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lunedì 29 giugno 2015

Fate una canna, non fate l'amore


Quand'è che instaurare rapporti umani è diventato così complicato?
Quand'è che gli uomini hanno smesso di essere uomini e sono diventati, boh, cosi.

L'altra sera sono uscita con un'amica, sole, siamo andate a bere una cosa.
Conosceremo qualcuno abbiamo pensato.

Milano è individualista, le distanze sono quelle che sono, aggiungici la gente che si fidanza e quindi muore e tutto diventa complesso.

Comunque niente, andiamo in questo locale molto alla buona e ci sediamo.
Due tizi seduti accanto a noi.
Io non mi ritengo Naomi, ma manco c'ho le branchie e sputo quando parlo e soprattutto non tocco la gente quando parlo.
Sapete quelli per cui c'era un altro girone dell'inferno? Erano tra gli ignavi, che nessuno ha capito che hanno fatto, e i lussuriosi, lì, in un angoletto, c'erano loro "i toccanti".

Il tizio mi chiede una cartina e un accendino.
E vabbè.
Mi chiede di nuovo una cartina e un accendino.
E vabbè, faccio la simpatica, non gli offro nemmeno la fetta di culo.

Alla terza cartina, che ti prego compratele o sparati, la mia amica gli dice: "sei in debito di tre cartine e due usi dell'accendino", simpatica, aperta al dialogo, che mica ci dobbiamo sposare, ma almeno due risate, una birra...
Il coso risponde: "Beh qui dentro c'è dell'erba, facciamo pari così?"

No. Aspè.
Seriamente?
Davvero mi stai offrendo una canna? La tua peraltro?

Dannata festa delle meeeeeediuuuuueeeeeeeeeee!

Tizio guarda è stato bellissimo. Sono tornata indietro nel tempo, ma molto indietro, tipo prima che nascesse la frase "posso offrirvi da bere?". Tipo prima che lasciaste la clava per altro.
E' stato COMMOVENTE.

Ho due osservazioni.

1- Karma? Dobbiamo parlare. Io ti giuro, non voglio l'homo sapiens, lo capisco che è difficile, o sono presi o sono gay, lo capisco, davvero. Ma almeno erectus, ALMENO dico.

2- Uomini? Poi se non trombate non ci rimanete male eh.



lunedì 28 maggio 2012

Ciao, chiamami paturnia

Oggi ho veramente la carogna.
Me la sento addosso, più o meno sulla bocca dello stomaco, appostata lì con i suoi 180 kg.
Ho la carogna perchè sono stanca, non dormo da tempo immemore, non cazzeggio senza sentirmi in colpa da altrettanto tempo immemore, le prove d'esame sono più difficili del normale e ho avuto una grande delusione.
Sono sempre stata una persona che fa fatica a fidarsi, ma quando mi fido lo faccio sul serio
Per questo quando qualcuno tradisce la mia fiducia mi fa veramente male, specie se non me l'aspetto e non c'è motivo.
Mi fa andare indietro, ricadendo in quella convinzione secondo cui è meglio non fidarsi e non "appoggiarsi" mai a nessuno, nemmeno per le stronzate.
Nemmeno fosse "vengo a casa tua a lavare i calzini che non ho la lavatrice".
E' che è stancante non dare mai nulla per scontato, ogni tanto l'aiuto/appoggio IPOTETICO, cioè "se ho bisogno non sono sola e pazza" fa piacere, ne abbiamo bisogno, siamo umani, siamo animali sociali.
E, bisogna imparare, a non sottovalutare le persone.
L'ho imparato ed è bello, è una sorpresa.
E' bello quando un'amica che non vedi da almeno 5 anni, ti chiama per vederti non appena sei a Roma, e non fa niente che siccome siete due larve vi incontrate dopo 2 settimane.
E' bello quando un'amica che conosci da pochissimo, DUE ore dopo che è a Roma ti chiama per dirti che vuole vederti nel fine settimana PER FORZA.
E' bello quando un amico, che vedi davvero di rado, arriva a Roma, si ferma 3 giorni e ne passa due con te.
E' bello quando due amici ti chiamano alle 2 del mattino per dirti che gli manchi, ti pensavano e ti prenotano per una cena.
E' bello quando degli amici "recentissimi" ti capiscono da come scrivi i messaggi, ci sono sempre e ti ripetono di continuo quanto gli manchi.
E' davvero bello.
Ma contare su una persona, avere fiducia in lei e perderla fa davvero schifo.

Sono antipatica lo so, ma la vita non è sempre tutte risate e aspetto pure il ciclo.
Sopportatemi, siete la mia vita sociale, fatemi sentire una 15enne che scrive i problemi sul blog, domani tornerò allegra e stronza come sempre.

lunedì 19 marzo 2012

Karaoke e indiani


Ieri, siccome ero in amore spinto verso la mia città e amavo il mondotutto intorno a me, ho deciso di spostarmi.
Sono andata in una città vicina con 2 amici, a casa della mamma di lui.
La diluimamma, cintura nera di cucina, ci ha fatto mangiare h24. Ad un certo punto ho avuto il dubbio che mi soppesasse per mangiarmi per Pasqua.
All'urlo di "good thanksgiving!".
Dopo pranzo, alle 16, io e la mia amica ci siamo arenate sul divano.
Come le balene, anche noi siamo andate a morire lontano.
Dopo abbiamo fatto vita sociale ma, sentivamo freddo, avevamo sonno, eravamo sazie, avevamo principi di menopausa e l'intestino ballava il rock & roll.
Dopo aver avuto il coraggio di cenare, volevamo tornare a casa.
Volevamo appunto.
Fu così che ci ritrovammo in un paesino che non pensavo che esistesse sul serio, pensavo fosse uno di quei modi di dire tipo "è là, dove ha perso le scarpe il Signore" (adesso mi informerete che c'è un altare, venerato da secoli, con le scarpe suddette), a fare il Karaoke.
C'erano gli indiani, o almeno urlavano allo stesso modo.
Dopo il karaoke, in cui io ho spento l'audio e mi sono finta morta, abbiamo iniziato a ballare musica italiana.
Manco a Guantanamo.
Nella mia personale versione dell'inferno c'è il karaoke perenne e si è attorniati da gente maschiA dalle sopracciglia sottili, dalle camicie di raso bianco, dal ballo tarantolato e da donne ondeggianti su tacchi 45 che ammazzano Lucio Dalla per la 2° volta.
Praticamente ho avuto un esperienza dopo la morte.
Ovviamente noi eravamo "gli stranieri", quindi esotici giovani, abbronzati e abbordabili abbordabile (i miei amici sono accoppiati).
Quando una ha culo...

E fu così che, a ritmo di Funkitarro e il gatto e la volpe, piccole sopracciglia mi abbordò.
"Ciao piccola squaw, bevi un po' di prosecco"
"no piccole sopracciglia, grazie"
"dai"
"no"
"dai"
"no"
"dai"
"no"
"non me ne vado eh"
"per quanto mi riguarda puoi rimanere qui finchè non ti ricrescono le sopracciglia".

No piccole sopracciglia, piccola squaw non ti accetterà mai nel suo cuore.
E nemmeno da altre parti.
Fattene una ragione.

mercoledì 14 marzo 2012

Uomini e dash


Discorso:
Lei: "beh com'è andata con la tipa?"
Lui: "mah così, siamo usciti, abbiamo cenato, poi siamo stati a parlare, ma non me l'ha data"
Io: "beh scusa v'eravate organizzati prima?"
Lui: "no vabbè che c'entra, però se usciamo soli, ti porto a cena e cose così, poi uno se l'aspetta".

Ditemi che non siete tutti così che poi mi viene l'ansia da prestazione e appena mi dite "ci prendiamo un caf..." vi rispondo "giammaaaai!" e mi dite che sono acida.
Ma davvero? Ma sul serio? Ma sono ancora in circolazione sti òmini? Non si sono estinti con i dinosauri, le vacche di mare (non invento) e i dodo?
No perchè capite, io baratto 24 uomini così per un dodo.
Vedete, la colpa è delle pubblicità che rovinano le generazioni. Magari questo era normale, poi ha visto la pubblicità "Egoiste!" e s'è convinto che così è la vita.

Perchè se vi guardate in giro di uomini così ce ne sono parecchi e, se non sono così, sono "mammoni".
I mammoni sono una razza mezzo uomo e mezzo cordone ombelicale, sono quelli che se non vedono le madri 95 volte a settimana entrano in ansia. Sono quelli che hanno le madri che pare che cucinino h24.
"amore andiamo a cenare fuori?"
"è che mia mamma ha cucinato"
"domani?"
"mi fa il capretto"
"dopodomani?"
"mi fa la pasta al forno"
"il mese entrante?"

Voi capite che la cosa diventa quantomeno impegnativa. Che tu, per un momento, pensi abbia l'amante e invece scopri che, tristemente, ti tradisce con una 50enne.

Altra categoria è quella degli ossessivo-compulsivi. Sono quelli che ti offrono the, caffè, aperitivi, colazioni, panini con la mortadella, ecc, pur di uscire con te. Che tu ti chiedi se davvero ci provino o siano pagati a cottimo da un dietologo.
Quelli che hanno un sesto senso, quando una è single, anzi DIVENTA single, essi sanno.
Sembra che abbiano un quadro in cui la lucina relativa alla donna occupata, tristemente spenta, si accenda segnalando il cambio di stato sentimentale.
La signorina x è passata da impegnata a sola come un canide.
Oppure che la donna inizi, senza accorgersene, a lampeggiare.

Dieci secondi dopo che sei single e singola ci vuole restare, trovi mi piace in tutte le foto di facebook, anche quella in cui sei venuta con un occhio semichiuso, l'altro chiuso, la bocca storta e i capellipalla. Quelle foto in cui sei venuta così bene, che i genitori usano per minacciare i bambini in alternativa all'uomo nero.
Anche le foto in cui hanno taggato solo il tuo dito del piede destro.
Oppure trovi quelli che PRIMA che entri in msn già ti hanno scritto.
E tu applichi con tutti la tecnica dell'opossum.
Morte apparente.
O ti fingi al telefono, io ho una vita telefonica invidiabile.

Ma una delle categorie che mi mette più in ansia sono i trombatori seriali.
I serial tromber.
I serial tromber sono la versione aggiornata di Paganini. Non ritrombano mai.
Sono di quei tipi che hanno una missione nella vita, sembrano un po' quei cani in calore che ti s'attaccano al polpaccio, anche se sei un tavolo.
Credo che cerchino di fare la Michelin del sesso: tre stelline alle americane, 2 alle francesi, ottimi preliminari, troppo dialogo, ecc ecc.
Avete presente le scimmiette a cui dai la corda e partono? Loro sono così, se li lanci nella mischia si confondono, si riorganizzano dopo i primi 5 minuti e iniziano a provarci col mondo tutto.
Solo che ogni tanto fanno il giro e tornano indietro. Quindi ti abbordano alle 21 e di nuovo alle 23 e ancora alle 2 del mattino.
Fanno come gli antichi guerrieri, mettono una tacca per ogni vittima.

Per fortuna qualcosa s'è salvato. E' la categoria di coloro che hanno un uomo/donna e se lo/a tengono.
Nonostante tutto.
Se lo tengono anche se fa l'esorcista e vomita dal soppalco, anche se per pulire la sua cucina bisognerebbe dargli fuoco, anche se quando si fa la doccia sembra che più che spogliarsi si sia fatto esplodere.
In pratica è la categoria di chi farebbe fallire il dash.
Signora vuole cambiare il suo fustino con due fustoni?

No, me lo tengo anche se ormai non sbianca più.

Io, vista la carestia, mi accontento anche del dasc.
Quello pacco del discount.

lunedì 5 marzo 2012

Z come Zorro?


Giorni fa una donna malaticcia, una donna nevrastenica e una annoiata hanno preso un salutare tea caldo e analizzato l'universo maschile.
Un incontro a tema zoologico praticamente.

Armate di biscottini che manco mia nonna, dopo i modi del lasciarsi, abbiamo analizzato i modi del non lasciarsi, constatando che molti, moltissimi esseri di sesso opposto al nostro, più che abbandonare noi, ad un certo punto avvertono un sos dentro di loro e abbandonano la nave.
Che manco Schettino.
Arriva un momento in cui, dopo mesi di ammore per lo più telefonico, messaggi, ettolitri di vino offerti e carinerie, fuggono che manco Clint Eastwood da Alcatraz.
La versione rivisitata e corretta dell'acquisto delle sigarette.

Gli uomini in questione pare abbiano paura che li mozzichiamo (vi informo che sono ancora vaccinata contro la rabbia, se può aiutare) e, ad un certo punto, quando le nostre 14 amiche che uscivano con noi per non fargli ansia, si fanno venire CONTEMPORANEAMENTE un attacco di colera per lasciarci soli, lui lancia un fumogeno e scompare.
Fa più o meno un numero alla Houdinì, si libera dalla sua camicia di forza mentale (donna=matrimonio; per noi uomo=opossum), si libera dei neuroni rimasti e scompare.
Senza colpo ferire e parola pronunciare.

Siori uomini.
Voglio che sappiate che noi donne, che quando siamo innamorate rincretiniamo e vediamo segnali ovunque (pestiamo la merda e invece di dire acciderbolina diciamo "yeah magari stasera chiama!"), il primo perido ci convinciamo che:
- un autotreno vi ha messo sotto, avete perso tutte le dita e non riuscite a chiamarci anche se SICURAMENTE è il vostro primo pensiero;
- siete sotto copertura e non potete chiamarci, ne va della sicurezza MONDIALE;
- vi hanno mandato in trasferta in Burundi e una scimmia vi ha rubato il cellulare;
- siete in un carcere iracheno ed è unicamente il pensiero di mandarci un sms a tenervi in vita.

Dieci giorni dopo riassumiamo il tutto in "sto stronzo".

Il problema è che in una città piccola chiaramente ci si incontra, pure troppo, e quando li vedi, dopo aver esclamato "ah beh non è morto", osservi la loro reazione.

Attacco d' ansia, iniziano a parlare con i muri, parlano delle 3 leggi della robotica con gente con cui in tempi di pace MAI avrebbero condiviso lo spazio aereo, gli s'ammalano i parenti e loro sono le loro uniche ancore di salvezza, gli viene maldistomaco/malditesta/raffreddore/famesetecaccapipì e fuggono.
Oppure ti osservano con la faccia da lemure teletrasportato al mojo e ti dicono "ehi, come va?".
Che tu punti la croce del battesimo per calibrare la testata.

La cosa, lachiameremodivertente, è che ti fronte alla fuga tu non capisci:
a- il perchè della fuga, la frusta l'hai appesa al chiodo da un po' e non li picchiavi con regolarità;
b- il tuo stato sentimentale

Nell'epoca della modernità e dello sparlo infatti, dopo una storia, pare sia necessario tenere conto di due fattori:
a- lo stato di adottabilità senti-sessuale;
b- l'elaborazione del lutto.

Il primo fattore comporta uno sforzo di comprendonio.
Bisogna infatti capire quanto tempo deve passare per ritenersi in stato di libertà e adottabilità sentimentale. Cioè, dopo quanto tempo dalla fuga da alcatraz ci si può ritenere single? e se poi torna? e non si sarà mica preso una pausa? e non sarà mica andato a comprare le sigarette?
Insomma sono tutte domande dal peso non indifferente e hanno una variabilità nella risposta pari alla definizione dei confini con la gittata dei cannoni.
Un po' come i bimbi abbandonati che per legge non devono essere reclamati per alcuni mesi prima di essere adottabili.
E noi? per quanto tempo non dobbiamo essere reclamate?

Superata questa fase e compreso se siamo carne o pesce si passa al fattore b, l'elaborazione del lutto.
Pare infatti, secondo l'opinione comune, che la donna e solo la donna, debba restare libera per un po' per elaborare il lutto, sennò fa brutto e non s'amavano davvero.

Tipo le case.
Dopo un inquilino si tengono sfitte un po' per dargli una mano di vernice, sturare il lavandino, cambiare il boiler che esplode arrivato a temperatura, buttare la monnezza lì nell'angolo dai tempi di Napoleone, cose così.

Solo le case degli studenti non si fermano mai e infatti sono come le centrali nucleari, se ci resti dentro per troppo tempo muori.

Quindi capite bene che la situazione è complessa, devi capire se sei adottabile, passare al restauro, restare single q.b. sennò passi al lato oscuro delle donnedifacilicostumi, metterti l'anima in pace e passare all'opossum successivo.
Per continuare i tuoi studi sulla specie e chiederti quando si estingueranno alcuni esseri umani mezzo uomo primitivo e mezzo uomo che non deve chiedere mai.

Propongo la distribuzione di spray al peperoncino a tutti i poveruomini spaventati, un kit del pronto abbandonamento per lui (con dei messaggi precompilati) e per lei (con i tempi in cui rimanere sfitta) e una spada alle donne per lasciare una Z sul muro.
No, non come zorro, come Zoccola.

Così non vi confondiamo.
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