mercoledì 26 marzo 2014

Lavoro, buon cuore e Dante

Come penso il 90% degli italiani, frequento vari gruppi per trovare lavoro, linkedin, facebook, forum, ecc.

Ho notato varie cose.

Innanzitutto, la maggior parte della gente tira acqua al suo mulino. Non gliene può fregar di meno degli altri, cerca le offerte di lavoro, se qualcuno fa una domanda o chiede una mano non risponde.
Hanno paura che gli rubi le idee, che gli rubi il lavoro, che tristezza.

Mi è capitato di chiedere in un gruppo di insegnanti qualche consiglio su un test di ingresso. Abituata a discutere con colleghi e amici in maniera serena non mi sembrava una richiesta strana.
Una tipa mi ha risposto: Controlla il quadro comune europeo di riferimento.
MA VA
Che, per i non addetti ai lavori, è come se un programmatore chiedesse un consiglio su come fare un sito (scusate, non sono esperta) e gli si rispondesse "accendi il pc".

E' come se questa gente in fondo provasse invidia. Pensasse che tu sì e lei no, tu sì e vuoi pure consigli. Ma come ti permetti?
Sarà che io non ho problemi a dare consigli, mandare materiale, confrontarmi, ecc.
Morirò povera, ma almeno avrò la coscienza pulita.

Il secondo punto che ho notato è che finchè è gratis si fidano tutti. Se poi, per la professionalità offerta, scrittura cv in inglese, consulenze, invio materiali autoprodotti, lezioni di lingua e quant'altro, si chiedono soldi, allora no, sei brutto e cattivo e ti approfitti degli altri.
Su un gruppo una ragazza chiedeva consigli per un lavoro, il gestore le ha detto che per consigli personalizzati e precisi lui forniva delle consulenze. La ragazza ha risposto che, mica per la persona eh, ma lei non si fidava di quelle cose.
Dieci minuti prima sì.
Aggratise si è più sinceri.
E invece vi dirò, spendere in formazione, in miglioramento è un investimento. Compratevi una cover figa in meno e fatevi scrivere un cv da un professionista.

Però una cosa mi salta all'occhio.
Gente che cerca lavoro o che vorrebbe andare a lavorare all'estero, non ha le nozioni base della lingua ITALIANA.
Un' ignoranza sconfortante, un'ignoranza che forse si registrava prima della rivoluzione industriale, prima della diffusione della tv.
Dell'avvento delle scuole.
Del passaggio dal grugnito alla parola.
E non parlo del solito giochino che gli italiani non conoscono il congiuntivo, che poi è una storia vera, gli italiani non conoscono l'italiano.
Per carità nel parlato, o in un messaggio, o per fare una battuta, ben venga il prestito dal dialetto, il caro "scendo il cane" dei siciliani, ma la cosa fondamentale è conoscere la versione corretta.
A valledilacrime una frase tipica è "non ce la so", la dicono magistrati e contadini, ma l'importante è sapere che esiste una versione grammaticalmente corretta.

Perchè se è accettabile non avere un linguaggio forbito, se è accettabile il dubbio o il piccolo errore, perchè errare è umano, l'errore grossolano non lo è.
"Ce nè", "lo visto", "C'è l'ho ha consigliato", "l'ho diventerà", "non ho questo Ho quello", non sono accettabili.
E non invento.
Non è accettabile che non sappiate che qual non si apostrofa, che po' invece sì, che pensiate che "la quale" non si declini, certo che si declina, maschio, femmina, tanti maschi, tante femmine.

Nessuno è perfetto eh.
Io, prima di ogni lezione, prendo la mia bella grammatica e approfondisco, perchè l'italiano è una lingua traditrice. Ma non ho dubbi su come scrivere "c'è". Non potete avere questi dubbi se avete superato i 7 anni.

E' inaccettabile sostenere un colloquio per l'estero e non essere accettati per gli errori in italiano, è inaccettabile scrivere su un forum senza mettere un accento al posto giusto, lanciando H dall'alto e apostrofando random.
In un cv non è ammissibile nemmeno l'errore di battitura, fatelo rileggere da qualcuno, pagate un correttore bozze, andate a Lourdes, ma siate precisi da morire.

Mioddio vi prego, smettete di martoriare l'italiano, chiedete informazioni con i disegni, con la lingua dei segni, trovate un modo espressivo che non bruci la retina di chi conosce la grammatica.

Andate all'estero e spargete la lingua di Dante.

Dante quello toscano, no il paninaro sotto casa vostra.


venerdì 7 febbraio 2014

Pane, amore e malattie

Mi hanno fatto un accertamento fiscale.
A me.
A me che m'hanno detto più volte "ti amo" che "contratto".
Ma a livelli che aveva più senso farmi un esame alla prostata. In quanto grandi assenti entrambi.

E poi niente, poi sono andata da un medico.
Cioè ci sono andata due volte perchè la prima il suo assistente mi ha dato appuntamento senza che il medico ci fosse.
Il segretario.
Cioè colui che fa SOLO questo: risponde al telefono e prende gli appuntamenti.
Che poi per carità mi aveva insospettito il  "forse alle 18 o forse alle 18,30".
Forse? Che vuol dire forse? Forse non leggi bene? Forse sei miope? Forse non sai leggere l'orologio?

Quindi niente arrivo lì e il medico non c'è, il mio appuntamento è per il giorno dopo.
E no, non ho capito male, l'omino ha chiuso la telefonata con "a più tardi".
A molto più tardi omino.

Comunque l'impatto è pessimo. Non mi è piaciuto l'assistente e non mi piace l'assistente femmina che mentre sono lì mi dice in dialetto che "pacco" sia il nuovo cellulare.
Interessantissimo donnina interessantissimo.

Finisce la visita, impressione neutra, l'unica cosa che mi colpisce è che secondo me il medico aveva sonno e arriva il momento clou, quello del pagamento.
"Sono 80 euro"
"Ecco a lei"
"Bene, grazie e arrivederci"
"Uh? La fattura, grazie e arrivederci".

Donnina?
NO.
Anche se è prassi non farla non puoi guardarmi come se ti avessi chiesto una fetta di culo, non puoi dirmi vediamo se la può fare, cos'è, ha la paresi alle mani?
Magari ve la facciamo avere. No, donnina, non ho fretta, aspetto.

Dovete sapere che adesso, per la TRASPARENZA, è possibile sapere quanto guadagna un medico ospedaliero.
Ebbene, cercando il cv di questo onesto tizio, ho scoperto che guadagna oltre 83mila euro l'anno.
In ospedale.
Poi ha lo studio privato, lo chiameremo, ESENTASSE.
Almeno con me eh, magari sono stata caso unico e raro, una botta di alzheimer della segretaria.

Continuate a chiedermi perchè voglio andare via su.

giovedì 5 dicembre 2013

Chiamiamolo lavoro

Recentemente mi hanno chiamata per un lavoro.
Collaboro con un'amica e la sua associazione e hanno chiamato lei che ha fatto il mio nome.
Mi avverte che il tizio non le è piaciuto, le è apparso volutamente vago e incomprensibile.

Mi chiama il tizio, parliamo per 35 minuti e l'unica cosa che capisco è che mi ha offerto un lavoro.
Peccato non aver capito quale.
Quindi riferisco alle mie amiche che tanta vaghezza può essere legata solo alla mafia o alla criminalità organizzata.
Dovrò uccidere qualcuno o svaligiare una banca.

Prendiamo appuntamento per un sabato alle 12, per scoprire chi devo ammazzar capire di che si tratta.
Alle 12 io sono lì e mi chiama il tipo: "ehm lei è già lì?"
"sì, abbiamo spostato l'appuntamento e non me ne ero accorta?"
"Ah io sto arrivando, sono a postoa15minutidaqui".

Devi morire pazzo.

Incontro il tizio, che arriva vestito come se tornasse dal raccogliere lumache.
Io non avevo certo l'abito di Valentino, ma ero vestita in maniera dignitosa e senza macchie sulla maglietta almeno.
Sembra che il colloquio lo stia facendo lui.
Tizio: "abbiamo una piattaforma..."
Io: "Petrolifera? sui mari del nord? Definisca piattaforma"
T: "noi quindi vorremmo un corso di ORIENTAMENTO all'italiano"
"Scusi che vuol dire orientamento? Non sono alfabetizzati? "
"Sì sì ma noi li dobbiamo orientare"
"Tipo che li giro verso la lavagna?"

"Poi dobbiamo fare una linkografia"
"Sì ok"
"ragionata eh"
"ah puntocroce.it non va bene?"
" tanto quanto ci vorrà? 2 orette no?"
"A girare per il web, selezionare i siti utili, identificare il livello, capire se sono validi e farne una descrizione? Certocomeno."
"Per il pagamento, quanto prende?"

Io ve lo giuro.
Ero fortemente tentata dal dirgli: 30 euro un'ora, 100 tuttanotte.

"Guardi la mia tariffa è x all'ora, netti"
"Ah, con la sua collega avevamo parlato di x, ma COMPLETI".
"guardi io conosco solo la differenza tra netti e lordi, completi mi sfugge".

In ogni caso il lavoro è interessante e accetto il lavoro dal tizio che è venuto ad un incontro/colloquio senza neanche una penna.
Che dolce.
Come i miei bimbi che dimenticano il quaderno.
Con solo un paio di decenni di differenza d'età.
La prima giornata effettuiamo un test per BILANCIARE, dice lui, valutare dico io, le competenze.
Non c'è una ceppa da bilanciare, non avendo precedenti riferimenti.
Il tizo è uno di quelli che spara paroloni per sentirsi figo, così in libertà.
Del tipo: "Bisogna comprare il latte, poffarbacco che multimedial center multicentrum".
Così.
Aggratis.

Comunico al tizio che preparerò i materiali e che ovviamente devono occuparsi loro di stamparli per tutti.
"Ah, lei mi faccia una SCANSIONE e io li stampo"
"ominosenzapenna? Una scansione di ogni cosa? sono immagini, hai un'idea di quanto pesano?"
"No, no, mandale pure"

Giorni dopo mando le scansioni.
Driiin driiin.
"Ehm, sono troppo pesanti"
"macosamidicimai"
"e poi non riesco ad aprirle"
Questo perchè sei capra amico, sono .jpg, li apri pure con l'apriscatole.

"Sai cosa? Porto lo scan, la stampante e facciamo a lezione"
"ok"
"mi raccomando puntuale"


Ci vuole coraggio.

Driiiin driiin
"Ah, dimenticavo. Per fare la scansione devi prortare gli originali"

Per fare la scansione devi portare gli originali

Voi lo sapevate?
O è tipo il 4° segreto di Fatima?
O tipo in Sicilia siccome le cose arrivano sempre dopo, non sono ancora arrivati gli scanner intuitivi, che li guardi e scansionano il tuo pensiero stupendo?

Il vostro scanner com'è?





No vi prego, fatemelo sapere, sono curiosa.
E vi prego, ditemi come reagire a cotanta competenza.
E come reagire al fatto che non c'erano fogli per la lavagna e che per utilizzarla, data la scrollata di spalle alla mia richiesta a chi di dovere, attaccavo con lo scotch i fogli A4 sulla lavagna.





Chiedetemi ancora perchè me ne voglio andare.

CHIEDETEMELO.



martedì 3 dicembre 2013

Nani e omicidi

Ieri sono andata dai nani.
Quelli agratise.

I nani gratis sono terapeutici, sono bambini educati, dolci, affettuosi, dicono grazie.
Sarebbe carino se riuscissero a sterminare i coetanei italiani che dicono parolacce, sono emo, non ringraziano, hanno problemi di relazione col mondo e sono acidi.
Miglioreremmo la razza.
Vedrò cosa posso fare.

I nani si informano ripetutamente sugli esiti riproduttivi della sottoscritta.
"Maestra tu ce l'hai un bambino?"
"No tesoro"
"Ma manco uno?"
"ehm... no tesoro, non che mi risulti"
"Ma un papà ce l'hai?"
"ehm quello sì, tesoro ti preoccupi per il mio desiderio di maternità?"
"No è che se avevi un figlio ci potevo scambiare le figurine"
 

Mi pare giusto.
L'anima della praticità.


Comunque ieri ho fatto il cambio di stagione e ho messo da parte per le bambine, qualche magliettina che non mettevo più e di cui mi vergognavo anche (tweety, hello kitty, bestie varie innamorate, cuori visibili da Marte).
Il concetto di "necessario/importante" avevo imparato ad analizzarlo in Africa.
Ma è incredibile come non si finisca mai di imparare.

Una bambina ti guarda come se le avessi regalato un milione di dollari e ti dice "posso davvero prendere queste magliette bellissime?" e ti abbraccia, ti stringe, ti bacia per 10 minuti.

Tu hai avuto la tua dose di amore per UN MESE, perso la dignità e deciso che con il prossimo stipendio comprerai 1milione di magliette con pupetti vari.

E' incredibile come si faccia felice un bambino con poco.
Mentre noi abbiamo bisogno chissacosa e siamo sempre scontenti.

Per riequilibrare la situazione è venuto uno di questi psicolabili appartenenti a cose religiose, tipo sette, ma che loro ti dicono cheamanogesùgiuseppeemmaria e ti vogliono bene.

Io no.

"Vedi? I bambini FINGONO di essere buoni per farsi aiutare per avere dei benefici"
"Hanno 7 anni, dubito programmino un golpe"
"Eh ma poi quando hanno l'alcool per la testa a fare un OMICIDIO non ci stanno niente"
"..."
"possiamo darci del tu?"
"nemmeno per idea."

La suora lo ha elegantemente accompagnato alla porta.

Si può non amare?
Una suora che manda santamente a cagare la gente non può che avere tutta la mia stima.

Con gente di queste sette religiose avevo avuto un precedente.
Parlando delgli immigrati una signora, cintura nera di religione, mi aveva detto "eh questi magari ora vogliono pure studiare".
Le avevo risposto che al medico ignorante bianco preferivo un medico preparato di colore.

E che tra due ignoranti continuavo a preferire quello di colore, che almeno fa bene...

all'ANIMA.

domenica 1 dicembre 2013

Mi manca

Avvertenze per l'utenza: non sprizzo gioia da tutti i pori e lo volevo dire a qualcuno. Poi però mi passa.
Quando sto male desidero sempre cambiare continente, oggi, dato che c'avevo da lavorà, mi sono limitata a riflettere su quello che mi manca dei miei viaggi.

Mi manca ricevere il buongiorno, in qualsiasi lingua. Svegliarmi con qualcuno a casa che dice "buongiorno!Bom dia!Goodmorning!è caduto un pezzo di tetto!" mi manca proprio.
Che poi io la mattina odio la gente che parla eh, però il buongiorno mi fa proprio felice.

Mi manca avere una casa mia, potere mangiare quando voglio, cosa voglio, vagando per casa e facendo briciole OVUNQUE. Le briciole, mi mancano le briciole.
A casa mia abbiamo adesso il folletto che costa quanto 2 settimane in Portogallo e non abbiamo le briciole.
E manco siamo andati in Portogallo.
Io e il folletto ci odiamo cordialmente per questo.

Mi manca una casa mia per vegetare sul divano con un'amica o per prendermi un caffè in santa pace.

Non perchè i miei siano invasivi (tipo le formiche), ma voglio una casa mia.

Non trovo le cose e divento acida, più del solito.

Voglio una casa mia perchè voglio vivere IN MUTANDE.

Mi manca aver sempre qualcosa da fare e da scoprire. Nella mia città, che ormai pare l'emmental, puoi scoprire solo buche nuove.

Mi manca sbagliare e comprare 1 kg di cogli**i metà belli sodi per l'insalata e metà molli per la salsa.
O chiedere se il PENE per pagare l'acqua è proprio lì.

Mi mancano le facce nuove.
Mioddio vi prego compaesani, fatevi 'na plastica, fatemi contenta.

Mi manca sentire caldo (in Mozambico), sentire freddo (in Irlanda), perdermi (in Sudafrica), vedere le cascatine (in Zimbabwe).

Mi manca la gente che trova sempre il tempo per tutto, che non è perennemente stanca, che non si lamenta h24, che se ti vuoi lamentare tu ti ascolta, che sa divertirsi con poco e che ha voglia di vivere.
Mi mancano gli yes men e le yes women.
Qui sono tutti amanti del no o del tifacciosaperedopo.
E poi moiono tutti.
Mi manca la gente che non ti permette di star male, perchè c'è. Sempre.

Mi manca la torta di manioca, mi mancano i miei amici, mi mancano le scimmie che passavano davanti casa mia.
Mi manca la gente felice con niente, con la faccia allegra solo perchè ha comprato due mollettine per capelli.
Qui tutti hanno ciò che desiderano, le hogan, ma hanno tutti la faccia da cazzo.

Mi manca quella gente così bella, così affettuosa, così presente.
Mi mancano gli amici sui quali contare sempre.
Mi manca svegliarmi con il guardiano che fa pulizie del giardino.
Alle TRE del mattino.
Mi manca non sentirmi mai sola.


Estou com saudades. Quella parola bellissima portoghese, così dolce, che non è solo nostalgia, è struggimento, è mancanza.

Ero un'espatriata col bidet, non mi mancava niente.
Adesso posso scegliere tra 24 marche di biscotti, ma mi sento spenta.


mercoledì 27 novembre 2013

Vedo i calzini espatriati


Come sapete io non sono fan di spic&span o di mastrolindo, io pulisco quando subentra il rischio batteriologico, pulisco non h24.
C'è comunque un limite che ogni donna ha e che è ben diverso da quello di un uomo.

Recentemente ho fatto prove tecniche di mini convivenza condivisione di spazio aereo e ho scoperto interessanti dettagli.
Innanzitutto gli uomini non sono autonomamente in grado di distinguere lo sporco.
Probabilmente in occidente sopravvivono perchè trovano l'acqua in bottiglia, se dovessero comprendere in autonomia qual è quella pulita si estinguerebbero in 5-6 secondi.

Devi quindi spiegargli che l'aspirapolvere va passata, i pavimenti vanno lavati, ma, soprattutto, che i fornelli non li lecca il gatto, si puliscono con lo sgrassatore.
Questo strano sconosciuto.
Quando per cui ho detto alla mia dolce metà "tesoro se pulisci la mattina la chiazza di caffè è più facile, altrimenti il pome io devo scartavetrare la cucina", lui mi ha risposto: "Tanto poi si riusa, la faccio la sera".

Capito amiche care?

Tanto poi si riusa.

Ma come mai non c'eravamo mai arrivate?
Come mai una tale epifania non aveva colpito nessuna di noi?
Di fronte a cotanto intelletto le mie opzioni erano:
a- sparargli;
b- rispondergli: allora amore non pulirti il culo, tanto poi lo riusi;
c- salvaguardare la specie e andarmene.

Ho scelto l'opzione C, ma probabilmente qualche fulmine dev'essere partito, dato che l'indomani fiero mi ha detto "visto che la macchia non c'è?"

E poi noi donne, prese da quel misterioso senso materno che si sviluppa verso qualsiasi cosa abbia gli occhi, ci sentiamo IN COLPA.

La seconda informazione che ogni donna dovrebbe avere è arrivata alcuni giorni dopo.
Che manco i segreti di Fatima, che ci sono voluti 1220 anni.
Io in 3 giorni ho visto la LUCE.

Il mio fidanzatodolcissimo ha deciso di darmi una mano e stendere la biancheria.
Peccato che io me ne sia accorta PRIMA di arrivare a casa, raccogliendo mutande e calzini da 10 km da casa in poi.
Praticamente i calzini mi sono venuti incontro.
Che dolci.
Quando sono tornata, con calma, ho fatto notare al mio fd che 3/4 della lavatrice era in giro per valledilacrime e lui mi ha risposto: "C'era vento".

Ora.

Valledilacrime è una città moderatamente ventosa, quindi usare le pinze per stendere è sufficiente, non è necessaria la colata di cemento sulla biancheria per assicurarla al balcone.
Immediatamente ho pensato alle triestine.
Le ho viste mentre la sera si toglievano le mutande e HOP dalla finestra.

Tanto quella sarebbe stata la loro sorte.
Capirai.
Quelle c'hanno la bora, praticamente per i calzini ci sarebbe l'ESPATRIO.

Ps ho ricevuto però la colazione a letto. Il mio fidanzato è stato per cui abilitato allo spargimento indiscriminato di intimo dal balcone.

lunedì 25 novembre 2013

E' davvero facile partire?


"Fare la valigia è troppo facile"

Ultimamente leggo/mi sento dire spesso questa frase, quando parlo della mia idea di lasciare l'Italia.
Il tizio insoddisfatto/mantenuto da mamma e papà di turno mi risponde "eh. E' facile fare le valigie e andare via".
E' facile amico?
E' facile lasciare affetti, famiglia, amici, città in cui sei nato, per andare in un posto che non conosci e nel quale non conosci nessuno?
E dimmi, amicocaro, COSA nello specifico è facile?
E' facile avere rapporti in una lingua non tua? Non sentirti sicuro di ciò che dici? Sentirti frustrato perchè non riesci ad avere le stesse competenze che hai nella tua lingua?
O forse è facile amico andare dal medico e spiegargli che ti fa male il fianco (fianco... ehm... è qui vede?), o che il dolore è "pulsante" o "a intermittenza"?
Ma aspetta forse è facile l'infinita questione burocratica. Quella che mi faceva fare 6 ore di strada sterrata al mese e di lite in dogana per rinnovare il visto.
Una passeggiata di salute.
O forse è troppo facile quando le tue amiche si laureano/sposano/riproducono e tu, semplicemente, non ci sei.
O magari è facile quando un tuo caro sta male o peggio e, in ogni caso, non riusciresti a tornare.
Forse è facile avere una relazione? Spostandosi di qua e di là come una trottola? Bisognerebbe viaggiare insieme, ma non è facile trovare chi se la sente o chi ha voglia di impegnarsi.
La gente è coraggiosa come te che resti amico.

Oppure l'alternativa è "se ognuno restasse e facesse il suo, migliorerebbero le cose"
Ma amico chi ha detto che IO devo salvare il mondo?
Sai di cosa mi sono accorta? Che il "nostro" lo facciamo in 12 in Italia e gli altri pendono dalle labbra di chi può dare lavoro, accettano qualsiasi cosa, vanno a ritirare pacchi, fanno da baby sitter, lavano macchine anche se il loro lavoro è quello dei commessi.
Provaci tu amico a fare il tuo, sù fai il cameriere e chiedi al tuo datore di lavoro un contratto.
Sù.
E sai di cosa mi sono accorta amicocoraggio?
Che io sono onesta, io lavoro bene (al massimo delle mie capacità, poi magari sono una capra ma mi impegno) e non mi si chiama più.
E sai perchè? Una persona onesta e preparata è generalmente un pericolo.
Una persona onesta sa quanto vale il suo lavoro e sa COME si lavora, una persona onesta non ci sta a non fare lezione e firmare lo stesso, una persona onesta quando sente "non fa niente se non c'eri, firma lo stesso", fa almeno una faccia schifata, una persona onesta vuole il contratto, una persona onesta è mal vista.

Sai per chi è facile vedere la semplicità nel partire?
Per chi le cose le ha davvero facili.
Per chi torna a casa e ha il piatto pronto, ai vestiti e alla ricarica ci pensano mamma e papà, ai viaggi pure, pensano a tutto.
E voi vi accontentate.
Ho anch'io una famiglia che mi ha dato, mi dà e mi darebbe tutto.
Ma io non mi accontento, voglio iniziare a restituire qualcosa.

E' ancora troppo facile fare le valigie mon ami?
E allora perchè non le fai anche tu?

Cosa sei, masochista?
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