- salve Sr. idraulico, non esce acqua dal rubinetto, che in quanto rubinetto non ha molto altro da fare nella vita, cosa pensa che sia successo? A parte la sfiga cosmica?
- sarà tappato
- no amico idraulico, perchè io, che sono la cosa più lontana da un idraulico, l'ho smontato e pulito
- sarà rotto
- bene, ora che abbiamo tirato ad indovinare la causa del decesso, che si può fare?
- lo sostituiamo, lo vado a comprare qui vicino
TRE ore dopo:
- scusi sr idaulico che ha comprato il rubinetto nel vicino Malawi, ma lei non pensa che poteva essere un'idea chiudere l'acqua prima di smontare il rubinetto?
- l'ho chiusa
- e caro idraulico, perchè bagnoschiuma, shampo ecc, stanno navigando in un ettolitro di acqua che non pare avere intenzione di smettere di zampillare felice?
- smetterà
- lo dissero anche a Noè sa? Ci vuole ancora molto?
- No
TRE ore dopo:
">Grazie signor idraulico... NEMMENO io avrei saputo fare di meglio...
sabato 3 settembre 2011
mercoledì 17 agosto 2011
Mestieri e misteri
Lavorare non è facile, lo sappiamo tutti, ma la vita è fatta di scelte.
Se uno odia la gente sotto il metro di altezza non dovrebbe lavorare in un asilo (o entrare in politica visti i nostri marcantoni), se uno ha litigato da piccolo con l'empatia non dovrebbe fare lo psicologo e se una il ciclo ce l'ha di default non dovrebbe fare la commessa.
Ad Ag invece come t'assumono ti viene il ciclo.
Per abbandonarti solo a licenziamento avvenuto.
Tempo fa, in occasione di un compleanno, gironzolavo felice tra le gioiellerie, cercando qualsiasi cosa con il turchese.
Mia madre ha i periodi tipo Picasso, siamo passati dall'amore immenso per il corallo, al bisogno ossessivo-compulsivo dell turchese.
La gentile commessa ciclododata ed io abbiamo avuto così un allegro scambio di opinioni.
Io: Salve vorrei vedere qualcosa con il turchese (la pietra)... blink blink
C: cosa?
Io: qualsiasi cosa basta che sia moooolto semplice
C: Hai già visto il bracciale con il CIUFFO esposto in vetrina?
Io: mi scusi... mettiamoci d'accordo sul concetto di semplice...
C: allora non c'è altro, cambia regalo (ppù)
Successivamente, tentando di immaginare una vita sentisessuale, senza Paolo Fox o con gente che avesse compiuto il 18esimo anno di età, mi sono data all'intimo.
"Completi intimi 6 euro"
G: Buongiorno, mi scusi in questa scatolina manca lo slip
Uomomatematico: Ah si, boh non so
G: (Dopo l'eloquente risposta) Vabbè io lo prendo lo stesso, quant'è solo il reggiseno
U: 6 euro
G: Scusi mi sa che ci siamo persi un passaggio. Ripetiamo insieme: completo 6 euro, reggiseno?
U: 6 euro, tanto la mutanda qua in mezzo è
G: Vabbè ma io la bancarella la lascio eh...
Tentativo numero 3: Acquisto vestito causa matrimonio
Io: Buondì, vorrei un abito semplice, con colori tenui, non troppo elegante.
Commessa sorda: Hai già visto il vestito color FRAGOLA, in raso LUCCICANTE, con il FASCIONE e la SPILLA sulla spalla?.
Io: Sì, ma a Moira Orfei stava meglio.
Chi ha detto "tentar non nuoce" evidentemente non ha mai cercato di fare shopping ad Agrigento.
Se uno odia la gente sotto il metro di altezza non dovrebbe lavorare in un asilo (o entrare in politica visti i nostri marcantoni), se uno ha litigato da piccolo con l'empatia non dovrebbe fare lo psicologo e se una il ciclo ce l'ha di default non dovrebbe fare la commessa.
Ad Ag invece come t'assumono ti viene il ciclo.
Per abbandonarti solo a licenziamento avvenuto.
Tempo fa, in occasione di un compleanno, gironzolavo felice tra le gioiellerie, cercando qualsiasi cosa con il turchese.
Mia madre ha i periodi tipo Picasso, siamo passati dall'amore immenso per il corallo, al bisogno ossessivo-compulsivo dell turchese.
La gentile commessa ciclododata ed io abbiamo avuto così un allegro scambio di opinioni.
Io: Salve vorrei vedere qualcosa con il turchese (la pietra)... blink blink
C: cosa?
Io: qualsiasi cosa basta che sia moooolto semplice
C: Hai già visto il bracciale con il CIUFFO esposto in vetrina?
Io: mi scusi... mettiamoci d'accordo sul concetto di semplice...
C: allora non c'è altro, cambia regalo (ppù)
Successivamente, tentando di immaginare una vita sentisessuale, senza Paolo Fox o con gente che avesse compiuto il 18esimo anno di età, mi sono data all'intimo.
"Completi intimi 6 euro"
G: Buongiorno, mi scusi in questa scatolina manca lo slip
Uomomatematico: Ah si, boh non so
G: (Dopo l'eloquente risposta) Vabbè io lo prendo lo stesso, quant'è solo il reggiseno
U: 6 euro
G: Scusi mi sa che ci siamo persi un passaggio. Ripetiamo insieme: completo 6 euro, reggiseno?
U: 6 euro, tanto la mutanda qua in mezzo è
G: Vabbè ma io la bancarella la lascio eh...
Tentativo numero 3: Acquisto vestito causa matrimonio
Io: Buondì, vorrei un abito semplice, con colori tenui, non troppo elegante.
Commessa sorda: Hai già visto il vestito color FRAGOLA, in raso LUCCICANTE, con il FASCIONE e la SPILLA sulla spalla?.
Io: Sì, ma a Moira Orfei stava meglio.
Chi ha detto "tentar non nuoce" evidentemente non ha mai cercato di fare shopping ad Agrigento.
mercoledì 10 agosto 2011
Home sour home
Tornare a casa è sempre una bella cosa.
Vedi la famiglia, gli amici, la tua città, la tua casa nuova, i tuoi gatti, il tuo cibo, i supermercati senza topi, ma soprattutto vedi la gente scema.
La cosa bella della mia città è che ERA la patria di Pirandello, di Sciascia, di grandi menti, geniali scrittori, artisti e poeti.
Tutti estinti.
Adesso è più o meno la patria dei consiglieri comunali, ne abbiamo uno pro capite.
Però in questi giorni ci sono state delle novità, ho visto cose belle e cose che voi umani, per fortuna vostra, non avete mai visto.
I miei si sono trasferiti e io sono arrivata, dopo 72 ore di passione, a casa nuova.
E' inutile dirvi che vagavo, come affetta da labirintite, cercando il bagno.
Gli slippini si sono moltiplicati (forse si accoppiano, non so) e giocano a palette sfoggiando tutta la loro fluorescenza.
Saltano, fanno evoluzioni, si impegnano, anche se la pallina gli cade diretta sulla paletta.
Questo perchè holly e benji, che facevano un triplo salto mortale carpiato pure se il portiere era andato a fare pipì, ci hanno rovinato la vita.
Ormai però gli slippini sono cosa vecchia, non ci farò mai l'abitudine, ma mi aiutano a ridurre notevolmente gli uomini da promuovere ad interessanti.
Devo però dire che l'uomo di 35 kg con slippino celeste e la paglietta in tono con le frange mi ha bloccato un ciccinin la digestione.
Ma si sa, il mondo è bello perchè ci sono varie specie animali.
A parte la gente nuda, ho visto la gente scema.
A camionate.
L'Aquaselz ha gente scema al di sotto dei 16 anni e quindi non ne possiamo parlare perchè ancora devono finire il rodaggio. C'è quindi una vaga speranza che il cervello parta a strappo, si rendano conto che no, gli uomini fluorescenti non sono virili, che alle 2 del mattino la nostra retina è salva e non richiede occhiali da sole e che, assolutamente no, "a morti to è a pecorina" non è un passo del decamerone.
Però sulla gente idiota del baraka possiamo spendere 2-3 parole.
Innanzitutto ad Ag i cartelli mettono ansia, quindi un cartello con su scritto "SOLO con invito", non viene compreso.
Da lì nascono simpatici dialoghi con buttafuori che hanno tutta la mia comprensione:
"Scusa è con invito?"
"No, m'avanzava inchiostro e ho fatto un cartello"
"E quindi se non ho l'invito me ne vado a casa?"
" ..."
Superati questi traumi, chiamati amici di amici, parenti, wwf, unicef e consiglieri comunali (sono intorno a noi, ma non parlano con noi) si entra nel locale.
Nella vecchia fattoria.
L'ambiente è discretamente buono, donne ondeggiano su tacchi 45, io mi lamento su tacco 1, uomini attillatti e con troppo poco pelo per essere veri pascolano felici, i miei amici (pelosi q.b.) studiano la fauna locale, i dementi si lanciano dall'alto tipo ninja, ma ne mandano avanti sempre uno, chi tiene lo stendardo.
E' l'imbecile alfa, quello da cui parte tutto il male, quello che più che parole emette suoni, quello per cui "va pensiero" è un invito (Va! via! lungi da me!).
Il piccolo porta bandiera viene da noi e decide di esprimere il suo... ehm... e decide di parlare.
Di seguito le sue manifestazioni sonore, tradotte in dialetto corrente per la vostra più agile comprensione, tranne alcune parti che meritano gli oRRori della cronaca:
"Compà, sei stato 1 ora a parlare con questa (oggetto, cosa inanimata, essere non sensiente), poi è venuto quello e ha detto amunì, schiniamo! (andiamo, limoniamo! il nuovo inno dell'esercito) e se ne è andata".
"Quella (essere umano sconosciuto a lui) dice che non mangia, s'è mangiata 6 pezzi di pizza e ora va a mangiare una piadina con le terrazze" (l'ultima parte è incomprensibile ai più, sarà in codice, tipo ultrasuoni dei delfini).
Per completare si gira verso un amico e da prova di finezza estrema dicendo: "Ma tu cu minchia si?"
Successivamente ha ululato alla luna.
E' sempre bello tornare a casa.
Quello che mi infastidisce è non avere i croccantini quando servono...
Vedi la famiglia, gli amici, la tua città, la tua casa nuova, i tuoi gatti, il tuo cibo, i supermercati senza topi, ma soprattutto vedi la gente scema.
La cosa bella della mia città è che ERA la patria di Pirandello, di Sciascia, di grandi menti, geniali scrittori, artisti e poeti.
Tutti estinti.
Adesso è più o meno la patria dei consiglieri comunali, ne abbiamo uno pro capite.
Però in questi giorni ci sono state delle novità, ho visto cose belle e cose che voi umani, per fortuna vostra, non avete mai visto.
I miei si sono trasferiti e io sono arrivata, dopo 72 ore di passione, a casa nuova.
E' inutile dirvi che vagavo, come affetta da labirintite, cercando il bagno.
Gli slippini si sono moltiplicati (forse si accoppiano, non so) e giocano a palette sfoggiando tutta la loro fluorescenza.
Saltano, fanno evoluzioni, si impegnano, anche se la pallina gli cade diretta sulla paletta.
Questo perchè holly e benji, che facevano un triplo salto mortale carpiato pure se il portiere era andato a fare pipì, ci hanno rovinato la vita.
Ormai però gli slippini sono cosa vecchia, non ci farò mai l'abitudine, ma mi aiutano a ridurre notevolmente gli uomini da promuovere ad interessanti.
Devo però dire che l'uomo di 35 kg con slippino celeste e la paglietta in tono con le frange mi ha bloccato un ciccinin la digestione.
Ma si sa, il mondo è bello perchè ci sono varie specie animali.
A parte la gente nuda, ho visto la gente scema.
A camionate.
L'Aquaselz ha gente scema al di sotto dei 16 anni e quindi non ne possiamo parlare perchè ancora devono finire il rodaggio. C'è quindi una vaga speranza che il cervello parta a strappo, si rendano conto che no, gli uomini fluorescenti non sono virili, che alle 2 del mattino la nostra retina è salva e non richiede occhiali da sole e che, assolutamente no, "a morti to è a pecorina" non è un passo del decamerone.
Però sulla gente idiota del baraka possiamo spendere 2-3 parole.
Innanzitutto ad Ag i cartelli mettono ansia, quindi un cartello con su scritto "SOLO con invito", non viene compreso.
Da lì nascono simpatici dialoghi con buttafuori che hanno tutta la mia comprensione:
"Scusa è con invito?"
"No, m'avanzava inchiostro e ho fatto un cartello"
"E quindi se non ho l'invito me ne vado a casa?"
" ..."
Superati questi traumi, chiamati amici di amici, parenti, wwf, unicef e consiglieri comunali (sono intorno a noi, ma non parlano con noi) si entra nel locale.
Nella vecchia fattoria.
L'ambiente è discretamente buono, donne ondeggiano su tacchi 45, io mi lamento su tacco 1, uomini attillatti e con troppo poco pelo per essere veri pascolano felici, i miei amici (pelosi q.b.) studiano la fauna locale, i dementi si lanciano dall'alto tipo ninja, ma ne mandano avanti sempre uno, chi tiene lo stendardo.
E' l'imbecile alfa, quello da cui parte tutto il male, quello che più che parole emette suoni, quello per cui "va pensiero" è un invito (Va! via! lungi da me!).
Il piccolo porta bandiera viene da noi e decide di esprimere il suo... ehm... e decide di parlare.
Di seguito le sue manifestazioni sonore, tradotte in dialetto corrente per la vostra più agile comprensione, tranne alcune parti che meritano gli oRRori della cronaca:
"Compà, sei stato 1 ora a parlare con questa (oggetto, cosa inanimata, essere non sensiente), poi è venuto quello e ha detto amunì, schiniamo! (andiamo, limoniamo! il nuovo inno dell'esercito) e se ne è andata".
"Quella (essere umano sconosciuto a lui) dice che non mangia, s'è mangiata 6 pezzi di pizza e ora va a mangiare una piadina con le terrazze" (l'ultima parte è incomprensibile ai più, sarà in codice, tipo ultrasuoni dei delfini).
Per completare si gira verso un amico e da prova di finezza estrema dicendo: "Ma tu cu minchia si?"
Successivamente ha ululato alla luna.
E' sempre bello tornare a casa.
Quello che mi infastidisce è non avere i croccantini quando servono...
giovedì 4 agosto 2011
Mal di denti secondo tempo
In ritardo ma vi aggiorno.
Nel caso in cui voi tutti stiate morendo dalla curiosità/siate affranti dal mio dolore e non possiate più vivere senza saperlo, sto meglio.
La notte dopo il tamponamento e la droga pesante non ho dormito.
E ho ponderato...
Ho odiato il mondo, i denti, VOI tutti che dormivate sereni, chi non dormiva perchè avrebbe potuto farlo, e ogni cosa vivente e non.
E ho fissato l'orologio.
Sono le 3.00, fra 5 ore chiamo la dentista.
Sono le 4.00, fra 4 ore chiamo la dentista.
E così via.
Alle 8.00 ho chiamato la dentista che, per cattiveria, è andata in ferie.
Ma mica al mare, mica vicino, in AMERICA è andata in ferie.
Perchè io può.
Decido allora di pianificare la mia felicità e impegnare il mio stipendio.
In 15 minuti ho mobilitato una ong, la cooperazione italiana, la comunità italiana di Maputo, quella di Beira e quella di Cape Town.
In 45 minuti avevo un aereo, una dentista e un tassista.
E non avevo più uno stipedio, ma son dettagli.
Chiaramente prenotando un aereo un'ora prima del decollo, con conseguente minaccia di morte alla donnina che riteneva che non ce l'avrei fatta a prendere l'aereo, trovi posto solo in EXECUTIVE class.
Lì una donnina solerte ti porta l'asciugamani rovente.
A me.
Una che avrebbe pagato oro una borsa col ghiaccio.
Dopo inizia a chiederti, ogni 45 secondi, se hai bisogno di qualcosa.
"no grazie"
"No grazie"
"NO"
"morfina ne avete?"
L'atterraggio a Maputo è stata un'esperienza mistica. Dire che ho visto la luce è poco.
Credevo sarei morta, ma la cosa mi tornerà utile nel raro caso in cui io decida di riprodurmi.
Scesa dall'aereo sono entrata direttamente nel taxy e 15 minuti dopo ero stesa in un lettino, in una stanza verde.
Io non so i vostri dentisti, ma il mio somiglia a Babbo Natale senza barba. E' grassoccio, con la faccia tonda, gli occhi piccoli, insomma non è che mentre fissi i tuoi denti riflessi nei suoi occhiali pensi a chiedergli di sposarlo...
La mia dentista era una specie di top- model in short e tacchi che zompettava felice della sua taglia 42.
E delle sue stupende treccine.
Io, che non dormivo da 72 ore, non masticavo da 96 e odiavo il mondo da tempo indeterminato, bianca morta da 3 giorni, con i capelli da stregacomandacolori e un abbigliamento sexy come non mai, mi sono sentita un attimo cessa.
Ma giusto un po'.
La tizia mi ha fatto sedere sulla super poltrona, mettendomi un bavaglino di plastica, gli occhiali da minatore e un coso in bocca che hanno potenziato di 100 punti le mie qualità seduttive.
Però, come tutti i dentisti, dopo che ti fanno spalancare le fauci, inseriscono l'aspirabava, inseriscono 3 mani, 12 strumenti e 4 trapani, iniziano a farti domande.
Per farti sentire cretina.
"Da quanti giorni hai il dolore?"
"acchio"
"Come?"
"ACCHIO"
"non capisco"
"ma va... Quacchio"
"Ahhh quattro! hai mangiato"
"Accosa"
"hai malattie? sei in salute?"
Ecco.
Lì davvero non sapevo che dire.
"Ma guardi ho la salmonellosi, un braccio nero, un tendine stirato, un ginocchio ammaccato, una discopatia. Per il RESTO tutto bene".
Ho mentito spudoratamente e ho risposto "Utto ene".
Dopo l'anestesia il mondo mi ha sorriso, sono diventata lesbica e profondamente innamorata della mia Naomi Campbell dentista, sono andata ad affogare i miei dispiaceri nelle calorie di una fetta di tramisù formato gigante e nello shopping.
Dopo 12000 calorie, 5 paia di orecchini, 3 borse, 2 collane e altri vari indespensabili acquisti ero un essere umano felice.
Nel caso in cui voi tutti stiate morendo dalla curiosità/siate affranti dal mio dolore e non possiate più vivere senza saperlo, sto meglio.
La notte dopo il tamponamento e la droga pesante non ho dormito.
E ho ponderato...
Ho odiato il mondo, i denti, VOI tutti che dormivate sereni, chi non dormiva perchè avrebbe potuto farlo, e ogni cosa vivente e non.
E ho fissato l'orologio.
Sono le 3.00, fra 5 ore chiamo la dentista.
Sono le 4.00, fra 4 ore chiamo la dentista.
E così via.
Alle 8.00 ho chiamato la dentista che, per cattiveria, è andata in ferie.
Ma mica al mare, mica vicino, in AMERICA è andata in ferie.
Perchè io può.
Decido allora di pianificare la mia felicità e impegnare il mio stipendio.
In 15 minuti ho mobilitato una ong, la cooperazione italiana, la comunità italiana di Maputo, quella di Beira e quella di Cape Town.
In 45 minuti avevo un aereo, una dentista e un tassista.
E non avevo più uno stipedio, ma son dettagli.
Chiaramente prenotando un aereo un'ora prima del decollo, con conseguente minaccia di morte alla donnina che riteneva che non ce l'avrei fatta a prendere l'aereo, trovi posto solo in EXECUTIVE class.
Lì una donnina solerte ti porta l'asciugamani rovente.
A me.
Una che avrebbe pagato oro una borsa col ghiaccio.
Dopo inizia a chiederti, ogni 45 secondi, se hai bisogno di qualcosa.
"no grazie"
"No grazie"
"NO"
"morfina ne avete?"
L'atterraggio a Maputo è stata un'esperienza mistica. Dire che ho visto la luce è poco.
Credevo sarei morta, ma la cosa mi tornerà utile nel raro caso in cui io decida di riprodurmi.
Scesa dall'aereo sono entrata direttamente nel taxy e 15 minuti dopo ero stesa in un lettino, in una stanza verde.
Io non so i vostri dentisti, ma il mio somiglia a Babbo Natale senza barba. E' grassoccio, con la faccia tonda, gli occhi piccoli, insomma non è che mentre fissi i tuoi denti riflessi nei suoi occhiali pensi a chiedergli di sposarlo...
La mia dentista era una specie di top- model in short e tacchi che zompettava felice della sua taglia 42.
E delle sue stupende treccine.
Io, che non dormivo da 72 ore, non masticavo da 96 e odiavo il mondo da tempo indeterminato, bianca morta da 3 giorni, con i capelli da stregacomandacolori e un abbigliamento sexy come non mai, mi sono sentita un attimo cessa.
Ma giusto un po'.
La tizia mi ha fatto sedere sulla super poltrona, mettendomi un bavaglino di plastica, gli occhiali da minatore e un coso in bocca che hanno potenziato di 100 punti le mie qualità seduttive.
Però, come tutti i dentisti, dopo che ti fanno spalancare le fauci, inseriscono l'aspirabava, inseriscono 3 mani, 12 strumenti e 4 trapani, iniziano a farti domande.
Per farti sentire cretina.
"Da quanti giorni hai il dolore?"
"acchio"
"Come?"
"ACCHIO"
"non capisco"
"ma va... Quacchio"
"Ahhh quattro! hai mangiato"
"Accosa"
"hai malattie? sei in salute?"
Ecco.
Lì davvero non sapevo che dire.
"Ma guardi ho la salmonellosi, un braccio nero, un tendine stirato, un ginocchio ammaccato, una discopatia. Per il RESTO tutto bene".
Ho mentito spudoratamente e ho risposto "Utto ene".
Dopo l'anestesia il mondo mi ha sorriso, sono diventata lesbica e profondamente innamorata della mia Naomi Campbell dentista, sono andata ad affogare i miei dispiaceri nelle calorie di una fetta di tramisù formato gigante e nello shopping.
Dopo 12000 calorie, 5 paia di orecchini, 3 borse, 2 collane e altri vari indespensabili acquisti ero un essere umano felice.
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Vita Sfigata,
Vita vera
mercoledì 20 luglio 2011
Cara sfiga ti scrivo
Cara sfiga,
io e te dobbiamo parlare.
Mica per niente eh, io non è che mi lamento delle mie sfighe, le affronto col sorriso in bocca e l'antalgil in borsa.
Però n'attimo eh.
Il mondo è pieno di gente, mica ci sono solo io. Sarebbe carino dividere la sfiga, a me va pure bene 80% io e 20% il mondotutto.
Ho un mal di denti mostruoso, probabilmente ho un ascesso o forse una pulpite, cosa dal nome assurdo che fa pensare ad un polpo.
'Mpiccicato nel dente invece che 'mpiccicato e basta come in genere succede con i bipedi locali.
La cosa bella dell'ascesso è che mi sta permettendo di provare droghe nuove ed eventuali, nel tentativo disperato di farmi passare il dolore.
Nel ricordarvi che ho la lingua bucata, vi informo che ho una soglia del dolore discretamente alta e se io dico che fa male, vi assicuro che fa male.
Nella disperazione ho perciò preso una compressa di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e un oppiaceo.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e due oppiacei.
Tutto unito a 3 compresse di antibiotico da 1 gr.
Dovrei essere svenuta di schianto o almeno vedere Brad Pitt nudo che fa l'hula-hop in camera mia e invece niente, la disperazione.
L'unica cosa che mi da sollievo e l'acqua.
Praticamente passo il tempo a bere e fare pipì, sono l'essere umano meglio idratato del Mozambico.
Del Piero e il suo uccelletto mi fanno un baffo.
Quando una è disperata in genere va su google e gli parla dei suoi problemi.
E google risponde, che nemmeno un terapeuta è così sollecito.
Mi informa perciò che, come rimedio casalingo può essere utile l'applicazione di chiodi di garofano o di aglio.
Dato che chiaramente casa mia brulica di chiodi di garofano, è domenica, non ho idea nè di come sia fatto un chiodo di garofano nè di come si dica in portoghese, decido di passare all'amico aglio.
Perchè naturalmente mica poteva essere la violetta o la menta, che oltre al sollievo ti danno la possibilità di continuare ad avere rapporti sociali, no, l'aglio.
Vi devo dire però che ora so di bruschetta, ma la vita mi sorride un po' di più.
Però amica sfiga, io so di essere un pochino rincoglionita, un pochino svanita, un pochino poco attenta ai dettagli spigolosi, un pochino cieca e tutto quello che vuoi. Lo capisco che lo fai per me, per farmi godere poi le piccole fortune che mi da la vita.
Però passi la salmonellosi con analisi micidiale, passi il volo in versione supergirl dei poveri, passi lo stiramento del tendine conseguente alla caduta, passi il mal di denti...
... però essere tamponata mentre mi vado a fare l'analgesico intramuscolo mi pare un ciccinin esagerato...
Ecco.
E no, se lo volete sapere non mi sono nemmeno fermata (qui non esiste che una donna si fermi di notte ad un incidente), ho guardato malissimo l'omino in moto che mi aveva tamponato, ponderato seriamente di fare marcia indietro, e sono ripartita a 100 km/h brandendo la mia siringa della gioia.
Nessuno, nessuno, poteva mettersi tra me e il tora-dor.
io e te dobbiamo parlare.
Mica per niente eh, io non è che mi lamento delle mie sfighe, le affronto col sorriso in bocca e l'antalgil in borsa.
Però n'attimo eh.
Il mondo è pieno di gente, mica ci sono solo io. Sarebbe carino dividere la sfiga, a me va pure bene 80% io e 20% il mondotutto.
Ho un mal di denti mostruoso, probabilmente ho un ascesso o forse una pulpite, cosa dal nome assurdo che fa pensare ad un polpo.
'Mpiccicato nel dente invece che 'mpiccicato e basta come in genere succede con i bipedi locali.
La cosa bella dell'ascesso è che mi sta permettendo di provare droghe nuove ed eventuali, nel tentativo disperato di farmi passare il dolore.
Nel ricordarvi che ho la lingua bucata, vi informo che ho una soglia del dolore discretamente alta e se io dico che fa male, vi assicuro che fa male.
Nella disperazione ho perciò preso una compressa di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e un oppiaceo.
Dopo, 2 compresse di ibuprofene e due oppiacei.
Tutto unito a 3 compresse di antibiotico da 1 gr.
Dovrei essere svenuta di schianto o almeno vedere Brad Pitt nudo che fa l'hula-hop in camera mia e invece niente, la disperazione.
L'unica cosa che mi da sollievo e l'acqua.
Praticamente passo il tempo a bere e fare pipì, sono l'essere umano meglio idratato del Mozambico.
Del Piero e il suo uccelletto mi fanno un baffo.
Quando una è disperata in genere va su google e gli parla dei suoi problemi.
E google risponde, che nemmeno un terapeuta è così sollecito.
Mi informa perciò che, come rimedio casalingo può essere utile l'applicazione di chiodi di garofano o di aglio.
Dato che chiaramente casa mia brulica di chiodi di garofano, è domenica, non ho idea nè di come sia fatto un chiodo di garofano nè di come si dica in portoghese, decido di passare all'amico aglio.
Perchè naturalmente mica poteva essere la violetta o la menta, che oltre al sollievo ti danno la possibilità di continuare ad avere rapporti sociali, no, l'aglio.
Vi devo dire però che ora so di bruschetta, ma la vita mi sorride un po' di più.
Però amica sfiga, io so di essere un pochino rincoglionita, un pochino svanita, un pochino poco attenta ai dettagli spigolosi, un pochino cieca e tutto quello che vuoi. Lo capisco che lo fai per me, per farmi godere poi le piccole fortune che mi da la vita.
Però passi la salmonellosi con analisi micidiale, passi il volo in versione supergirl dei poveri, passi lo stiramento del tendine conseguente alla caduta, passi il mal di denti...
... però essere tamponata mentre mi vado a fare l'analgesico intramuscolo mi pare un ciccinin esagerato...
Ecco.
E no, se lo volete sapere non mi sono nemmeno fermata (qui non esiste che una donna si fermi di notte ad un incidente), ho guardato malissimo l'omino in moto che mi aveva tamponato, ponderato seriamente di fare marcia indietro, e sono ripartita a 100 km/h brandendo la mia siringa della gioia.
Nessuno, nessuno, poteva mettersi tra me e il tora-dor.
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giovedì 7 luglio 2011
Vita spericolata
Siori e siore... caddi.
E giacqui proprio, non ci ho pensato minimamente a risorgere.
Un paio d'ore fa, alla consueta festa del mercoledì, ho spiccato il volo da un gradino.
Così per movimentare la serata.
Mentre chiacchieravo allegramente, ho mancato un gradino/preso una pietra/avuto un attacco di labirintite/un cedimento strutturale osseo per vecchiaia, insomma cappottai.
Spargendo peraltro posate in ogni ddove.
Stavo infatti trasportando le posate (tutto sommato ce la potevo fare) dalla cucina al giardino e le ho seminate durante il volo.
L'atterraggio, non proprio piacevole, è stato chiaramente sul terriccio pietroso (ogni pietra quanto la mia faccia) sottostante.
Il mio ginocchio sentitamente ringrazia.
Tralaltro, per evitare la figura di merda, mi sono alzata tipo Houdinì dopo un triplo salto carpiato e con la leggiadria di quelle del circo che scendono da un cavallo bianco di 9 metri con un microvestito che non si sposta, mentre il mio leggins ha scoperto vie nuove e poco battute del mio corpo, ho fatto un inchino alla gente che mi guardava chiedendosi se ero morta.
La cosa assurda è che non hanno riso. Cioè io mi sarei sfottuta per almeno i 3 mesi a venire.
Invece no, loro no, si sono avvicinati per vedere se ancora mi muovevo.
Poi, siccome dovevo fare la sexy, a parte urlare c**zo mentre volavo (tanto tra olandesi, sudafricani, americani, brasiliani, senegalesi, francesi, ecc) non mi capiva nessuno, mi sono alzata MENTENDO spudoratamente sull'entità del danno.
"Ti sei fatta male?"
"io? no, no, guarda io ALMENO una volta al mese mi lancio da un gradino sui carboni ardenti."
"Cazu, certo che mi sono fatta male, sono caduta, che t'è sfuggito???"
Ma no, ho fatto la sensual e ho continuato a camminare secchisi, imprecando in silenzio contro la mia medesima demenza.
Resoconto della mia sensualità:
- un ginocchio gonfio e masticato;
- un braccio blu causa analisi;
- un piede gonfio.
OVVIAMENTE il piede malato è il sinistro, il ginocchio è il destro, ERGO manco zoppico proprio non deambulo...
Il fatto che però nello stesso luogo siano cadute altre 4 persone mi consola.
Non sono totalmente rincoglionita.
O più semplicemente Dio li fà e poi li accoppa e ci si sceglie fra noi persone tanto speciali.
Adesso scusate vi lascio ma, come Marylin dormiva con 2 gocce di Chanel, io vado a fare il bagno nel disinfettante per il ginocchio, lasonil per il piede, pomata xyz per il braccio e acqua santa per tutto il resto.
E' stato un piacere.
E guardate che vi vedo.
Lo so che ridete.
E giacqui proprio, non ci ho pensato minimamente a risorgere.
Un paio d'ore fa, alla consueta festa del mercoledì, ho spiccato il volo da un gradino.
Così per movimentare la serata.
Mentre chiacchieravo allegramente, ho mancato un gradino/preso una pietra/avuto un attacco di labirintite/un cedimento strutturale osseo per vecchiaia, insomma cappottai.
Spargendo peraltro posate in ogni ddove.
Stavo infatti trasportando le posate (tutto sommato ce la potevo fare) dalla cucina al giardino e le ho seminate durante il volo.
L'atterraggio, non proprio piacevole, è stato chiaramente sul terriccio pietroso (ogni pietra quanto la mia faccia) sottostante.
Il mio ginocchio sentitamente ringrazia.
Tralaltro, per evitare la figura di merda, mi sono alzata tipo Houdinì dopo un triplo salto carpiato e con la leggiadria di quelle del circo che scendono da un cavallo bianco di 9 metri con un microvestito che non si sposta, mentre il mio leggins ha scoperto vie nuove e poco battute del mio corpo, ho fatto un inchino alla gente che mi guardava chiedendosi se ero morta.
La cosa assurda è che non hanno riso. Cioè io mi sarei sfottuta per almeno i 3 mesi a venire.
Invece no, loro no, si sono avvicinati per vedere se ancora mi muovevo.
Poi, siccome dovevo fare la sexy, a parte urlare c**zo mentre volavo (tanto tra olandesi, sudafricani, americani, brasiliani, senegalesi, francesi, ecc) non mi capiva nessuno, mi sono alzata MENTENDO spudoratamente sull'entità del danno.
"Ti sei fatta male?"
"io? no, no, guarda io ALMENO una volta al mese mi lancio da un gradino sui carboni ardenti."
"Cazu, certo che mi sono fatta male, sono caduta, che t'è sfuggito???"
Ma no, ho fatto la sensual e ho continuato a camminare secchisi, imprecando in silenzio contro la mia medesima demenza.
Resoconto della mia sensualità:
- un ginocchio gonfio e masticato;
- un braccio blu causa analisi;
- un piede gonfio.
OVVIAMENTE il piede malato è il sinistro, il ginocchio è il destro, ERGO manco zoppico proprio non deambulo...
Il fatto che però nello stesso luogo siano cadute altre 4 persone mi consola.
Non sono totalmente rincoglionita.
O più semplicemente Dio li fà e poi li accoppa e ci si sceglie fra noi persone tanto speciali.
Adesso scusate vi lascio ma, come Marylin dormiva con 2 gocce di Chanel, io vado a fare il bagno nel disinfettante per il ginocchio, lasonil per il piede, pomata xyz per il braccio e acqua santa per tutto il resto.
E' stato un piacere.
E guardate che vi vedo.
Lo so che ridete.
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martedì 28 giugno 2011
Quando la salmonellosi diventa piacevole
Dopo un fine settimana che più che de fuego è stato de fevre, in cui nausea e solitudine sono stati i miei migliori amici, ho iniziato una settimana de fuego e lavoro.
Lunedì per sport sono andata a fare il test della malaria, saranno state almeno 3 settimane che non lo facevo e mi pareva male.
Matusalemme nella solita clinica azzurra mi buca, chiaramente senza guanti e mi dice che "da lì a un'ora" sapremo di che morte devo morire.
Da lì a DUE ore il mio test è pronto, negativo.
Festa e felicità.
Martedì, non soddisfatta, decido di fare il test per la salmonella.
Meno male che era positivo perchè se continuavo arrivavo al colera.
Torno da Matusalemme a puffolandia che mi buca per bene.
Così per bene che mi rompe la vena. Il mio braccio si gonfia, diventa blu e la vena super dura.
Sì sì lo so che state storcendo il naso schifati e magari vi sentite in colpa perchè quella povera donna sofferente, che poi sarei io, vi fa un po' senso.
E non vi preoccupate che mi facevo schifo da sola.
La vena si vedeva attraverso la maglietta e faceva tanto culturista che non deve chiedere mai.
Ragion per cui esco dalla clinica e cerco un medico vero, che mi controlla il braccio, impreca silenzioso verso l'analista e mi dice di tenerci sù il ghiaccio e aspettarmi un'ematoma di dimensione epocali.
Già che ho pochi lividi... e si vede che la donna pestata fa sangue.
Dopo di che lavoro con la nausea gravidica, la pancia gravidica, l'amore per l'analista e il ghiaccio sulla supervena.
Avevo pensato di spargere due ceci e inginocchiarmici sù per amore di completezza.
Ometterò la mia giornata e mi limiterò a dirvi che la salmonellosi è stata l'evento più gradevole.
Come se non bastasse domani vado in Zimbabwe per il consueto suppizio, ma non avendo più visto potrei rimanerci ad oltranza.
Io, bigvena e la salmonella.
In ogni caso ho deciso che la prossima volta gli faccio cercare la vena nelle tette.
Visto l'effetto non posso che trarne beneficio.
Lunedì per sport sono andata a fare il test della malaria, saranno state almeno 3 settimane che non lo facevo e mi pareva male.
Matusalemme nella solita clinica azzurra mi buca, chiaramente senza guanti e mi dice che "da lì a un'ora" sapremo di che morte devo morire.
Da lì a DUE ore il mio test è pronto, negativo.
Festa e felicità.
Martedì, non soddisfatta, decido di fare il test per la salmonella.
Meno male che era positivo perchè se continuavo arrivavo al colera.
Torno da Matusalemme a puffolandia che mi buca per bene.
Così per bene che mi rompe la vena. Il mio braccio si gonfia, diventa blu e la vena super dura.
Sì sì lo so che state storcendo il naso schifati e magari vi sentite in colpa perchè quella povera donna sofferente, che poi sarei io, vi fa un po' senso.
E non vi preoccupate che mi facevo schifo da sola.
La vena si vedeva attraverso la maglietta e faceva tanto culturista che non deve chiedere mai.
Ragion per cui esco dalla clinica e cerco un medico vero, che mi controlla il braccio, impreca silenzioso verso l'analista e mi dice di tenerci sù il ghiaccio e aspettarmi un'ematoma di dimensione epocali.
Già che ho pochi lividi... e si vede che la donna pestata fa sangue.
Dopo di che lavoro con la nausea gravidica, la pancia gravidica, l'amore per l'analista e il ghiaccio sulla supervena.
Avevo pensato di spargere due ceci e inginocchiarmici sù per amore di completezza.
Ometterò la mia giornata e mi limiterò a dirvi che la salmonellosi è stata l'evento più gradevole.
Come se non bastasse domani vado in Zimbabwe per il consueto suppizio, ma non avendo più visto potrei rimanerci ad oltranza.
Io, bigvena e la salmonella.
In ogni caso ho deciso che la prossima volta gli faccio cercare la vena nelle tette.
Visto l'effetto non posso che trarne beneficio.
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