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mercoledì 25 febbraio 2015

Meditazione pop porno

Ve lo ricordate lo yoga?
Ho fatto di peggio.
Ho MEDITATO.
Io.
Donna nonsostareferma.
Ebbene sì, dopo lo yoga non mi sono più fermata, ho capito che non sono una tipa da walking, gag, crav maga e tutti questi sport estremi.
Mi dispiace, sono vecchia dentro, se sudo mi raffreddo e non ho intenzione di arruolarmi nell'esercito israeliano, per cui ditemi grazie se medito.


Comunque tutto nacque da una proposta di un'amica: "Sai, nel posto x fanno yoga, vieni?"
Io, che sono una yeswoman, ho detto ovviamente sì.
Poi ho scoperto che non era yoga dinamico, ma meditazione.
La prima riflessione è stata: non ce la farò mai.

Comunque vado lì e davanti al portone vedo un tizio che non poteva esser lì per altro motivo.
Era semi spiritato, in tuta, con la faccia da "iomedito".
Stavo per andare via, poi è arrivata gente normale.

Mi introducono alla pratica, spiegandomi in cosa consiste, ogni tanto usano un termine che non capisco, ma tutti annuiscono come se avessero detto "ma sì la cozza col pomodoro è la morte sua!" e anch'io annuisco, fingendo che, certo che lo so cos'è la kundaline.

L'omino mi spiega poi che la prima parte sarà occupata da meditazione individuale, chiuderemo gli occhi e lui ci guiderà con la voce, invitandoci a mettere la mano in determinati punti.
Prima sull'inguine.

Il PORNOYOGA

"Mettete la mano sull'inguine destro".
E là no.
E scusate ma io un occhio l'ho aperto eh.
Ma voi... quanti inguini avete?
Io, difettosa e difettata, uno.

Superata questa riflessione matura, l'omino indica gli altri punti, la testa e il fianco.
E, io che ero pronta e matura per questo momento, inizio cantando in silenzio tipo mantra: "una mano alla cabeza, una mano alla cintura, un movimento seeexyyy".
Sensuaaaaaaaaaal!
Il dio dello yoga mi manderà un karma demmerda per il resto della vita.
Giustamente.

Iniziamo.
Ci mettiamo nella posizione del loto e chiudiamo gli occhi.
Primi pensieri:
- mi prude l'orecchio
- mi si stanno addormentando i piedi
- mi fa male il culo

Dopo sono migliorata.
Scherzi a parte la meditazione è stata più "semplice" di quanto pensassi e sono davvero riuscita almeno a star ferma con gli occhi chiusi. Poi, per quanto negheranno tutti, essendo le 21, a tutti passa per la mente almeno un pensiero profondo tipo "mi mangerei un porco piattino di insalata".

Durante la parte successiva una persona si "occupa" di te, prova a ristabilizzare l'equilibrio del tuo corpo con alcuni movimenti o toccando alcuni punti.
Teoricamente, con la pratica, dovresti imparare a sentire qualcosa, variabile tra:
- sensazione di calore;
- sensazione di fresco;
- leggeri pizzicori.

Dato che "fame" non era annoverato, io non sentivo NIENTE.
Sono senza speranza, ho desunto.
L'omino accanto a me, quello posseduto, le aveva TUTTE.
E sentiva caldo, e sentiva freddo, e c'aveva i pizzicori e ovviamente era accanto a me.
Che non ho capito se fosse yoga o vampate.

Tipo quando andate in palestra, voi sollevate 1 kg e già siete lì lì per desistere e l'omino accanto a voi solleva una 500.
Lo stesso.
L'omino pareva si stesse scambiando le figurine.
"Ce l'ho!"
"Ce l'ho!".

Io ero la bambina sfigata.
Quella che trova sempre l'angolo di cielo delle figurine a 4, componibili.

domenica 29 giugno 2014

Il parrucchiere fAigo

Prima di partire avevo ovviamente avuto una serie di sfighe che dio le manda e, dato che per raccontavi del viaggio devo sistemare le foto (che sennò non mi odiate abbastanza), fatemi riciclare i post.
Orsù, siate buoni. Ricicliamo politici dal 1843, non vi formalizzerete.

Ricollegandomi alle puntate precedenti e continuando sul viale delle sfighe vi racconto del lato non lavorativo.

Anche umanamente parlando non va benissimo, i miei più cari amici pascolano allegri nel nord Italia, vagando nella nebbia, e il senso di solitudine s'è fatto prepotente.
Ma tipo che mi volevo comprare la macchina da cucire.
Ma tipo che sto facendo un tavolino con delle cassette della frutta e le ho dipinte.
Ma tipo che volevo dare l'impregnante pure al gatto.
Ma tipo che ho accompagnato mio fratello dal parrucchiere.
Di sabato.
Il parrucchiere FAIGO.

Tutto accadde intorno alle 18, arrivammo e nessuno ci diede segni di vita alla porta, che ti chiedi se sei diventato trasparente, non un ciao, un wellà, un vaffanculo che è comunque sintomo di sonoancoravivoearticoloparole.
Il parrucchiere faigo ci ha trattati di popò perchè, come si dice da me, c'abbuttava a campare (gli scocciava vivere) e quindi boh non puoi tornare domani?
La follia.
Fossi stata io me ne sarei andata tipo star trek col teletrasporto, ma mio fratello, che girerà don matteo 98 dopo che avranno rottamato Terence Hill che ormai manco può sorridere più (Terence non so il tuo nome perdonami, però ti ricordo quando saltavi agile e picchiavi la gente. Mi hai spezzato il cuore a salvare leggenti depresse Terence, sallo.), lo ha perdonato e gli ha detto di recitare 4 ave maria e 6 padre nostro.

Comunque poi mi sono pentita dei miei pensieri cattivi perchè, dall'abbigliamento, risultava chiaro che il parrucchiere avesse avuto importanti problemi di allagamento locali.


Non vedo altre motivazioni del pantalone al malleolo+mocassino senza calza.
Che no, manco se hai finito i calzini è permesso.
Li giri.

Tra la fauna presente dal parrucchiere, la sora lella vestita da vamp, vostra nonna in minigonna, la 15enne tutta ipad e lacca, era presente un tizio in tuta.
E hogan.

Con la tuta aderente e un adorabile, piccolo, bozzetto che mi guardava felice dato che io ero seduta su una poltrona di design, anche detta col culo a terra, e avevo il suo pene ad altezza orecchio.

Il pene che sussurrava alle orecchie.

Tipo?
Se non sei Rocco, lascia perdere.
Fallo per te, che poi la gente ti guarda e ti dice "se non sei alto così non puoi entrare".

Ma poi la tuta?
Tuta: indumento indossabile nell'intimità della propria casa (nel qual caso deve avere un colore imbarazzante) o nell'intimità della propria palestra.

Dovrebbe essere come per il porto d'armi.
Puoi portare la tuta solo nel percorso da casa alla palestra.
Al di fuori di esso sarai multato.

In tutti i casi l'arma/tuta va trasportata smontata.

mercoledì 25 giugno 2014

Sopravvissuta





GentI si lamentano per la mia scomparsa.

Avete anche ragione, ma ho lavorato 18 ore al giorno e poi sono morta al sole.

Ora sono tornata a valledilacrime.

Partiamo dalla fine.
Così, per fare confusione meglio.

Il viaggio di ritorno è durato solo 36 ore e quindi sono arrivata fresca come una rosa.
Dato il mio colore imbarazzante capisco bene tutta la gente che a Roma mi ha parlato in inglese e chiesto di dove fossi.
Il mio bagaglio è stato imbarcato come bagaglio ingombrante, solo perchè è uno zaino.
Dovete sapere che negli aeroporti civilizzati hanno i sacconi per gli zaini, a Roma fiumicino ne distribuiscono 6 alla settimana, o non si spiega in altro modo il perenne ritornello "sono finiti".
L'omino addetto, in maniera estremamente professionale mi ha informata che:
"devi aspettà n'attimo CICCIA".

Aaaaah Roma, turismo e cultura.

Comunque a Roma fiumicino non ci sono sedie, non prima del ceck in almeno. T'è piaciuto arrivare in anticipo?
Muori.

Sempre a Roma non funzionavano i cessi, eravamo tutti in fila al "bagno per famiglie, tieni con te il tuo bambino" e al bagno per disabili cantando "non si poteva far la pipì, perchè non c'era vasino lìììììì".
Praticamente o pisciavi nel cesso di 1,70 dei disabili o raso terra in quello per i bambini.
Comodo.

Stavolta non ho fatto 120 scali, ma diretto da Colombo a Roma e poi da Roma a Catania. Il primo volo, quello intercontinentale, in orario, valigie arrivate in un attimo.

Il secondo volo alitaGlia.
Informiamo i gentili passeggeri che il volo subirà un lieve ritardo a causa di un danno al finestrino.
o.O
Ho una domanda, una curiosità.
Ma le hostess per legge, non devono essere giovini e belle?
Cioè io capisco la crisi, ma le hostess del mio volo avevano 90 anni.
Mica per discriminare, ma a momenti avevano bisogno del girello per deambulare.
No perchè in caso ditelo, che mia nonna di settimana s'annoia e magari un cv ve lo manda eh.

All'arrivo un tipo vestito da blues brother mi chiede se la BORSA con dentro solo il pc sulla sua valigia, fosse mia.
"Sì", rispondo convinta che me la passasse.
Invece NO. La spinge. La fa cadere di lato.
BONK.
"Minchia che educazione" è la finezza che si affaccia alla mia bocca, complice 2 mesi di sparlo libero e non compreso around per lo Sri Lanka.

Arriviamo con 20 minuti di ritardo e delle valigie nessuna traccia.
In dubbio sulle sorti del mio zaino ingombrante, mi avvicino al banco.
"Buongiorno donnina pagata per dare informazioni sui bagagli, da Roma hanno spedito il mio bagaglio come ingombrante ma solo perchè zaino e quindi si impinge nel nastro, devo ritirarlo al nastro o al banco degli ingombranti?"
"Uhm... prova al nastro, se non arriva vai al banco bagagli ingombranti"

MA VA.

Dopo 120 ore sono arrivata a casa.
Tanta pasta, amore e il cambio di stagione che mi faceva "ciao".
L'impulso di uscire con un paio di stivali e un vestitino nonostante i 30° stato forte.

Perchè Paris Hilton sì e io no.

In ogni caso sono tornata a casa, mi sono immediatamente scontrata con la totale mancanza di professionalità, con le magliette scollate degli UOMINI, con la carenza di bottoni per le camicie maschili, nuova piaga dell'estate 2014 e mi appresto ad andare al mare e vedere un numero imbarazzante di cosce di pollo.

Gli slippini sono tornati.
Vi racconterò tutto e di più.
Prendete queste come semplici notizie ansIa.



mercoledì 29 maggio 2013

Fava Vs pisello

Come avrete capito io non sono molto femmina nel senso antico e ignorante del termine.
Non sono la donna spic e span, nè la donna stira e ammira.
Faccio le pulizie quando subentra il rischio batteriologico, non stiro piuttosto lancio una nuova moda stropicciata, le fughe delle piastrelle non esistono, sono un'invenzione del governo.
Sono un falegname mancato (molto mancato), sono la montatrice ufficiale del mobilio di casa, preferisco montare una libreria che passare l'aspirapolvere.

Capite bene che sono l'essere umano meno idoneo a comprare verdura.
La maggior parte della verdura, esclusa quella a forma di broccolo, non la riconosco.
Ovviamente i vari colori di broccolo mi confondono.

Mia nonna, anni 91, ha deciso che io sarei stata la persona sicuramente più adatta a comprarle la verdura.
Poi, facendo lo stesso ragionamento, mi ha chiamata la nasa per montargli il modulo lunare.

Sono andata al mercato, laddove riscuoto un discreto successo tra i verdumari (gli omini che vendono la verdura) e gli omini che vendono vestiti, che non mancano di esprimere la loro felicità di vedermi in modi principeschi e romantici.

"Bella vuoi la banana?" è uno di questi.

Ragion per cui, dato che non distinguo gli spinaci dalla bietola, ho fatto la spesa al telefono con mia nonna che voleva le FAVE.
Dovete sapere che le fave io manco le mangio, immaginatevi sapere come sono in natura.
"Nonna vedo le fave!"
Che già capite essere un dialogo inquietante
"Omino quanto costano le fave?"
"Signorina... sono PISELLI"

E qui si concluse la mia giornata da contadina.

"Nonna sono piselli"
"Ma come hai fatto a non accorgertene? Le fave hanno la buccia pelosa"

Verduraio?
Se la prossima volta ti chiedo

"Scusi, posso accarezzarle la fava?" 

capiscimi, è colpa di mia nonna.

giovedì 9 maggio 2013

Diletto e castighi

Oggi sono acida.
Sono acida perchè non dormo, mi fa male un fianco al giorno e mi fa male la schiena da immemore tempo.
Brufen?
Grazie di esistere.

Sono nervosa del genere che il mondo mi sta sul pene e tu, si proprio tu che stasera vorresti informarmi che hounculochenonsipuòcapire, ti prego fallo subito così mi sfogo.

Essendo acida mi devo lamentare e lo farò parlando della moda oggi, o almeno della moda nella mia città.
Per carità, mia nonna l'altro giorno che io mi sentivo tanto english, tanto borsa intonata con i leggins, tanto cappottino grigio, tanto cappellino english, mi ha informata che ero vestita come a pulcinella, ma fa niente.
Qui l'originalità è stata dichiarata illegale e gettata in una fossa comune con il congiuntivo, il condizionale e la cavalleria.
Nessuno si è salvato.

Quindi se si usa il giallo, saranno tutte gialle, il verde tutte verdi tipo tappeto erboso e così via.
Però io vi capisco eh, l'uomo/donna è un animale sociale, ha bisogno del gruppo e tutte queste cose.
Però vi informo che il vestitino che lascia scoperta l'ugola e il jeans che si allaccia di lato e permette di unire i bulbi piliferi dalla caviglia all'anca, non fa fine.
Non sembrate eleganti, fatevene una ragione.
Sembrate scappate ad una retata.

Ho notato poi, che un male che sembrava essere stato debellato è tornato di moda: le calze a rete.
Intendiamoci, le ritengo molto belle, molto sensuali, molto strappamitutta, ma il rischio salamini beretta finiscono in fretta, è dietro l'angolo.
Donne sopra i 43 kg! ce ne dobbiamo fare una ragione, noi le calze a rete non le possiamo mettere. Metteremo le autoreggenti se proprio dobbiamo fare le sexy e passeremo le serate nel terrore che si veda il pizzo dalla gonna.
Perchè anche il confine tra sexy e zoccola è molto labile.
L'autoreggente dev'essere portata a metà coscia, altrimenti fa l'effetto mortadella.

Indosseremo il corpetto. Il corpetto è una delle cose più belle e sensuali create dal genere umano, è democratico: assottiglia la vita, dà nuovo slancio alle tette, dà le tette a chi non le ha e rende impossibile mangiare qualcosa di diverso dalla rucola scondita. Deglutire è un'impresa improba. Ma chi bella vuole apparire tanti guai deve patire. Iniziamente, nelle mie giornate impegnate, pensavo che fosse l'invenzione di un uomo, poi ho capito che lo ha inventato una donna, single e senza rapporti sociali dalle ultime olimpiadi di Atene.
Avete mai indossato un corpetto? Avete mai notato quanti gancetti ha sulla schiena? Avete mai provato a slacciarli senza usare un'accetta e mantenendo alto il morale dell'uomo designato? Bene l'ultima frase è un ossimoro, o li slacci uno per uno e giochi a ramino o usi il flex e passi una serata emozionante.
Per quanto riguarda la parte bassa del cielo invece, io eliminerei le mutande dal mercato. O metterei, come al lunapark un cartello "se non hai minimo il 75% di artrosi non puoi comprarle". Dai su no, la mutanda è triste.
Sì, anche quella di pizzo.




 Ultimamente a parte un intimo da battona, vanno di moda le piume. Roba che se lo vedesse il wwf gli prenderebbe un colpo.








Altra botta di vita modaiola sono gli occhiali finti nerd.
Perchè nerd è sexy.
Ma anche NO.
Nerd è nerd, nerd è the big bang theory, che sono tanto intelligenti, impari tanto, tanto dolci, tanto tenerosi, ma anche no.
Perchè, perchè amica mia ti metti gli occhiali da vista enormi che mi sembra di parlare con un 14 pollici?





E vogliamo parlare del male del mondo del plateau colorato? Io il plateau non lo amo, capisco che è comodo, ma mi sa di grezzo. Bene se tono su tono, ma figliamia, se hai la scarpa verde smeraldo (che già ti dovrebbe portare ad un momento di riflessione interiore, 3 padre nostro, 4 ave maria e scuse pubbliche a chanel), perchè il plateau è beige? Ma la mia retina che t'aveva fatto?




E tu, tu UOMO con le scarpe rosse in vernice, fammi una cortesia, batti i tacchi e cerca il mago di oz lontano da me.


Ma non preoccupatevi donne, siate libere e tascie* q.b.



Tanto in tasc we trust.


* Tascio= sostantivo indicante essere umano non elegante, volgare, evidentemente cieco che usa vestirsi lanciandosi nell'armadio ricoperto di biadesivo e lasciando all'infausto destino l'accoppiamento dei colori.


sabato 10 novembre 2012

NON tornare a casa Lassie


Tornare a casa dopo i 30 anni dovrebbe essere incostituzionale.
Politici? Fateci una legge, per favore. Avete fatto leggi ad minchiam per 20 anni, fatene una utile.

Dovremmo proprio far contatto sulla porta di casa, prendere la scossa dopo 4 ore in casa.
Ce ne dobbiamo rendere conto, non è fattibile.
Già è assurdo rimanere a casa fino ai 30 anni, tornarci è INUMANO.

Perchè è inutile, per quante volte ripeterai a tua madre che NO, la mattina non vuoi contatti sociali con esseri umani diversi dalla caffettiera, lei continuerà a parlarti e quando ti chiede "cosa vuoi a pranzo" mentre giri lo zucchero nel caffè non puoi nemmeno sopprimerla.
Dicono sia omicidio. Per me è legittima difesa.

Altra motivazione è il cibo.
Io voglio mangiare e fare le briciole. Voglio mangiare leggendo, con una gamba sulla spalla, mentre col piede mi gratto l'orecchio.
Poi pulisco, fatti miei. Invece ella, sente il rumore di un cassettofrigoriferoarmadiettomerendina e sa.
Sa che farai le briciole e ti osserva.
La sente staccarsi dal trancino la briciola, la vede, al microscopio sarebbe invisibile, ma lei la vede, ti guarda e ti dice "stai sporcando TUTTO".

Altra motivazione per cui non si può vivere a casa dei genitori è l'ammmore.
Ho sentito racconti dell'orrore al riguardo. Gente che si incastra, che si riempie di lividi, che si crea un trauma cranico a fine settiman.
Non rendiamoci ridicoli, non possiamo accoppiarci in macchina.
Intanto abbiamo l'artrosi, la sciatalgia, la cervicale e altri 1890 malanni, se riusciamo a metterci in posizione dopo 3 minuti abbiamo bisogno dello svitol.
Secondo, le opzioni macchina a disposizione sono 3:

- macchina dei genitori: fa ansia, ti immagini tuo padre il giorno dopo col luminol che cerca tracce organiche. In più se il genitore è particolarmente religioso potrebbe esserci un qualche santo calamitato che ti guarda.
E no, io davanti a San Gerlando non mi accoppio.

- macchina personale. Oggi si tende ad avere una macchina piccola per girare nel traffico e posteggiare là dove non entrerebbe una macchina comoda.
La somma comodità è la smart.
Su fateci sesso.
Sentitevi molto gnomi.

- macchina sportiva. Sopra il 1,20 non è possibile riprodursi. E per 1,20 mt si intende la somma delle due altezze.

E poi la macchina è triste. Sbatti la testa, sbatti il ginocchio, sbatti la schiena, suoni il clacson. Hai un rapporto più intimo col cambio che col tuo uomo.
No, diciamo tutti no alla macchina.


Altro motivo che dovrebbe spingere i 30enni a lasciare il nido familiare o a guardarlo da lontano, è il sonno.
A Guantanamo, la privazione del sonno, è una delle tecniche di tortura pià in voga.
Come nelle case italiane.
Il genitore medio quando ti vede dormire al di fuori degli orari che LUI ritiene normali viene lì, ti fissa, ti scuote e, quando tu apri un occhio iniettato di sangue ti chiede: "dormivi?".
No, mamma no, cosa te lo fa pensare? il pigiama? il fatto che fossi stesa immobile? il fatto che avessi gli occhi chiusi?
No, mamma no, coltivavo fagioli.
Tipo i cani no? Che quando dormite vi ritengono morti.
Grazie mamma, grazie per non avermi leccato la faccia.

Il genitore medio inoltre, quando entra nella camera del figlio dormiente, abbatte la porta, smonta il lampadario, estirpa lo zoccolo della porta, producendo un rumore che è un incrocio tra una carica di gnu e il lancio dell'apollo 2354786 e quando il figlio apre l'occhio, chiedono:
"Ti ho svegliato?"
"Chi tu?

"No, è stato lo spostamento d'aria".





mercoledì 31 ottobre 2012

Tutti contro Halloweeen



Ma perchè ce l'avete tutti con halloween?
Che non è festa in Italia è appurato.
Ma che v'ha fatto?
E' due giorni che leggo su facebook invettive contro halloween, su quanto non sia una festa italiana (ma va.), su quanto siano stupidi quelli che lo festeggiano (un nobel per i festeggiatori di san valentino please), su quanto sia assurdo comprare la zucca, ecc.

Ma perchè?
Cioè, ma se uno compra una zucca, ma che la pagate voi?
Ma se uno si veste e va ad una festa, ma che prendete freddo voi?

Facebook è diventata la patria dei nervosi, è halloween? A morte halloween.
C'è un concerto? e la gente ci va ma non sa tutte le canzoni. Ricordo quando nella mia città venne Vinicio Cappossela. Non saperlo era impossibile. Su due persone che esprimevano la loro felicità per il concerto, 120 inveivano contro quelli che andavano al concerto conoscendo magari solo 3 canzoni.
Vergognoso.
Inaccettabile.
Io prima dei concerti interrogherei tutti, devono conoscere ALMENO le abitudini alimentari del cantante dai 5 anni in poi.

Che poi ogni evento è una fiera di "capitan ovvi". Se c'è brutto tempo 5000 status diranno che piove. Nel caso in cui tu, essendo idrorepellenteciecoesordo non te ne sia accorto.
C'è una partita? meoddeo.

Per me c'è più da parlar male di gente che va a drogarsi e mbriacarsi in discoteca ogni sabato.
I cappelli da strega non hanno mai ammazzato nessuno.

Detto ciò sappiate che, se capita, festeggerò halloween.
Ho una parrucca viola stupenda e non vedo motivazione più seria.

Voi incazzatevi pure, ma la domanda sorge spontanea.

Di preciso...
Che ve ne frega?

Ah e uomochehascritto:

Cmq se dovessi dire la mia, a me halloween mi pare una festa stupida e mi sta anche sul cazzo.

Va bene halloween, ma la grammatica che t'aveva fatto?
 

giovedì 25 ottobre 2012

Cambio di stagione e amore per il prossimo


Ieri ho deciso che era arrivato l'inverno.
No vabbè non ne potevo più di cosce di fuori e ho deciso di fare il cambio di stagione.
Perchè *bimbaminkia time* sono fredda dentro.

Nel senso che avevo una mezza influenza.

Comunque, dato che devo ripartire per un fine settimana, mi servivano delle cose che andassero oltre alla pesantezza sfogliadicipolla e che mi permettessero di non girare il nr 4 di "l'era glaciale".
E quindi: sali sulla scala, prendi le scatole, tira fuori l'estivo dall'armadio, momento panico, metti l'estivo nella scatola, sali sulla scala, riponi delicatamente la scatola sull'armadio.
Mi dispiace signora vicina, lo so, abbiamo un concetto di "delicatamente" diverso.

Toh.
Quanto estivo.
Toh.
Quanto invernale.

Ad un certo punto della tua vita viene il momento in cui elimini una serie di cose, comprendi che in alcune non entrerai mai più, salvo bendaggio gastrico, altre non le metterai più perchè sei entrata nell'età della ragione, altre ancora le seppellirai perchè la tua retina adesso vede i colori che prima EVIDENTEMENTE non riconosceva.
E le seppellirai in provincia di Verona, non sia mai ci sia qualcuno che va a ravanare nella munnizza e li trova.

Ho deciso che ho 30 anni e quindi ciaotopolinociao, ma ho tenuto il coniglio tippete.
Ogni volta che indosso questa maglietta mi sento in obbligo di urlare "TIPPETE!" nelle orecchie degli astanti, perchè avere 30 anni è bello.
Ho deciso che no,  inutile che aspetto, quel vestito con l'elastico sotto non mi starà mai bene, a meno che mi spuntino le tette.
Dovrei aspettare la gravidanza, fino ad allora sembrerò una mortadella del discount.

Ho deciso che le salopette sono roba da bambini.
Due.
Una l'ho tenuta che metto il resto del caffè nella taschina sul davanti e mi fa comodo.

Ho fatto tanta beneficienza, perchè il cambio di stagione stimola l'amore per il prossimo che è in tutti noi.
Adesso ho il cuore più sereno.

E gli armadi più spaziosi.

Faccio schifo, lo so.

Ps uomodellamivita? Risparmiati il diamante, regalami una cabina armadio.

sabato 7 gennaio 2012

Le mie vite passate in 20 scatole e 3 kg di polvere

Oggi sono stata in magazzino.
Il mio magazzino è un luogo che raccoglie cose dimenticate da dio e dal mondo, cose importantissime che non entrano in casa, cultura, la mia roba universitaria, una comunità di acari discretamente organizzata.
Ho deciso che mi serviva la mia roba universitaria e che non potevo più vivere senza il mio giardino zen e ho ripreso tutte le scatole come se non ci fosse un domani.
O una metratura limitata di camera mia.
Ho perciò scoperto che:
- ho veramente studiato troppo;
- all'università crocifiggevo la gente o altrimenti non si spiega l'alto numero di chiodi da 50 cm;
- ho accumulato un numero di minchiate impressionante;
- ho conservato un girabevanda;
- ho delle corna da diavolo forse per compensare il giardino zen;
- ho un cane che fa sì con la testa;
- ho una penna che mi ha ricordato cose oscene;
- ho trovato delle cose che mi hanno scaldato il cuore;
- vivrò di regali riciclati per i prossimi 15 anni.

Appronfondendo.
Le scatole universitarie/degli amori passati/delle foto ci ricordano di quando eravamo ggiovani, di quando, a 17 anni, portavamo tutti il lutto stretto (tutte vestite di nero), di quando eravamo magre, di quando eravamo senza tette (toh anche adesso!), di quando i cellulari tenevano in memoria 10 messaggi e noi avevamo la pazienza di ricopiarli.
C'è un alto numero di gente passata via, ci sono amori finiti e ci sono cose che non dimenticherò mai, parole, regali, portapenne e scatole con la mia iniziale (avevo fidanzati artistici).
Ci sono cose che dimenticheremo (per fortuna) come peluches improponibili, portapenne a forma di gatto investito, un tripudio di hello kitty e abbigliamento osceno.
Ci sono cose che non smetterò di usare come le mie corna da diavolo.
Perchè in fondo in fondo bisogna conservare la propria parte da bambina.
O da minchiona fate voi.

domenica 27 novembre 2011

Perchè le dimensioni contano


Venerdì sono andata dal medico.
Poi ho espiato i miei primi 90 anni di peccati trascorrendo 4-ore-4 della mia vita terrena all'ikea.
Ad un certo punto mi stavano riponendo nello scaffale 13, posto 12, vicino ad Ercolino lo scaffalino.
Ma questa è un'altra storia.

Parlavamo del medico.
Un luminarIO.
Io ero già stata da un luminare, che più che luminare era una luminaria fatta e finita per quanto si faceva pagare.
Praticamente avevo iniziato a dirgli i problemi futuri: "senta ma se mi dovesse venire questo...", "senta ma se facessi questo e succedesse quest'altro...".
Però era bravo e, cosa più importante, era umile. Sul serio. Tranquillo, calmo, rassicurante, non contava i minuti.

Questo mi ha ripetuto 25 volte che riceveva persone da lontano, che era abituato a gente che faceva chilometri per vederlo.
Dopo una rapida associazione di idee, gli ho chiesto se gli portassero anche oro, incenso e mirra, ma non ha colto.
Dopo 3 minuti di mie paturnie mi ha detto che prende 10o voli all'anno.
Ora.
Io poi divento acida, ho un'educazione e simpatia limitate nel tempo, dopo 10 minuti si estinguono.
E quindi abbiamo avuto il seguente dialogo:
"io prendo 100 voli l'anno"
"io per fare a/r per casa, ne prendo 10"

"io ormai faccio tutto in aereo, vedi? cellulare, computer..."
"e lei fa voli nazionali... si immagini io che faccio voli INTERCONTINENTALI..."

"io ormai prendo per tutto l'aereo"
E qui ho sorriso.
Sapevo che la vittoria poteva essere solo mia.
"non lo metto in dubbio.Ma mi tolga una curiosità... lei come ci va dal DENTISTA?"

Piccola fiammiferaia batte Rockefeller 25-0

Lo so che sono immatura, ma se voi uomini potete giocare a chi ce lo ha più lungo non vedo perchè non dovrei farlo io.

mercoledì 23 novembre 2011

Lasciate ogni speranza o voi ch'intrate (alle poste)


Lo so che sono lamentosa, ma mi dovete capire, sono tornata adesso, mi devo mettere le scarpe, la gente è scipita, sono singola.
Capitemi.

Però non è colpa mia. Dante l'iscrizione di cui sopra, l'ha messa nella porta dell'inferno perchè allora non c'erano le poste, non avrebbe avuto dubbi altrimenti.
Voi le fate le raccomandate con ricevuta di ritorno? E' vero che le fanno tutti? E' vero che è una cosa normale? Non c'è da vergognarsi no?
Ad Agrigento non si può.

"Buongiorno buonuomo, mi da un modulo per la raccomandata con ricevuta di ritorno per favore?"
"non ci sono le ricevute di ritorno"
" nnnche senZo scusi?"
" sono finite"
"tipo lo stracchino che al supermercato deve sempre arrivare?"
"le abbiamo ordinate"
"e nel frattempo che faccio?"
"può usare questo comodissimo servizio a SOLI 8 euro"
" col cazz, no grazie non sono interessata".

Se qualcuno torna in Sicilia da un luogo civilizzato per favore me ne porti dodici, le spaccio tipo bagarino davanti alla posta.

domenica 13 novembre 2011

TriP or treat?


Sono tornata.
S'era capito, lo so.
Il mio viaggio è stato psicpatico come tutti i miei viaggi, che sennò m'annoio e non so che raccontarvi.
Sono partita alle 8 del mattino con 35° e 49 kg di bagagli da imbarcare.
Le domande all'aeroporto di Beira sono le solite, logiche e sensate:
"cosa c'è nella valigia?"
"vestiti, conchigl, anacard, mango, lichies... vestiti".
"ha fatto da sola la valigia?"
"no, ho chiamato i cavalieri dell'apocalisse per farci entrare il lampadario di conchiglie che ho comprato in un momento di picco intellettuale".
"ha davvero 49 kg di vestiti ESTIVI?"
"amo viaggiare leggera che ci vuole fare".

Volendo imbustare la valigia, le alternative erano due: due uomini che correvano intorno alla tua valigia con un grosso rotolo di domopak, un carta vodafone con la scritta rossa "protegida" che faceva tanto preservativo.
Preservo le mie valigie, tra cui anche lo zaino di 20 kg.
Ora.
Siccome i mozambicani sono premi nobel per la praticità, hanno incellofanato INTERAMENTE il mio zaino, senza lasciar fuori un minimo appiglio.
Ergo, avevo un monolite da 20 kg.
Li guardo, guardo il mio monolite e sentitamente ringrazio.

2 stop: Johannesburg.
OTTO ore.
Ho mangiato 20 kg di salmone e poi, per cattiveria mi hanno tolto il carrellino e hanno filmato una che spingeva bagagli per l'equivalente del suo peso.
Ho abbattuto nell'ordine:
- esseri umani;
- inserite qui il vostro bagaglio a mano;
- attenzione pavimento bagnato;
- lato passaporti europei;
- sono per oggi grande offerta... (non lo sapremo mai, il resto era sotto il mio piede);
Tutto lanciandomi in mille scuse "oh eschiusmì", "ooh s'è fatto male?", "ogggesù l'ho rotto", "osssignur l'ho ammazzato".

3 stop: Paris
12°, pioggia, 35 minuti per cambiare terminal, controllare il passaporto, trovare la mia uscita, non svenire dal sonno.
Pazza scende correndo da un aereo con: sandali, pantaloni arancioni di lino, maglietta a maniche corte con 2 polli che guardano un girarrosto e la scritta "horror movie", 2 kg di treccine in testa.
Controllo passaporti: 5 minuti dal volo.
Omino: "tu es tres jolie"
Io: "sisisisisisisisihocccapitoperdoilvoloannacati".
Salgo sull'aereo e mi addormento appena tocco il sedile con un cuscino fuxsia, una mascherina celeste, le treccine tutte intorno ammè che manco il cugino It.

4 stop: Milano
Mi passa davanti un uomo con camicia fuxsia di raso, sopracciglia straspelacchiate, più fondotinta di Bruno Vespa.
Bevo un espresso, un latte macchiato e un cappuccino per dimenticare e mi dispiaccio per lui perchè deve aver fatto qualcosa di molto, molto cattivo.

5 stop: Catania
Valigie perse, riapparse nel lato non segnalato, un tipo ci prova, l'omo della dogana vuole arrestarmi.
"Cammìr cammìr (come here)"
"sì mi dica"
"cos'è questa?"
"una scarpa"
"questa signorina"
"una scatola di fiammiferi"
"l'ALTRA signorina"
"senta ma se lei lo sa perchè mi fa il test di Rorschach? E' una conchiglia."
"lei non lo sa che non si possono portare? che specie è?"
"non lo so, ci ho messo un piede sopra in spiaggia"
"me la fa vedere?"
A parte le evidenti battutacce che ne derivano la conchiglia era in FONDO a 20 kg di zaino. A metà, per pietà o perchè mi odiava, l'omino mi ha liberata chiedendomi: "Ha altro in borsa?"
mang, conchigli, anacard, lichie, no no NULLA.
Esco dall'aeroporto una signora mi guarda ed esclama:
"ccccccccièèèèè chi ssu beddri" (i capelli).

Sono a casa.

mercoledì 17 agosto 2011

Mestieri e misteri

Lavorare non è facile, lo sappiamo tutti, ma la vita è fatta di scelte.
Se uno odia la gente sotto il metro di altezza non dovrebbe lavorare in un asilo (o entrare in politica visti i nostri marcantoni), se uno ha litigato da piccolo con l'empatia non dovrebbe fare lo psicologo e se una il ciclo ce l'ha di default non dovrebbe fare la commessa.
Ad Ag invece come t'assumono ti viene il ciclo.
Per abbandonarti solo a licenziamento avvenuto.

Tempo fa, in occasione di un compleanno, gironzolavo felice tra le gioiellerie, cercando qualsiasi cosa con il turchese.
Mia madre ha i periodi tipo Picasso, siamo passati dall'amore immenso per il corallo, al bisogno ossessivo-compulsivo dell turchese.
La gentile commessa ciclododata ed io abbiamo avuto così un allegro scambio di opinioni.

Io: Salve vorrei vedere qualcosa con il turchese (la pietra)... blink blink
C: cosa?

Io: qualsiasi cosa basta che sia moooolto semplice
C: Hai già visto il bracciale con il CIUFFO esposto in vetrina?

Io: mi scusi... mettiamoci d'accordo sul concetto di semplice...

C: allora non c'è altro, cambia regalo (ppù)

Successivamente, tentando di immaginare una vita sentisessuale, senza Paolo Fox o con gente che avesse compiuto il 18esimo anno di età, mi sono data all'intimo.

"Completi intimi 6 euro"
G: Buongiorno, mi scusi in questa scatolina manca lo slip

Uomomatematico: Ah si, boh non so
G: (Dopo l'eloquente risposta) Vabbè io lo prendo lo stesso, quant'è solo il reggiseno
U: 6 euro

G: Scusi mi sa che ci siamo persi un passaggio. Ripetiamo insieme: completo 6 euro, reggiseno?
U: 6 euro, tanto la mutanda qua in mezzo è

G: Vabbè ma io la bancarella la lascio eh...

Tentativo numero 3: Acquisto vestito causa matrimonio
Io: Buondì, vorrei un abito semplice, con colori tenui, non troppo elegante.
Commessa sorda: Hai già visto il vestito color FRAGOLA, in raso LUCCICANTE, con il FASCIONE e la SPILLA sulla spalla?.
Io: Sì, ma a Moira Orfei stava meglio.

Chi ha detto "tentar non nuoce" evidentemente non ha mai cercato di fare shopping ad Agrigento.


mercoledì 10 agosto 2011

Home sour home

Tornare a casa è sempre una bella cosa.
Vedi la famiglia, gli amici, la tua città, la tua casa nuova, i tuoi gatti, il tuo cibo, i supermercati senza topi, ma soprattutto vedi la gente scema.
La cosa bella della mia città è che ERA la patria di Pirandello, di Sciascia, di grandi menti, geniali scrittori, artisti e poeti.
Tutti estinti.
Adesso è più o meno la patria dei consiglieri comunali, ne abbiamo uno pro capite.
Però in questi giorni ci sono state delle novità, ho visto cose belle e cose che voi umani, per fortuna vostra, non avete mai visto.
I miei si sono trasferiti e io sono arrivata, dopo 72 ore di passione, a casa nuova.
E' inutile dirvi che vagavo, come affetta da labirintite, cercando il bagno.

Gli slippini si sono moltiplicati (forse si accoppiano, non so) e giocano a palette sfoggiando tutta la loro fluorescenza.
Saltano, fanno evoluzioni, si impegnano, anche se la pallina gli cade diretta sulla paletta.
Questo perchè holly e benji, che facevano un triplo salto mortale carpiato pure se il portiere era andato a fare pipì, ci hanno rovinato la vita.
Ormai però gli slippini sono cosa vecchia, non ci farò mai l'abitudine, ma mi aiutano a ridurre notevolmente gli uomini da promuovere ad interessanti.
Devo però dire che l'uomo di 35 kg con slippino celeste e la paglietta in tono con le frange mi ha bloccato un ciccinin la digestione.
Ma si sa, il mondo è bello perchè ci sono varie specie animali.

A parte la gente nuda, ho visto la gente scema.
A camionate.
L'Aquaselz ha gente scema al di sotto dei 16 anni e quindi non ne possiamo parlare perchè ancora devono finire il rodaggio. C'è quindi una vaga speranza che il cervello parta a strappo, si rendano conto che no, gli uomini fluorescenti non sono virili, che alle 2 del mattino la nostra retina è salva e non richiede occhiali da sole e che, assolutamente no, "a morti to è a pecorina" non è un passo del decamerone.

Però sulla gente idiota del baraka possiamo spendere 2-3 parole.
Innanzitutto ad Ag i cartelli mettono ansia, quindi un cartello con su scritto "SOLO con invito", non viene compreso.
Da lì nascono simpatici dialoghi con buttafuori che hanno tutta la mia comprensione:
"Scusa è con invito?"
"No, m'avanzava inchiostro e ho fatto un cartello"
"E quindi se non ho l'invito me ne vado a casa?"
" ..."

Superati questi traumi, chiamati amici di amici, parenti, wwf, unicef e consiglieri comunali (sono intorno a noi, ma non parlano con noi) si entra nel locale.
Nella vecchia fattoria.
L'ambiente è discretamente buono, donne ondeggiano su tacchi 45, io mi lamento su tacco 1, uomini attillatti e con troppo poco pelo per essere veri pascolano felici, i miei amici (pelosi q.b.) studiano la fauna locale, i dementi si lanciano dall'alto tipo ninja, ma ne mandano avanti sempre uno, chi tiene lo stendardo.

E' l'imbecile alfa, quello da cui parte tutto il male, quello che più che parole emette suoni, quello per cui "va pensiero" è un invito (Va! via! lungi da me!).

Il piccolo porta bandiera viene da noi e decide di esprimere il suo... ehm... e decide di parlare.
Di seguito le sue manifestazioni sonore, tradotte in dialetto corrente per la vostra più agile comprensione, tranne alcune parti che meritano gli oRRori della cronaca:

"Compà, sei stato 1 ora a parlare con questa (oggetto, cosa inanimata, essere non sensiente), poi è venuto quello e ha detto amunì, schiniamo! (andiamo, limoniamo! il nuovo inno dell'esercito) e se ne è andata".

"Quella (essere umano sconosciuto a lui) dice che non mangia, s'è mangiata 6 pezzi di pizza e ora va a mangiare una piadina con le terrazze" (l'ultima parte è incomprensibile ai più, sarà in codice, tipo ultrasuoni dei delfini).

Per completare si gira verso un amico e da prova di finezza estrema dicendo: "Ma tu cu minchia si?"

Successivamente ha ululato alla luna.

E' sempre bello tornare a casa.
Quello che mi infastidisce è non avere i croccantini quando servono...

sabato 5 febbraio 2011

Cara Italia

Ormai che di lettere sono pratica e dato che il caldo di oggi permette il solo movimento delle dita scrivo un'altra lettera.
Ma stavolta punto in alto.

Cara Italia,
mi presento, sono una 29enne italiana che cerca di lasciarti ormai da un paio d'anni.
Praticamente abbiamo l'equivalente di una relazione complicata su facebook.
Ma mica sarò bugiarda e ti racconterò le baggianate che partoriscono gli uomini. Non lo faccio per il tuo bene o per renderti felice. Io non ti sopporto proprio più.
Ma siccome sono femmina te lo motivo.

Sono una ragazza normale, con desideri normali.
Vorrei una casa, piccola, non necessariamente in centro, non devo per forza vedere il colosseo se mi affaccio.
E, cosa strana, vorrei comprarla da sola.
Però se qualcuno me la vuole ristrutturare non mi offendo, che a quanto pare usa così.
Ormai siamo la generazione dei piccoli fiammiferai, non abbiamo più desideri superstar come da bambini, non vogliamo l'aeroplano o l'unicorno, vogliamo il cappotto.
E ce lo compriamo nero che sta con tutto.

Italia, sei un paese di vecchi.
I bambini non ce li possiamo permettere e fra un po' manco i vecchi che non gli possiamo pagare la pensione, che infatti è in via d'estinzione.
Fra 10 anni i vecchi racconteranno ai bambini che una volta esisteva una cosa chiamata pensione e un animale chiamato licaonte.
Così, per fargli capire che non tornerà mai.

Ma parliamo dei mezzi di locomozione.
Io ho un motorino che se lo lavo si smonta, perchè in Italia abbiamo 625.000 auto blu?
Negli USA, secondo paese del mondo per numero di auto blu, sono 72.000, in Francia 63.000, nel Regno Unito 56.000, in Germania 55.000.

Invece i trasporti?
Dove vivo io sui treni c'è scritto "lasciate ogni speranza o voi ch'intrate".
L'ultima volta che ho provato ad andare a Palermo (130 Km) mi hanno abbandonata a Rocca Palumba, luogo in cui gli autoctoni non mangiano, non bevono e non fanno pipì.
Quello che ha scritto "non si poteva far la pipì perchè non c'era vasino lì" evidentemente era passato da Rocca palumba.

Noi, cara Italia, abbiamo un brutto vizio: ci ammaliamo.
Praticamente nei nostri ospedali si applica una sorta di selezione naturale, la legge del più forte.
Ti operi e muori per setticemia, ti costruiscono l'ospedale e lo fanno con sabbia e sputi, vuoi fare un figlio e l'anestesista tira il catetere al ginecologo.
Ora.
Già i figli, se continua così, li faremo con findomestic.
Ma ti pare carino che la prima parola che mio figlio sentirà sarà "minchia"?

"Guarda che cosa sei diventato" era la frase di una famoso film.
Quanta acqua è passata sotto i ponti da quando eri la culla della cultura e dell'arte.
Ora se senti un periodo ipotetico ti emozioni.
Ma noi ci meritiamo questo.
Di partorire tra i cateteri volanti, di sentire le bestemmie in tv, di tenere le figlie minorenni chiuse in casa e il ripristino della schiavitù.

Era merglio quand'eri spaghetti e mandolino.
Almeno mangiavamo e non dovevamo sentire i finley.

mercoledì 30 giugno 2010

AquaSbem!

Ultimamente ad Agrigento la noia regna sovrana.
L'estate tarda ad arrivare, il vento scompiglia le creste e il cambio di stagione è più sofferto che mai.
La moda, incerta per i cambiamenti di temperatura da deserto, presenta soluzioni vagamente inquietanti; gente che sembra scendere dalle alpi e gente che, pur di mostrare il sedere, è congelata dentro un pantaloncino con un'immobilità causa gelo che uno specialista definirebbe rigor mortis.
La noia, il freddo, l'impossibilità di incastrarsi in un microshort, tragedia che attanaglia più uomini che donne, spinge la sicula umanità a cercare alternative e calore umano.
Ultimamente, a furor di popolo, è stato portato all'onore delle cronache l'"Aquaselz".
E' un locale in cui trovare un maggiorenne è impresa ardua e possiede un privèe che sembra una gabbia per i leoni. Peccato che i leoni luccichino.
Prendere da bere impegna mezza serata, bere 2 secondi netti. Bere mentre un 16enne cerca di abbordare una 15enne passando sul tuo corpo non rende la cosa agevole.
La mia personale scelta dell'abbigliamento da aquaselz è diametralmente opposta a quella degli altri esseri umani.
Mentre i ggiovini avventori selezionano con cura il catarifrangente da indossare, io scelgo il mio abbigliamento seguendo le linee guida di simpatici amici.
I vietcong.
L'abito scelto non dev'essere facilmente infiammabile, causa bruciature varie ed eventuali da parte di gente a cui, pesando il braccio, tiene la sigaretta ad altezza essere umano.
Ma vanno capiti eh, sono disorientati.
Mica sono abituati ad avere qualcosa che pesi.
Poi dev'essere qualcosa di cocktailrepellente. In ogni caso quando torno a casa le formiche fanno la ola.
L'Aquaself, 2 banconi definiti strategici da uno che ritiene strategica la scelta dei giocari italiani al mondiale, una serie di divani lanciati dall'alto da un sadico amante dello shangai, un privè che espone i fluorescenti avventori al pubblico ludibrio, un numero di 15enni che un'insegnante non vede nella sua carriera tutta, manca di qualcosa.
La campanella.
Almeno i 15enni saprebbero dove andare.
E invece, come una mandria di puffi dopati, si riversano nelle strade dando sfogo al testosterone.
Le motivazioni sono varie ed eventuali: tu hai respirato troppo, tu hai starnutito, tu hai guardato il cielo, la settimana scorsa hai fatto la pipì, mi prude il gomito, e altri temi di questo genere.
I feriti, a parte il condizionale, sono facilmente individuabili.
Sono direttamente proporzionali al numero di perline per terra.

Poveri 15enni, andrebbero protetti, informati.
Magari con un cartello:
"Ogni anno l'aquaselz fa più vittime del tabagismo".

domenica 14 giugno 2009

Anonima slippini

In questi caldi e soleggiati giorni agrigenDini ho deciso che tutto sommato potevo dedicarmi all'osservazione della fauna da spiaggia.
'Nsomma sono andata al mare.
Ho deciso che passare dal mio colorito giallo 3influenzein1mese a semi-abbronzato poteva giovare alla mia vita sociale.

Ho quindi iniziato ad andare a mare.
Con Orwell.
Praticamente andare a mare con Orwell da "Gianco" equivale ad una dichiarazione di emarginazione.
Attenti penso, magari vi contagio.

Ma a parte queste belle cose, mi son guardata intorno. Per vedere la fauna svestita.
Anche l'occhio vuole la sua parte no?

Mentre guardavo e osservavo la nostrana fauna marina qualcosa non mi tornava.
Un dettaglio mi incuriosiva.
Ad un certo punto ci sono arrivata...
Com'è che io ero più vestita di.... molti UOMINI?
Quest'anno, infatti, disgraziatamente va lo slippino.
Ma mica poco eh? Cioè io pensavo avessero perso una scommessa.
E invece no. C'è l'esercito dello slippino.
Ci sarà stata 'na svendita, una promozione, al bar davano una birra e uno slippino.
Hanno fondato l'anonima slippini forse. O l'orgoglio slippino.
Ma poi mica colori scuri.
'Nsiamai.
Fuxsia, arancioni con fiori verdi, gialli.

E quindi al mare ti godi questa sfilata di moderni Adamo che al posto della foglia di fico hanno scelto uno slippinoa fiori.
Non si sa con quali vantaggi.
E ti godi le immancabili partite a palette. Perchè da noi, con 500 persone in 3 mt di spiaggia giocano a palette. Sarà sintomo d'intelligenza.
Slippino verde Vs slippino rosa, slippino giallo batte slippino arancio.
Belle cose.

Ma i peggiori sono quelli bianchi.
E insomma io non sono democratica e s'è capito.
Li abbatterei tutti (in ordine cromatico).
Giusto una richiesta:

Amico slippino bianco perchè ogni volta che esci dall'acqua mi imponi le tue nudità?
Perchè devo conoscere pelo per pelo la tua intimità?
Ti pare giusto? a me pare na cattiveria.
Io me lo eviterei eh?
Che poi peccarità sarai figo bello e fotomodello e di un colore inesistente in natura perchè t'ammazzi di lampade.
Ma io mica vengo a mare per vedere il tuo pene.
Con me i peni son più educati.
S'annuciano.
Anzi... videochiamano

martedì 9 giugno 2009

Carramba!!!

Negli ultimi due anni della mia esistenza ho avuto la necessità di fare 3 denunce.
Praticamente in ogni posto in cui sono stata mi sono persa na cosa.
Ma questo non è rilevante.
Manco vi faccio un'introduzione che non c'è bisogno.

La prima denuncia è stata di smarrimento di carte d'imbarco.
G: Salve dovrei fare una denuncia per smarrimento di carte d'imbarco
C: di che?
G: carte d'imbarco
C: eh?
G: sa i cosi di carta per volare?
Detto la denuncia, abbastanza semplice: io, G.R. ho smarrito in data tot le carte d'imbarco da Dublino a Roma e da Roma a Dublino.
Controllo la denuncia prima di firmare e il volo era da una città nuova.
DubRino.
A voi sembrerà divertente. Ma come glielo dici? Come gli dai sta notizia?
G: ehm... scusi... CREDO sia DubLino (non volevo ferire il suo amor POPRIO)
C: ah si? avevo avuto il dubbio...
G: Gna menu mali...

2 Denuncia.
Smarrimento di 2 carte di credito (ricordi pala?) in sudafrica a Città del Capo.
C: Stato?
G: sudafrica
C: sudafrica proprio così?
G: prego?
C: città?
G: città del capo
C: metto luogo ignoto?
G: le posso fare na x su dove l'ho perso. Città del Capo è molto ignota a suo dire?
C: no così
G: emmi pare giusto

Risultato della denuncia:
Luogo di smarrimento: sudafrica...
Come dire "ho perso il portafogli in Russia..."

Oggi la terza denuncia.
Furto di portafogli.
L'inizio della discussione è:
C: perchè non hai fatto la denuncia li?
G: beh la situazione è un po' diversa
C: vabbè che c'entra noi gli stranieri ce li teniamo
G: zeeeen zeeeeen zeeeeen.... no vabbè serve la denuncia fatta in Italia.
Quest'uomo ha portato avanti una personale crociata contro genere e numero dei sostantivi o degli aggettivi.

Ve la mpiccico direttamente che merita gli onori della cronaca.
"..... Mentre mi trovavo all'interno della predetta scuola IGNOTI MALFATTORI, approfittando della mia assenza dall'aula, dove tenevO poggiatO lA miA borsA, ASPORTAVANO quanto segue:
- Portafogli
- CartA bancomat rilasciatO da...
- Denaro contantI (erano tantI)

Quando Walker ha detto "ignoti malfattori" ho dovuto fare appello a TUTTA la mia calma interiore per non scoppiare a ridere.
Non ho approfondito sul suo personale odio per i sostantivi e gli aggettivi accordati.
Gli ho fatto i complimenti per la costituzione del fronte di liberazione degli aggettivi e me ne sono andata.

Poi ho riletto la denuncia (non avrei retto una seconda volta ad IGNOTI MALFATTORI).
TUTTO potevo controllare.
TUTTO.
Ma no i dati anagrafici copiati dal documento.
E invece...
"... carta d'identità rilasciata dal comune di Agrigento (la mia è rilasciata dal comune di Novara)"
E mica è un segreto eh? C'è scritto.
Nella prima paginetta.
Sarà rimasto ottenebrato dalla fototessera.
Sarà che parO un leone. Pare il tesserino dello zoo...

E poi dite che non vi devono fare le barzellette...

Alternative content

venerdì 5 giugno 2009

Altro giro altra corsa


E si torna a casaaaaaaaa!!!

Non vedo davveo l'ora

Sono così felice di tornare a casa che mi farà piacere pure essere chiamata comunista* ;P



* per i meno informati l'ultimo dialogo costruttivo relativo alla politica è stato:

Dude: ah stai in africa? e li arrivano le notizie della politica?
Gio: no per fortuna, solo le stronzate di B.
Dude: ah... quindi tu sei COMUNISTA
Gio: ...

mercoledì 15 aprile 2009

Voltar

Premetto che questo sarà un postacidità perchè sono a casa con la febbremalaria o cose così da 2 giorni e mi noio profondamente. In più oggi sono all'ennesimo cidobbiamovederechiamoio e mi sono rotta un po' il gazu.

Insomma son tornata a casa.
E dopo un post di felicità e cosebelle, faccio un'analisi.
Oggi pensavo.
Capita, quando non ho niente da fare, poi però mi riprendo subito.
Ho visto taaaaaaaaanta bella gente, taaaaaanta gente nnutile e cose varie.
Poi c'è la folta schiera di gente con coda.
Non tutti possono capire ma è così.

Peccarità son felice son contenta e cose belle ma le code ci sono e si vedono.
Vi spiego.
La gente con la coda è quella che apparentemente pare normale ma poi.... ha la coda appunto.
Di botto e senza il giusto preavviso misteriose forze si impadroniscono di lui/lei e diventa stupiTo/a.

Ma è il bello di qui confrontarsi con persone (più o meno) particolari. E più o meno persone pure.
Si possono dividere in gruppi.

Ad esempio c'è la folta schiera degli appassionati di politica.
Fanno parte di questo purtroppo non ristretto gruppo molti esseri mitologici.
Sono quelli mezzi uomini e mezzi berlusconiani.
Quelli che non distinguono destra e sinistra, o sei berlusconiano o sei comunista.

Poi ci sono gli ex compagni, ex amici, ex nemici, ex qualcosa che cidobbiamovedereperforzatichiamoio. Quelli che ti intasano msn, autlukk e scaipp per 5 mesi per dirti che t'amano, che t'aspettano con anZia, che ti vogghiono vedere pefforza e po' morinu (l'anZia fa più male di quanto pensassi). Che per carità uno di meno ma io mica li capisco. Cioè vi sentite in obbligo? perchè poi muoio?
Tranquilli che non è per forza che uno torna dall'Africa e muore.
Mica son gazzella (e qui mi affido alla vostra finezza intellettuale).

Poi ci sono i tuttologi. Quelli che sanno, che conoscono, che.
Quelli del se sarei insomma. Brrrr

E poi ci sono i modaioli.
Questi sono i più "coloriti". In ogni senso.
Oggi ricordavo i bei tempi andati.
Ve lo ricordate quando i maschi vestivano di blu e le femmine di rosa?
Era monotono ma rassicurante suvvia.
E quando gli uomini erano agevolmente distinguibili dalle donne (e le donne dalle palle da discoteca)?
E quando entrando in un negozio ti dirigevi sicura con passo fiero e senza indugio al reparto donna?
Bene. Scordatevelo.

Sono andata nei localifighetti per scienza e conoscienza.
E ci ho trovato un cartello: "Benvenuto nell'era dei lustrini".
Ho visto tanti di quei lustrini che li puoi usare in alternativa al giubotto arancione della macchina, colori che provocano il distacco della retina (che + che distaccarsi, si dossocia schifata), fantasie che se le fissi per 2 min e muovi la testa al contempo entri in aciTo...
E cci hanno il ciuffo. Ma che sei fonzie?

Dove sono i begli uominiuomini, gli uomini al quadrato? Quelli con la felpa, il jeans, il capello scompigliato e la scarpa da ginnastica? Quelli che i colori non li distinguono, figuriamoci accoppiarli.
(Es: Telefonata: io: enzo ti piace il verdone? E: e che è?)
Quelli che ti danno una certezza: da dove li guardi li guardi sono uguali.
Questi cambiano con la prospettiva.
Ma si può stare con un uomo che s'illumina d'immenZo? Mi posso fare zita con la stella polare?
Cioè io per contratto voglio + armadio di lui e + armadietti in bagno.
Mica ce li dovremo dividere equamente? mica dovrò scambiare la mia crema tifacciobellatuttaesubito con la sua?

Giammaaaai!!!

Piuttosto resto zitella.
Che già sono un pezzo avanti.
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