Una settimana prima di partire, per motivazioni varie ed eventuali che chiameremo "treccine", ho avuto in casa due ragazzine mozambicane.
Ragazzine perchè io sono antica, sono vecchia scuola e a 17 anni ero discretamente scema.
Lei ha 3 figli.
La ragazzina di 17 anni ha 3 figli, uno di un anno, una di 3 anni e una di SETTE anni, anzi circa 7 anni, non si ricordava bene.
Quindi è nata quando la mamma aveva tra i 10 e gli 11 anni, mamma che sarà rimasta incinta tra i 9 e i 10 anni. Io non ero capace di allacciarmi le scarpe e lei aveva le doglie.
Vivono in una casa con il bagno in comune ad altre 20 famiglie (tutte naturalmente con bambini e con i problemi di salute generati da malnutrizione, scarsa igiene e poche cure mediche) e io penso a degli amici con cui sono partita che non potevano assolutamente stare in un backpackers 2-giorni-2 con il bagno fuori dalla stanza. 'Nsiamai.
Le chiediamo se vuole altri figli e se fa "pianificazione familiare" (non è una domanda assurda come sembra, in Mozambico c'è una propaganda martellante).
La ragazzina ci spiega che non ne ha bisogno perchè è lei a decidere quando e se rimanere incinta, dipende dalla sua volontà.
Pensavo si riferisse al sesso, all'astinenza insomma (i metodi anticoncezionali sono sconosciuti in determinate fasce della popolazione), e mi pareva discretamente assurdo e inconcepibile per l'Africa, invece parlava di volontà in quanto tale, cioè di avere un rapporto completo ma decidere di non rimanere incinta. Per rimanere incinta è andata da parecchi curandeiros (stregoni) che le hanno dato un beverone che "l'ha fatta rimanere incinta".
Chiaramente i bimbi non sono tutti figli dello stesso marito che, oltre ad avere un età indefinibile (alla domanda "quanti anni ha tuo marito" ha risposto "qui ognuno sa i suoi anni"), è senza lavoro.
Adesso è il nostro guardiano del finesettimana, siamo troppo buone.
L'altra ragazzina ha 18 anni e il pancione di sette mesi.
Faccio la prima gaffe chiedendole se è bimbo o bimba e mi illuminano sul fatto che qui non si fanno ecografie se la gravidanza procede bene e mi spiegano che non è corretto chiedere il tempo della gravidanza o toccare la pancia perchè indica le cattive intenzioni della persona che, conoscendo il periodo del parto, può lanciare una maledizione e creare problemi al parto.
In 4 minuti ho fatto 4 gaffe, sono fiera di me.
Mi spiegano che non si mettono al mondo troppi figli perchè se non si hanno le condizioni per mantenerli e la loro vita va male, viene immediatamente additata come colpevole la madre, vista come feticeira (strega cattiva). Inoltre se la gravidanza è problematica, è la suocera a decidere se la mamma può andare o meno all'ospedale, perchè i problemi durante la gravidanza possono derivare da infedeltà e quindi non meritare assistenza medica.
La vita quotidiana è molto molto complicata, continua la ragazza, c'è poco da mangiare e poca varietà, mangiare carne o pesce è una festa, un'occasione, per questo per procurarsi il cibo molte donne "intrattengono rapporti sessuali con altri uomini" e poi tornano a casa dal marito a portargli il cibo.
E io ho anche visto con chi intrattengono i rapporti sessuali quelle che, sotto il trucco e i vestiti sexy, sono ragazzine spessissimo minorenni.
Sono quelli che io chiamo "finti cooperanti", quelli che vanno in Africa per guadagnare, per fare la bella vita e per sentirsi un po' patroes (padroni), cosa che in Italia o nei loro paesi d'origine non potrebbero fare. Sono quegli insospettabili professionisti che necessitano di solleticare la propria autostima sentendosi adorati e potenti.
Rimanendo in tema di stregoni, l'altra ragazzina, sentendo un passero si spaventa, e mi spiega che i passeri sono generalmente messaggeri dei feticeiros e portano cattive notizie o disgrazie.
Quando partecipo a questi discorsi, mi sento sempre strana. Mi sento fortunata perchè se non fossi qui non avrei mai saputo queste cose e conosciuto una realtà tanto diversa, mi sento viziata perchè ciò che per loro è un normale accadimento quotidiano io non l'ho nemmeno vissuto o conosciuto, mi scappa un sorriso perchè anche se mamme, mogli, donne che superano infinite difficoltà, sono sempre ragazzine a cui piacciono le scarpe e i bei vestiti, ma mi sento anche tanto impotente.
Impotente perchè non so nemmeno cosa dire, è una realtà così diversa e lontana da me che non mi sento di rispondere nulla e ho paura di sbagliare, impotente perchè ci sarebbe tanto da fare, tanto aiuto necessario che non si sa da dove cominciare.
A volte non resta che stare in silenzio e imparare.
Imparare quello che una ragazzina di 17 anni ha da insegnarci, che invece di un paio di stivali Armani vorrebbe solo un bagno tutto suo.
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giovedì 1 marzo 2012
giovedì 29 settembre 2011
Io mamma (ma propriA)

La mia amica francese s'è riprodotta con successo.
Ha sfornato un nanetto bello e allegro e ha salutato Morfeo con la manina.
Lei è chiaramente distrutta, non dorme, si sente mucca e ha comprato una serie di accessori che riproducono il mare, la pioggia, la neve, la grandine, la bora e che dovrebbero rilassre il bambino.
O trasformarlo nel colonnello Giuliacci.
La mia amica nr.2 le da una mano, prende il nano con un sol gesto, lo addormenta, gli fa fare il ruttino, e tutte quelle cose di cui la gente sotto i 50 cm necessita.
E poi ci sono io...
Utile come i moon boot in estate.
Io sposto il nano solo se munito di appositi sostegni: ovetto, passeggino, culletta, seggiolino, insomma non lo sposto se non è legato da qualche parte.
Lui lo sa, mi guarda male e tutte le volte che siamo soli inizia a piangere.
E a me viene l'ansia...
Inizio a dirgli cose tipo: tipreotipregononpiangereabbipietà e inizio a raccontargli le cose.
Lui mi sente parlare e si appassiona. Solo che quando ho l'ansia mi vengono i sunti delle favole.
Tipo: c'era una volta una bambina con un mantello rosso, è andata nella foresta, il lupo s'è mangiato sua nonna, ma la forestale ha risolto e stanno tutti bene.
Oppure: c'era una volta una rincoglionita che una cosa non doveva fare, una, toccare cose puntute. Siccome era un premio nobel per la scienza ha toccato un fuso, è svenuta e ha aspettato il principe più ossigenato della storia.
O ancora: c'era una volta Cenerentola, una che non credeva nei servizi sociali, che aveva due sorelle brutte come la peste, un piede che manco le cinesi, ma poi trova un figone che se la sposa e tutti vissero felici e contenti facendo il gesto dell'ombrello.
E così via...
Capite bene che, prescindendo dall'educatività delle storie, durano troppo poco.
Per cui inizio a parlargli dell'unione europea, del mio lavoro, dei miei amici, dei miei problemi esistenziali.
Manca poco e gli racconterò la mia prima esperienza sessuale.
Lo so che state pensando che sia un essere umano ignobile che non vuole toccare il bimbo.
Non è così.
I bambini troppo piccoli mi mettono ansia, ho paura di romperli, gli devo tenere la testa, le mani, i piedi e mi manca sempre la 15esima mano.
La mia amica mi dice: "prendilo come prendevi cicciobello".
Ora.
Ho omesso di dire che io tiravo cicciobello per i piedi, avevo un bambolotto a cui continuavo a toccare la pancia perchè diceva "ahi ahi bua pancino" e avevo una schiera di bambolotti malati.
Baby bua, bambola che prima TU STESSA ferivi e poi curavi. L'apoteosi del sadismo.
E tondo morbillo, bambolotto del peso specifico di 200 kg che distribuiscono ai soldati statunitensi come arma da difesa, che curavi dal morbillo e poi si riammalava con temperature fresche.
Ecco, io lo mettevo in frigo per accelerare la malattia.
Sarò una madre orribile...
mercoledì 7 settembre 2011
La vendetta è un piatto che va servito incinta

"La vendetta è un piatto che va servito freddo" dicono tutti i cattivi che si rispettino.
Quand'ero piccola immaginavo che la vendetta fosse un dessert.
Posizionato tra il calippo e il liuk.
Praticamente tra il gelato più equivoco della terra e quello più sgrammaticato.
Poi sono cresciuta a pane e arte della guerra e ritenevo che la vendetta richiedesse pianificazione, acquisto di materiale bellico e concentrazione.
Che manco i vietcong.
Bugie.
Ho scoperto che la vendetta è un piatto che va servito incinta.
C'è un momento in cui la categoria "uomo" sconta tutti i suoi peccati (pure quelli di vicini di casa in realtà) e tale categoria viene rappresentata da un pover uomo che viene eletto capro espiatorio di tutti i mali del mondo.
Dal mal di piedi a Fukushima direttamente e senza passare dal via.
Ultimamente sono circondata da panze.
Ciò comporta 2 cose:
1- mi faranno ginecologa ad honorem alla presentazione dei bollini parto che raccolgo ad ogni conversazione in cui sia presente + di una gravida;
2- mi sento molto magra.
I fidanzati, nonchè padri dei loro figli, vanno maltrattati, come da prescrizione medica, prima e dopo i pasti.
E' tutta colpa loro, il mal di piedi, la pasta con poco sale, le strade con le buche, le zanzare e il buco dell'ozono.
Le donne incinte infatti, hanno gli ormoni poco sani di mente e passano dalla felicità al pianto in 35 secondi.
Che tu fai fatica a seguirle eh, mica per altro.
Le mie amiche incinte si lamentano, i fidanzati noncapisconolalorocondizioneperchèsonofreddipocopartecipienonsimettononeiloropanni e loro reagiscono.
La tragedie sono due:
a- si lamentano se NON hanno i dolori
b- si lamentano con me
Il punto A comporta che non c'è speranza che non si lamentino.
Cioè non gli fanno male le tette ed entrano nel panico.
E capite bene che i dialoghi risultano difficili:
"Giò non mi fanno male le tette da 2 giorni"
"Dai! che belllo"
"ommioddiosonopreoccupatissimastaràmalecosasaràsuccesso?"
"eh? ah si giusto. Oddio non ti fanno male le tette da 2 giorni... vuoi che ti picchi?"
Il punto B comporta che le risposte che io posso dare sono fondate su una PROFONDA conoscenza del fatto.
Quindi alla domanda: "ieri mi sono innervosita, ho pianto, avrà fatto male al bimbo"
Ho risp: "al massimo avrà avuto un po' di insonnia".
Mi sono sentita una guru nè.
Dunque sappiate che:
A- sono sempre più convinta di prendere un gatto;
B- se mai restero incinta, OVUNQUE voi siate, a Timbuctù, ad Antananarivo ecc, io mi sentirò in diritto, su skype in conference call di lamentarmi perchè non mi fanno male le dita dei piedi.
Il consiglio che do a coloro i quali vengono fustigati giornalmente viene dalla mia amica che si è recentemente riprodotta con successo:
- non fate nulla che una donna gravida non farebbe;
- non fate nulla senza le sue precise direttive, nulla;
- fate dei complimenti evitando "amore come sei in linea";
- trasformatevi in cenerentoli;
- evitate i brico center come la peste;
E io aggiungo:
- rifategli il letto in Zimbabwe, anche se i vostri amici che scaricano la macchina, sembrano i sette nani che vanno in miniera;
- riempitele di olive.
In ogni caso, se avanza qualcosa mandatemeli che devo pulire la cucina.
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