domenica 6 giugno 2010
Modi di lasciarsi
Mi sbagliavo.
Nell'epoca dell'uomo-coniglio nuovi modi di lasciarsi battono il post-it 10-0.
Parlando con le mie amiche ho esaminato casi degni di studio.
E ho stilato una classifica delle nuove tendenze primavera-estate.
Situazione 1:
Lui e lei hanno una storia travagliata, anzi non hanno una storia perchè lui ha deciso così.
Praticamente hanno solo un travaglio.
Lui fuori non la tocca, non la guarda, non divide lo spazio aereo, non ci condivide mano l'aria. perchè non vuole che il mondo sappia.
Che manco lei avesse il terzo occhio e suonasse la marcia nuziale con l'ascella.
Si fidanzano. Su facebook.
Lui la lascia. E sempre su facebook.
Ma non la lascia mica con un mess privato che fa troppo uomo maturo, si "sfidanza su facebook", passa da fidanzato a single e la blocca.
Praticamente è l'equivalente emozionale del blocca e cancella di msn.
Dopo è passato Freud e s'è inchinato.
Situazione 2:
Lui e lei hanno una storia complicata. Lui è un chicco-boy (quelli più piccoli insomma).
La loro storia è una di quelle modello freccia stradale: ora sì ora no.
L'ultima telefonata merita gli onori della cronaca:
Lui: non ne posso più!
Lei: mi hai spezzato il cuore!
Lui: e tu mi hai spaccato le palle!
Segue ovazione di Casanova e conseguente trasformazione di "Histoire de ma vie" in "Histoire de TA vie".
Situazione 3:
Lei non ne vuole sapere. Lui si applica così tanto che manco lei fosse il possessore dell'unica pila rimasta al mondo per il suo bypass.
Dopo 2 mesi scarsi lui la trova aggressiva e non possono continuare a vedersi. Che manco la mantide religiosa (animale che stimo parecchio) s'è mai sentita così.
Segue chiamata della Bobbit per manifestazione di stima.
Lui però continua a chiamare per esprimere affetto, adorazione e belle cose.
Poi si prende una pausa. Che volete, lo stress.
Segue chiamata:
Lui: ciao!
Lei: cià
Lui: tutto bene?!?!?!
Lei: ssa, sei ancora con il tuo amico?
Lui: si e con Maria (nome di fantasia), la mia amica.
Lei: (con presente presentimento ) E come dormite?
Lui: io e Maria nel mio letto, Mario nel divano letto, sai abbiamo una storia.
Lei: ma non mi dire... pensavo fosse ottimizzazione degli spazi.
Dopo di che è passata l'araba fenice e s'è complimentata. Anche lei ha tempi di recupero più lenti.
Tutto sommato il post-it non è così male.
Fanno tanto uomo che non deve chiedere mai e donna che è meglio che non si chieda niente.
E poi almeno puoi mostrare la prova documentale alle amiche.
mercoledì 2 giugno 2010
Giovinezza e discotunz
No, non moda come fashion, ma moda come sinonimo di temporaneità e di usi e costumi.
L'ultimo a passarmi di moda era stato il romanticismo. Passato da timido arciere dell'amore, a prostituto di bassa lega.
Adesso pare che altro sia passato di moda.
Sembra che chi sa parlare, chi azzecca i congiuntivi, chi AMA parlare sia destinato all'ostracismo sociale.
La discoteca, punto di ritrovo di esseri con le scarpe rosse che manco Doroty e luccicanti che manco le palle da discoteca, offre la scusa ai nonparlatori.
Non permette lo scambio di opinioni, cosa spesso positiva e vantaggiosa per la grammatica italiana, ma diventa allo stesso modo un alibi.
La fiducia che io ripongo nell'essere umano è direttamente proporzionale alla quantità di cibo che ingerisco in sua compagnia.
Ad inizio conoscenza, se confido nel fatto che tu abbia 2 o 3 neuroni, berremo un caffè.
Se ho fiducia nelle tue capacità, c'è la speranza di un aperitivo insieme.
Se ti ritengo intelligente e capace di sostenere una conversazione andremo a cena insieme.
Viceversa la disco è il luogo più indicato. Io, tu e la grammatica italiana a piangere chiusa fuori.
Mi è stata rimproverata la mia preferenza per le serate in compagnia di esseri peNsanti a discapito di esseri pesanti.
Ora.
Io non voglio togliere a nessuno le meraviglie della discoteca.
Lo capisco che è emozionante non sentire assolutamente niente, essere abbordate da esseri fluorescenti, pesticciati da gente che ha un q.i. a dir poco imbarazzante, bere metà cocktail e sapere di vodka alla fragola a vita, avere problemi di udito pari a quelli che si hanno post esplosione, avere conversazioni stimolanti che non vanno oltre al: "ciao!""Come???", tornare a casa con i vestiti bucati che manco i vietcong, rischiare di rimanere incinta osservando la porta del bagno e schivare la gente caduta ai tuoi piedi più che per il tuo fascino per una rissa random.
Però io vi lascio libertà di scelta amici tunzettari.
Andate e ballatene tutti.
Lasciate libera anche me.
Che mi godo la mia mela cotta e la capacità di intendere e di volere.
lunedì 31 maggio 2010
La corte dei miracoli- Parte seconda
Credo di essermene fatta anche qualcuna di quello del 4° piano, così, per completezza.
Tra ospedali, per diretta e interposta persona, viaggi e malattie varie la mia vita è stata tutta un quiz.
L'altro giorno al mare, tra uno slippino fluorescente e l'altro, riflettevo sui rapporti umani.
E sui casi da studio che entrano ed escono dalla mia vita. Utilizzando una porta girevole che murerò a breve.
Iniziamo da Mr. forty.
Mr. forty fa parte della strana cerchia dei 40enni, quelli ancora sotto inchiesta.
Bisogna decidere se ormai fanno parte dell'usato manco tanto garantito o se sono come il vino buono, invecchiando migliorano.
I 40enni hanno dei pregi, bisogna ammetterlo.
Hanno una casa tutta loro, riescono a guardarti anche negli occhi, sanno che oltre ai 4 salti in padella c'è un mondo tutto da scoprire e, alcuni di loro, conoscono anche il tempo di cottura degli spaghetti.
Ma hanno anche dei difetti. Sono in mezzo del cammin di loro vita e non hanno ancora deciso se andare avanti o indietro.
Si sentono ragazzini, con tragici risvolti per la dignità loro e della palazzina tutta o si sentono vecchi e stanchi il giorno dopo, provocando l'esaurimento di chi, per stargli dietro, aveva tirato fuori i rollerblade.
Sono quelli che vorrebbero fare il grande salto, ma sono bloccati da un artritico passato.
Insomma meglio darsi al vino novello.
C'è stato poi il gelataio.
Un bel dì si avvicina al tavolo un uomo, con un gilet viola, la camicia e il pantalone bianco.
Un salto nel passato: chiudo gli occhi e vedo il camioncino bianco, sento la musichetta inconfondibile e aspetto di vedere il gelato a pallette.
Apro gli occhi e lui è ancora lì. E senza gelato.
Li richiudo.
Mr. gilet va ammirato. Si sente figo lui. E con un gilet viola ci vuole molta fantasia.
Parla pure. Usa tutti i luoghi comuni sulle donne e mi informa che secondo lui le donne agrigentine sono facili. Lo informo che io sono etero e non ci ho mai provato con nessuna.
Cerca di offrirmi da bere e io mi fingo opossum.
Morta.
Avete ragione voi, non posso lamentarmi.
La gente per vedere le scimmie va allo zoo, a me basta fare 2 passi.
L'unico neo è che non posso tirargli le noccioline.
martedì 16 marzo 2010
La corte dei miracoli
Per cui mi pare giusto dare sfogo alla mia "simpaticità".
Nei periodi che parafrasando (si parafrasando vi assicuro) potremmo serenamente definire di merda, emergono, a completamento, misteriose figure.
Mezzi uomini e mezzi scassa palle.
Emergono così creature mistiche, 8enni vestiti da adulti, gente in confusione mistica o meno mistica, gente che impiega 10 minuti a decidere se "ci si" o "si ci", estimatori di intimo altrui e tanti bei pazzi.
Un'allegra corte dei miracoli insomma. Manca il gobbo di notre dame e siamo tutti.
Aggiungete che il vostro migliore amico si sta laureando e non è carino raccontargli i vostri cazzi giacchè il pover uomo ne ha per voi e la palazzina vostra, e avrete il quadro completo.
Sono questi i periodi in cui si inizia a pensare che tutto sommato anche la salvaguardia degli ippoglossi arricchirebbe il vostro bagaglio culturale.
Ma l'Alaska è ancora troppo vicina.
La permanenza nella valle di lacrime non aiuta.
Vivo in un luogo in cui dire che leggi decreta la fine della tua vita sessuale e nei pub incontri gente che ritiene possa avere fortuna nell'informarti che gli piace il tuo perizoma.
Quest'ultima nel caso in cui tu, come il 75% della popolazione mondiale arrivata alla sera, non ricordi che intimo indossi, assume sfumature emozionanti.
Ma è la terra in cui la gente ritiene divertente chiedere "oh ma tu lo conosci quel culo?". Che a te, che con uno del genere non ci condivideresti nemmeno lo spazio aereo, ti s'accapona la pelle.
E poi c'è la gente con il ciclo di default. Quelli che si offendono se non scondinzoli quando li incontri.
E se tenti di scappare, il cielo ti punisce.
Proprio il cielo peraltro, manco per interposta persona.
Una giorno una ragazza esaurita voleva tornare da Palermo (mica dalle Canarie eh, che uno dice beh ti sei divertita ora soffri).
Con l'umore di una che sta andando a fare una gastroscopia stava tornando a casa; Palermo- Agrigento, niente di strano, niente di nuovo, niente di eccezionale.
C'era pure un film "palermo- Milano"; io la potevo fare per i tempi.
Sono stata sequestrata sul bus, causa pioggia, per 5 ore.
E senza Raul Bova.
Questo a dimostrazione del fatto che la sfiga non ha mai fine.
Perchè quando ti sembra di avere toccato il fondo, ti informano che c'è il sottoscala.
venerdì 5 febbraio 2010
Generazione surimi
Tra un Paolo Fox e un pazzo di psycho.
Ai miei tempi la vita sentisessuale era più semplice.
Riuscivi agevolmente a capire se eri fidanzato/a o meno.
Non parlo della sicurezza sentimentale, nsiamai, ma della comprensione della propria situazione.
Coppia? non coppia? amante?
Carne? pesce?
Insomma a tempi baciavi un tipo e lui diventava, direttamente e senza passare dal via, il tuo fidancoso.
Non erano necessari un periodo di rodaggio, frequentazione di 3 anni, conoscenza di 4, baccaglio di 6, 14 uscite, 16 prove tecniche di trasmissione o fare pipì tutto intorno alllui.
Lingua docebat.
Oggi alla domanda sei fidanzata? assistiamo alla moltiplicazione dei vocaboli.
Abbiam perciò:
- frequento qualcuno;
- stiamo uscendo;
- ci vediamo;
- ho una relazione;
- abbiamo una storia;
- baccagliamo (flirtiamo);
- siamo.
E quest'ultima è figlia diretta del 7 e 1/2.
Carta? sto!
Praticamente ad uno che ci prova non sai che rispondere.
Scusa non sono sicura di potertela dare non mi pare una risposta soddisfacente.
Siamo praticamente la generazione degli incastrati. Liberi ma non liberi. Fidanzati ma liberi.
In pratica uno si sente fidanzato e l'altro fa le corna non corna.
Tralaltro se la domanda vi sembra difficile, la classificazione lo è di più.
Tragico è chiedere dov'è l'altro.
Ehi ciao, dov'è il tuo... fidanzato no, zito no, ragazzo no...
We sei sola?
Siamo la generazione delle storie a distanza, quelli che sentono più spesso "vodafone messaggio gratuito, l'utente da lei chiamato ha cambiato continente" che la voce del proprio aMmore.
Siamo mezzi uomini e mezzi skype, agenti di viaggio falliti, onniscenti riguardo le tariffe you&mefinedelmodno, noi2e4foche, iotuel'alaska e trombatori per procura.
E sì perchè anche il sesso ha la sua parte.
Praticamente si fa sesso online, oncam, onweb, onmsn, onskype, ma mai onthebed.
Ciò rende telecom responsabile di gioie ed orgasmi.
Fastweb ci permette il sesso acrobatico, l'Adsl ci offre un sesso da coppia sposata da 20 anni e se avete il satellite leggete un bel libro.
Insomma siamo una generazionesurimi.
Che nessuno ha ancora capito che è.
sabato 16 gennaio 2010
Il mio shining 2010
Il mio 2010 procede ricco di... le chiameremo emozioni.
Poco tempo fa TUTTOPERME mi aggiunge in msn.
Io già non aggiungevo prima, memore del videopene non aggiungo più nemmeno i parenti.
Chiedo prima un documento identificativo.
Come nei pub inglesi.
Ma, penso, sarà il fratello piccolo (scemo) di qualche amica.
E con innato senso materno lo aggiungo.
Segue conversazione:
Lù: chi sei?
TUTTOPERME: come non ti ricordi di me?
Lù: evidentemente...
TUTTOPERME: nemmeno guardando la foto?
Ora... il ragazzino in questione aveva una foto che solo a guardarla era pedofilia, abbarbicato ad una coetanea e con una maglietta (LUI) più scollata del 90% di quelle che popolano il mio armadio.
Lù: guarda forse hai sbagliato persona, chi ti ha dato il mio contatto?
TUTTOPERME: tu?
Lù: da drogata?
TUTTOPERME: ci siamo conosciuti a Natale
Lù: aaaah si mi ricordo! da gianco?
TUTTOPERME: si! brava!
Lù: peccato che io ero in Africa a Natale.
E non dite che sono acida eh.
Secondo tempo:
Luogo: facebook- Patria di tutti i mali
Aprirò un breve sondaggio.
Giusto per capire se sono pazza.
Voi ritenete normale che uno che non sentite da ALMENO 8 anni, che è amico di un amico manco tanto amico, con cui avete parlato 30 secondi di cose interessanti ("freschino oggi eh?" "Eh come cambia il tempo") vi chieda prima se siete fidanzate e poi se siete vive?
Tralaltro essendo su facebook non è che mi puoi ammare per il mio meraviglioso carattere, considerato il fatto che quando ci siamo conosciuti ero ggiovine e avevo tutta la vita davanti e tutte queste belle cose.
Poi dalle foto eh.
Cmq l'omo m'abborda, faccio la vaga, e lui inizia con una specie di terrorismo psicologico.
Usciremo insieme... poi si vede... facciamo una follia... mi piace la tua foto... bella posizione...ti facevo più piccola ghghghgh ...
Inquietante.
"Usciamo adesso? facciamo una follia?" chiede.
"No sai, è che è tardi, io vado a nanna presto, guarda manco ceno ultimamente che già arrivata alla frutta sbavo sul tavolo. Poi stasera mi sento psicologicamente casalinga."
No, non mi chiedete che vuol dire, era la disperazione.
Dopo avermi terrorizzata, inizia a farmi l'oroscopo.
Riassumendo le opzioni del mio scintillante, anzi shining, 2010 sono quindi due.
Darmi ai ragazzetti.
Cenare con paolo fox.
mercoledì 13 gennaio 2010
Cattivi propositi
Così tanto per iniziare in maniera originale.
Non so voi, ma sono abbastanza felice di essere uscita indenne dalle vacanze natalizie.
Possiamo tornare ad ignorarci con i parenti, farci passare la paresi facciale e smettere col carosello di saluti che senonmisalutimuoioenonènatale.
Non so il vostro, ma il mio 2010 è iniziato, come dire, di merda.
E vi assicuro che la parola scelta è l'unica, tra quelle vagliate, a non comportare la scomunica immediata.
L'entrata del 2010 mi ha offerto spunti di riflessione.
SPUTI di riflessione in realtà.
La notte di capodanno, popolato da creature mezze donne e mezze palle da discoteca, è stata quantomeno istruttiva.
Ho visto le calze di una tipa che mi hanno bruciato la retina, ho visto le coppie dell'anno nuovo, che c'erano nell'anno vecchio, s'erano lasciate nell'anno prima, rimesse insieme non so quando, ma sempre amate.
E sempre su facebook.
Ho ricevuto kilate di messaggini di natale.
Mi hanno augurato gioia, felicità, soldi, lavoro, amici, famiglia, banane e tante belle cose.
Se avessero un fondo di verità fra mezz'ora dovrei trovare l'uomo della mia vita, avere una casa con figlio e cane inclusi e vincere al superenalotto.
Vi faremo sapere.
Ho visto una discoteca agrigentina in cui andavo da 14enne. E sarebbe stato meglio smettere a quell'età.
Ho scoperto che gli uomini sono esseri misteriosi e "cangianti".
Però... udite udite... qualcuno s'è salvato.
Qualcuno è sopravvisuto all'agrigenDina selezione al contrario e naturalmente è già emigrato.
Io sbaglio candeggio credo.
Però questo pare uht, non è latte fresco.
Non inacidisce in due giorni.
Certo un mistero resta.
Il romanticismo degli uomini ha una durata di 48 ore poi, misteriosamente e senza avvertimento, passano dall'essere dipendenti della perugina a dipendenti di poste e telegrafi.
Prima messagini dolci e stucchevoli, poi comunicazioni di servizio.
Roba che se non vedi il mittente non capisci se è il servizio ansa, quello delle autostrade o se sono loro, i tuoi latticini.
"Piove. Traffico".
"Sole. Saluti".
Il colonnello Giuliacci sarebbe fiero di noi.
Al prossimo inchiodo i piedi a terra.
Così per precauzione.