexy come non mai, mi sono sentita un attimo cessa.
Ma giusto un po'.
La tizia mi ha fatto sedere sulla super poltrona, mettendomi un bavaglino di plastica, gli occhiali da minatore e un coso in bocca che hanno potenziato di 100 punti le mie qualità seduttive.
Però, come tutti i dentisti, dopo che ti fanno spalancare le fauci, inseriscono l'aspirabava, inseriscono 3 mani, 12 strumenti e 4 trapani, iniziano a farti domande.
Per farti sentire cretina.
"Da quanti giorni hai il dolore?"
"acchio"
"Come?"
"ACCHIO"
"non capisco"
"ma va... Quacchio"
"Ahhh quattro! hai mangiato"
"Accosa"
"hai malattie? sei in salute?"
Ecco.
Lì davvero non sapevo che dire.
"Ma guardi ho la salmonellosi, un braccio nero, un tendine stirato, un ginocchio ammaccato, una discopatia. Per il RESTO tutto bene".
Ho mentito spudoratamente e ho risposto "Utto ene".
Dopo l'anestesia il mondo mi ha sorriso, sono diventata lesbica e profondamente innamorata della mia Naomi Campbell dentista, sono andata ad affogare i miei dispiaceri nelle calorie di una fetta di tramisù formato gigante e nello shopping.
Dopo 12000 calorie, 5 paia di orecchini, 3 borse, 2 collane e altri vari indespensabili acquisti ero un essere umano felice.

mercoledì 20 luglio 2011

Cara sfiga ti scrivo

Cara sfiga,
io e te dobbiamo parlare.
Mica per niente eh, io non è che mi lamento delle mie sfighe, le affronto col sorriso in bocca e l'antalgil in borsa.
Però n'attimo eh.
Il mondo è pieno di gente, mica ci sono solo io. Sarebbe carino dividere la sfiga, a me va pure bene 80% io e 20% il mondotutto.

Ho un mal di denti mostruoso, probabilmente ho un ascesso o forse una pulpite, cosa dal nome assurdo che fa pensare ad un polpo.
'Mpiccicato nel dente invece che 'mpiccicato e basta come in genere succede con i bipedi locali.
La cosa bella dell'ascesso è che mi sta permettendo di provare droghe nuove ed eventuali, nel tentativo disperato di farmi passare il dolore.
Nel ricordarvi che ho la lingua bucata, vi informo che ho una soglia del dolore discretamente alta e se io dico che fa male, vi assicuro che fa male.
Nella disperazione ho perciò preso una compressa di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e un oppiaceo.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e due oppiacei.
Tutto unito a 3 compresse di antibiotico da 1 gr.
Dovrei essere svenuta di schianto o almeno vedere Brad Pitt nudo che fa l'hula-hop in camera mia e invece niente, la disperazione.
L'unica cosa che mi da sollievo e l'acqua.
Praticamente passo il tempo a bere e fare pipì, sono l'essere umano meglio idratato del Mozambico.
Del Piero e il suo uccelletto mi fanno un baffo.

Quando una è disperata in genere va su google e gli parla dei suoi problemi.
E google risponde, che nemmeno un terapeuta è così sollecito.
Mi informa perciò che, come rimedio casalingo può essere utile l'applicazione di chiodi di garofano o di aglio.
Dato che chiaramente casa mia brulica di chiodi di garofano, è domenica, non ho idea nè di come sia fatto un chiodo di garofano nè di come si dica in portoghese, decido di passare all'amico aglio.
Perchè naturalmente mica poteva essere la violetta o la menta, che oltre al sollievo ti danno la possibilità di continuare ad avere rapporti sociali, no, l'aglio.

Vi devo dire però che ora so di bruschetta, ma la vita mi sorride un po' di più.

Però amica sfiga, io so di essere un pochino rincoglionita, un pochino svanita, un pochino poco attenta ai dettagli spigolosi, un pochino cieca e tutto quello che vuoi. Lo capisco che lo fai per me, per farmi godere poi le piccole fortune che mi da la vita.

Però passi la salmonellosi con analisi micidiale, passi il volo in versione supergirl dei poveri, passi lo stiramento del tendine conseguente alla caduta, passi il mal di denti...

... però essere tamponata mentre mi vado a fare l'analgesico intramuscolo mi pare un ciccinin esagerato...
Ecco.
E no, se lo volete sapere non mi sono nemmeno fermata (qui non esiste che una donna si fermi di notte ad un incidente), ho guardato malissimo l'omino in moto che mi aveva tamponato, ponderato seriamente di fare marcia indietro, e sono ripartita a 100 km/h brandendo la mia siringa della gioia.
Nessuno, nessuno, poteva mettersi tra me e il tora-dor.

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martedì 28 giugno 2011

Quando la salmonellosi diventa piacevole

Dopo un fine settimana che più che de fuego è stato de fevre, in cui nausea e solitudine sono stati i miei migliori amici, ho iniziato una settimana de fuego e lavoro.
Lunedì per sport sono andata a fare il test della malaria, saranno state almeno 3 settimane che non lo facevo e mi pareva male.
Matusalemme nella solita clinica azzurra mi buca, chiaramente senza guanti e mi dice che "da lì a un'ora" sapremo di che morte devo morire.

Da lì a DUE ore il mio test è pronto, negativo.
Festa e felicità.

Martedì, non soddisfatta, decido di fare il test per la salmonella.
Meno male che era positivo perchè se continuavo arrivavo al colera.

Torno da Matusalemme a puffolandia che mi buca per bene.
Così per bene che mi rompe la vena. Il mio braccio si gonfia, diventa blu e la vena super dura.
Sì sì lo so che state storcendo il naso schifati e magari vi sentite in colpa perchè quella povera donna sofferente, che poi sarei io, vi fa un po' senso.
E non vi preoccupate che mi facevo schifo da sola.
La vena si vedeva attraverso la maglietta e faceva tanto culturista che non deve chiedere mai.
Ragion per cui esco dalla clinica e cerco un medico vero, che mi controlla il braccio, impreca silenzioso verso l'analista e mi dice di tenerci sù il ghiaccio e aspettarmi un'ematoma di dimensione epocali.
Già che ho pochi lividi... e si vede che la donna pestata fa sangue.

Dopo di che lavoro con la nausea gravidica, la pancia gravidica, l'amore per l'analista e il ghiaccio sulla supervena.
Avevo pensato di spargere due ceci e inginocchiarmici sù per amore di completezza.
Ometterò la mia giornata e mi limiterò a dirvi che la salmonellosi è stata l'evento più gradevole.

Come se non bastasse domani vado in Zimbabwe per il consueto suppizio, ma non avendo più visto potrei rimanerci ad oltranza.
Io, bigvena e la salmonella.

In ogni caso ho deciso che la prossima volta gli faccio cercare la vena nelle tette.
Visto l'effetto non posso che trarne beneficio.

venerdì 6 maggio 2011

All'ospedale tic e tac

Come sempre, nella mia ormai media esistenza, come parto mi ammalo.
Ma è un vizio eh, ho iniziato in tenera età, in gita di terza media facendomi venire 41° di febbre.
E non mi sono più fermata.
A Vienna ho avuto l'intossicazione, a cape Town la gastroenterite, a Vilanculo la salmonellosi e a Maputo una serie di malattie varie ed eventali.
Questo perchè io mica faccio la cooperante, sono un'infiltrata dei servizi segreti ospedalieri e sto scrivendo una guida michelin delle cliniche/ospedali nel mondo.
Dato che ho avuto una settimana di passione con l'intossicazione, mi hanno suggerito di fare una serie di analisi e un test per la malaria.
Che qui te lo danno di resto al posto delle caramelle.

Quindi su suggerimento della GINECOLOGA ho fatto il test e le analisi che il mio PEDIATRA (!) di fiducia mi ha prescritto.
Io e l'autista VILANCULO siamo andati in una clinica azzura.
Con l'esterno azzurro, i medici azzurri, i tappeti azzurri, le piante azzurre e i puffi alla reception.

Pago le analisi con metà del mio stipendio e vado da Matusalemme per il prelievo.
Prende la siringa per le analisi, la guarda, mi guarda e dice: "serve quella più grande, serve molto sangue".
E mi mostra il canino.
Mi sento meglio di botto, tento di fuggire, ma ormai avevo pagato.

In ogni caso l'aria condizionata era a -24 per cui almeno la broncopolmonite ce l'ho.

Quando torno a casa vado a controllare la vista dal podologo e la dermatite dal tricologo.

Per confondere meglio le acque.

martedì 22 marzo 2011

A morte!



Din don... si avvertono i gentili lettori che la mia finezza è stata momentaneamente rimpatriata.

A Lampedusa continuano ad arrivare aiuti concreti.
Dopo Borghezio gli hanno mandato Forza nuova.
Minchia.
Scusando la finezza.
Ho letto l'intervista al tipo lì che rappresenta il partito.
Pensieri troppo profondi per essere condivisi.
Dopo di che ho letto uno dei commenti lasciati su facebook, già patria di ogni male ma adesso esageriamo, riguardo l'intervista.
Preticamente mi ha fatto rimpiangere le tragedie amorose condivise dagli appartenenti alla setta dei baci perugina.

Il commento dice:
"Rimandimoli con forza in Tunisia, finiamola con il finto buonismo sinistroide.Finiamola di farci ricattare dai tunisini, che ho gli diamo isoldi che ci chiedono o non controllano i flussi.Con sta gente non si tratta, facciamo come fanno loro con i nostri pescherecci che non appena vengono avvistati dalle loro motovedette vengono mitragliati, vi faccio vedere come non arriverà più neanche un clandestino".

Ma si! RIMANDIMOLI in Tunisia!"

Vorrei analizzare il commento, non con un'analisi logica tranquilli, non sono così vendicativa.
Innanzitutto mi chiedo perchè si debba tirare in ballo sempre la politica e la sinistra. Ma davvero non si riesce ad affrontare un problema? Mi chiedo, è la guerra colpa della sinistra o solo l'immigrazione?
Il problema nasce da chi non ha saputo gestire l'emergenza, da chi non si è attivato e da chi, proprio per tirar dentro la politica, sta perdendo tempo prezioso invece di aiutare da un lato i clandestini e dall'altro i lampedusani.

Il non controllare i flussi di migranti, lo ha capito pure la capra che si mangia il mio basilico, è una chiarissima manovra politica di Gheddafi.
Che se non ricordo male è cazzo e culo con un tipo che di sinistra non è.
Per quanto riguarda essere stati mitragliati dalle loro motovedette, vorrei che la manovra facesse uno sforzo per ricordare chi gli ha fornito quelle motovedette.

Non mi interessa fare politica, una persona intelligente di fronte ad una tragedia come questa, che può solo peggiorare (mal contento generale, mancanza di cibo, mancanza di igiene sono i presupposti per, in ordine, una rivolta, una rivolta, un'epidemia), ha l'interesse a risolvere il problema, che sia la destra a farlo o la sinistra.
Dopo ci divertiremo a fare ciò che gli italiani sanno fare meglio, crocifiggere chi sbaglia.
Ma intanto dello sbaglio ne piangono le persone comuni, le persone che vivono a Lampedusa e non sono più serene, che vivono problemi concreti e riconoscibilissimi e dei poveri esseri umani (miro a ricordarlo nel caso in cui si fosse dimenticato) che scappano da una guerra.
Non perdiamo lucidità, chi ce l'ha non perda l'intelligenza, evitiamo di alimentare fanatismi e ignoranza e cerchiamo una soluzione concreta.
O arriveremo a minare la porta dell'ascensore perchè il vicino ci sta sulle palle.

All'amico Fritz del post faccio un invito.
Pensa prima di scrivere perchè è troppo comodo con il culo sul divano, mangiando un panino e bevendo un birra, commentare su ciò che non si conosce e non si è mai vissuto.

E soprattutto.
Invece dei tunisini mandaci un H a caso in Tunisia.
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