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martedì 6 dicembre 2016

I mali dei giorni nostri

Lo so che muoio ciclicamente, che sparisco e che voi magari vi credete che io mi sia finalmente fatta na vita e abbia trovato una persona normale, ma

NO

state sereni.
Continuo a trovare pazzi, tutto sotto controllo.

Comunque oggi voglio parlarvi di un male dei giorni nostri, un male di valledilacrime, non so se anche del resto del mondo, ma in caso fatemelo sapere che dividiamo un killer e risparmiamo.

Tutto è nato da un whatsapp di quest'estate, di un cittadino di valledilaGrime che mi chiedeva quanto restassi in vacanza nella nostra ridente cittadina.
"Fino a domenica prossima".
Segue la morte.

Dovete sapere che io sono curiosa, in ferie avevo tanto di quel tempo libero che mi sono confusa e boh, abituata a lavarmi i denti mentre faccio pipì, potendo fare le due cose in tempi separati, mentre facevo pipì mi annoiavo (faccio pipì 93-94 volte al giorno io) e ho iniziato a pensare.

Perchè.
Perchè la domanda.
E ho valutato 3 opzioni:

a - Lavora all'Istat e sta geolocalizzando i siciliani nel mondo per avere una mappatura più precisa dell'import-export di cannoli e scatolette di tonno;

b- lavora per l'ente del turismo e incrocia i dati dei biglietti aerei per la Sicilia con gli effettivi posti occupati in albergo, che fare nero gli fa troppo brutto e li vuole punire.
E' per cui zorro;

c- mi odia e mi vuole fare una macumba mentre volo.

Sono ancora viva ed eliminerei la C.
L'agenzia delle entrate ha notato che la Sicilia s'è abbassata di 3 cm, ma ha dichiarato 35 turisti e ha avuto il sospetto da sola. Via la B.
Le scatolette di tonno viaggiano ancora in incognito perchè a Milano non si trovano, c'è l'embrago.

E quindi, l'ho fatto.
Ho chiesto.

"Ciao, cittadinodivalledilacrime sono curiosa, perchè volevi sapere quando partivo?"
"Così magari CI SI BECCAVA in giro"
"In che senso non ho capito? Tipo allineamente dei pianeti? Cometa di halley? Miracolo in via atenea? senza appuntamenti? mai una gioia, un messaggio, una telefonata?"
"No, così è PIU' BELLO".

Ora.
Dovete sapere che io 'sto "ci becchiamo" lo odio.
Io lo dico a quelli che tra te e la dissenteria, corro, che manco Georgie che corre felice sui prati, verso la dissenteria.

Persino i Re Magi si erano dati appuntamento.

Ogni volta che me lo dici, un'agenda si dà fuoco.
Un Milanese non capisce cosa stia succedendo.
Un organizzatore di eventi si chiede che giorno è, che anno è, questo è il tempo di vivere con te?
Un vaffanculo nasce.
Un ingegnere delle telecomunicazioni muore.

Smettela. O giuro che vi mando greenpeace per salvare gli ingegneri.





mercoledì 16 ottobre 2013

Perchè io viaggio

Dovete sapere che un mio amico mi chiama ironicamente Signorina Gps e un altro mi dice che ho il senso dell'orientamento di un piccione viaggiatore.
Morto.
A casa mia il senso dell'orientamento è stato distribuito in parti uguali tra mio padre e i muri.
Io ne ho un po', poco, quello per la stretta sopravvivenza.
Mia madre e mio fratello appartengono a quella categoria umana che girata 3 volte su se stessa non trova la porta.
Della propria stanza.
Dopo questa doverosa premessa, dovete sapere che sono andata a trovare un'amica, che abita in un paesino a 29 km da qui.
Meoddeo.
VENTINOVE km per me sono tipo 19 km oltre le colonne d'ercole.
La terra finisce, si cade giù e tanti saluti.

Però oltre ad essere miss gps sono una che deve assolutamente saper fare ogni cosa, mica benissimo eh, almeno il 6 politico.

E poi ho detto: "ma sticazzi, siamo nell'era tecnologica, uso il tomtom e non lo confesserò mai a nessuno. Fino alla morte".
Quindi salgo in macchina, non mi sono portata l'acqua per decenza e rispetto verso l'umanità pendolare per cui 29 km da casa al lavoro sono identificati come "dietro l'angolo", e prendo il tomtom.
Bene tomtom portami a casadiamica.
Tempo di percorrenza UN'ORA E QUARANTUNO MINUTI.
o.O
Tomtom va bene che sono spratica, ma mi pare eccessivo.
141 km.
Devono avere sposato casadiamica o il mio tomtom è pazzo.

Uso per cui il cellulare.
Ma anche il vostro navigatore è ignorante?
Il mio ha portato avanti una personale lotta contro gli accenti.
"Gira in via Erodòto, dritta per via Màrconi, Via Cicèrone"...
Ma di chi è la voce? Di NatashadaRRussiah?

Comunque ovviamente mi sono persa, perchè il mio navigatoredemerda perdeva il gps in due momenti:
a- in prossimità degli incroci;
b- là sui monti con Annette, che se ti perdi o impari a belare per chiedere informazioni o ti spari e aspetti che facciano una battuta per cercarti.

Ad un certo punto sono arrivata in un paesino che secondo i miei sensi da ragno era casadiamica, ma non mi pareva giusto fermare una persona a caso e chiedergli "Buongiorno, siamo a casadiamica?", per cui ho chiesto "sa dove sono le POSTE?".
Che almeno mandavo una lettera alla mia famiglia e tramite il timbro postale potevano risalire al luogo in cui m'ero persa.

Comunque ho trovato casadiamica, abbiamo bevuto il the, parlato di lavoro e poi me ne sono andata.
Col buio.
Di NOTTE (19.30).
Prima di uscire ho fatto la pipì.
Così, per una sicurezza interiore.

Ho ripreso il navigatore, fatto un bel respiro e iniziato il VIAGGIO.
Non si vedeva una ceppa La visibilità era notevolmente ridotta, la strada fa schifo, mi aspettavo che da un momento all'altro uscisse dai cespugli un bigfoot o un animale mitologico random.
Se avete sentito riecheggiare delle bestemmie erano quelle dell'omino dietro di me quando:
A- rallentavo all'improvviso perchè perdevo il gps;
B- sbandavo perchè guardavo il cell;
C- mettevo la freccia a destra e andavo a sinistra;
D- mettevo la freccia a sinistra e andavo a destra;
E- tutte e 4 le cose insieme.

Tutte le volte però mi premuravo di aprire il finestrino e urlare nella notte: MI DISPIACEEEEEEEEEEEEE; MI SCUSIIIIIIIIIIIII; NON VOLEVOOOOOOOOOOOOOOO; MI SONO PERSAAAAAAAAAAAAAAA; mi perdoni perchè non so quello che faccio.
Sul serio.

In macchina ho messo la musica truzza, perchè mi dava potenza.
Quindi immaginatevi quant'ero figa mentre con la musica a tutto volume chiedevo scusa alla gente, cantando "Can't get you out of my head".
Andando a 20 km orari in versione vecchia appiccicata al vetro per leggere i cartelli.

Appena ho visto la periferia di valledilacrime ho tipo pianto.
Ho addirittura messo la terza.
E sono entrata in città, trionfante, maledetta da metà degli automobilisti della provincia, cantando:



Io però ho evitato di leccare le palme e stuprare i bambù.



mercoledì 29 maggio 2013

Fava Vs pisello

Come avrete capito io non sono molto femmina nel senso antico e ignorante del termine.
Non sono la donna spic e span, nè la donna stira e ammira.
Faccio le pulizie quando subentra il rischio batteriologico, non stiro piuttosto lancio una nuova moda stropicciata, le fughe delle piastrelle non esistono, sono un'invenzione del governo.
Sono un falegname mancato (molto mancato), sono la montatrice ufficiale del mobilio di casa, preferisco montare una libreria che passare l'aspirapolvere.

Capite bene che sono l'essere umano meno idoneo a comprare verdura.
La maggior parte della verdura, esclusa quella a forma di broccolo, non la riconosco.
Ovviamente i vari colori di broccolo mi confondono.

Mia nonna, anni 91, ha deciso che io sarei stata la persona sicuramente più adatta a comprarle la verdura.
Poi, facendo lo stesso ragionamento, mi ha chiamata la nasa per montargli il modulo lunare.

Sono andata al mercato, laddove riscuoto un discreto successo tra i verdumari (gli omini che vendono la verdura) e gli omini che vendono vestiti, che non mancano di esprimere la loro felicità di vedermi in modi principeschi e romantici.

"Bella vuoi la banana?" è uno di questi.

Ragion per cui, dato che non distinguo gli spinaci dalla bietola, ho fatto la spesa al telefono con mia nonna che voleva le FAVE.
Dovete sapere che le fave io manco le mangio, immaginatevi sapere come sono in natura.
"Nonna vedo le fave!"
Che già capite essere un dialogo inquietante
"Omino quanto costano le fave?"
"Signorina... sono PISELLI"

E qui si concluse la mia giornata da contadina.

"Nonna sono piselli"
"Ma come hai fatto a non accorgertene? Le fave hanno la buccia pelosa"

Verduraio?
Se la prossima volta ti chiedo

"Scusi, posso accarezzarle la fava?" 

capiscimi, è colpa di mia nonna.

lunedì 29 aprile 2013

Pasta con il pesce


Come fare la pasta col pesce:

Andate dal pescivendolo e comprate un pesce, scegliendolo usufruendo di tutta la vostra competenza da siciliana doc in materia: "quello lì, mi dia quello lì luccicante, che almeno fa coreografia".

Andate a casa col pesce decapitato, che fa tanto padrino, e procedete a sfilettarlo.
Potrete, per aiutarvi, guardare un video su youtube, che vi farà rendere conto che sfilettare il pesce è davvero semplice.
Su youtube.
L'omino sfiletterà il pesce con la mano destra, mentre con la sinistra suona starway to heaven e progetta di conquistare il mondo.
Voi tratterrete il respiro, perchè anche quello vi distrae in modo irreparabile.

Fingete di scegliere il coltello con competenza. Come se davvero conosceste la differenza tra il coltello per tagliare il pane e quello per sfilettare il pesce.
Inserite il coltello tra la pelle e la carne del pesce, la carne il dito si staccherà in un sol gesto.

Scoprite che il pesce ha più spine di quante immaginavate. Toglierle ad una ad una non è conveniente, a meno che il pesce non sia per il cenone di Natale.

Maledire il pesce non facilita l'operazione.
Manco la madre del pesce.
Manco tutta la palazzina del pesce.

"'Sto stronzo" non è una giustificazione valida con gli ospiti.

Ponderare di concedersi sessualmente ad un pescivendolo la prossima volta non vanifica le battaglie delle femministe. E' autoconservazione.

"Tagliate a tocchetti non troppo piccoli i filetti di pesce" può essere sinonimo di "prendete la poltiglia dell'animale da voi squartato e ponetela in un piatto".
Possibilmente diverso da quello in cui avete messo le spine.

Soffriggete un aglio diverso da quello che vi è caduto a terra e avete spiaccicato con la scarpa e aggiungete l'omogeneizzat i filetti di pesce.

Affogateli nel vino bianco, nella migliore tradizione degli alcolisti anonimi, e aggiungete il pomodoro ciliegino precedentemente sbollentato.
Sì, quello che avevate deciso fosse pronto quando risaliva in superficie, manco fosse uno gnocco.
O un salmone.

Lanciate le tagliatelle in padella, dimenticate il prezzemolo e servite ad atterriti ospiti.

Adesso potete rimuovere l'aglio da sotto la suola.


giovedì 21 marzo 2013

Come t'ammazzo Cenerentola


Che rapporto avete voi con le pulizie di casa?
Siete di quelli che se vedono una macchia chiamano rinforzi? Impugnano il mocio, l'acido muriatico e "ne resterà soltanto uno"?
Io no.

Il mio ex diceva che sono l'esserA umanA femmina meno femminile del globo, da questo punto di vista.
A casa sua.
Parliamone.
Spiegatemi perchè donna=pulizie?

Uomini,
una sola domanda: avete il pollice opponibile?
Benissimo. Siete salvi, potete impugnare la scopa.

Io capisco che magari sarò un tantino esagerata, io pulisco quando sento gli acari tossire, che c'ho il cuore debole, sono animalista e mi fanno pena.
Tuttavia, se sono in un gruppo nuovo con gente che potrebbe fraintendere il fatto che io e mastrolindo non ci frequentiamo assiduamente, mi fingo amante della pulizia.
Che pare faccia donna.
Ai miei tempi eri donna se ti mettevi le calze a rete, adesso se pulisci le fughe delle piastrelle con lo lo scopino in pelo di tasso.
Comunque, se una Donna dice "la mia ex coinquilina lavava la cucina 5 volte la settimana" io mi adeguo alle reazioni delle presenti.
La sua ex coinquilina ha la cucina più pulita della mia x4, ma io non lo dico, osservo gli occhi delle altre e, se sono sbarrati, mi unisco allo sconcerto con un "mioddio" che è sincero.
Per loro significa "mioddio che schifo, che donna poco pulita", per me "mioddio 5 volte e che deve levare la rogna?".

Però non capisco davvero quelli che lavanostiranoestendono che manco Cenerella.

Ma chi ve lo fa fare?
Anche casa dei miei è così, eh.
Manco le nursery sono pulite come casa mia.
Ve lo ricordate il pulisci lingua? A noi non serve, lecchi una piastrella e al massimo si schifa lei.

Ma c'è di peggio e ve lo dice una che ha vissuto con 3/4 della popolazione del globo terrestre.
Tutti scappati da vari manicomi.

Ho vissuto con una sFizzera.
La sfizzerona, che aveva un suo personalissimo concetto di pulizia, puliva prima di uscire al mattino, perchè "se la casa non è pronta, io non sono bene", ma metteva scarpe e immondizia sul tavolo da pranzo.
Cioè puliva prima delle 9.
E qui ci voleva Lombroso, altro che mento pronunciato e sopracciglia folte, questi Lombrosino mio sono segni EVIDENTI di delinquenza.

Poi ho vissuto con un ungherese.
L'ungherese aveva LA tazza.
L'amica tazza raccoglieva l'olio risalente agli attacchi ai castelli nel 500 a.c. per ustionare la gente.
L'ungherese infatti friggeva tutto, tutto ciò che è "friggibile", verdure, carne, pesce, esseri umani, suppelettili, e poi conservava l'olio in cui aveva fritto, senza soluzione di continuità, tutte queste belle cose.
Una gioia per chi ha i capelli mossi e lunghi.
Ho puzzato di fritto per tutta la durata della mia borsa di studio, la gente in Irlanda puzza di birra, io puzzavo di fritto.
Che culo.

Poi ho vissuto con un irlandese.
Gli irlandesi hanno l'allegra abitudine di insaponare i piatti e metterli ad asciugare.
Così.
Senza na botta d'acqua amica.
Lo svelto va con tutto che volete.

Sono anche stata ospite da amici il cui bagno raggiungeva livelli di radioattività che manco a Fukushima.
 
Queste sono esagerazioni, lo so.

Però eliminare i graneli di polvere singolarmente non mi pare nemmeno la giusta scelta. Chiamarli per nome, "oggi ho ucciso max il granello", mi pare un tantino esagerato. Anche perchè se ogni momento libero della vostra linda vita lo passate a pulire, a noi nonlindiepinti fate ansia.

Quindi persone pulite, sappiatelo.
A noi, normosporchi, ci fate sentire in colpa.


sabato 10 novembre 2012

NON tornare a casa Lassie


Tornare a casa dopo i 30 anni dovrebbe essere incostituzionale.
Politici? Fateci una legge, per favore. Avete fatto leggi ad minchiam per 20 anni, fatene una utile.

Dovremmo proprio far contatto sulla porta di casa, prendere la scossa dopo 4 ore in casa.
Ce ne dobbiamo rendere conto, non è fattibile.
Già è assurdo rimanere a casa fino ai 30 anni, tornarci è INUMANO.

Perchè è inutile, per quante volte ripeterai a tua madre che NO, la mattina non vuoi contatti sociali con esseri umani diversi dalla caffettiera, lei continuerà a parlarti e quando ti chiede "cosa vuoi a pranzo" mentre giri lo zucchero nel caffè non puoi nemmeno sopprimerla.
Dicono sia omicidio. Per me è legittima difesa.

Altra motivazione è il cibo.
Io voglio mangiare e fare le briciole. Voglio mangiare leggendo, con una gamba sulla spalla, mentre col piede mi gratto l'orecchio.
Poi pulisco, fatti miei. Invece ella, sente il rumore di un cassettofrigoriferoarmadiettomerendina e sa.
Sa che farai le briciole e ti osserva.
La sente staccarsi dal trancino la briciola, la vede, al microscopio sarebbe invisibile, ma lei la vede, ti guarda e ti dice "stai sporcando TUTTO".

Altra motivazione per cui non si può vivere a casa dei genitori è l'ammmore.
Ho sentito racconti dell'orrore al riguardo. Gente che si incastra, che si riempie di lividi, che si crea un trauma cranico a fine settiman.
Non rendiamoci ridicoli, non possiamo accoppiarci in macchina.
Intanto abbiamo l'artrosi, la sciatalgia, la cervicale e altri 1890 malanni, se riusciamo a metterci in posizione dopo 3 minuti abbiamo bisogno dello svitol.
Secondo, le opzioni macchina a disposizione sono 3:

- macchina dei genitori: fa ansia, ti immagini tuo padre il giorno dopo col luminol che cerca tracce organiche. In più se il genitore è particolarmente religioso potrebbe esserci un qualche santo calamitato che ti guarda.
E no, io davanti a San Gerlando non mi accoppio.

- macchina personale. Oggi si tende ad avere una macchina piccola per girare nel traffico e posteggiare là dove non entrerebbe una macchina comoda.
La somma comodità è la smart.
Su fateci sesso.
Sentitevi molto gnomi.

- macchina sportiva. Sopra il 1,20 non è possibile riprodursi. E per 1,20 mt si intende la somma delle due altezze.

E poi la macchina è triste. Sbatti la testa, sbatti il ginocchio, sbatti la schiena, suoni il clacson. Hai un rapporto più intimo col cambio che col tuo uomo.
No, diciamo tutti no alla macchina.


Altro motivo che dovrebbe spingere i 30enni a lasciare il nido familiare o a guardarlo da lontano, è il sonno.
A Guantanamo, la privazione del sonno, è una delle tecniche di tortura pià in voga.
Come nelle case italiane.
Il genitore medio quando ti vede dormire al di fuori degli orari che LUI ritiene normali viene lì, ti fissa, ti scuote e, quando tu apri un occhio iniettato di sangue ti chiede: "dormivi?".
No, mamma no, cosa te lo fa pensare? il pigiama? il fatto che fossi stesa immobile? il fatto che avessi gli occhi chiusi?
No, mamma no, coltivavo fagioli.
Tipo i cani no? Che quando dormite vi ritengono morti.
Grazie mamma, grazie per non avermi leccato la faccia.

Il genitore medio inoltre, quando entra nella camera del figlio dormiente, abbatte la porta, smonta il lampadario, estirpa lo zoccolo della porta, producendo un rumore che è un incrocio tra una carica di gnu e il lancio dell'apollo 2354786 e quando il figlio apre l'occhio, chiedono:
"Ti ho svegliato?"
"Chi tu?

"No, è stato lo spostamento d'aria".





giovedì 25 ottobre 2012

Cambio di stagione e amore per il prossimo


Ieri ho deciso che era arrivato l'inverno.
No vabbè non ne potevo più di cosce di fuori e ho deciso di fare il cambio di stagione.
Perchè *bimbaminkia time* sono fredda dentro.

Nel senso che avevo una mezza influenza.

Comunque, dato che devo ripartire per un fine settimana, mi servivano delle cose che andassero oltre alla pesantezza sfogliadicipolla e che mi permettessero di non girare il nr 4 di "l'era glaciale".
E quindi: sali sulla scala, prendi le scatole, tira fuori l'estivo dall'armadio, momento panico, metti l'estivo nella scatola, sali sulla scala, riponi delicatamente la scatola sull'armadio.
Mi dispiace signora vicina, lo so, abbiamo un concetto di "delicatamente" diverso.

Toh.
Quanto estivo.
Toh.
Quanto invernale.

Ad un certo punto della tua vita viene il momento in cui elimini una serie di cose, comprendi che in alcune non entrerai mai più, salvo bendaggio gastrico, altre non le metterai più perchè sei entrata nell'età della ragione, altre ancora le seppellirai perchè la tua retina adesso vede i colori che prima EVIDENTEMENTE non riconosceva.
E le seppellirai in provincia di Verona, non sia mai ci sia qualcuno che va a ravanare nella munnizza e li trova.

Ho deciso che ho 30 anni e quindi ciaotopolinociao, ma ho tenuto il coniglio tippete.
Ogni volta che indosso questa maglietta mi sento in obbligo di urlare "TIPPETE!" nelle orecchie degli astanti, perchè avere 30 anni è bello.
Ho deciso che no,  inutile che aspetto, quel vestito con l'elastico sotto non mi starà mai bene, a meno che mi spuntino le tette.
Dovrei aspettare la gravidanza, fino ad allora sembrerò una mortadella del discount.

Ho deciso che le salopette sono roba da bambini.
Due.
Una l'ho tenuta che metto il resto del caffè nella taschina sul davanti e mi fa comodo.

Ho fatto tanta beneficienza, perchè il cambio di stagione stimola l'amore per il prossimo che è in tutti noi.
Adesso ho il cuore più sereno.

E gli armadi più spaziosi.

Faccio schifo, lo so.

Ps uomodellamivita? Risparmiati il diamante, regalami una cabina armadio.

martedì 21 febbraio 2012

Giardinaggio


Ultimamente, vista la mia abbondante vita sociale/sentisessuale/ecc mi sono data al giardinaggio.
Saranno l'orologio biologico e il senso materno, che mi spingono ad occuparmi di qualcosa di vivo.
Speriamo di no perchè per me giardinaggio significa non ammazzare le piante, anche se non crescono, non fioriscono mi va bene, basta che non si suicidino.
Il mio record mondiale è 3 mesi e mezzo, quasi 4 eh.
Ho alle spalle una lunga storia di omicida di piante.
A Milano ho comprato una piantina facendo all'omino il seguente discorso:
"Salve vorrei una pianta, ma deve avere un attaccamento alla vita incredibile. Pensi ad Highlander e me lo dia formato pianta. Però deve avere i fiori sennò per me non è pianta".
Mi ha venduto una piantina che si chiama "tagete" ed è stato rinominato "tragedia" per motivi che non sto qui a spiegarvi.
Ho fiducia nelle vostre qualità cognitive.

La tragedia fioriva solo quando io ero ad Ag/a Pisa/a Roma/in giro per il mondo/all'esselunga.
Come mi vedeva appassiva. Ho dovuto sopprimerla, stava distrugendo la mia autostima.


La cosa fastidiosa è che a mio padre crescono pure i banani nelle fughe delle piastrelle e a mia zia (la gemella) i gigli.
L'unica volta che sono stata abilitata a maneggiare un giglio è stato il giorno della mia prima comunione.

Avrò preso da mia madre che ammazza pure i cactus.
"Mamma ma non avevi un piccolo cactus?"
"M'è caduto dietro la scrivania"
"..."

Voi concordate col fatto che tutto sommato io sono venuta su bene è vè?

Ps Per trovare un'immagine adatta ho scritto su google immagini "giardiniere". Sono venuti fuori un numero di gnocchi impressionante, che mi ha fatto pensare che per essere giardiniere devi essere giovane, muscoloso e nudo.

Evidentemente quello del consorzio agrario che ci hanno dato è un infiltrato.

giovedì 2 febbraio 2012

Come utilizzare un uomo

Oggi ho sentito l'esigenza di un uomo.
Ma un'esigenza forte, prepotente, come quando notate che manca la cartaigenica dopo aver fatto pipì.
Immagine profonda.
Ho sentito il bisogno di un uomo per casa, di un uomo vicino a me, di un uomo che mi aiutasse.
Dovevo mettere un tassello.
Da quando sono tornata ho deciso che la carpenteria poteva essere una scienza esatta e ho scoperto:
- le viti autofilettanti che AUTOfilettano sto ciufolo;
- il verbo rivettare;
- la cattiveria dell'ikea;
- l'inesistenza dell'approssimazione del buco, che pare la seconda puntata dell'"insostenibile leggerezza dell'essere" ma non lo è;
- pinza non è sinonimo di tenaglia e viceversa;
- o casa mia è ricoperta dai tubi o io non so usare il 3in1 detector;
- voglio profondamente tornare in Africa, là dove era sufficiente dire: "Orazio, appendino, chiodo, aiuto" e 45 secondi dopo l'appendino e il chiodo diventavano amici ed io ero una persona felice.

Ho sempre cercato di imparare a fare tutto, per essere autonomaindipendentewonderwoman.
Tuttavia alcune sono al di là delle mie possibilità senza debite istruzioni o distruzioni.
Causa difetti fisici (ernia e discopatia a 30 anni, noisiamoigggiovaniyeah!) e impedimenti congeniti (ci ho provato velogiuro ma non so fare i buchi), offro una cena, una merenda, un pranzo, tutto ciò che desiderate non porno a chi mi dedicherà, uomo/donna/quadrupede, 3 ore della sua vita che prevederanno:
- inserimento di 2 tasselli;
- montaggio di un tavolino da parete.

L'inserimento dei tasselli comporterà il montaggio della lampadina che farà si che le mie pupille tornino di dimensione normale, potendo smettere di leggere con la lampadina microscopica portatile.
Il tavolino, bello e fesciònn, che io possa eliminare quello di plastica bianca e smettere di dire ad ogni essere che entra in casa, postino compreso, siaccomodiehiltavololocambioèmomentaneo.

Uomini, fatevi avanti! Anche al grido di: "Donna è arrivato il carpentiere!
Perchè già sto eliminando le necessità di un uomo una per una, se imparo anche a mettere i tasselli dovranno vendervi con il libretto di istruzioni.

sabato 7 gennaio 2012

Le mie vite passate in 20 scatole e 3 kg di polvere

Oggi sono stata in magazzino.
Il mio magazzino è un luogo che raccoglie cose dimenticate da dio e dal mondo, cose importantissime che non entrano in casa, cultura, la mia roba universitaria, una comunità di acari discretamente organizzata.
Ho deciso che mi serviva la mia roba universitaria e che non potevo più vivere senza il mio giardino zen e ho ripreso tutte le scatole come se non ci fosse un domani.
O una metratura limitata di camera mia.
Ho perciò scoperto che:
- ho veramente studiato troppo;
- all'università crocifiggevo la gente o altrimenti non si spiega l'alto numero di chiodi da 50 cm;
- ho accumulato un numero di minchiate impressionante;
- ho conservato un girabevanda;
- ho delle corna da diavolo forse per compensare il giardino zen;
- ho un cane che fa sì con la testa;
- ho una penna che mi ha ricordato cose oscene;
- ho trovato delle cose che mi hanno scaldato il cuore;
- vivrò di regali riciclati per i prossimi 15 anni.

Appronfondendo.
Le scatole universitarie/degli amori passati/delle foto ci ricordano di quando eravamo ggiovani, di quando, a 17 anni, portavamo tutti il lutto stretto (tutte vestite di nero), di quando eravamo magre, di quando eravamo senza tette (toh anche adesso!), di quando i cellulari tenevano in memoria 10 messaggi e noi avevamo la pazienza di ricopiarli.
C'è un alto numero di gente passata via, ci sono amori finiti e ci sono cose che non dimenticherò mai, parole, regali, portapenne e scatole con la mia iniziale (avevo fidanzati artistici).
Ci sono cose che dimenticheremo (per fortuna) come peluches improponibili, portapenne a forma di gatto investito, un tripudio di hello kitty e abbigliamento osceno.
Ci sono cose che non smetterò di usare come le mie corna da diavolo.
Perchè in fondo in fondo bisogna conservare la propria parte da bambina.
O da minchiona fate voi.

lunedì 24 ottobre 2011

Chi bella vuole apparire...



Una volta mi sono sentita molto femmina e ho deciso di fare una maschera al viso.
La maschera per il viso è una di quelle cose che vivono nell'iperuranio femminile, un mondo in cui la crema rassodante rassoda, la crema senobell fa crescere le tette e 10 minuti di elettrostimolatore equivalgono a 70 ore di aerobica spinta.
Un mondo in cui la palestra è quindi inutile e solo una qualche turba mentale spinge delle psicopatiche in tuta e pinza in testa a sudare dentro cellofan promossi a tutasauna e a pedalare da ferme fissando un muro con un sadico che urla "siiii adesso la salitaaa!".

Ma tocca a tutti e ho deciso di farlo anch'io in quanto appartenente alla categoria.
Pare.
La maschera per il viso è simile al cemento a presa rapida, la spalmi e dopo poco tempo inizia a solidificarsi, a "tirare", a purificarti e farti chiedere perchè non ti sei fatta una sana puntata di biiutiful.
Quando la spalmi riluci di luce propria, poi inizi a sembrare un incrocio tra una cinese e una che ha tamponato un muro.
La gente normale però, prende spunto da questi momenti per stare un po' sola con se stessa (e le 3 dita di stucco sul viso), per rilassarsi e per pensare.
Pare che la maschera stimoli i neuroni.
Questo la gente normale chiaro.
Io, dopo 7 minuti dall'inizio dell'operazione ho ricevuto la telefonata da un essere umano che non sentivo da decenni e che in quell'ESATTO momento ha avuto nostalgia di me.
Tipo gli ex compagni delle elementari che voi ritenevate morti o scappati in Messico che vi chiamano mentre sono in fila alla posta.

Ora.
Quando la maschera inizia a solidificarsi, parlare non è proprio l'attività più agevole (ecco perchè io non posso farla) perchè la maschera inizia a tendere la pelle.
E quindi è necessario dimenticare l'esistenz delle vocali.
"ciao Giò quanto tempo! tutto bene?"
si tutt bn, tu?
benissimo graaazie, ma sicura di star beeenee?
(Spreco di vocali tipicamente siculo...)
Ss ss crto prchè?
no niente, ti sento STRANA
dci?
sì un po', mica ti disturbo?
Noooooooooo macosamaitelofapensare?

La mia vita telefonica subisce un'impennata che manco Madonna quando:
- accendo l'ultima candela del mio rilassante bagno decennale, quello che più che per igiene faccio per eliminare i 700 sali da bagno e perle di body shop che la gente mi regala (ma che puzzo? ditemelo);
- faccio la mascera al viso annua per provare l'ebrezza della femminilità;
- ho agguantato il pelo del sopracciglio che cercavo di uccidere da 3 giorni 3;
- mi sto truccando, cosa che ha la stessa cadenza delle olimipiadi e risultati da stemma del wwf.

Se mi volete maschiA ditelo eh, tanto pare che sia necessario solo grattarsi e ruttare part time.
Ce la posso fare.

Qui in basso la tutasauna, oggetto sexy del nuovo millennio.


giovedì 13 ottobre 2011

Prove tecniche di demenza

Ultimamente sto cercando di uccidermi.
Da sola, che io sono una persona autonoma.
Sono andata in Zimbabwe, mi sono sentita gggiovine e sono andata a cavallo.
Prescindendo dal fatto che non ci credeva manco il cavallo e ho avuto la forte sensazione che, quando sono arrivata elmettomunita, abbia riso, ho fatto un'ora di safari.
Boschi, vedute da signore degli agnelli, alberi, fiori e tutte ste belle cose.
Freddo allucinante.
A fine serata vagavo raminga con un rotolo di carta igenica causa raffreddore e non mi potevo sedere causa maldiculo.
E' che ho tutte e due le tette (evitiamo battute puerili grazie) e quindi non mi hanno potuta eleggere amazzone del secolo.

Stasera poi ho deciso di cenare, attività comune a buona parte dell'umanità.
Dato che la voglia di vivere e di cucinare si era suicidata verso le 18, ho deciso di infliggermi una punizione.
Sotto forma di zuppa knorr.
La cosa sembrava semplice: cappottare l'intero contenuto in 850 ml di acqua, andare a vedere grey's anatomy e appena appare il fumo stile cernobyl tornare in cucina.
Prendo la zuppa e decido di versarla comunque nella mia ciotolina da repartocureintensive, quando un lieve abbarcamento del pentolino permette alla zuppa di fuggire e atterrare:
a- sul mio piede;
b- sulla mia mano.

Ora.
Il piede, con abile gesto, giro di 360° tipo esorcista, me lo sono pulito sul tappeto, la mano no.
Avendo il pentolino in mano e non volendo spargere zuppamarrone in tutta la cucina, l'ho appoggiato e poi mi sono data alla bestemmia libera.

Secondo me se vado a Lourdes inciampo, cado nella piscina e affogo.
Sono senza speranza.

venerdì 16 settembre 2011

I like(d) to move it move it!

Ultimamente per causa di...ehm... forza maggiore, ho dovuto cambiare casa.
Tralaltro ho dovuto fare un trasloco in 12 ore che manco sul titanic hanno avuto così poco tempo.
Quando gli hanno detto "abbandonare la nave", quelli avevano pure l'orchestrina che gli suonava la lambada.
Io avevo le pulci e le cimici che facevano ciao.

Dopo una serie di dimostrazioni di solidarietà per il mio abbandono della nave, ho trovato casa.
I miei amici erano preoccupatissimi, probabilmente convinti che:
a- mi avrebbero picchiata;
b- mi sarei sentita sola e tristA.
E s'erano scordati dove vivevo prima.

In ogni caso mi sentivo tanto uno di quei bimbi orfani della Bielorussia che vengono mandati, per brevi periodi, in famiglie vere.
Gente che mi invitava a cena, botte di solidarietà, messaggi d'ammore e inviti a pranzicenemerendecaffètheetuttociòchevuoitù.
Morale della favola sono in super compagnia e ho preso 3 Kg.
E vi voglio bbbene pure io.

La mia nuova casa è un campo di calcio, enorme, bellissima, ha un bar in giardino e 400 terrazze.
Momentaneamente la mia camera è microscopica e più che ballare da sola, mi gratto con le formiche, ma fra 8 giorni avrò un upgrade notevole.
I miei coinquilini sono 3 francesi, uno dei quali di 50 cm, una portoghese, Mamba il cane, Gin (ex Gina) il gatto e Jaque il galago.
Solo non si vedono i due leocorni...

Attualmente c'è anche la mamma molto francese di un coinquilino.
Chiaramente non parla portoghese e io, che a stare zitta ho difficoltà, parlo.
Almeno provo.
L'altro giorno mi ha offerto del vino rosso e ho più o meno risposto: "No, grazie, io preferisco bianco".
M'ha risposto giustamente augh.
Non lo dirò mai a chi guarda il mio cv in cui narro di saper parlare un francese base.

A parte le meraviglie della compagnia, degli animali vari e della tecnologia nelle nostre case (la tv!la tv! ho la tv!) c'è una cosa stupenda.
In Mozambico il mondotutto ha l'empregada, la versione umana della lavatrice, una che lavastirastendepulisce.
Noi abbiamo di meglio, abbiamo l'empregadO che vive qui.
Praticamente tu sporchi una forchetta e lui te la lava.
Live.
Stamattina, mentre cercavo a tentoni la porta per andare al lavoro, lui mi intercetta e mi dice: "scusami vorrei sapere cosa mangi per colazione, thè, caffè? pane? marmellata? miele? Così io posso preparartela, vorrei che uscissi di casa dopo aver mangiato qualcosa".

Inutile dirvi che ho pianto.






Vi allego la foto di un galago di tutta la sua pelosità. Vi risparmio di cercarlo su google e ritenere che fosse un procione come ho fatto io.
Che evidentemente non ho mai visto un procione.

giovedì 14 maggio 2009

Siamo tornate

Ebbene si,
dopo sole 24 ore di viaggio con una tratta con una logica incomprensibile a noi povere mortalE siamo arrivate.
Dopo avere fatto 700 scali, cambiato 400 lingue e 23 climi siam qui.
Insomma dopo Roma- Francoforte/ Francoforte- Johannesburg/ Johannesburg- Maputo eccoci.

Ieri siamo arrivate fresche come le rose.

O meglio le belle di notte, vista l'assenza della luce.

Ma vabbè.
Abbiamo comprato la luce, il cibo, pranzato (io, completamente rincretinita dal finto ggiet leg, volevo cenare, a mezzogiorno) e siamo morte.

Ma eravamo carine eh?
Somigliavamo a quelle di quel telefilm...

Come si chiamava...


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martedì 24 febbraio 2009

Cucina animale + noia mortale

Dato che per ora la mia vita africana è misteriosamente piatta e non tempestata da disgrazie a cadenza giornaliera, vi racconto la mia vita da casalingua 90enne e facciamo un salto nel tempo.

Ieri,
in preda alla fame/noia inumana ho fatto in ordine:
le brioches siciliane con il cioccolato;
le brioches semplici;
la granita.

Sintetizzando se non trovo da fare torno mucca.
E nno Frà, sto bene mucca banane.

Solo che siccome io son creativa e la noia ci mangiava vive abbiamo fatto le brioches a forma di allegre bestiole.
Che crude saran state allegre... cotte un po' meno...

Gli animaletti sono morti di parto, insomma.
Ho visto cose che voi umani... porci senza testa (ad agrigento trovate comodi esempi, na passeggiata in via atenea basta, si muovono in mandrie e sono identificabili perchè sono tempestati di luccichini e di colori che ai bei tempi erano riservati alle donne, ma ora bboh che sennò poi dite che divago), topi senza orecchie, orsi senza code, serpenti accartocciati, un pinguino dopo un incontro con un tir (perchè io li dovevo fare 3d che son troppoartista insaidd) e cose varie.

La cosa mi ha ricordato un allegro episodio della mia vita.
Durante uno dei 2488786 eurochocolate in cui sono diventata massima azionista della lindt ho comprato un bellissimissimo cavallo a dondolo,che dondolava sul serio, di cioccolato bianco per l'allora fidanzata del fratellorompi (a lui un animale che era un incrocio tra un criceto, un topo, don ciacch castoro e una pantegana).
Lassù qualcuno ha punito la mia incommensurabbbbile bonta.
Il cavallo non resse il caldo siculo.
Arrivò decapitato. Ma davvero, mica sciolto.
SOLO decapitato. Con testa intatta.

L'opzione che ho allora vagliato era la seguente.
Consegnare il macabro cavallo con colonna sonora appropriata...

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Ti farò un'offerta che non potttraaai riufiutare...


Poi si sono lasciati...dite che mi devo sentire in colpa?
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