Recentemente ho ripreso a pensare agli uomini.
Mi ero data all'ascetismo.
Nella mia vita da donna sentimentalmente attiva ho sperimentato varie tipologie di uomo.
Quello troppo sicuro, quello troppo insicuro, quello che celhasololui, quello che "tu sai ciò che vuoi", quello che "ti porterei in macchina", quello con pochi bottoni sulla camicia, l'indeciso.
Insomma un'allegro repertorio di pazzi.
Parlando con amiche, anche loro sperimentano pazzi.
Una vede uno che prima la voleva amare e ora no.
Così, senza un perchè.
Un'altra il barista bipolare, che oggi è supercarino, domani non risponde al telefono e non si presenta ad un appuntamento.
Un'altra è stata lasciata su fb.
A me offrono cannoni.
E poi però mi dicono che sono stronza.
E mi sono posta delle domande.
Ma se ognuna di noi ha nel cassetto una carrettata di pazzi, ma quelli normali dove sono?
Cioè chi sono le fortunelle che passano da un uomo normale all'altro?
Da un uomo che se ti paga la cena, non si sente in diritto di toccarti la coscia, perchè se ci vai a cena, poi per legge, gliela devi dare.
A un uomo che vuole davvero parlare con te, non aspetta che tu prenda aria per infilarti un metro di lingua in bocca.
Che fine hanno fatto gli uomini decenti?
Che poi siete di due macro-razze.
O troppo o troppo poco.
Quelli troppo sono quelli con cui dopo 98 secondi dalla conoscenza inizi a sentirti braccata.
Lui ti offre da bere e tutte le volte che stacchi la bocca dal bicchiere prova a baciarti.
Quindi tu la bocca non la stacchi e finisci la serata prossima al coma etilico.
Sono quelli con cui, posato il bicchiere, inizi a ballare il tango.
Lui ci prova e tu fai un passo indietro.
Lui, intelligente come una gallina morta da 72 ore, continua a provarci e tu schivi, giri, balli e indietreggi che manco la meglio ballerina argentina.
Praticamente questo è il suo modo per riaccompagnarti a casa.
Poi c'è la macro- categoria dei timidi, pochi a dire la verità.
Quelli che uscite 78 volte e ti guardano carini.
E tu che, ok che non voglio ballare il tango però mioddio, sei lì che ricambi lo sguardo.
Sono quelli che c'è il tramonto, il romanticismo, la pioggia, manca uno che ti canta "kiss the rain" e niente.
Quelli che ad un certo punto assumeresti Sebastian, il granchio della sirenetta, per fargli cantare con le altre bestie "e allora BACIALA!".
Che poi io ho una logorrea che basta la metà, che a volte mi bacerei da sola per farmi tacere.
Lo capisco, è sopravivenza.
Dall'altro lato però ci siamo noi donne, che la Mannoia cantava "dolcemente complicate" intendendo "delle cazzo di psicopatiche".
Se usciamo con voi e provate a baciarci venite amabilmente apostrofati "stoporco".
Se non ci provate "saragay?".
Se siete poco galanti "stocafone".
Se siete troppo galanti "cistaaprovà".
Quindi niente, ogni tanto sentitevi liberi di odiarci.
Mapercarità.
Offriteci da bere, non ci dite che siamo le più belle del locale, non ci dite frasi da baci perugina e soprattutto.
Levatevi quei risvoltini a meno che non abbiate il bagno allagato.
mercoledì 11 maggio 2016
sabato 7 maggio 2016
Pronto soccorso, cecità e sfighe varie
E' già Maggio e non me ne ero accorta.
Io ve lo giuro che ci provo a scrivere cose normali, allegre, carine e coccolose, ma il mondo evidentemente non vuole.
E quindi niente, passo i pomeriggi al pronto soccorso che manco quelli che hanno 987 anni.
Ma andiamo con ordine.
Lunedì decido di andare al cinema in compagnia, con un povero cristo (da adesso PC) con cui perlatro non ero mai uscita e, non che dovessi fare buona impressione (AH AH AH), ma manco volevo vincere il nobel per la demenza.
Comunque alle 19 inizio la lezione via skype e alle 19,20 mi gratto l'occhio.
Ditelo che lo fate tutti.
Ditelo che però poi voi non rischiate di diventare Ray Charles.
Però pallidi.
Però poveri.
Però stonati.
MENTRE faccio lezione sento la lente che si sposta, viaggia felice per l'occhio e inizio ad ammiccare alla mia studentessa che per poco non mi denuncia per molestie.
Chiudo la cam, inizio a lacrimare e le chiedo una BREVE pausa.
Non sono mai più tornata.
Inizio a ravanare nel mio occhio, utilizzando 9897 demake-up, 7 rotoli di carta igenica e 90 fazzoletti.
La scena è quella di me appollaiata sulla vasca, la testa sulla mensola che provo a staccarmi un pezzo di cornea.
Avviso PC che sono diversamente abile e forse non posso andare al cinema.
Faccio una camomilla, metà la metto sull'occhio, metà per endovena e lancio acqua santa sui muri, chissà la sfiga crepa.
Decido che ormai sembro demente e quindi non ho più niente da perdere.
Esco occhialuta, con un occhio mezzo chiuso e fluorescente, la vista di Polifemo con cataratta, però mi trucco.
PC mi dice che se voglio mi porta lui al pronto soccorso.
Ormai, anche se iniziassi a belare, potrei solo migliorare la situazione.
Il film era bello.
Mi hanno detto.
Oggi, dato che mi sentivo ancora un bambino nell'occhio, decido di andare al pronto soccorso, informare anche loro che sono cretina e sapere se resterò cieca, se imparerò a cantare o se non c'è speranza.
Ovviamente ci sono solo 3 ore di fila.
Direttore? Chi per te?
Ma come ti viene in mente di mettere un tabellone a 4 metri di altezza in un pronto soccorso oftalmico?
Eravamo tutti cecati e nessuno vedeva i numeri, si viveva in un'allegra ignoranza e si gioiva quando si veniva chiamati.
Così, ci piaceva la suspense.
L'omino dottore mi visita, mi mette l'atropina, l'anestetico, un pezzo di carta, due cotton fioc e una fetta di prosciutto nell'occhio.
Più che una visita, uno stupro.
Mi gira l'occhio e io faccio "ssssh".
"Le ho fatto male signorina?"
"no scusi, è che mi fa SCHIFO"
"il suo occhio?"
"...no?"
Spargo intelletto da 48 ore senza fermarmi.
La visita va bene, niente lenti per un po', un collirio antibiotico, un ettolitro di gocce artificiali e un viaggio a Lourdes entro 72 ore.
Si torna a casa.
Con l'atropina che sembravo un gatto cecato.
Con l'anestetico che levate, ogni tanto mi scordavo di sbattere sensualmente le ciglia.
Con tre volte che m'ha rigirato l'occhio, che se ci penso ho ancora la pelle d'oca.
Non vedevo le scale, ho impiegato 30 minuti ad arrivare a binario coi vecchi che mi doppiavano e i ciechi che mi spingevano, chiedendo alla gente "scusi è questo il Seveso?" che non leggevo il cartellone.
L'unica cosa decente della giornata sono state le 4 ore di sballo donatemi dall'atropina.
Perchè io sono l'unica che scegliendo di interpretare una favola, invece di essere la sexy Trilly, la pornofatina cacacazzi mezza nuda, interpreto Spugna orbo.
Prima o poi, anch'io passerò al lato sexy.
sabato 2 aprile 2016
Un allegro sabato di merda
Mi sembra giusto tornare a scrivere iniziando con eleganza e finezza e augurando morte e disperazione a gente varia.
Il mio week end è iniziato all'insegna della sfiga venerdì, quando un mio studente mi ha comunicato che lo rimpatriano e ciaolezioniciao.
Stamattina, dato che la vita è una strada lastricata di sfiga, mi hanno rubato il portafogli.
Boh vabbè, mercatino, gente che ti spinge e mi hanno aperto la borsa.
Ti auguro di essere investito da un tagliaerba.
L'unica cosa che mi dispiace è che c'erano due ricordi, uno volendo ripetibile, l'altro era un ricordo di mia nonna, una delle cose per me più preziose (valore monetario -20 ovviamente). Lo sciacallaggio lo lascio ad altri.
Passiamo alla morte e desolazione.
Dentro c'era quello che TUTTI abbiamo e ditemi di sì perchè sennò mi sento pazza.
Documenti, bancomat, carte di credito, tessere di tutti i negozi presenti nel nostro spazio aereo, medicine (io sono vecchia), antibambini (io voglio un gatto), collirio (io sono cieca).
Il ladrò avrà pensato di aver derubato una 92enne o una che tanto moriva domani.
Ti auguro di venire masticato dai volpini.
La mia allegra giornata prosegue così:
1 step: blocco delle carte:
- carta fineco: 45 secondi l'intera operazione, comprensiva di spedizione di un nuovo bancomat.
- postepay: 10 minuti di attesa, chiudono. 10 minuti di attesa, chiudono. 10 minuti di attesa, rispondono, bloccano la carta e mi augurano BUONA GIORNATA.
Alle poste fanno dei colloqui seri. Serissimi.
Vi auguro di venire mangiati dalle mucche e poi rigurgitati e rimangiati forevah.
2 step: la caserma
Vado in caserma, faccio la denuncia, l'omino è gentile, auguriamo insieme al tizio di essere travolto da una mandria di bufali in calore.
3 step: ritorno sul luogo del delitto
Torno in zona, non sia mai lo abbiano buttato per terra, controllo i cestini facendo concorrenza ai barboni, mi sento sexy nel farlo, avverto la polizia municipale disseminata ovunque, tutti tanto gentili.
Tutti insieme gli auguriamo un mix di impotenza e cacarella imperitura.
4 step: le poste- la tragedia
Come l'omino dell call center mi aveva detto, mi reco alle poste con numero di blocco, numero della carta e copia della denuncia.
Spiego del furto, blabla.
No, non mi possono fare una carta nuova perchè non ne hanno. Bene, estinguiamola, tanto fate schifo, e datemi i soldi.
Servono i DOCUMENTI.
Ha capito che mi hanno rubato il portafogli? In ogni caso ho il passaporto.
No, senza codice fiscale non si può.
Ha capito che mi hanno rubato il portafogli? Repetita iuvant.
Mi faccia capire. In caso di furto di carta, 8/10 contenuta in un portafogli a meno che non l'hai introdotta in altra fessura, per riavere i miei soldi, vi servono documenti e codice fiscale? Nonostante l'operatore abbia detto altro, la mia identità sia accertabile con un documento e io abbia una denuncia?
Ma alcuni i documenti li tengono da altre parte. Ma va bene anche il tesserino verde del codice fiscale.
Quello che non fanno più dal 1910? La vuole la tessera del fascismo? Il documento di mio nonno morto? Quattro capelli di Giacomo Leopardi?
Conclusione.
Le poste italiane sono sempre di un'incompetenza infinita, inenarrabile e insuperabile.
Sono riusciti nell'intento di farmi odiare più le poste che il ladro.
Ladro io ti auguro di perdere qualcosa a cui tieni.
Oltre a ciò ti auguro di essere cosparso di melassa e interrato in un formicaio.
Non sono una da "Te possino...".
Sono una che la peste te la augura con fantasia.
martedì 5 gennaio 2016
Memorie e buoni propositi
Caro 2015,
non mi turba il tuo decesso perchè, diciamocelo, sei stato un poco cesso.
Ma non pretendo di trovare rime per tutte le cose cretine che ti voglio dire.
Sei stato un anno doloroso e terribile.
Ho vissuto la perdita per me più grande, una persona che era per me d'esempio, che mi dava equilibrio, che mi ricordava da dove venivo e dove, con impegno e volontà, potrò arrivare.
Sei stato un anno in cui "amici cari" si sono voltati e dimenticati.
In cui ho sofferto la solitudine come mai prima.
Ma a noi, a persone che altri hanno definito forti, non è dato lamentarsi o abbattersi. Sennò i loro problemi chi li ascolta?
Mi sono sentita sola e lei, che mi era sempre vicina, sempre pronta ad ascoltarmi, è mancata più che mai.
E' stato un anno in cui tanto è stato difficile e deludente.
Ma è stato un anno lavorativamente brillante e che mi ha fatto conoscere gente speciale, sempre lì per ridere o per aiutarmi, per regalarmi una torta/una crema fatta a mano/un sorriso/il viaggio più bello. L'anno di amici conosciuti in un altro continente, ma vicini più che mai.
Gente che mi ama così, imperfetta, e non passa il tempo a farmi sentire tale.
E' stato però l'anno della costanza.
L'anno di chi c'era, c'è, ci sarà.
L'anno di chi è diventata più importante, capace di regalarmi momenti intensi e di grande amicizia.
L'anno di chi c'è da quasi 20 anni e SEMPRE riesce a strapparmi un sorriso.
L'anno di chi è accanto a me da una vita, è il mio fan numero uno e continua ad essere il mio supereroe perchè mi manda le castagne e mi ripara il frigorifero su whatsapp.
Io brindo a questo, alla costanza che da sola rende un anno scintillante.
Tanti, ritardati auguri.
Domani torno a litigare con le poste, promesso.
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lunedì 9 novembre 2015
Di uomini e altre amenità
Da quando sono a Milano, nei rari momenti in cui non parlo di pronomi e, tra uno sbadiglio e l'altro fingo di avere una vita, qualche omo ci ha provato con me e le mie occhiaie.
Estimatori dei panda che manco grinpis.
Il primo è stato l'uomo canna, che per ovvi motivi non sarebbe nemmeno da annoverare nella lista.
No, non nella mia lista, nella lista degli esseri di sesso maschile.
Il secondo è stato uomo positività.
Uomo positività lo conobbi in una sera di mezza estate. Poi è morto. Poi è risorto, dopo tre mesi, ed è passato per una birra, siamo stati a casa sua e mi ha parlato di disgrazie ed è morto bis. Poi è tornato, siamo andati in piscina e mi ha parlato nell'ordine di: finocchi, nerd di merda, amici coglioni zoccole e stronzi (parole sue).
Colpita da tanto amore e tanto savoir faire, sono morta io. Come gli opossum.
Poi c'è stato JD. Egli era discretamente gnocco, ma troppo ansioso, mi scroccava troppe sigarette, non aveva nè peli nè bottoni della camicia.
Dopo 3 giorni si è messo con una e dopo 36 ore hanno messo il doppio nome sul citofono.
Io sbaglio candeggio.
Poi c'è stato il metallaro sdolcinato. Il metallaro l'ho conosciuto, mi ha parlato taaanto, chiesto il numero, invitata a un concerto, aggiunta su fb, declamato il suo amore, tutto in una sera sola.
Che con i tempi normali degli uomini, questo accade in più o meno 3 anni.
Il metallaro mi scriveva, mi invitava a birre varie a cui non sono mai andata e poi ha iniziato a mettere foto con una tizia che alle 14 era la dolcissima K., alle 15 la SUA dolcissima K., alle 18 l'amore della sua vita.
Io mi sono sentita salva e lui mi ha CANCELLATA da fb.
Io cambio regione, ma la sfiga continua a trovarmi o, per utilizzare una regola matematica, cambiando la regione dell'omo, il risultato non cambia.
La tragedia è che prima dicevo "Boh, da domani divento lesbica", ora che la vecchiezza incombe non mi resta che piangere.
E traformarmi da promettente lesbica a "Boh, da domani faccio la gattara*".
*La gattara è solitamente una vecchiaccia acida e spennacchiata che tenta di colmare un tracimante amore irrisolto amando e curando i gatti. Essendo di sesso femminile (almeno all'anagrafe) controbilancia la pulsione affettiva odiando il resto del mondo animale, in special modo gli umani sotto il metro di altezza, nani compresi.
Oui, c'est moi.
Estimatori dei panda che manco grinpis.
Il primo è stato l'uomo canna, che per ovvi motivi non sarebbe nemmeno da annoverare nella lista.
No, non nella mia lista, nella lista degli esseri di sesso maschile.
Il secondo è stato uomo positività.
Uomo positività lo conobbi in una sera di mezza estate. Poi è morto. Poi è risorto, dopo tre mesi, ed è passato per una birra, siamo stati a casa sua e mi ha parlato di disgrazie ed è morto bis. Poi è tornato, siamo andati in piscina e mi ha parlato nell'ordine di: finocchi, nerd di merda, amici coglioni zoccole e stronzi (parole sue).
Colpita da tanto amore e tanto savoir faire, sono morta io. Come gli opossum.
Poi c'è stato JD. Egli era discretamente gnocco, ma troppo ansioso, mi scroccava troppe sigarette, non aveva nè peli nè bottoni della camicia.
Dopo 3 giorni si è messo con una e dopo 36 ore hanno messo il doppio nome sul citofono.
Io sbaglio candeggio.
Poi c'è stato il metallaro sdolcinato. Il metallaro l'ho conosciuto, mi ha parlato taaanto, chiesto il numero, invitata a un concerto, aggiunta su fb, declamato il suo amore, tutto in una sera sola.
Che con i tempi normali degli uomini, questo accade in più o meno 3 anni.
Il metallaro mi scriveva, mi invitava a birre varie a cui non sono mai andata e poi ha iniziato a mettere foto con una tizia che alle 14 era la dolcissima K., alle 15 la SUA dolcissima K., alle 18 l'amore della sua vita.
Io mi sono sentita salva e lui mi ha CANCELLATA da fb.
Io cambio regione, ma la sfiga continua a trovarmi o, per utilizzare una regola matematica, cambiando la regione dell'omo, il risultato non cambia.
La tragedia è che prima dicevo "Boh, da domani divento lesbica", ora che la vecchiezza incombe non mi resta che piangere.
E traformarmi da promettente lesbica a "Boh, da domani faccio la gattara*".
*La gattara è solitamente una vecchiaccia acida e spennacchiata che tenta di colmare un tracimante amore irrisolto amando e curando i gatti. Essendo di sesso femminile (almeno all'anagrafe) controbilancia la pulsione affettiva odiando il resto del mondo animale, in special modo gli umani sotto il metro di altezza, nani compresi.
Oui, c'est moi.
lunedì 29 giugno 2015
Fate una canna, non fate l'amore
Quand'è che instaurare rapporti umani è diventato così complicato?
Quand'è che gli uomini hanno smesso di essere uomini e sono diventati, boh, cosi.
L'altra sera sono uscita con un'amica, sole, siamo andate a bere una cosa.
Conosceremo qualcuno abbiamo pensato.
Milano è individualista, le distanze sono quelle che sono, aggiungici la gente che si fidanza e quindi muore e tutto diventa complesso.
Comunque niente, andiamo in questo locale molto alla buona e ci sediamo.
Due tizi seduti accanto a noi.
Io non mi ritengo Naomi, ma manco c'ho le branchie e sputo quando parlo e soprattutto non tocco la gente quando parlo.
Sapete quelli per cui c'era un altro girone dell'inferno? Erano tra gli ignavi, che nessuno ha capito che hanno fatto, e i lussuriosi, lì, in un angoletto, c'erano loro "i toccanti".
Il tizio mi chiede una cartina e un accendino.
E vabbè.
Mi chiede di nuovo una cartina e un accendino.
E vabbè, faccio la simpatica, non gli offro nemmeno la fetta di culo.
Alla terza cartina, che ti prego compratele o sparati, la mia amica gli dice: "sei in debito di tre cartine e due usi dell'accendino", simpatica, aperta al dialogo, che mica ci dobbiamo sposare, ma almeno due risate, una birra...
Il coso risponde: "Beh qui dentro c'è dell'erba, facciamo pari così?"
No. Aspè.
Seriamente?
Davvero mi stai offrendo una canna? La tua peraltro?
Dannata festa delle meeeeeediuuuuueeeeeeeeeee!
Tizio guarda è stato bellissimo. Sono tornata indietro nel tempo, ma molto indietro, tipo prima che nascesse la frase "posso offrirvi da bere?". Tipo prima che lasciaste la clava per altro.
E' stato COMMOVENTE.
Ho due osservazioni.
1- Karma? Dobbiamo parlare. Io ti giuro, non voglio l'homo sapiens, lo capisco che è difficile, o sono presi o sono gay, lo capisco, davvero. Ma almeno erectus, ALMENO dico.
2- Uomini? Poi se non trombate non ci rimanete male eh.
mercoledì 22 aprile 2015
Settecento
Settecento.
Da un po' di giorni mi gira in testa questo numero.
Ma voi riuscite a respirare?
Quando dite "settecento" non vi si blocca il respiro? Non piangete? Non vi si ferma il cuore?
Avete idea di quante siano 700 persone?
Sono un piccolo paese.
Sono le 30 persone prima di voi alla posta che vi sembrano un'infinità.
Ma moltiplicate per 23 (e più).
Sono le 20 persone prima di voi dal medico.
Ma moltiplicate per 35.
Messe in fila sono troppe.
Sono visi, persone, sono mamme, sono papà, sono fratelli, cugini, amici, ex compagni di banco, ex vicini di casa.
Sono BAMBINI.
Mio Dio.
I bambini.
Ma lo capite quanto devono essere disperati?
Ma capite una madre, un padre, quanta disperazione devono avere nel cuore per mettere il loro bambino su un barcone?
Ma che cuore grande devono avere per contenere tanta disperazione.
Quando ero bambina i miei problemi erano i cartoni animati, le barbie e la cioccolata.
Sopravvivenza era una parola che non avevo imparato.
Era una parola che non mi serviva.
Me l'hanno insegnata loro, queste persone disperate, che vogliono così tanto una vita migliore, che vogliono così tanto una vita che sia vita per i loro bambini.
700.
Vi gira in testa?
Ma quanto dovremmo piangere?
Noi non piangiamo.
Siamo nati dal lato giusto del mondo, solo perchè il destino ha deciso così.
Mia mamma mi ha coperta, coccolata, nutrita e riempita di doni, perchè il destino ha deciso così. Perchè sono nata nel lato giusto del mondo.
E la mamma di Ahmed?
Secondo voi non avrebbe voluto riempire di coperte, giocattoli e vestiti il suo bimbo?
Davvero preferiva metterlo su un barcone e rischiare che morisse di stenti?
Stenti.
I nostri bambini non sanno cosa vuol dire.
Così divisi tra calcetto, danza, tennis e corso di inglese.
E Ahmed?
Voglio un mondo in cui Ahmed giochi, rida e non sappia cosa vuol dire stenti.
Non conosca la parola.
Togliamola dal vocabolario.
Togliamo la parola morte, barcone dal vocabolario.
Facciamo tornare il mare ad essere vita e castelli di sabbia.
Vi prego.
Eliminiamo "settecento" dal nostro vocabolario
Per sempre.
Perdonateci.
Perdonate la nostra supponenza e il nostro ritenere che noi sì e voi no.
Noi meritiamo tutto e voi non dovete venire a rubarci il lavoro.
Perdonate chi ha permesso che uno solo morisse.
Perdonateci perchè non lo dovevamo permettere.
Perdonate le nostre mani che non vi hanno tirati su.
Perdonate le nostre parole che non vi hanno incoraggiato.
Perdonate i nostri pensieri perchè hanno detto "ma chi ve lo fa fare?".
Perdonate le nostre braccia che non si sono aperte in un abbraccio.
Perdonate le nostre lacrime perchè non saranno mai abbastanza.
Perdonate il nostro respiro perchè non si spezza pensando a voi.
Perdonate i nostri cuori che non hanno smesso di battere con i vostri.
Perdonate noi donne perchè vorremmo stringere i vostri bambini.
Perdonate noi uomini perchè vorremmo prendere in braccio i vostri bimbi e fargli fare vola vola.
Perdonate me perchè vorrei darvi l'ossigeno che ho nei polmoni.
Se mai potrete, per favore, perdonateci.
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