mercoledì 16 ottobre 2013

Perchè io viaggio

Dovete sapere che un mio amico mi chiama ironicamente Signorina Gps e un altro mi dice che ho il senso dell'orientamento di un piccione viaggiatore.
Morto.
A casa mia il senso dell'orientamento è stato distribuito in parti uguali tra mio padre e i muri.
Io ne ho un po', poco, quello per la stretta sopravvivenza.
Mia madre e mio fratello appartengono a quella categoria umana che girata 3 volte su se stessa non trova la porta.
Della propria stanza.
Dopo questa doverosa premessa, dovete sapere che sono andata a trovare un'amica, che abita in un paesino a 29 km da qui.
Meoddeo.
VENTINOVE km per me sono tipo 19 km oltre le colonne d'ercole.
La terra finisce, si cade giù e tanti saluti.

Però oltre ad essere miss gps sono una che deve assolutamente saper fare ogni cosa, mica benissimo eh, almeno il 6 politico.

E poi ho detto: "ma sticazzi, siamo nell'era tecnologica, uso il tomtom e non lo confesserò mai a nessuno. Fino alla morte".
Quindi salgo in macchina, non mi sono portata l'acqua per decenza e rispetto verso l'umanità pendolare per cui 29 km da casa al lavoro sono identificati come "dietro l'angolo", e prendo il tomtom.
Bene tomtom portami a casadiamica.
Tempo di percorrenza UN'ORA E QUARANTUNO MINUTI.
o.O
Tomtom va bene che sono spratica, ma mi pare eccessivo.
141 km.
Devono avere sposato casadiamica o il mio tomtom è pazzo.

Uso per cui il cellulare.
Ma anche il vostro navigatore è ignorante?
Il mio ha portato avanti una personale lotta contro gli accenti.
"Gira in via Erodòto, dritta per via Màrconi, Via Cicèrone"...
Ma di chi è la voce? Di NatashadaRRussiah?

Comunque ovviamente mi sono persa, perchè il mio navigatoredemerda perdeva il gps in due momenti:
a- in prossimità degli incroci;
b- là sui monti con Annette, che se ti perdi o impari a belare per chiedere informazioni o ti spari e aspetti che facciano una battuta per cercarti.

Ad un certo punto sono arrivata in un paesino che secondo i miei sensi da ragno era casadiamica, ma non mi pareva giusto fermare una persona a caso e chiedergli "Buongiorno, siamo a casadiamica?", per cui ho chiesto "sa dove sono le POSTE?".
Che almeno mandavo una lettera alla mia famiglia e tramite il timbro postale potevano risalire al luogo in cui m'ero persa.

Comunque ho trovato casadiamica, abbiamo bevuto il the, parlato di lavoro e poi me ne sono andata.
Col buio.
Di NOTTE (19.30).
Prima di uscire ho fatto la pipì.
Così, per una sicurezza interiore.

Ho ripreso il navigatore, fatto un bel respiro e iniziato il VIAGGIO.
Non si vedeva una ceppa La visibilità era notevolmente ridotta, la strada fa schifo, mi aspettavo che da un momento all'altro uscisse dai cespugli un bigfoot o un animale mitologico random.
Se avete sentito riecheggiare delle bestemmie erano quelle dell'omino dietro di me quando:
A- rallentavo all'improvviso perchè perdevo il gps;
B- sbandavo perchè guardavo il cell;
C- mettevo la freccia a destra e andavo a sinistra;
D- mettevo la freccia a sinistra e andavo a destra;
E- tutte e 4 le cose insieme.

Tutte le volte però mi premuravo di aprire il finestrino e urlare nella notte: MI DISPIACEEEEEEEEEEEEE; MI SCUSIIIIIIIIIIIII; NON VOLEVOOOOOOOOOOOOOOO; MI SONO PERSAAAAAAAAAAAAAAA; mi perdoni perchè non so quello che faccio.
Sul serio.

In macchina ho messo la musica truzza, perchè mi dava potenza.
Quindi immaginatevi quant'ero figa mentre con la musica a tutto volume chiedevo scusa alla gente, cantando "Can't get you out of my head".
Andando a 20 km orari in versione vecchia appiccicata al vetro per leggere i cartelli.

Appena ho visto la periferia di valledilacrime ho tipo pianto.
Ho addirittura messo la terza.
E sono entrata in città, trionfante, maledetta da metà degli automobilisti della provincia, cantando:



Io però ho evitato di leccare le palme e stuprare i bambù.



lunedì 7 ottobre 2013

Colloqui di lavoro e porcherie varie

Ciao, sono Giovanna e faccio le riunioni del 3° tipo.
Ciaaaaaaao Giovanna.

Giorni fa (ma tanti eh, è un post riciclato) ho avuto un pomeriggio veramenDe interessante e stimolante.
Ho avuto una riunione, prescindendo dalla stessa vi racconterò dei soggetti che ne facevano parte.
M'arriva una tipa, neolaureata in giurisprudenza, praticante, vestita come nonna papera.
Ok, va bene, io vestirò come una 15enne, quindi come nonna Papera dal mio punto di vista.
Dal vostro, come la zia vecchia che, causa cataratta, non vede i vestiti.
La tipa si atteggia a donna di grande cultura ed esperienza, arriva con la the bridge d'ordinanza e tira fuori un notes 1° classe.
Ammazzatemi vi prego.
Ci dev'essere stato un paradiso dei laureati in legge che, mangiato un codice civile, sono stati espulsi e informati che "avreeeete una the bridge come prolungamento del vostro braccio e scriverete su un'agenda con i continenti stampati sopraaaaah. Posti che non vedrete maaiii in vita perchè avete investito tutti i vostri averi per la pennaaaaa figaaah".
E via tutti sulla terra, senza na lira, ma con la borsa figUa.
Ma perchè è una punizione per tutti i laureati in legge eh?
Trovatemi un laureato in legge che non ha ricevuto la borsa da avvocato.
Nessuno si è salvato.

La guardo e, sentendomi Ally Mc beal, dalla mia borsa africana, tiro fuori il mio quadernino ROSA con una pupetta stampata e un fiorellino.
Professional.
La tipa, che ha un nome che finisce per Y e me lo sottolinea, con la voce di una che dalla nascita si è cibata di soli baci perugina mi dice: "quaaaalsiasiii cosaaa tu abbiaaa bisognooooooo chiamaaaa".
Io, che sono socievole come una roccia di montagna, rispondo: "scusa, per cosa?"
"No sai, io ho già collaborato con loro, ho fatto il corso di INFORMATICA"
Ora.
La guardo, sbatto gli occhi e le rispondo: "mej cojon, sticaz, ah però che bello".
Le chiedo quanta gente frequentasse i corsi e mi risponde: "io collaboro con loro dal 2009" blink blink.
Che c'hai un tic?
Quindi quando mi chiede il numero di telefono, mi sento autorizzata a risponderle: "Stasera? mi vado a ubriacare in spiaggia".
Così per contestualizzare come lei, nsiamai si shocca.
Poi la donnainformatica mi chiede la mail: "nome UNDERSCORE blabla"
"Come?"
"E' il trattino basso"
"Ah si è che non avevo sentito".
"certocomeno @yahoo.it"
"come si scrive yahoo?".
Scusa vado a vomitare e torno.

Io sembravo un lemure ad una riunione di gnu. Ero sconvolta.
Fresca fresca di colloquio, di rispetto, di bella gente, di serietà, guardavo gente adulta pendere dalle labbra di chi può dare lavoro.
Che tristezza.
Che brutto perdersi così, dimenticare chi si è e permettere ad altri di farti sentire così, di farti sentire in una posizione di inferiorità perchè tu chiedi e loro danno.
Non è così, il lavoro è uno scambio di competenze.
Competenze.
Com-pe-ten-ze.
E' sotto la C.
Sono quelle cose che prevedono, per esempio, che una che insegni informatica sappia cos'è un underscore.
Ma dall'Italia sono state bandite.
Insieme alle maggiorenni.

Richiamatemi quando la trovate che io mi sono leggermente urtata.



martedì 24 settembre 2013

C'ho i fans


Ci credereste? Ho dei fans!
Cioè fans in carne e ossa che non sono, pazzi, stalker, psicopatici o miei consanguinei!
Ho anche stalker e psicopatici, ma ne parleremo nella prossima puntata.

A Roma (è un post vecchio, compatitemi) ho incontrato: una ragazza, mai vista prima, che legge il mio blog, le piace pure (vedete un po'), un'amica che non vedevo da tanto con la coinquilina che mi conosceva meglio di mia madre e una loro amica che vorrebbe aggiungermi su face per vedere gli aggiornamenti del blog.
 
Mon dieu.

La mia amica mi dice: "ti dispiacerebbe aggiungerla? Sai vorrebbe vedere gli aggiornamenti del blog, se non ti scoccia".
Ho pianto.
Mi sentivo tipo Madonna quando è arrivata a Roma, ma con le ginocchia più fighe.
Madonna, lo so che ora vieni, gniè restati a casa che non c'è posto per tutte e due.
AH.
AH.
AH.

Scusate il momento pazzia, ma davvero è una cosa carina.
La cosa che mi ha fatto piacere da quando ho aperto il blog è stata avere gente diversa dai miei genitori che mi legge.
Mi legge persino gente che mi sta profondamente sul pene e ricambia il mio sentimento.
So' belle cose.
Prima di aprire il blog, a parte le paturnie da "che scrivo", avevo le paturnie da "e se sembro una di quelle 14enni che scrivono vitamorteemiracoli sul blog?" e le paturnie da "non mi leggerà manco mia madre".
E invece.
Ho i fans.
Uahahahahah.

La smetto.

A parte i fans, come vi accennavo, ho una persona che potremmo definire, come dire, stalker?
Tipo che niente immaginate che qualcuno che praticamente non conoscete, vi legga unicamente per morbosità e sapere dovesietecosafateonchisieteecosamangiate.
Ma vabbè ma è bello anche questo, mi sento fAiga, ho una stalker e voi no.

Gnegne.

Madonna?
Tu ce l'hai una stalker?
AH
AH
AH

Inviadiami Veronica.

Prometto solennemente di farmi ricoverare.

*ps non c'erano immagini di fans che mi soddisfacessero abbastanza per cui ho messo un ventilatore.
Ringraziate che non vi ho messo gli anti infiammatori non steroidei (FANS è il loro acronimo, quante cose si imparano).










martedì 17 settembre 2013

Inferno A/R


Giuro solennemente che non mi lamenterò mai più.
Facciamo prometto che in quanto donna se non mi lamento almeno un po' mi tolgono il patentino.

Finalmente sono tornata a casa.
In tutta la mia esistenza non ho mai visto un posto più cesso.
E se qualcuno di voi è cittadino di tale luogo e non si è ancora suicidato, mi dica come ha fatto.
Mon dieu.
Ma che è?
Guantanamo.

Non ci sono autobus, non ci sono treni, non ci sono tram, non ci sono risciò, non ci sono esseri umani.
E il mare?
Parliamo del mare.
Perchè, ditemi perchè, mimidovetedireperchè venite al mare qui.
Io lo capisco se siete valdostani, vi scoccia arrivare in Sicilia che non sapete manco se è sufficiente la carta d'identità, non avete mai visto acqua salata e vi pare fiCo.
Maddiomiono.

Sono stata al mare anch'io.
Sorvoleremo sul fatto che devi prendere un autobus che non sai quando passa, non sai quando arriva e non sai che percorso fa.
La sabbia è nericcia che pare zozza e ti s'appiccica che manco se ti fossi cosparsa d'uovo tipo cotoletta.
E laggente.
Parliamo della gente.
Maddiomiòh pare Ibiza dei pover dei morti di fame.
Intanto ho visto più culi gnudi in sto mese che in una vita.
Poi ho scoperto che il mio era l'unico culo coperto della spiaggia.
E io giuro sono per la libertèegalitèefraternitè, però se hai l'età di mia nonna, per quanto tu ti possa essere conservata bene, NO, il perizoma non te lo puoi mettere.
Già il verbo "conservare" ti dovrebbe insospettire.
Vengono spesso rinvenute mummie ben conservate, ciò non significa che vengano esposte in topless a Rimini.

Poi mi sentivo sul set di romanzo criminale.
AO', che stai a dì? che stai a fà? deve tirà il secco...
Un numero imprecisato di infiniti sono stati maltrattati.
Romani vi voglio bene, sappiatelo, però ditemi, gli infiniti li pagate a cottimo?
Parliamone.

E i tatuaggi. A me piacciono eh, ho la lingua bucata non posso certo parlare, ma la madonna no.
E nemmeno la croce talmente grande che ci sta gesù completo di bue e asinello.

E capanna.

Ho conosciuto un numero di cafoni (sì cafoni, fatemi fare l'antica) che mai in una vita, che in confronto quello che m'ha detto "a morti tò è a pecorina" era un fine parlatore e ce lo potevamo portare a corte, ho visto un numero di stivali con 40° che mi sono chiesta se in maremma ci fosse la piaga dell'alluce valgo.
Ve lo voglio dire, non fanno sexy.
Al massimo fanno puzza.
Solo se avete dei piedi con 12 dita e rigogliosi ciuffi di pelo, siete giustificate a portare gli stivali con 40°.
Ma poi come li levate? Col flex?
Ditemelo che quando faccio 86 anni, mi metto perizoma e stivali e vengo a morire sulle vostre spiagge.


E poi ci sono i bar a tempo.
Lo sapete che sono?
E' stata una scoperta anche per me.
Sono andata in un bar alle 19.00 e ho ordinato un estathe.
E fin qui, ditemi voi se ci trovate stranezze.
La cameriera è venuta e mi ha informata che dato che avevo ordinato solo un the potevo stare poco, ma se ordinavo altro potevo restare eh.
...
Ma per una mia personale formazione, voi che ordinate al bar?
3 estathe e 4 limonate?
No ditemelo che io mi voglio migliorare.

Comunque il mio ritorno vi dimostra che onewaytickettohell sticazzi.
Non ho nemmeno iniziato a firmare i miei post from hell come l'amico Jack.

Io sono tornata.

A valle di lacrime, che però adesso mi sembra tutto drogasessoeroccheroll.



martedì 10 settembre 2013

La città dei pazzi

Un sondaggio di cui non potevamo fare a meno, ha appurato che nella mia città c'è un altissimo numero di pazzi.

MA VA è l'eloquente risposta che il mio cervello ha partorito dopo la lettura di questo geniale articolo.
Poco dopo ho avuto la conferma che il giornalista non mentiva.
Ma andiamo con ordine.

C'era una volta un tizio che voleva fare l'imprenditore.
Ma ELLO era l'opposto di Mida, trasformava in procedura fallimentare tutto quello che toccava.
Nella mia città, che soprannomineremo affettuosamente "valle di lacrime" ci ha provato due volte, con due attività diverse, ma potenzialmente stupende e redditizie.
Ma non ce l'ha fatta.
E non perchè l'attività fosse sbagliata, fosse caro, fosse in culonia, fossenonsoche, solo per un motivo:
era, come dicono a Oxford, un cacacazzi.

Tale uomo come seconda attività aprì una caffetteria letteraria.
Non m'è parso vero. La cultura approdava nella mia città, la stessa che ha condannato a morte il congiuntivo, la stessa che organizza serate con gente che balla sotto il tuo ombrellone.
Sono per cui diventata sua assidua cliente/onnipresente/avevo le stesse presenze delle piastrelle del bagno, portavo un libro e bevevo il the.
Era un periodo tristO, di disoccupazione e di forzata residenza qui.
Praticamente quel bar era la mia vita sociale.

L'unico problema fondamentale era che non si capiva quando apriva nè quando chiudeva, non si capivano i prezzi, non si capiva, riassumendo, una ceppa.

A Capodanno volevamo brindare da lui, ma era CHIUSO.
A valle di lacrime nessun locale rimane chiuso a Capodanno, nemmeno se il gestore è tipo MORTO.
E' come il palio di Siena dove il cavallo può vincere anche da solo, qui i locali aprono anche senza proprietari.
Quando ha aperto, sono passata a salutare e mi ha risposto aciTo che la gente forse non aveva capito che era un locale e che non si passava a salutare e basta, si consumava.

"Ammazzati" è stata una delle prime parole del 2012.

Intrepida ho continuato a frequentare il locale, perchè sono tossicomane e ho bisogno di libri.
Per quanto mi riguardava poteva gestirlo Peppa Pig, la cosa non mi tangeva.

In ogni locale dell'universo in cui io abbia ordinato un the, portano i biscottini, che siano anche 3 e del discount, ma li portano.
E li aveva sempre portati anche lui.
Fino a quando decise che era il caso di farli pagare.
Di far pagare UN EURO a MACINA.

"Ammazzati" è stata una costante del 2012.

Ho smesso di andare al locale, far pagare a una cliente, e una è da intendere non come articolo indeterminativo ma come numerale, una macina è vergognoso, tanto vergognoso che non è nemmeno venuto alla cassa quando ho pagato.

Poi niente, pensavo fosse morto, finchè un giorno, dopo un anno, mi arriva un mess su fb, messaggio che fb posiziona in "altri", solo perchè non è ancora stata crata la categoria "minchioni":

  • Lui: Toc! Toc...


  • Io: ciao
    dimmi tutto


  • Solo un saluto. Per farmi dire tutto da te! -_o


  • ehm... tutto cosa?


  • Naturalmente, per amicizia, notizie in genere. Ma poiché ho terminato un mio romanzo - questa mattina sono alla stesura definitiva del IV capitolo e un gruppo di amici sta leggendolo parallelamente alla Curcio - mi chiedevo se nelle tue amicizie, nei tuoi viaggi, hai fatto conoscenza di agenti letterari, uffici stampa, editor... -_o Inoltre, com stai?


    Inoltre ammazzati.

    Affogandoti con una macina.

giovedì 22 agosto 2013

Pulcini e baccalà



Rieccomi.


Vi scrivo dal 1930 e non ho internet, come accennato.

Qui va benissimo, essendo nel 1930 non ci sono i condizionatori, ma se sopravvivono le mie studentesse norvegesi non ho il cuore di lamentarmi.


I miei studenti sono tutti venuti dal freddo come vi dicevo e mi raccontano allegramente di quando nelle loro ridenti cittadine si arriva a -30.
Gli ho spiegato che noi geneticamente non sopravviviamo sotto i 6°, tipo le melanzane, che se le porti fuori dall’italia muoiono.
Gli ho spiegato che mio fratello con 12° dorme con la termocoperta, lo scaldapiedi, le lenzuola, il plaid e il piumone, non lo possiamo esporre a temperature più basse, come le melanzane.

Ma fatto alla parmigiana non rende bene.

Comunque i miei studenti sono molto carini e per conoscerci meglio siamo andati, la prima sera, a cenare tutti insieme.
E voi cosa pensate che abbiano ordinato le norvegesi? Quali sono gli unici due pesci che sopravvivono nei loro mari? Due ce ne sono: il baccalà e il salmone.
La prima sera hanno ordinato baccalà, la seconda salmone.
E poi mi hanno detto che lo trovavano poco saporito.



MA VA.


A lezione poi la norvegese mi ha rivelato di essere una norvegese golosa.
Praticando l’uso del verbo piacere ho chiesto a tutti un esempio a caso e lei ha risposto:
“Mi piace guardare gli uccelli”.
Ho chiesto un altro esempio a caso e ho pensato che di uccelli volanti in norvegia non ce ne devono essere tanti.
Con quel freddo.

Chissà che uccelli guarda.

La dolce canadese invece, che pare una top model, bella, bionda, boccolosa e dolce dolce, mi ha guardato tenera e mi ha informata che era in difficoltà, c’era troppo cibo e non sapeva cosa ordinare.
Quindi, indecisa tra un tripudio di pesce e frutti di mare, ha scelto un’insalata.

Come dire “c’è troppo cibo, ecco perché farò la capra”.

L’altro dolce studente è Danette che è tanto discreto ed educato, ma mi lascia dubbi insoluti sull’uso del pentolame.
Per esempio Danette perché ti ho visto mangiare petto di pollo e da lavare c’era una pentola per la pasta?
E perchèDanetteperchè mangi i tortelli col pesto?

Maddiomio Danette.

La tizia austriaca ha dei problemi con gli animali della fattoria invece.
Come quando mi ha detto che era possibile che le punture di insetto fossero quelle di un PULCINO.

Ora.

Non so che pulcini abbiano in Austria ma qui non mi sembrano così aggrssivi.
Quindi mi ha spiegato che i pulcino è quel piccolo animale che si trova sugli animali e può passare sulle persone, sui vestiti, sugli zaini.
Le ho detto che se avesse avuto un pulcino sullo zaino l’avremmo notato e abbiamo salutato l’ingresso nel nostro vocabolario del termine pulce.

Non si finisce mai di scoprire cose nuove.

Come che pugliese è sinonimo di benzina.

lunedì 15 luglio 2013

La Toscana di pacco, capitolo secondo

Ve l'ho detto che sono partita?
Sono tornata nella toscana di pacco.
Quella dell'anno scorso, quella del fotografo e della tipa delle poste per intenderci.

Ho finito la settimana scorsa con i nani e con le signore straniere che mi hanno fatto commuovere tantissimo.
Nani?
Mi mancate già, mi mancate da un po', mi mancherete quando riacquisterò l'udito.

Comunque, siccome noi lavoratori a collaborazione esterna non ci fermiamo mai, ho finito 5 giorni fa, lavorato per la gloria fino a venerdì, e ripreso lunedì.

Che poi sta cosa della collaborazione esterna fa propio figo se ci pensate.
Tu cosa fai?
Io sono una collaboratrice professionale esterna.
Fa figo.
Uno non ci pensa che fa anche povertà estrema.

Ma invece no, noi non siamo poveri, quando ho tentato di non pagare il ticket perchè vivo con mia nonna ed eravamo una disoccupata e una pensionata, l'omino mi ha detto "eeeeh signorina, voi siete troppo ricche".
Eh sì, l'anno prossimo troverete me e mia nonna sul financial times.

Sono molto contenta di ripartire, perchè mi piace muovermi, perchè conoscerò gente nuova, perchè mangerò cecina come se non ci fosse un domani per molte altre profonde motivazioni.

Il primo giorno, per iniziare con le forti motivazioni, ho mangiato sushi come se non ci fosse un domani o, nel dettaglio, come se non dovessi prendere un treno che mi shakerasse per bene.

Comunque sono arrivata ad Orbetello, piovve tanto perchè quando una ha culo ha culo, e sono arrivata a casa.


Sulla soglia 2 infradito.

Pensavo fosse un rito di accoglienza danese (il mio coinquilino è danese) e invece no.
Il padrone di casa mi dice "cammina scalzo, che buona abitudine".
"A casa mia forse, dove mia mamma lava le piastrele a 90°, ma non nella tua che prendi l'ebola" avrei voluto rispondere, invece mi sono limitata a un "eh" schifato.

 



L'omino, dato che l'anno scorso mi ero lamentata della pulizia della casa, quando ero rimasta attaccata a un piatto, mi ha informata che la casa era P U L I T I S S  I M A.



Si vede che il mio concetto di pulitissima è diverso dal suo. Il mio non prevede le ragnatele.





Il coinquilino danese, che chiameremo Danette per inserirlo nel programma di protezione testimoni che raccoglie tutti i miei studenti, ha 52 anni e ne dimostra 39.
Se non mi sentite più mi sono trasferita in Danimarca.

Comunque in casa, ragni a parte, non c'era nessuno, ho trovato:
 - il coltellino sFizzero sul comodino di Danette, che mi ha messo discreta ansia;
 - un coso per fare i pancakes che mi ha fatto tanta felicità. In ogni caso non è italiano e pensare che si siano portati dietro il mix per pancakes mi fa pensare che siano esseri molto adattabili.

A parte Danette, le nazionalità rappresentate sono: Norvegia, Canada e SFizzera.
Non ho internet per cui vi racconterò non so quando dei miei studenti venuti dal freddo e degli insetti che tentarono di sbranarmi.
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