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mercoledì 16 agosto 2017

Tinder e altri mali del mondo

Ultimamente è un periodo che it's raining men.
 
Alleluia
In realtà non è che sia diventata figa da una notte all'altra, anzi ho messo due impianti e ho la faccia gonfia che sembro al Pacino nel padrino, con un batuffolo in bocca che faccio a tutti offerte che non possono rifiutare.
In realtà mi sono iscritta a tinder per colpa di una studentessa che ha trovato l'ammmmore.
Inizialmente Tinder ti dà una sensazione di onnipotenza da figaggine, ogni mio like era corrisposto.
Rapidamente capisci che gli uomini sparano sul mucchio e, a meno che tu non abbia un unicorno in piena fronte, metterebbero il like.
E probabilmente anche in quel caso, ci saranno gli estimatori.
Parlandone con amicosemisparito mi dice: "ma sì, iscriviti, ci sono persone normali, come me e te".
Il primo che ho trovato era "suddito galante", uno che si voleva fare frustare, il secondo un feticista, lui voleva piedi.

Vabbè.

Dato che comunque io i pazzi li trovo in ogni dove, trovarli anche nell'etere mi offriva la possibilità di raggiungere un discreto livello di completezza, tipo quando su linkedin scegli il livello di conoscenza di una lingua.
Io sono a "conoscenza professionale completa".

A Milano, città dei single e dei gay, ci sono un fottio di persone su tinder, per cui devi n'attimo scremare.
Su cosa mi sono concentrata.
La modalità di scelta è semplice:
1- No nudi: 'ndo sta il mistero? E poi masignoremio mettiti nudo se VERAMENTE sei gnocco;
2-No foto sfocate: se quella è la cosa migliore che sei riuscito a produrre per renderti interessante, non mi aspetto grandi meraviglie;
3- No foto in comitiva: non ho capito perchè devo perdere 8 ore a individuarti e devo star lì, tipo csi, a paragonare la forma delle sopracciglia della successiva foto, scattata da Marte;
4- No foto di occhi chendiomio non ce li hai solo tu azzurri;
5- I peli: i peli, i peli! ridategli i peli! ma che ti è successo? Hai fatto la toletta estiva tipo cane e ti hanno tosato? Sei rimasto attaccato alla carta moschicida? Hai perso una scommessa? Hai l'alopecia everywhere?
Per quanto mi riguarda, l'unica cosa rimuovibile sono i peli dalla schiena. Le ali no. Le accetto solo in Eros che comanda lui l'amoreeeee (se non l'avete capita avete avuto un'infanzia triste).

Passiamo all'abbigliamento:
6- Camicia aperta: esclusi. Per me se hai la camicia aperta fino a metà petto ci sono poche spiegazioni: o non hai il pollice opponibile, o non sai usare un bottone.
Chiamami quando ti evolvi almeno al livello "primate";
7- Il cerchietto. Il cerchietto viene dopo quelli depilati nella mia personale catena alimentare;
8- I risvoltini, l'antisesso. Per me sono l'equivalente del gambaletto su una donna.
Efficacia contraccettiva del 220%
Parificabili al mocassino. Che è inutile che ve la tirate e vi sentite fighi.
Il mocassino è l'equivalente maschile della ballerina.
Ecco.
L'ho detto.

Suggerimenti:
Le bestiole. Cani, gatti, pesci e panda attirano like.
Il rischio è che il like sia per il gatto, come faccio io.

Ho preso anche in considerazione gli schiavi per farmi spicciare casa, ma mi hanno detto che poi mi devo incellofanare e li devo picchiare e sono in fondo buona.
Molto in fondo.
E poi lo sapete quanto costa il domopak? La pellicola da discount non si può comprare che il seghetto non seghetterebbe manco il tonnochesitagliaconungrissino e poi devi chiamare 6 persone per tagliarla: una la tiene da un lato, l'altra dal lato opposto, una impugna una sega circolare, una prega, una chiama il 118, insomma casa mia è piccola, no.

Superato il test estetico e selezionati quei 12 vestiti  rimasti, si passa al test grammaticale.

AHAHAHAH.
Ho visto lo Zanichelli morire.
Male.

Le chat.
Un ulteriore distinzione viene fatta sulla loro produzione scritta: grammatica, punteggiatura, lessico.
Alla sera sono lì che canto: uno su mille ce la faaaaaa!
O "c'è l'ha fà".
Per restare in agghiacciante tema.
Quindi ho inaugurato una specie di patente a punti.
Se sanno usare la punteggiatura: 1 punto.
Varietà Lessicale: 3 punti.
Congiuntivo: 10 punti
Agli altri in omaggio la 3° elementare.

Tra quelli che sembrano conoscere la grammatica, non spargono puntini di sospensione dall'alto, non mi chiedono "quanti anni ai" e conoscono almeno un sinonimo per parola, è necessario fare un'ulteriore divisione.
Le chat si dividono tra gli splendidi e i baci Perugina.

I primi sono quelli che celhosoloio e non si sa come tu abbia vissuto senza me fino ad ora. Sono quelli da: ciao bella, dai usciamo ora, lo vuoi il gelato fra 8 minuti?
Spesso sono carini e questo conferma la teoria che molti uomini possano avere una sola qualità positiva. Sono adorabili suppellettili, con la positività di poter essere riposti su una mensola dopo l'uso, ma poi li devo spolverare e anche no.
Quindi se sono carini, hanno il quoziente intellettivo del mio scopino del cesso, che però ha trovato un posto e una funzione socialmente utile in questo mondo.
Loro ancora no.
I secondi sono quelli che "ciao stella del mattino", " ciao luce della mia vita", "ciao meraviglia", "ciao fata", che ho visto i baci perugina suicidarsi.
Uno mi ha scritto: hai l'aria di una a cui piace fare lunghe chiacchierate guardando le stelle e CORRERE nei prati.
#jesuisgeorgie.
 Ma corrici tu tra le bestie volanti che popolano i prati.
Portami da Chanel.

Poi ci sono quelli che sono straricchi, strabelli, strafelici e te lo devono fare sapere.
Sì, io vivo in centro, certo che vivo da solo, oddio scusa ma oggi ho la domestica in ferie.
GIURO.
Mi è venuta l'orticaria.

Selezionati i normodotati, molto dipende dalla reazione al mio lavoro.
"Che fai nella vita?"
"Insegno italiano".
"Non ho mai avuto un'insegnante così carina".
Non ho mai conosciuto nessuno tanto originale.
Gli altri pensano che l'ignoranza dia sexy, la capritudine attizzi o non so io. E quindi è tutto un:
"Non potrei mai fare questo lavoro, sono una capra in italiano"; "ah avrei bisogno anch'io un'insegnante"; "Ah allora tra poco chiuderai la chat".
Ho sempre desiderato un alfabeta, dove ci vediamo?
Uno che mi ha scritto: "Ciao, ti visto su fb, ti fatto amicizia" al quale ho chiesto SINCERAMENTE se fosse italiano, mi ha risposto: "Certo, PERCHE'?"
No niente, statistica.


Alla fine praticamente, quelli che si salvano, hanno la stessa percentuale delle sorprese fighe dell'ovetto kinder: una su 5.
Gli altri sono quelle sorprese orribili che passi il tempo a consolare bambini piangenti.

E ve lo dice una che nell'uovo di pasqua ha trovato le PRESINE.



sabato 22 luglio 2017

Besame, besame mucho


Più baci, più piaci, diamoci un mondo di baci.
Lo diceva una pubblicità, chi sono io per asserire il contrario?

Sono sempre stata una fan del bacio.
Lo trovo meno compromettente di altre cose, rilassante, emozionante, un interessante scambio di opinioni.

Questo nell'ipotesi in cui sia coinvolo un essere senziente che sì, ti bacio, no non te la do, vai a casa e ringrazia il dottore e tutti i tuoi santi.

E' bello il bacio, è romantico, è sexy, è timido.
C'è quel momento in cui parlate (io) , vi state conoscendo, colmate i silenzi con mille parole (sempre io) e poi ad un certo punto smettete di parlare (lui), vi guardate negli occhi e via.
Anche se, alla luce dei fatti, mi sono sempre chiesta se la gente mi infilasse la lingua in bocca per soffocare la mia logorrea.
Tipo ad un certo punto ti bacio basta ca' ti zitti (basta che taci, come si dice ad Oxford).

Però, figli miei, superati i 18 anni io mi aspetto che duecosedue le abbiate imparate.
Due regole base, il galateo del bacio, il bignami del galateo del bacio, l'arte del limone, che le tonsille non sono zone erogene.

Quindi ci sono vari baciatori, varie tipologie.

1-
Lo speleologo: ha 7 mt di lingua, è imparentato con un formichiere, inserito nel guinnes dei primati e vuole fartelo sapere.
Alla fine del bacio sa dirti se hai ancora le tonsille o se le hai tolte da piccola.
E quando.




2-
Lo slinguazzatore: non usa le labbra, solo la lingua. Non capisci se ti stia baciando o se ti veda come un ernome cono gelato.
Da utilizzare lontano dai condizionatori, che alla fine siete umidi e un colpo di freddo può essere letale.


3-
The big cave: Apre la bocca, TUTTA, tipo il boa. Ad un certo punto inizierete a respirare con le orecchie perchè naso e bocca saranno all'interno della sua cavità orale.
Il boa constrictor puà ingoiare un'intera mucca senza masticarla.
O voi.


4-  

Il confuso: il confuso è in realtà un timido. Quindi parte da lontano, non punta alla bocca perchè ha paura di essere rifiutato, quindi parte dai dintorni.
Dal gomito.
Inizia a baciarvi l'orecchio, la fronte, il naso, l'angolo della bocca, l'angolo del naso, l'angolo retto, l'angolo ottuso, tutto.
Sembra uno di quei bambini che giocano ad attaccare la coda al sedere dell'asino.
Non lo centrano mai, ma loro sono bendati.
Voi passerete 8 minuti a cercare di fargli centrare la bocca, poi vi rassegnerete mentre vi limona il sopracciglio.


5-
L'otorinolaringoiatra: pericoloso mix tra i soggetti 1 e 2, è uno che non bacia. Tiene la bocca ferma e muove la lingua.
Ti sembra di aver ingoiato un'anguilla e lui si sente in dovere di controllare tutto il tuo apparato respiratorio, quello digerente e boh una visita alle orecchie non si nega a nessuno.
I migliori puntano a scoprire a che serve la cistifellea.
Praticamente è come mangiare del sushi.
Intero.
Vivo.


6-
Last but not least, l'uomo con la bocca socchiusa: non apre la bocca, la socchiude e te la appoggia sulle labbra. Inizialmente ti sembra una cosa dolce e delicata, dopo 5 minuti ti viene un colpo di sonno e perdi aderenza.
Il rischio di scivolare e sbattere il mento sul tavolo è altissimo.
L'unico modo per sopravvivere è tappargli il naso, aspettare che respiri e procedere.

E insomma uomini, non voglio dilungarmi.
Coraggio, l'arte del bacio è un'arte non da poco.
Trovare uno che bacia bene è più difficile che trovare uno che usi il congiuntivo.

Ma per non essere i protagonisti di una storia dell'orrore raccontata alle amiche il giorno dopo, attenetevi a poche, semplici regole:
a- rispettate i TEMPI: se lei vi sta parlando del gatto morto, sta masticando o vi sta salutando mantenendo la distanza di sicurezza di 34 metri, non è EVIDENTEMENTE il momento;
b- Centrate la bocca, è rossa, confido ce la facciate;
c- Apertura media,  non dovete ingoiarla, o respira col naso o con la bocca, se li tappate entrambi diventa blu e muore. E' omicidio e non è emozionante;
d- lingua q.b. come nelle migliori ricette di cucina. Ben dosata e solo quando serve.
Non è una gara.

Per sapere dove può arrivare la vostra lingua, aspettiamo almeno il 3° appuntamento.





sabato 10 giugno 2017

Il vicino


Siore e siori,
il mio vicino mi ha PARLATO.
Premessa: il precedente vicino è SCAPPATO quando mi ha vista vicino al portone con uno scaffalino.
GIURO
Ha CORSO.
Io lo guardavo tra una mensolina e l'altra dello scaffalino e tutto era reso più tristO dal cellophane che rendeva tutto tipo "sfumare eeeee fiiineeee!!!".

Quando il vicino mi ha detto "ciao come stai?" mi sono girata cercando altre persone dietro di me.
Nessuno.
Ero io.
Ero l'eletta.
Stavo per avere un contatto umano.

E il vicino era al balcone, non poteva scappare.

Mi ha fatto vedere casa sua.
Io no, che non so se ha fatto tutte le vaccinazioni.

Poi mi ha invitata a sedermi per fumare una sigaretta.
E abbiamo PARLATO.
Manco fossimo PERSONE.
Mi sono sistemata i capelli per tutto il tempo tipo i bambini quando sono emozionati.

Poi mi ha informata che era in hair stylist e volevo farli sistemare a lui.
Ma aspetterò.

Signori.
Dopo 2 anni a Milano, ho fumato una sigaretta con un vicino.
L'ultima volta che in Sicilia ho bussato alla vicina per chiederle un uovo, sono tornata con la gallina sotto l'ascella.
Ma capisco che il paragone non possa esserci.

E adesso, io ho un vicino parlante.
Gioite con me.

giovedì 16 febbraio 2017

Ma neanche Brad Pitt


Una volta ero giovane e tonica e decidevo dovecomequandoeperchè con un uomo.
Se alla fine mi andava di divertirmi e giocare, di sorridere per vedere quanto può una minigonna, lo facevo.
Nel limite della mia generazione che no, non te la do in 17 minuti che comunque sarò giovane, tonica e quello che vuoi, ma io voglio la magia e almeno sapere achiappartieni.

Ora che sono meno giovane, ma soprattutto di meno belle speranze, mi sono resa conto di una tragica verità.
Mi scoccia.
Mi scoccia il gioco di sguardi, mi scoccia il potremmo prendere un caffè (possiamo? potremo? unici tempi ammessi), mi scoccia quello che gioca, mi scoccia, ad essere onesta, chi respira nel mio spazio aereo.

Per carità, ho conosciuto un discreto numero di pazzi e questo incide, ho sentito racconti dell'orrore e questo incide, ma, di base, mi scoccia.

Che cosa ho capito all'inizio dei miei primi 35 anni gesumiostomorendoinmenopausa?

Ho capito che la gente non cambia. Ho capito che non esistono gli uomini dei film, Dylan di beverly hills 90210 (che sono vintage), l'omino di 50 sfumatore di gricia, Mister Big di sex and the city, che partono da mifaccioicazzimiei a ti sposo domani.
No.
Partono da mi faccioicazzimiei e muoiono mifaccioicazzimiei.
Spero in atroci sofferenze, ma questo non è documentato.

Ho scoperto che sono diventata Candy.
La corcerossina per eccellenza, ma senza procione che dddiomiounprocionedovelotrovo.
Mi sono resa conto che spesso noi donne non siamo sfortunate, non troviamo sempre lo stesso tipo di uomini perchè siamo sfortunate, noi SCEGLIAMO, consapevolmente, lo stesso uomo.
E' la sindrome di candy candy.
E' quell'idea malata e malsana che ti fa pensare di poter cambiare un uomo,perchè mica non vuole una relazione, ma è perchè ha una famiglia difficile, un'infanzia terribile, una scuola in cui era picchiato, uno svezzamento a guantanamo, un nonno sbranato dai canarini.
No.
E' un uomo che può amare solo sè stesso.
E' un uomo che conosce un amore monodirezionale, verso sè stesso.
E' un uomo che se tu dici "voglio la pizza" non te la fa arrivare a casa.
Non è un uomo speciale, non lo cambieremo, non vale la pena.
Meritiamo di più.

Il per sempre non esiste, esiste l'oggi e io voglio che tu ci sia oggi.

Non mi interessano i nomignoli, i ti amo, gli avrò cura di te, io non ci credo.
Mi interessa ridere ora, non il secolo prossimo.
E onestamente imparerò a fottermene che tu ti penta di avermi persa, perchè valgo più di te o di qualsiasi cosa simile a te tu possa trovare.
So che è così, non sono immodesta, sono realista.

Perchè permettere a un uomo che ama più la sua voce che il nostro bellissimo sorriso di svilirci, di farci sentire inferiori, di farci chiedere DOVE HO SBAGLIATO, non vale mai la pena.
Manco per Brad Pitt che comunque s'è trombato la baby sitter e pare fosse brutto dentro.
Ma molto bello fuori.

Una vota frequentavo uno che, taggato in una foto (di un brindisi eh mica di amore eterno), non mi ha autorizzato il tag. Alla mia richiesta di "buh come mai", mi ha risposto "ma io con le mie foto mando dei messaggi".
Tipe su un muretto.
La cena e sullo sfondo le tette della tizia con lui.
Mare.
Aperitivo.
E io, invece di dirmi e dirgli "machitesencula", CI SONO RIMASTA MALE. Ho pensato di non essere abbastanza carina da meritarmi gli orrori della cronaca.
Ma col cazzo.
Io sono una strafiga (non è vero, ma lasciatemi morire felice).
Sono persone che possono solo farci male, persone in fondo cattive o insane chissà, il cui ego va nutrito così, perchè in autonomia cosa sono?

E voglio chiudere questo post strappalacrime, rompipalle con un ragionamento maturo, serio e ragionato. Qualcosa che ho maturato nel tempo, che ormai che ho 35 anni sento di poter condividere, che voglio sia inciso a fuoco da qualche parte e aiuti le generazioni future:

MA FOSSI TU BRAD PITT.
C'HAI PURE LA PANZA STRONZO.

lunedì 26 dicembre 2016

Le mie passioni. In tutti i sensi.

L'altro giorno, in un momento di depressione SOMMA che in confronto quelli che gli è morto il gatto me li immagino a ballare "brigitte de bardot bardot" comprensivo di trenino, ho riguardato vecchie foto, vecchi amici, vecchi ex.
E ho prodotto diversi pensieri, parole, opere e omissioni:
- Ma che capelli avevo?
- E quel cardigan rosa RICCIO?Grazie amiche, grazie.

Dopo questi profondi pensieri mi sono fermata a pensare ai vari omini che sono passati nella mia vita, come semplici uscite o come qualcosa di più.
Dopo anni di singletudine, dovrei essere un'esperta di seduzione, scrivere Lady chartery 2-3-4-5, essere Don GiovannA, fare capitolare un homo da Herectus in poi ai miei piedi.
E invece sticazzi.

Ricordando le merDaviglie che hanno fatto parte della mia vita, è venuto fuori un elenco emozionante.
E anche se sarebbe più adatto un periodo pasquale, ho prodotto le mie passioni (in svariati sensi).

- Quando ero VERAMENTE giovane mi piaceva un tipo, D.
Con D. siamo usciti insieme, ci siamo baciati, io avevo 14 anni, lui 19 e la maturità sessuale di un coniglio in calore. E' finita lì, tra un eddai e un mamuori.

- Poi ho conosciuto G., che è stato un grande amore, ma aveva una famiglia, come dire?, troppo presente.
Al "non possiamo partire senza mia mamma sennò ci resta male", ho visto il mio futuro.
Non roseo e sovraffollato.

- Poi ho conosciuto A.
Che mi doveva incontrare nelle lande desolate perchè aveva una ex sensibile (che forse non sapeva di essere ex in realtà), quindi uscivamo in paesi che non pensavo esistessero, in locali frequentati da camionisti, assassini e batman. Ma la tundra non faceva per me, mi faceva freddo e quindi non ci siamo più visti.
Si è fatto risentire tempo dopo, io mi sono finta morta ma educatamente e mesi dopo lui ha fatto finta di non conoscermi.
Ah, la maturità.

- Poi c'è stato un tizio con cui prendevo il tè, qualche volta, per una chiacchiera, ma da amici, lui ci ha provato mezz'ora prima che io tornassi all'università senza che ci fosse stato alcun segno, c'è rimasto male e mi ha detto: "sapevo che non dovevo provarci con te, giochi ABITUALMENTE con seduzione e sensualità".
Indossavo una felpa di winnie the pooh e mi ero lasciata dopo 5 anni con lo stesso omo. Abitualità e sensualità a buttare.

- Poi ce ne sono stati vari che censureremo perchè non meritano nemmeno di essere Sparlati su internet.

- Poi c'è stato S. Lui è stato un grande amore. E ovviamente mi ha trattata demmerda.  Dopo secoli di relazione tira e molla dove io sognavo alternativamente una cucina arancione con ammmmore o di essere calpestata da una mandria di gnu, è finita. Ha ritentato tempo addietro vari approcci: mi ha mandato una canzone che diceva "vogliotevogliotetornacommè" ma solo perchè la tipa aveva un cappello come il mio, mi ha mandato "all I want for Christmas is you" perchè è una bella canzone, mi ha detto "farei di tutto per te" ( farei di tutto non è farò di tutto) ma tranne non passare le feste con la mia amica e tu non sei benvenuta perchè ti sta sul cazzo. Poi ha preferito iniziare a mettere mille foto con una e mi piace a TUTTE le foto di una mia conoscente che lo ha contattato dopo secoli unicamente per bisogno.
Uno scontro tra titani del sentimento.

- L'ultima risorsa, non in termini temporali, merita il nobel.
Mi corteggia, mi invita in vacanza, a conoscere i suoi, a scegliere le piastrelle per il bagno, ad amarci sotto le stelle e poi mi dice che da una relazione importante derivano responsabilità che non si sente di assumersi.

Spiderman
Dice questo e SCAPPA IN BICICLETTA.
Ve lo giuro.

Ho tralasciato alcune relazioni, alcune altrettanto anormali e altre invece molto belle, per non farvi suicidare o sperare nell'estinzione del genere umano.
Le mie relazioni non mi hanno insegnato molto ad essere sincera. A parte non volere più gente motorizzata, con macchina, moto, bici o monopattino.

Ma era un post motivazionale eh.
Se ce l'ho fatta io, mantenendo un minimo di salute mentale, potete farcela TUTTE voi.
Il proposito per l'anno nuovo è non incontrare gente come la succitata.
O, se la incontriamo, far si che non accada ad altre.
Capiteammè e immaginatemi col sottofondo del padrino, ma senza testa di cavallo che sono allergica.


mercoledì 23 novembre 2016

Perchè io e la crocerossa avremo cura di te

Avete mai notato come noi donne, di base, abbiamo la sindrome della crocerossa?
Inizialmente mi chiedevo come mai io o le mie meravigliose amiche fossimo circondate da casi umani.
Quello coi traumi, quello che deve migliorare, quello con problemi relazionali, quello con problemi in famiglia, quello con la storia difficile.
Che ti chiedi se creare un circolo degli ex o un centro di recupero o per il tirocinio dei nuovi allegri psichiatri.

E la risposta è semplice, non siamo circondate, ci circondiamo di uomini bisognosi.
E' la sindrome di candy candy.
Chi ha la mia GIOVANISSIMA età, sarà cresciuta con gli stessi, tragici, cartoni animati.
Andiamo con ordine.

-Candy candy: è un'orfanella talmente sfigata da avere come amico un PROCIONE. Viene adottata da una famiglia demmerda, si innamora, ma ogni persona di cui si innamora muore. Laggente inizia a cambiar sesso per aver salva la vita.

- Lovely Sara: l'apoteosi. Bambina schifosamente ricca viene mollata dal padre in un collegio, il padre si disperde, viene tipo rinchiusa in una soffitta e fatta lavorare e disamata forevah. Viene aiutata da una scimmia imparentata col procione di Candy.

-Annette: Per sbaglio le cade il fratello dal burrone. Tipo a me quando stendo almeno una mutanda cade. A lei il fratello. Oh, capita.

- Mila e Shiro: Mila gioca a pallavolo e viene allenata da un uomo di un metro e una vigorsol, con un'obesità al 3° tipo che non si capisce se la voglia morta o pallavolista. Sono tutte dei mostri a riprova che un team di donne funziona bene e vive nella gioia e nella collaborazione. Shiro, lo gnocco di turno, non sembra manco vederla, nonostante lei abbia in testa capelli oscenamente arancioni.

- Kiss me Licia: un gatto alto quanto un bambino e, vabbè, li avete visti i capelli sì?

- Lady Oscar: Nasce femmina ma il papà voleva un maschietto ma AHIME' sei nata tuuuu. Il primo cartone con violenza di genere nella storia. Però Oscar tromba. Tiè.

- Georgie: inizia con la madre che muore e il padre disperso. Adottata i due fratelli si innamorano di lei. Pare che muoiano tutti. Ma, SPOILER, non è così.
Georgie, dolce Georgie, se li tromba entrambi. Non in Italia, che il vaticano non vuole. #mainagioia.

Ora.
Con questi cartoni animati pieni di tragedia e uomini che muoiono, perdono mani e piedi, un tripudio di sedie a rotelle e sensi di colpa. Uomini indecisi e donne androgine, ma davvero vi aspettavate che crescessimo normali?
Ma davvero pensavate che ci saremmo circondate di omini normali?
No, io come minimo ne voglio uno che la sorella ha fatto cadere nella vasca da bagno da piccolo, che la mamma ha interrato col geraneo, che il padre ha messo sotto con il monopattino.
Perchè sono esseri speciali e io avrò cura di loro.

E lo psichiatra di me.

martedì 1 novembre 2016

La teoria della capra

Dovete sapere che io ho una teoria riguardo agli errori in fatto di uomini.
Sapete quegli uomini che, quando vi guardate indietro, pensate "ma come mi sono convinta?", "ma perchè?", "ma quale cataratta m'era calata?", e così via dicendo?

E' la teoria della promozione della capra.


La capra, con tutto l'amore per te amica capra, che sei bona, mi doni i maglioni di lana e sei un animale assolutamente grazioso (nella versione di heidy) e adorabile, è pur sempre una capra.
Non s'è mai detto "ah però, quello è figo come na capra" o "quello è intelligentissimo, è proprio una capra!".
La capra resta capra, comunque la vediamo.

Tuttavia, ci sono dei momenti di particolare solitudine, quei momenti che sì, io valgo come le amiche di Pantene, sì, io merito il meglio, sì, io sono una donna come poche, ma anche sì sono vecchia, mi scadono le ovaie e nessuno mi vuole nessuno mi ama, TOH UNA CAPRA.

La suddetta capra, viene perciò promossa a uomo decente e gli si trovano dei PREGI generalmente inesistenti.

Per tale motivo io sono uscita con un palestrato che sembrava avesse ingoiato la gruccia della camicia, che ho deciso che però era SENSIBILE.
Poi però siamo andati al ristorante, ha detto al cameriere che NO giammai avremmo mangiato l'antipasto, ha ordinato un filetto senza sale, senza olio e senza amore e abbiamo dovuto chiudere perchè mi osservava mentre mangiavo la pasta.
Amavo i carboidrati più di lui.

Poi sono uscita con uno che non aveva letto un libro MAI nella sua vita e non era difficile notarlo, ma ho deciso che ERA UN BRAVO RAGAZZO.
Per carità, lo era davvero, era anche evoluto per vivere nel 1834, ma no, eravamo nel 2012 e quindi ciao, scusa ma le gonne con la ruota non le so portare che già cado da ferma, immagina.

Poi ne ho conosciuto un altro che non aveva altro dio all'infuori di sè, ma gli PIACE VIAGGIARE, che magari pure a Pacciani, chissà, ma era bello così.
Allevato dai lupi, senza amici veri (ma va), secondo me aveva solo bisogno di una persona vera vicino, poi ho notato che metteva più foto di "amiche" che altro e ho avuto il sospetto.
Le amiche erano decerebrate e se stavano insieme ci sarà stato un perchè.
Ma non ho voluto scoprirlo stasera.

Riassumendo.
In tempi di disperazione ogni cosa acquista un sapore diverso.
Tipo, se vi fate il piercing alla lingua e per 6 giorni non potete mangiare cose calde, cose salate, cose piccanti, cose solide, cose in genere, o diventate il palestrato che spaventa i camerieri, o, appena mangiate il semolino, vi pare tanto buono che Cracco proprio levate.
Quindi anche la capra, che continuiamo a ringraziare per i maglioni che ci dona, viene promossa a possibile compagno di vita.

Ma ricordate, la capra rimane capra.
E almeno lei ci dà i maglioni, ha un perchè.

Certi uominicapra manco questo.

L'ultimo però aveva un discreto pelo, potevo provare.

venerdì 1 luglio 2016

Uomini sull'orlo di una crisi di nervi

Io trovo uomini indecisi.
Ma davvero.
Hanno le crisi di giovinezza, dei 30 anni, di mezza età, della senilità, dei 40 anni, dei piedi storti.

Trovo uomini critici.

Che poi è strano, perchè io sono una persona decisa e penso di trasmetterlo.
Nel caso ciò non accada:
Mondo? uomini? sono una persona decisa. Sappiatelo.

Mi metterò un cartellino, tipo quelli che mettono le allergie sulla carta di identità o su una piastrina:
"allergica agli indecisi".

Hanno tutti i traumi.
E boh pure io ho avuto i miei pazzi, quello geloso, quello che mi diceva che lo sfruttavo, quello che diceva 'na cosa e ne faceva altre 3, quello egoista, quello egoista, quello egoista.
Però cazzo.

Ditemi, perchè voi siete così traumatizzati?
Ma vi svezzano a Guantanamo?
Ma quando eravate piccoli vostra madre vi urlava "this is sparta" e giù per le scale del seminterrato?
I bulli vi hanno rubato tutte le merendine e a che c'erano 4 neuroni?

Tutti devono "lavorare su sè stessi".
Appena incontrano me.

Osho? Levate proprio.

Tutti vanno addestrati, ammaestrati, capiti.
La tragedia è che il cane dopo una settimana fa "seduto", "zampa", "rotola", "terra", "abbaia" e noi dopo 2 mesi siamo a "manda un messaggio se ritardi".

Cane 12- umano 1,5.

E sì, gli ho dato il biscottino

E quindi niente sto lì a chiedermi come aiutarli, a chiedermi perchè attiro casi umani, se, senza accorgermene, vado in giro vestita da candy candy che dove passava lei morivano gli amici e tutta la palazzina loro, se è curiosità, espiazione o se sono solo cretina.

E ad un certo punto, un punto disgraziatamente lontano, che spesso fa tipo le rette parallelle che una retta te la fa odorare ma non ti incontra mai, ad un certo punto, mi viene la saggezza.
E' la saggezza tipica delle donne che ti viene dopo 3 ulcere, 4 G8 con le amiche, 16 sedute di psicoterapia, 1 ansioitico sciolto nella sangria, 75 aperitivi costellati di "ma secondo voi perchè fa così?".
E la saggezza ti fa proferire la parola magica.
E' la parola liberatoria, universale, che ti fa sovvenire l'eterno, la luna nera e tutti i pazzi del creato.

Mary Poppins c'aveva il supercalifragilistichespiralidoso.
Orde di bambini che si sono sentiti inetti di fronte a Mary perchè non riuscivano a pronunciarlo e ne usciva fuori un supersputo.

Io c'ho il vaffanculo.
Più semplice da pronunciare e manco razzista.
E' alla portata di tutti, pure dei cinesi.

domenica 26 giugno 2016

Donne da Venere e uomini da Marte


Giorni fa ho realizzato che fra qualche mese compio 35 anni.
La metà di 70.
Gesù.
Sono da reparto geriatrico.

Mi sono interrogata un po' sulla mia vita, di cui sono discretamente soddisfatta, e sui miei rapporti umano-sentimentali, meno soddisfacenti.

Mi sono chiesta se 'sta storia che noi donne veniamo da Venere e voi uomini veniate da Marte sia vera.
O se, come spesso ho pensato, veniate dal cassonetto della differenziata del mio cortile.
O dal manicomio disgraziatamente chiuso.

Scherzi a parte però mi sa che il problema è che amiamo in modo diverso, siamo cresciuti.
Questo è il danno.

Vent'anni fa ci emozionavamo per una rosa, per un invito a cena, per un complimento ben fatto.
Anche adesso eh, ma non basta.

Il problema è che adesso una delle formule del lasciarsi è "non ti merito, sei troppo per me".
Le prime volte mi chiedevo se fossi troppo psicopatica, con troppe poche tette, troppo logorroica.
In realtà ero davvero troppo.

Una buona parte di trentenni non sa cosa vuole, noi sì.
Siamo cresciute, sappiamo ordinare un vino, torniamo a casa da sole, facciamo bene e spesso meglio le classiche "cose da uomini", siamo indipendenti, non abbiamo bisogno di voi.
Semplicemente vi scegliamo.
Ma vorremmo scegliere un adulto.

Il problema è che sappiamo che meritiamo di meglio, sappiamo quando dovremmo chiudere/smettere, quando non dovremmo darvi più opportunità, quando l'unica cosa che meritate è perderci.
Ma spesso non ci riusciamo.
Anche se voi non siete capaci di prendere un impegno, nemmeno per un pomeriggio insieme, anche se non siete capaci di mantenere una promessa, anche se ci spezzate il cuore e ci fate sentire insufficienti.
A noi, che poi diventiamo troppo.

Lo so, abbiamo il ciclo e lo usiamo per mascherare il fatto che una volta al mese abbiamo bisogno di fare le psicopatiche, lo so, siamo complicate, ma siamo capaci di meraviglie.
E in realtà non siamo noi ad essere troppo, vogliamo troppo, perchè è ciò che meritiamo.
Perchè vogliamo l'uomo che ci faccia ridere, l'uomo che ci lasci libere, ma allo stesso tempo si preoccupi e occupi di noi, l'uomo che si fidi ma sia geloso, l'uomo che creda nella parità ma ci offra la cena, l'uomo che sia indipendente ma in fondo non possa stare tanto senza di noi, che magari passi la serata con gli amici ma la sera venga a dormire nel nostro letto.

E alcune di noi amano, amano un sacco.
Amano il loro lavoro, la loro casa, la loro indipendenza, la loro famiglia, le loro amiche, le loro serate tra amiche e meritano un uomo di cui non hanno bisogno, ma che dia quel qualcosa di buono che Ambrogio teneva nel cruscotto della macchina.

E io davvero mi chiedo di cosa abbiate paura e come facciate a rinunciare al troppo.

Il troppo è la cosa più bella del mondo

mercoledì 11 maggio 2016

E poi però ci dite che siamo stronze. Pt.1

Recentemente ho ripreso a pensare agli uomini.
Mi ero data all'ascetismo.

Nella mia vita da donna sentimentalmente attiva ho sperimentato varie tipologie di uomo.
Quello troppo sicuro, quello troppo insicuro, quello che celhasololui, quello che "tu sai ciò che vuoi", quello che "ti porterei in macchina", quello con pochi bottoni sulla camicia, l'indeciso.

Insomma un'allegro repertorio di pazzi.

Parlando con amiche, anche loro sperimentano pazzi.
Una vede uno che prima la voleva amare e ora no.
Così, senza un perchè.

Un'altra il barista bipolare, che oggi è supercarino, domani non risponde al telefono e non si presenta ad un appuntamento.

Un'altra è stata lasciata su fb.

A me offrono cannoni.
E poi però mi dicono che sono stronza.

E mi sono posta delle domande.

Ma se ognuna di noi ha nel cassetto una carrettata di pazzi, ma quelli normali dove sono?
Cioè chi sono le fortunelle che passano da un uomo normale all'altro?
Da un uomo che se ti paga la cena, non si sente in diritto di toccarti la coscia, perchè se ci vai a cena, poi per legge, gliela devi dare.
 A un uomo che vuole davvero parlare con te, non aspetta che tu prenda aria per infilarti un metro di lingua in bocca.
Che fine hanno fatto gli uomini decenti?

Che poi siete di due macro-razze.
O troppo o troppo poco.
Quelli troppo sono quelli con cui dopo 98 secondi dalla conoscenza inizi a sentirti braccata.
Lui ti offre da bere e tutte le volte che stacchi la bocca dal bicchiere prova a baciarti.
Quindi tu la bocca non la stacchi e finisci la serata prossima al coma etilico.
Sono quelli con cui, posato il bicchiere, inizi a ballare il tango.
Lui ci prova e tu fai un passo indietro.
Lui, intelligente come una gallina morta da 72 ore, continua a provarci e tu schivi, giri, balli e indietreggi che manco la meglio ballerina argentina.
Praticamente questo è il suo modo per riaccompagnarti a casa.

Poi c'è la macro- categoria dei timidi, pochi a dire la verità.
Quelli che uscite 78 volte e ti guardano carini.
E tu che, ok che non voglio ballare il tango però mioddio, sei lì che ricambi lo sguardo.
Sono quelli che c'è il tramonto, il romanticismo, la pioggia, manca uno che ti canta "kiss the rain" e niente.
Quelli che ad un certo punto assumeresti Sebastian, il granchio della sirenetta, per fargli cantare con le altre bestie "e allora BACIALA!".
Che poi io ho una logorrea che basta la metà, che a volte mi bacerei da sola per farmi tacere.
Lo capisco, è sopravivenza.

Dall'altro lato però ci siamo noi donne, che la Mannoia cantava "dolcemente complicate" intendendo "delle cazzo di psicopatiche".
Se usciamo con voi e provate a baciarci venite amabilmente apostrofati "stoporco".
Se non ci provate "saragay?".
Se siete poco galanti "stocafone".
Se siete troppo galanti "cistaaprovà".

Quindi niente, ogni tanto sentitevi liberi di odiarci.

Mapercarità.
Offriteci da bere,  non ci dite che siamo le più belle del locale, non ci dite frasi da baci perugina e soprattutto.
Levatevi quei risvoltini a meno che non abbiate il bagno allagato.

sabato 7 maggio 2016

Pronto soccorso, cecità e sfighe varie




E' già Maggio e non me ne ero accorta.
Io ve lo giuro che ci provo a scrivere cose normali, allegre, carine e coccolose, ma il mondo evidentemente non vuole.

E quindi niente, passo i pomeriggi al pronto soccorso che manco quelli che hanno 987 anni.

Ma andiamo con ordine.

Lunedì decido di andare al cinema in compagnia, con un povero cristo (da adesso PC) con cui perlatro non ero mai uscita e, non che dovessi fare buona impressione (AH AH AH), ma manco volevo vincere il nobel per la demenza.

Comunque alle 19 inizio la lezione via skype e alle 19,20 mi gratto l'occhio.
Ditelo che lo fate tutti.
Ditelo che però poi voi non rischiate di diventare Ray Charles.
Però pallidi.
Però poveri.
Però stonati.

MENTRE faccio lezione sento la lente che si sposta, viaggia felice per l'occhio e inizio ad ammiccare alla mia studentessa che per poco non mi denuncia per molestie.
Chiudo la cam, inizio a lacrimare e le chiedo una BREVE pausa.
Non sono mai più tornata.
Inizio a ravanare nel mio occhio, utilizzando 9897 demake-up, 7 rotoli di carta igenica e 90 fazzoletti.

La scena è quella di me appollaiata sulla vasca, la testa sulla mensola che provo a staccarmi un pezzo di cornea.

Avviso PC che sono diversamente abile e forse non posso andare al cinema.

Faccio una camomilla, metà la metto sull'occhio, metà per endovena e lancio acqua santa sui muri, chissà la sfiga crepa.

Decido che ormai sembro demente e quindi non ho più niente da perdere.
Esco occhialuta, con un occhio mezzo chiuso e fluorescente, la vista di Polifemo con cataratta, però mi trucco.
PC mi dice che se voglio mi porta lui al pronto soccorso.

Ormai, anche se iniziassi a belare, potrei solo migliorare la situazione.
Il film era bello.
Mi hanno detto.

Oggi, dato che mi sentivo ancora un bambino nell'occhio, decido di andare al pronto soccorso, informare anche loro che sono cretina e sapere se resterò cieca, se imparerò a cantare o se non c'è speranza.
Ovviamente ci sono solo 3 ore di fila.

Direttore? Chi per te?
Ma come ti viene in mente di mettere un tabellone a 4 metri di altezza in un pronto soccorso oftalmico?
Eravamo tutti cecati e nessuno vedeva i numeri, si viveva in un'allegra ignoranza e si gioiva quando si veniva chiamati.
Così, ci piaceva la suspense.

L'omino dottore mi visita, mi mette l'atropina, l'anestetico, un pezzo di carta, due cotton fioc e una fetta di prosciutto nell'occhio.
Più che una visita, uno stupro.
Mi gira l'occhio e io faccio "ssssh".
"Le ho fatto male signorina?"
"no scusi, è che mi fa SCHIFO"
"il suo occhio?"
"...no?"

Spargo intelletto da 48 ore senza fermarmi.

La visita va bene, niente lenti per un po', un collirio antibiotico, un ettolitro di gocce artificiali e un viaggio a Lourdes entro 72 ore.
Si torna a casa.
Con l'atropina che sembravo un gatto cecato.
Con l'anestetico che levate, ogni tanto mi scordavo di sbattere sensualmente le ciglia.
Con tre volte che m'ha rigirato l'occhio, che se ci penso ho ancora la pelle d'oca.

Non vedevo le scale, ho impiegato 30 minuti ad arrivare a binario coi vecchi che mi doppiavano e i ciechi che mi spingevano, chiedendo alla gente "scusi è questo il Seveso?" che non leggevo il cartellone.

L'unica cosa decente della giornata sono state le 4 ore di sballo donatemi dall'atropina.

Perchè io sono l'unica che scegliendo di interpretare una favola, invece di essere la sexy Trilly, la pornofatina cacacazzi mezza nuda, interpreto Spugna orbo.

Prima o poi, anch'io passerò al lato sexy.


lunedì 9 novembre 2015

Di uomini e altre amenità

Da quando sono a Milano, nei rari momenti in cui non parlo di pronomi e, tra uno sbadiglio e l'altro fingo di avere una vita, qualche omo ci ha provato con me e le mie occhiaie.

Estimatori dei panda che manco grinpis.

Il primo è stato l'uomo canna, che per ovvi motivi non sarebbe nemmeno da annoverare nella lista.
No, non nella mia lista, nella lista degli esseri di sesso maschile.

Il secondo è stato uomo positività.
Uomo positività lo conobbi in una sera di mezza estate. Poi è morto. Poi è risorto, dopo tre mesi, ed è passato per una birra, siamo stati a casa sua e mi ha parlato di disgrazie ed è morto bis. Poi è tornato, siamo andati in piscina e mi ha parlato nell'ordine di: finocchi, nerd di merda, amici coglioni zoccole e stronzi (parole sue).
Colpita da tanto amore e tanto savoir faire, sono morta io. Come gli opossum.

Poi c'è stato JD. Egli era discretamente gnocco, ma troppo ansioso, mi scroccava troppe sigarette, non aveva nè peli nè bottoni della camicia.
Dopo 3 giorni si è messo con una e dopo 36 ore hanno messo il doppio nome sul citofono.
Io sbaglio candeggio.

Poi c'è stato il metallaro sdolcinato. Il metallaro l'ho conosciuto, mi ha parlato taaanto, chiesto il numero, invitata a un concerto, aggiunta su fb, declamato il suo amore, tutto in una sera sola.
Che con i tempi normali degli uomini, questo accade in più o meno 3 anni.
Il metallaro mi scriveva, mi invitava a birre varie a cui non sono mai andata e poi ha iniziato a mettere foto con una tizia che alle 14 era la dolcissima K., alle 15 la SUA dolcissima K., alle 18 l'amore della sua vita.
Io mi sono sentita salva e lui mi ha CANCELLATA da fb.

Io cambio regione, ma la sfiga continua a trovarmi o, per utilizzare una regola matematica, cambiando la regione dell'omo, il risultato non cambia.

La tragedia è che prima dicevo "Boh, da domani divento lesbica", ora che la vecchiezza incombe non mi resta che piangere.
E traformarmi da promettente lesbica a "Boh, da domani faccio la gattara*".




*La gattara è solitamente una vecchiaccia acida e spennacchiata che tenta di colmare un tracimante amore irrisolto amando e curando i gatti. Essendo di sesso femminile (almeno all'anagrafe) controbilancia la pulsione affettiva odiando il resto del mondo animale, in special modo gli umani sotto il metro di altezza, nani compresi.


Oui, c'est moi.




lunedì 29 giugno 2015

Fate una canna, non fate l'amore


Quand'è che instaurare rapporti umani è diventato così complicato?
Quand'è che gli uomini hanno smesso di essere uomini e sono diventati, boh, cosi.

L'altra sera sono uscita con un'amica, sole, siamo andate a bere una cosa.
Conosceremo qualcuno abbiamo pensato.

Milano è individualista, le distanze sono quelle che sono, aggiungici la gente che si fidanza e quindi muore e tutto diventa complesso.

Comunque niente, andiamo in questo locale molto alla buona e ci sediamo.
Due tizi seduti accanto a noi.
Io non mi ritengo Naomi, ma manco c'ho le branchie e sputo quando parlo e soprattutto non tocco la gente quando parlo.
Sapete quelli per cui c'era un altro girone dell'inferno? Erano tra gli ignavi, che nessuno ha capito che hanno fatto, e i lussuriosi, lì, in un angoletto, c'erano loro "i toccanti".

Il tizio mi chiede una cartina e un accendino.
E vabbè.
Mi chiede di nuovo una cartina e un accendino.
E vabbè, faccio la simpatica, non gli offro nemmeno la fetta di culo.

Alla terza cartina, che ti prego compratele o sparati, la mia amica gli dice: "sei in debito di tre cartine e due usi dell'accendino", simpatica, aperta al dialogo, che mica ci dobbiamo sposare, ma almeno due risate, una birra...
Il coso risponde: "Beh qui dentro c'è dell'erba, facciamo pari così?"

No. Aspè.
Seriamente?
Davvero mi stai offrendo una canna? La tua peraltro?

Dannata festa delle meeeeeediuuuuueeeeeeeeeee!

Tizio guarda è stato bellissimo. Sono tornata indietro nel tempo, ma molto indietro, tipo prima che nascesse la frase "posso offrirvi da bere?". Tipo prima che lasciaste la clava per altro.
E' stato COMMOVENTE.

Ho due osservazioni.

1- Karma? Dobbiamo parlare. Io ti giuro, non voglio l'homo sapiens, lo capisco che è difficile, o sono presi o sono gay, lo capisco, davvero. Ma almeno erectus, ALMENO dico.

2- Uomini? Poi se non trombate non ci rimanete male eh.



mercoledì 27 novembre 2013

Vedo i calzini espatriati


Come sapete io non sono fan di spic&span o di mastrolindo, io pulisco quando subentra il rischio batteriologico, pulisco non h24.
C'è comunque un limite che ogni donna ha e che è ben diverso da quello di un uomo.

Recentemente ho fatto prove tecniche di mini convivenza condivisione di spazio aereo e ho scoperto interessanti dettagli.
Innanzitutto gli uomini non sono autonomamente in grado di distinguere lo sporco.
Probabilmente in occidente sopravvivono perchè trovano l'acqua in bottiglia, se dovessero comprendere in autonomia qual è quella pulita si estinguerebbero in 5-6 secondi.

Devi quindi spiegargli che l'aspirapolvere va passata, i pavimenti vanno lavati, ma, soprattutto, che i fornelli non li lecca il gatto, si puliscono con lo sgrassatore.
Questo strano sconosciuto.
Quando per cui ho detto alla mia dolce metà "tesoro se pulisci la mattina la chiazza di caffè è più facile, altrimenti il pome io devo scartavetrare la cucina", lui mi ha risposto: "Tanto poi si riusa, la faccio la sera".

Capito amiche care?

Tanto poi si riusa.

Ma come mai non c'eravamo mai arrivate?
Come mai una tale epifania non aveva colpito nessuna di noi?
Di fronte a cotanto intelletto le mie opzioni erano:
a- sparargli;
b- rispondergli: allora amore non pulirti il culo, tanto poi lo riusi;
c- salvaguardare la specie e andarmene.

Ho scelto l'opzione C, ma probabilmente qualche fulmine dev'essere partito, dato che l'indomani fiero mi ha detto "visto che la macchia non c'è?"

E poi noi donne, prese da quel misterioso senso materno che si sviluppa verso qualsiasi cosa abbia gli occhi, ci sentiamo IN COLPA.

La seconda informazione che ogni donna dovrebbe avere è arrivata alcuni giorni dopo.
Che manco i segreti di Fatima, che ci sono voluti 1220 anni.
Io in 3 giorni ho visto la LUCE.

Il mio fidanzatodolcissimo ha deciso di darmi una mano e stendere la biancheria.
Peccato che io me ne sia accorta PRIMA di arrivare a casa, raccogliendo mutande e calzini da 10 km da casa in poi.
Praticamente i calzini mi sono venuti incontro.
Che dolci.
Quando sono tornata, con calma, ho fatto notare al mio fd che 3/4 della lavatrice era in giro per valledilacrime e lui mi ha risposto: "C'era vento".

Ora.

Valledilacrime è una città moderatamente ventosa, quindi usare le pinze per stendere è sufficiente, non è necessaria la colata di cemento sulla biancheria per assicurarla al balcone.
Immediatamente ho pensato alle triestine.
Le ho viste mentre la sera si toglievano le mutande e HOP dalla finestra.

Tanto quella sarebbe stata la loro sorte.
Capirai.
Quelle c'hanno la bora, praticamente per i calzini ci sarebbe l'ESPATRIO.

Ps ho ricevuto però la colazione a letto. Il mio fidanzato è stato per cui abilitato allo spargimento indiscriminato di intimo dal balcone.

martedì 10 settembre 2013

La città dei pazzi

Un sondaggio di cui non potevamo fare a meno, ha appurato che nella mia città c'è un altissimo numero di pazzi.

MA VA è l'eloquente risposta che il mio cervello ha partorito dopo la lettura di questo geniale articolo.
Poco dopo ho avuto la conferma che il giornalista non mentiva.
Ma andiamo con ordine.

C'era una volta un tizio che voleva fare l'imprenditore.
Ma ELLO era l'opposto di Mida, trasformava in procedura fallimentare tutto quello che toccava.
Nella mia città, che soprannomineremo affettuosamente "valle di lacrime" ci ha provato due volte, con due attività diverse, ma potenzialmente stupende e redditizie.
Ma non ce l'ha fatta.
E non perchè l'attività fosse sbagliata, fosse caro, fosse in culonia, fossenonsoche, solo per un motivo:
era, come dicono a Oxford, un cacacazzi.

Tale uomo come seconda attività aprì una caffetteria letteraria.
Non m'è parso vero. La cultura approdava nella mia città, la stessa che ha condannato a morte il congiuntivo, la stessa che organizza serate con gente che balla sotto il tuo ombrellone.
Sono per cui diventata sua assidua cliente/onnipresente/avevo le stesse presenze delle piastrelle del bagno, portavo un libro e bevevo il the.
Era un periodo tristO, di disoccupazione e di forzata residenza qui.
Praticamente quel bar era la mia vita sociale.

L'unico problema fondamentale era che non si capiva quando apriva nè quando chiudeva, non si capivano i prezzi, non si capiva, riassumendo, una ceppa.

A Capodanno volevamo brindare da lui, ma era CHIUSO.
A valle di lacrime nessun locale rimane chiuso a Capodanno, nemmeno se il gestore è tipo MORTO.
E' come il palio di Siena dove il cavallo può vincere anche da solo, qui i locali aprono anche senza proprietari.
Quando ha aperto, sono passata a salutare e mi ha risposto aciTo che la gente forse non aveva capito che era un locale e che non si passava a salutare e basta, si consumava.

"Ammazzati" è stata una delle prime parole del 2012.

Intrepida ho continuato a frequentare il locale, perchè sono tossicomane e ho bisogno di libri.
Per quanto mi riguardava poteva gestirlo Peppa Pig, la cosa non mi tangeva.

In ogni locale dell'universo in cui io abbia ordinato un the, portano i biscottini, che siano anche 3 e del discount, ma li portano.
E li aveva sempre portati anche lui.
Fino a quando decise che era il caso di farli pagare.
Di far pagare UN EURO a MACINA.

"Ammazzati" è stata una costante del 2012.

Ho smesso di andare al locale, far pagare a una cliente, e una è da intendere non come articolo indeterminativo ma come numerale, una macina è vergognoso, tanto vergognoso che non è nemmeno venuto alla cassa quando ho pagato.

Poi niente, pensavo fosse morto, finchè un giorno, dopo un anno, mi arriva un mess su fb, messaggio che fb posiziona in "altri", solo perchè non è ancora stata crata la categoria "minchioni":

  • Lui: Toc! Toc...


  • Io: ciao
    dimmi tutto


  • Solo un saluto. Per farmi dire tutto da te! -_o


  • ehm... tutto cosa?


  • Naturalmente, per amicizia, notizie in genere. Ma poiché ho terminato un mio romanzo - questa mattina sono alla stesura definitiva del IV capitolo e un gruppo di amici sta leggendolo parallelamente alla Curcio - mi chiedevo se nelle tue amicizie, nei tuoi viaggi, hai fatto conoscenza di agenti letterari, uffici stampa, editor... -_o Inoltre, com stai?


    Inoltre ammazzati.

    Affogandoti con una macina.

lunedì 3 giugno 2013

Matrimoni gay


Ogni tanto faccio un post serio, altrimenti poi non trovo più persone che si sorprendono che io abbia un cervello NONOSTANTE sia simpatica.
Scusate l'incipit dolce come lo zucchero, ma oggi ho l'acidità che mi mangia viva, ma non vi ammorberò con le mie paturnie.

Ci penso e ci ripenso da un po', soprattutto alla luce degli ultimi accadimenti, e ho deciso di scrivere un post su un argomento un po' spinoso:
I matrimoni gay.

La domanda che spesso mi viene rivolta è "
Ma tu sei a favore?"
La risposta che do è "Ma che fastidio dovrebbe darmi?"

Quello che io mi chiedo è perchè si dovrebbe essere a sfavore, che fastidio possa dare a te, etersosessuale, che 2 uomini o due donne si sposino.
Nel dettaglio, cosa ti toglie o cosa ti offre?
Non riesco a capirlo.
Come non riesco a capire le MANIFESTAZIONI che si stanno svolgendo a Parigi, anche un po' gravi, contro il matrimonio gay.
La domanda sorge spontanea e permeata da grandi riflessioni culturali, etiche e umane: "Ma che te lo/la devi sposare tu?", "Ma che ti tolgono 5 euro dallo stipendio per ogni omosessuale che si sposa?".

Vi giuro che non capisco.
Volendo prendere una posizione io non sono pro matrimoni gay, io ritengo una inciviltà IMMENSA che ancora non ci sia la libertà per gli omosessuali di sposarsi serenamente.
Ma come ci si può arrogare il diritto di vietare a due persone che si amano di sposarsi?
Mi dà fastidio anche parlare di "matrimoni omosessuali", detesto le categorie, pare di parlare di accoppiamento di animali col pedigree.
L'ammore è ammmore, che importanza ha se chi ami è del tuo stesso sesso?
Se tu sei etero e ami una donna, perchè il fatto che una donna abbia i tuoi stessi gusti è un problema?
Tutto sommato la pensate allo stesso modo.
E perchè se io sono pro matrimoni gay, mi dici che sono lesbica?
Mangio la carne, ma mica sono una mucca.

Nell'immaginario collettivo gli omosessuali hanno una vita sessuale che manco Lady Chatterley, non sono fedeli, portano malattie e si accoppiano 6 volte al giorno.
Vi assicuro che ci sono coppie stabilissime come tra gli eterosessuali, che ci sono persone fedeli e non come tra gli eterosessuali, che sono i piccioni a portare malattie (ogni tanto pure i bambini), gli omosessuali no e che, se si accoppiano 6 volte al giorno, hanno tutta la mia stima.
E invidia.

Il problema è che l'ignoranza che domina il nostro paese e le menti dei suoi cittadini, fa apparire il matrimonio gay come una farsa, una messinscena, lagggente si immagina lui e lui vestiti uno da sposa e uno da sposo e rabbrividisce.
Vi sorprenderò, gli omosessuali hanno buon gusto.
Ho visto matrimoni che superavano il limite legale di perline e lustrini per una sola donna.
Ho visto matrimoni in cui lei sembrava una meringa scappata da qualche pasticceria, in cui gli uomini erano cangianti a seconda del lato da cui li guardavi e kg di ombretto erano morti per colpa delle testimoni.

Qui non si parla di matrimonio in chiesa, ma di matrimonio civile.
Le cinture nere di catechismo, possono deporre le bibbie.

Il matrimonio civile per gli omosessuali, permetterebbe il rispetto e il riconoscimento dei diritti delle coppie.
Quei diritti che, dopo anni e anni di convivenza, di vita comune, di condivisione di tante cose e anche, ovviamente di beni materiali, permetterebbero al coniuge di non doversene andare da casa, solo, senza un soldo e senza nulla in caso di perdita del compagno/a. Quei diritti che permettono di definire la casa "casa coniugale" e non permettano alla famiglia, nel migliore dei casi assente, nel peggiore "schifata dalle oRende scelte di vita del figlio/a", di ricordarsi che avevano sto figlio e che tutto ciò che era suo è ora loro.
Quei diritti che permettano in caso anche di semplice malessere, di poter avere delle informazioni in ospedale.
Diritti.
E ho esposto solo i più materiali eh.

Allora qualcuno mi ha detto che i matrimoni gay, non potendo generare figli, non hanno senso.
Manco fossimo conigli o avessimo come fine il ripopolamento della terra.
Tralaltro, una simile affermazione comporta l'inserimento di un nuovo articolo nel codice civile "Raggiunta la menopausa la donna abbandonerà il tetto coniugale per raggiungere un luogo in cui vivrà, con altre pari incubatrici rotte, fino alla morte".

Sull'adozione, sono sincera, non ho ancora una posizione forte. Tuttavia metto sul piatto della bilancia tante cose. Ci metto due genitori che desiderano DAVVERO un figlio, ci metto gli orfanotrofi pieni, ci metto che i bambini adottati sono stati abbandonati da genitori etero, metto coppie che hanno figli e non meriterebbero di esistere, metto che non penso che due genitori gay possano influenzare le scelte sessuali del figlio/a.
Ma non sono una psicologa e non lo so.
Mi preoccupa di più la stigmatizzazione, figlia della cultura dei giorni nostri. Ma tanto ti stigmatizzano anche se sei nero, cinese, albino, hai i capelli viola.

Giorni fa leggevo il link pubblicato da un premio nobel per la letteratura che diceva "no, ai matrimoni gay, quelli etero sono gli unici che conosciamo".
50 anni fa l'unica cura per l'influenza era il latte caldo.

Dì no al paracetamolo ti prego, fallo per noi.




martedì 7 maggio 2013

Shopping Vs uomini



Voglio spezzare un'arancia a favore degli uomini.
Cari uomini, anch'io sono contro la vostra deportazione nei negozi da donna.

                                                No allo shopping con gli uomini.

No davvero, lasciateli a casa.
Ingombrano.
Avete mai visto un uomo in un negozio da donna? Specie in quei negozi molto fluorescenti e con la musica tipo rave?
Sembrano bambini che hanno perso la mamma.
Sono spersi, nel MEZZO del negozio e, o si muovono a rallentatore o si immobilizzano manco avessero visto la Madonna.
La conclusione è che tra berska e zara la Madonna sia apparsa tante di quelle volte che i pastorelli ci fanno un baffo.

Poi in genere sono nei posti meno opportuni.
Tipo davanti ai perizoma.
Che tu vuoi vedere proprio quello dietro il loro orecchio, quello lì rossodonnadifacilicostumi che sarebbe definibile pornografico solo se avesse 5 cm di stoffa in più.
E quindi fai la vaga e guardi le coulotte di Snoopie.

Poi non li trovi mai.
Esci dal camerino e sono rimasti fermi dove hai preso l'ultimo vestito, tipo quei nuovi aspirapolvere tondi che vanno da soli, ma appena incontrano un angolo ci sbattono contro senza soluzione di continuità.
Li cerchi perchè la taglia non è corretta e, se li trovi, non trovano il posto in cui avevi preso il vestito e tornano tristi e spaventati.
Dopo 2 ore che, se sei rimasta nuda, poco poco ti sei presa la broncopolmonite.

Non conoscono la differenza tra leggins e collant, non accoppiano i colori, suggeriscono cose che tu li guardi e pensi "oddio, 30 anni e già gli sono scese le cataratte".
A che servono?
Non rispondete che pagano, perchè la carta di credito, anche la loro, ingombra meno, non si lamenta, non necessita soste per bagnocaffèsigaretta, non s'annoia e accoppia meglio i colori.

La deportazione degli uomini nei negozi dovrebbe essere vietata per legge.
Oltre all'ingombro fisico, sono emotivamente ingombranti: stimolano i sensi di colpa.
Ad un certo punto si mettono la faccia da gatto di shrek e iniziano a guardarti con gli occhi da portamiacasapassopurel'aspirapolvere.

Vorranno vedere la partita anche se sono di quelli che non capiscono da che lato si segna.
Vorranno mettere le MENSOLE.
E tu, indecisa tra la loro sanità psichica e la svendita desigual, dovrai optare per la separazion il riporto a casa.

L'alternativa è proporre ai negozianti un'area attrezzata apposita.
Gli attaccano un numero sopra così non puoi scambiarli, li mettono in una stanza e gli tirano la palla.

Se sono amanti del calcio, giocheranno 2 minuti, poi avranno i primi sintomi di affaticamento, perchè loro sono giovani e inizieranno a litigare su chi ha giocato meglio.

Se non sono amanti del calcio, imiteranno le foche e voi sarete libere.

martedì 16 aprile 2013

God save the forty!

Ultimamente sto rivalutando il mondo maschile.
Segnatevi questa frase perchè non la sentirete mai più.
Probabilmente il mondo sta finendo e mi offre quest'ultima possibilità.

Da un po' frequento gente un po' più grande, che ha rivalutato il mondo maschio.
Uomin Cosi?
Ringraziateli.

I miei ultimi approcci con gli esseri di sesso opposto al mio erano stati vagamente inquietanti.
Gente che ci prova e poi muore, gente che mi promette lidi stranieri e poi ci porta altra gente, gente che doveva tornare a casa prima che la madre si svegliasse.
E no, non frequento minorenni.
Gente che ti corteggia, decide autonomamente che tu non li vuoi e spariscono. Roba che se fossimo parenti avrei potuto fare la dichiarazione di morte presunta. E do ragione alla mia amica quando dice "ammazza, tenaci 'ste generazioni nuove".

Gente che non crescerà mai e fa le solite battute/apprezzamenti che non sono mai puliti e che hanno sempre un doppio senso.
Gente fidanzata/sposata/in procinto di che ci prova. Sommo schifo.
Accoppiati?
Ve lo dico una volta per tutte: per me siete asessuati.
L'accoppiato che ci prova non mi stimola. Per 2 motivi:
1- fare l'amante non è da me, voglio una persona dedita a me h24, che reciti come mantra nonavraialtradeaall'infuoridime che mi voglia molto molto bene;
2- anche se lasci la tipa per me, l'atto non ti santifica, chi mi assicura che non ripeterai?

Diciamo che la mia stima verso gli uomini e la mia autostima erano parecchio a terra.

Poi il miracolo.
Frequento alcuni uomini sui 40.
La mia ultima esperienza con i quasi 40enni era inquietante, esseri nel mezzo del cammin di loro vita, troppo giovani per essere maturi, troppo artritici per essere giovani.
Riassumendo: un pacco.

Invece ho scoperto che esistono uomini educati, detentori della grammatica di base e garbati.
Probabilmente nessuno usa la parola garbati dal 1910, ma è una bella parola.
C'è dentro educazione e savoir faire, cose perse ma che fanno piacere.
Sono esseri che, se tu stai per andare a bere, prendono la bottiglia e ti riempiono il bicchiere, ANCHE SE NON DEVONO BERE.
Considerato il fatto che una delle ultime volte un amico che non vedevo da secoli mi ha detto "cosa bevi?" e alla cassa ha tirato fuori 5 euro per pagare il suo, m'è spuntata una lacrima.
E non partite con le pare femministe, io pago per me e offro pure, ma quel tipo non rispettava nè le quote rosa nè i diritti delle donne, rispettava il suo portafogli.

Comunque ho rivalutato anche i 36enni. Con le mie amiche li definivamo affettuosamente "la seconda ondata di Chernobyl" e volevamo creare un tribunale ad hoc, tipo quello del Ruanda, per giudicarli.
Pena di morte di default e per i più meritevoli carcere all'aperto.
Guantanamo.

40enni?
Lo so che vi ho analizzati tipo razza di cane, ma vi voglio bene.
Mancava che dessi le misure al garrese e il colore del pelo e vi potevamo iscrivere ad un concorso canino.

E poi forse mi viene a trovare un amico. E la mia autostima si sente meglio
E poi un amico è andato a trovare una persona con cui si frequenta e le ha portato pure l'uovo.
E un amico mi ha deportata in un altra città per farmi vedere un film a cui tenevo.
E mi ha comprato il topolino con la storia di Montalbano (sì, sono una donna economica da far felice).

E insomma pare che non tutto sia perduto.
Qualche uomo s'è salvato.

Se tutti gli altri cortesemente trovassero la strada per Guantanamo mi farebbero un piacere.

Almeno non rischio di trovare quelli venuti male.




martedì 26 marzo 2013

Diamoci al porno

Dovete sapere che amo leggere.
Mi piace proprio tanto, conoscere, scoprire cose nuove, leggere di posti lontani, mi aiuta a staccare dallo stress, a viaggiare con la mente.
Quando sento di persone che non leggono perchè gli scoccia o non so che, mi vengono i brividi.
Ma vabbè.

Per scienza e conoscenza, perchè se ne parla come un capolavoro della letteratura erotica, un romanzo precursore che sconvolse milioni di lettori, che ha 100mila edizioni, ho deciso di leggere nientepopodimenocchè "L'amante di lady Chatterley".
Tale libro giaceva in una delle librerie di casa mia in un'edizione oscena.
La copertina è oRenda, bianca, con 2 che si accoppiano coperti di fiori, che se lo facessero a me mi toccherei una tetta.
No, non è autoerotismo, mi sentirei in prova costume per la bara.
Sul libro, trovato in omaggio in un giornale, capeggia la scritta "edizione integrale", che una s'immagina le peggio cose e Rocco Siffredi che lo legge per aggiornarsi.

Comunque sono andata avanti veloce a leggere le scene pornogr  ho letto il libro e le scene ad alto contenuto erotico.
Esticazzi.

Riassumendo, la storia è la seguente:
'Sta tipa nel 1913 aveva una vita sessuale, a QUINDICI anni, che noi ce la sogniamo. Una 15enne attuale che si comportasse come lei sarebbe affettuosamente definibile "battona". Immaginatevi nel 1913 che se sfioravi il mignolo di una donna poi, ex lege, te la dovevi ALMENO sposare.
Comunque la tipa va all'università, parla con aitanti giovanotti, canta, balla e tromba che manco i ricci.
Poi , per misteriose motivazioni forse contenute nelle pagine da me saltate, sposa uno con dei pesanti problemi esistenziali che parte per la guerra, forse esplode da qualche parte, ma non muore, torna paralizzato dai fianchi in giù.
Eciaosessociao.

La tipa ha 23 anni e giustamente dei pizzicori che le derivano dalle emozionanti serate passate a giocare a ramino col marito.
Si accoppia per cui con qualsiasi detentore di pene nel raggio di 35 km.
Il marito nel frattempo dorme.

Dopo di ciò ella incontra un guardaccia.
Grezzo, che parla in dialetto, che non la rispetta, che se la tromba fra i fagiani e le dice cose oscene.
Praticamente gli manca la clava.
E lei che fa?
Se ne innamora perdutamente.
Mi pare LOGICO.


Praticamente è una storia facilmente ambientabile ai giorni nostri.
Io esco, vado in un qualsiasi locale della mia città, incontro un uomo di neanderthal random che mi dice "a morti tò è a pecorina" e che al posto della clava ha una maglietta con i brillantini e, invece di spruzzarlo con lo spray al peperoncino, mi offro in moglie.

Il guardiacaccia perlaltro le intreccia non-ti-scordar-di-me là dove non batte il sole.
Ma vi immaginate?
Cioè voi siete a letto con un buzzurro e lui vi fa le composizioni floreali là dove non osano le aquile.
Roba da serial killer.
Roba da pazzo di psycho.
Roba da feticisti.
Roba da interflora.

Il guardiacaccia racconta di essere diventato grezzo come il petrolio a causa delle donne.
Trovava solo intellettuali frigide.
Adesso parla con lei come un porno-divo truzzo, con un linguaggio sboccato e volgare. Per essere carino le dice che "ha un culo che potrebbe reggere il mondo".
Io lo avrei impiccato per le dita dei piedi, lei lo ama sempreppiù.

Chat?
Ti do del tu che abbiamo tante cose in comune, anch'io vedo la gente grezza.
Se vieni qui facciamo un patto.
Tu mi dai gli uomini gnocchi e colti con i quali parlavi nel 1913, tanto lo stagionato ormai va di moda, e io ti cedo i grezzi che raccatto everywhere.










giovedì 27 dicembre 2012

La Cina è vicina. Pure troppo.

Come vi dicevo io conosco pazzi.
Se non li conosco in autonomia, me li presentano.
Non sia mai me ne perdessi qualcuno.

Alcuni giorni fa, a cena da un'amica, conobbi quello che, per praticità chiameremo "il cinese".
Il cinese, chiamato così perchè in partenza per il sol levante (cinesi mi spiace, non pensate che siamo tutti così) è un ragazzo discretamente carino, sembra simpatico, ma indossa il cardigan.
Mi spiace, non gliela faccio, chiamatemi antimoda, ma io il cardigan su un uomo sotto i 90 non lo concepisco.

MA, vista la carenza di uomini definibili tali, fingo di non vedere il cardigan, che definiremo "un maglioncino molto scollato con numerosi bottoncini lì per caso".

La serata trascorre serena, tra chiacchiere varie e video su youtube.
Siamo giovani dentro noi.

Andando via il cinese mi invita per un caffè l'indomani e accetto.
Prendiamo 'sta mezz'ora di caffè, chiacchierata normale e ciaociao.
3 ore dopo.
C: che facciamo stasera?
I: di mercoledì ad Ag? Credo ci sia la morte nera.
C: beh potremmo comprare una bottiglia di vino e la beviamo a casa mia.

Sarò antica io, ma anche no, non perchè ho paura di chissacchè, ma manco saprei di che parlarti.

Il giorno dopo.
"Vuoi venire a casa mia?"
"dai vediamo"

Il giorno dopo:
"prendiamo un caffè da me?"
"ehm dai vediamo"

Io: Amica secondo te, a parte l'ovvio, perchè continua ad invitarmi da lui nonostante i dinieghi?
Amica: non vorrà mica venderti casa?
...

Quindi "il cinese" divenne "l'agente immobiliare".
L'agente immobiliare mi invitò a prendere un caffè.
Prendiamo un caffè, mangiamo un cannolo e inizia il diluvio.
"Andiamo a casa mia o a fare un giro a posto x?"
"a fare un giro"

Fu così che scoprii che aveva una casa anche a posto x.
Era un proprietario immobiliare e non lo sapevo.

Comunque mi mostra le sue proprietà e ad un certo punto mi fa il SOLLETICO.
Cioè per provarci.
Cioè il solletico.
Dannataaaaaaaaaaa festa delle mediiiiiiueeeeeeeeeeeeeee.
"Perchè non mi baci?"
"ti conosco da 72 ore"
"ed è così no?"
"non hai un cognome capisci? Sei memorizzato col tuo nome e la scritta amicodiPaola, non te la posso dare."


Update:
OVVIAMENTE machevelodicoaffare il cinese dopo il mio affettuoso diniego non si è più palesato.
Graziesignoregrazie.
Giorni dopo incontro l'amica che mi racconta la seguente storia dell'orrore:
"ma sai chi è venuto a cena l'altro giorno?"
"non mi dire! il cinese! non è ancora espatriato?"
"no, ancora no"
"vedi i cinesi che hanno culo e non lo sanno"
"ha fatto una battuta chiedendo se avevamo pepe o spray al pepe per condire gli spaghetti, io sapevo e l'ho punzecchiato"
"mioddio dai! è rimasto scosso per il fatto che giro con lo spary in borsa? pora stella, magari gli ho bloccato la crescita"
"mi ha detto che c'è rimasto male, pensava te lo fossi portato per lui".

Cinese?
Ma allora oltre al cardigan c'è di più.
La lobotomia.
Ma secondo te.
Accetto di uscire con uno che mi trasmette tanta sicurezza, da portarmi lo spray in borsa?
Ma no cinese, per quelli come te porto le micromachine.

Se fai il bravo te le do dopo il solletico.


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